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‘NMM’ – Gregucci: “Presupposti ritrovati, ma piedi a terra. La gara di ieri ha un nome e un cognome…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La partita è stata buona ma non dobbiamo volare: abbiamo fatto gol con un’azione facilmente prevedibile, l’Atalanta non vince in casa dal 2024; cerchiamo di analizzare scrupolosamente questa gara.

Serva analizzare bene la partita. Ho sentito dire che la Lazio non sa vincere con uno spartito diverso, ma non è vero. Le gare non sono tutte uguali. Questa la sblocchiamo con quell’episodio ma poi non lo cerchiamo più.

Ora ci sono sfide in cui non puoi più permetterti di sbagliare. Con la squadra schierata non puoi concedere. Noi non abbiamo una rosa nettamente superiore alle altre, abbiamo tanti profili molto interessanti. La squadra, sotto pressione, ha sempre dato la sensazione di riuscire a fare qualcosa, tutti insieme; ieri su ogni palla lottavamo tutti. Io a questi ragazzi vorrei dire che devono perdere solo per gap tecnico, non possiamo più permetterci di regalare niente.

Noi siamo stati squadra, con identità; ricordiamoci poi da dove siamo partiti. Nel tempo l’evoluzione sarà tenere dietro squadre che come il Como che è un brand e può andare avanti, così come potrebbe fare il Bologna.

Corsa Champions? Non scarterei ancora il Milan, ha un ottimo organico.

La prestazione di ieri ha un nome ed un cognome: Nicolò Rovella; la sua prova è stata di livello altissimo dal punto di vista della qualità. Belahyane è stato fantastico. Zaccagni è il giocatore con maggiore qualità che abbiamo. A me ha anche sbalordito il portiere, parlo di atteggiamento.

Provedel o Mandas? Parlavo di atteggiamento perché ieri Mandas a me ha sorpreso per la lucidità delle sue sclte. Ogni volta che la palla andava a 30 metri dalla porta, laterale, lui faceva qualche passo. Aveva una lettura pulita. Ha disinnescato diverse giocate e ha demoralizzato l’Atalanta. La difficoltà dell’allenatore ci possono essere nella scelta tra i due: abbiamo un portiere titolare che è Provedel, ma il ragazzo che ha dietro ha risposto presente anche ieri; è stato il padrone dell’area di rigore.

Bene l’esordio di Provstgaard, ha fatto bene, buone letture. Entrare in una gara così non è semplice, ma neanche difficile per chi sogna da tempo quel momento. Ha fatto dei disimpegni abbastanza puliti, per quanto riguarda l’emotività e la concentrazione mi è sembrato presente.

Bodo? Tecnicamente siamo superiori ma potrebbe non bastare. Testiamo il campo e cerchiamo di recuperare i giocatori.

La preparazione del derby è praticamente nulla, visto l’impegno in Norvegia. Dal punto di vista emotivo? Non faccio confronti con la Roma, questa settimana, al netto degli allenamenti, passa tutto dalla testa.

Tavares? Non è una ricaduta. E’ stato preservato ma purtroppo si ferma troppo spesso”.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, ecco il piano B umile e maturo. Tavares? Fermarlo per trovare le cause…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La gara di ieri della Lazio è stata intelligente, soprattutto in relazione al tipo di avversario. L’Atalanta si esprime meglio giocando fuoricasa ed il piano partita di Baroni è stato logico. Non lasciare spazio ai nerazzurri vuol dire poi trovarne nella lorò metà campo. La coppia di centrocampo Rovella-Belahyane è stata una chiave, bene anche la prestazione di Dele-Bashiru. La prestazione della Lazio è anche sintomo di maturità.

Quello che abbiamo visto ieri vuol dire che ci può essere anche un piano b, ma questo dipende molto anche dalle caratteristiche dei giocatori che scendono in campo. Ci sono gare in cui tu devi giocare in quella maniera, in modo più umile. Il derby potrebbe essere proprio quel tipo di partita, quella di Ranieri è una squadra pericolosa quando ha campo.

Bisogna ragionare partita per partita, certo è vero che ora hai risucchiato anche l’Atalanta. Ora i posti in Champions a disposizione sono due, ma questa alternanza di posizioni ci sarà fino alla fine. Da adesso in poi, conteranno solo le energie, chi ne avrà di più avrà la meglio sulle altre.

Tavares? Ha delle fragilità, ma sono anche convinto che metterlo dentro appena sta meglio non è un bene. Andrei alla radice del problema, più che curare l’effetto devo trovare la causa che porta a questi problemi. La palla dovrebbe passare allo staff medico ed ai preparatori. Piuttosto di fare questo avanti ed indietro, preferirei tenerlo fuori per più tempo per capire il reale problema. Lui è fortissimo, ma se non sta bene fisicamente non rende”.

Provstgaard? Venti minuti sono pochi per giudicare un giocatore, ieri ha fatto quello che doveva fare”.

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“QUELLI CHE” – Mirra: “Il rinnovo di Baroni sarebbe un’ottima mossa. Con l’Atalanta scelgo la Lazio migliore” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra in collegamento con “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per parlare di derby, di Atalanta-Lazio e del futuro di Baroni.

“Ci avviciniamo al derby come avvenne nel 2005 con la Lazio in difficoltà e la Roma a gonfie vele. Speriamo venga ribaltato il pronostico. Tattica guardinga? A Roma il derby è la partita che spesso può valere una stagione. Entri in campo più concentrato”.

“Un giocatore risente delle voci che riguardano il futuro del proprio allenatore, vedi Atalanta-Lazio domani? Sì, assolutamente sì, anche a livello inconscio. Non cambi la prestazione ma certamente l’umore. L’annuncio del rinnovo di Baroni fino al 2027 sarebbe un’ottima scelta. Importante che la società abbia dato un messaggio forte alla squadra. In tal senso la Lazio sarebbe avvantaggiata rispetto agli orobici”.

“Quando affronti l’Atalanta di Gasperini qual è la prima cosa da dire ai propri giocatori? Loro sono fisicamente strutturati per l’uno contro uno. Bisogna stare attenti ai quinti avversari che spesso giocano alti. Da allenatore la differenza potrebbero farlo sia le giocate uno contro uno per creare superiorità, sia l’inserimento dei centrocampisti. Tornando al primo punto, gli esterni di Baroni potrebbero fare la differenza”.

“Formazione condizionata da Bodo e derby? Io penso in primis a Bergamo. Match importante con l’Atalanta che in casa ha più di una pecca. Io non mi fiderei dell’Atalanta, io metterei i migliori e in Europa League, tra andata e ritorno, proverei a gestire la situazione”.

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“QUELLI CHE…” – Riscassi: “Chi perde tra Atalanta e Lazio entra in crisi piena. Gasperini via? Ecco perché…” – (AUDIO)

Il cronista di Rai Sport, Andrea Riscassi, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, per analizzare i temi di Atalanta-Lazio e il futuro di Gasperini.

“Nel girone di ritorno, Fiorentina e Atalanta hanno fatto peggio della Lazio. Atalanta in crisi? Credo che come la Lazio, i nerazzurri nel 2024 sono andate oltre le loro possibilità, nel 2025 c’è stato un calo”.

“Per quanto riguarda i nerazzurri, zero tiri in porta a Firenze. Penso che per i ragazzi di Gasperini sia più una difficoltà mentale. Chi perde domani scivola lontano dai propri obiettivi. La Lazio dall’Europa League, l’Atalanta dalla Champions. Arrivare quarti per gli orobici era l’obiettivo dato a inizio stagione. Obiettivo scudetto per l’Atalanta? Se ne parlava allo stadio, ma l’Inter mi pare imbattibile”.

“Gasperini infastidito dalle aspettative alte a Bergamo, vedi scudetto e un mercato non considerato all’altezza dal tecnico? Gasperini credo che andrà a scadenza nel 2026 e non rinnoverà. Sarà una situazione traumatica quando avverrà. Non ho idea sul suo futuro, il suo fastidio principale resta il mercato e il fatto di presentarsi alla Supercoppa Europea con quattro Primavera”

“Tolto Retegui, se osservate la formazione l’Atalanta in questa stagione non ha comprato titolari. Personalmente non credo che l’annuncio del mancato rinnovo non abbia influito sul rendimento della squadra”.

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‘SVB’ – Iannarelli: “Senza De Ketelaere l’Atalanta si spegne. Con la Lazio sarà 3-4-3…” – (AUDIO)

Il giornalista del Corriere dello Sport, Patrick Iannarelli, è intervenuto stamattina ai microfoni di ‘Radiosei’, nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’, per anticipare i temi di Atalanta-Lazio.

“Gasperini potrebbe rimanere a Bergamo? Ogni anno il tecnico cerca di ottenere qualcosa in più. La vittoria dell’Europa League ha cambiato le prospettive. Restano solo due obiettivi da centrare, Gasperini voleva alzare asticella e la società non sembra concorde. Lui sa benissimo che Bergamo gli consentirebbe comunque di fare l’ultimo salto, il club non sembra voler fare il passo più lungo della gamba”.

“Prima dl match con l’Inter si parlava di Atalanta da scudetto, poi una fase calante: che succede? Al di là di tutto, l’Atalanta ci ha creduto. Il momento altalenante dell’Atalanta nasce proprio dall’1-1 a Roma con la Lazio nel girone d’andata. Da lì in 18 gare, in tutte le competizioni, ne vince 5 solamente. In casa batte solo lo Sturm Graz. La squadra appare scarica dal match con la Lazio. Si è spento De Ketelaere e si è spenta l’Atalanta”.

“L’Atalanta a mio avviso se non inverte il trend resta di perdere anche l’Europa League. In casa l’Atalanta è nona in classifica, appare senza idee e fatica  a segnare. Tridente con la Lazio? Unico modulo possibile è il 3-4-3, con il belga e Lookman ai lati di Retegui. L’alternativa sarebbe Pasalic trequartista, ma con questo sistema gli orobici fanno fatica”.  

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‘NMM’ – Siviglia: “Lazio, ritrova leggerezza per un finale pesante. Atalanta? Non sembra più…” (AUDIO)

Sebastiano Siviglia in collegamento a ‘NMM’

Suor Paola donna strepitosa, sensibile, intelligente. Aveva solo gente attorno che le voleva bene. E’ stata una figura straordinaria che riusciva ad intercettare il bisogno delle persone. Capace e quadrata, si è spesa ed ha speso la sua esistenza per essere al servizio dei bisognosi. Speciale, veramente speciale. Mi è capitato qualche volta di toccare con mano ciò che lei aveva costruito, percepii subito la gratitudine che le persone da lei aiutate avevano per lei”.

Io dico che la Lazio deve ritrovare la sua spensieratezza di inizio stagione. La pressione non fa bene a questa squadra, non è semplice da gestire. Bisogna pensare che il patrimonio di punti ora va difeso, perché costruito con fatica e con tante grandi partite. Il Coppa e in Serie A, il cammino è stato esemplare. Gioco, dominio e spregiudicatezza: la Lazio volava, letteralmente. Io sono convinto che l’aspetto mentale sia determinante, non credo ad un drastico calo fisico. Quella leggerezza di cui sopra, ha fatto nettamente la differenza per la Lazio. E’ chiaro che adesso ogni gara pesa come un macigno, ed è difficile ritornare a giocare con la mente libera, ma credo che il lavoro debba essere fatto in quella direzione”.

Siviglia, Lazio e Atalanta a confronto

“La prestazione la devi sempre fare, poi le partite possono anche essere perse. A Bologna ad esempio, il crollo è stato verticale e mentalmente, quella Lazio- prosegue Siviglia – era lontana parente di quella d’inizio stagione. Leggerezza e tranquillità, è arrivato il momento di stringere nel finale di stagione. Mente lucida e cuore caldo, è l’ora della raccolta dopo la semina. Prima c’era una certa abitudine a giocare in un certo modo, ora è chiaro che vuoi o non vuoi, le pressioni e le aspettative si sono alzate. Atalanta? Vista nelle ultime, non è lei. Non è quella che abbiamo imparato a conoscere. Anche a Firenze non ho avuto sensazioni positive su di loro, con l’Inter gara al limite. Resta un avversario molto complicato da affrontare, quindi guai ad abbassare la guardia. Gli ultimi risultati però, indicano un calo globale”.

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‘NMM’ – Atalanta-Lazio, Gregucci: “Serve partita solida e non dare riferimenti. Champions? Lo scenario migliore è…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

Atalanta-Lazio, Gregucci e il momento di entrambe

“L’Atalanta cerca sempre di imporre il proprio gioco. Nella gara di andata, abbiamo visto i biancocelesti giocarsi un primo tempo eccellente contro la Dea e questo è indicativo. Per ammissione di Gasperini a fine partita, l’Atalanta su ‘massacrata’ nei primi 45′. Per chi ha giocato meno questa è una super opportunità, questa gara è uno spartiacque assoluto per il finale di stagione. Col derby in mezzo alle due gare europee, noi dovremo uscire dal tour de force con una semifinale in tasca e una distanza di 3-4 punti dal quarto posto. Sarebbe uno scenario importante per la Lazio”.

Atalanta-Lazio, Gregucci presenta la gara

“Serve una prestazione importante, solida, attenta. Bisogna uscire dal campo con la coscienza a posto, senza aver rimpianti. L’entusiasmo è un a chiave. Pensate al Bologna, omaggiato praticamente per l’unica vittoria in Champions dal suo stadio. Bene, da quel momento è iniziato un altro campionato per loro. Tatticamente, credo che l’Inter può dare un’idea di come si batta l’Atalanta. La Lazio deve dare pochissimi riferimenti ai loro difensori centrali, per evitare quei duelli individuali. Penso che la chiave sia nel lavoro di Vecino e Dele-Bashiru, che devono fare un grande lavoro su De Roon. Il 2025 della Dea è simile a quello della Lazio, il loro è un momento fisiologico nel calcio. Quando hai un tecnico che martella per anni, che fa capire che il ciclo è finito, tutta la squadra tende a sgonfiarsi un po’. Se nel calcio molli qualcosa, sei ‘morto’. Io Gasp – prosegue Gregucci – lo stimo molto, ma alcune dichiarazioni credo siano state degli errori”.

“Ovviamente il riferimento è alle ultime polemiche con Lookman, che hanno evidenziato uno scollamento con la società. I cicli finiscono, non c’è dubbio. Roma? Io credo che se dovesse scegliere, Giampiero Gasperini gradirebbe maggiormente mettersi alla prova in un club come la Juventus, vista la sua fede e il suo pregresso. Sarebbe la sua chiusura del cerchio”.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Baroni? La differenza la fa sempre la società. Su Atalanta-Lazio…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Suor Paola era una ‘suora anomala’. Ti aspetti più assistenza spirituale, invece lei pensava ai fatti concreti. Paola aveva capito che per ottenere risultati concreti, una chiave era smuovere il mondo dello spettacolo, anche dello spettacolo sportivo. A me ha fatto fare di tutto, dal Babbo Natale al cameriere, fino all’arbitro in una partita fra carcerati. Era geniale, davvero. Mi auguro che ci sia qualcuno in grado di raccogliere la sua eredità. Mi ha dato la possibilità di conoscere un mondo meraviglioso, che è quello del volontariato. Persone incredibili, che si spendono per gli altri”.

“Atalanta-Lazio? Vedo che faticano a esprimere il loro calcio, sono in una fase calante. Ricorda un po’ il rendimento della Lazio stessa, paradossalmente. Adesso è il momento di rimanere vicini alla squadra, poi si tireranno le somme a fine stagione. Io credo che il tifoso apprezzi sempre la coerenza. Io penso che la differenza in positivo o negativo, non la faccia l’allenatore, ma la società. Vediamo il Bologna, dove cambiano i tecnici, ma c’è una società che continua ad ottenere risultati. Il Milan, con lo stesso criterio, sta andando malissimo e la società stessa, è giustamente criticata. Tornando alla Lazio, non ha senso mettere dubbio sulla permanenza del tecnico a 8 giornate dalla fine. Mettere su piazza ciò che si dovrebbe discutere nelle ‘segrete stanze'”.

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‘QUELLI CHE…’ – Addio Suor Paola, il nipote: “Più di una zia. Ora raccolgo i suoi insegnamenti e porto avanti la sua missione” (AUDIO)

GIONATA, il nipote di Suor Paola, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per me Rita (nome di battesimo di Suor Paola, ndr) è stata più di una zia. Sono in Campidoglio per la camera ardente, sto vivendo una situazione surreale in mezzo a tanta gente. Io sono stato il parente più a stretto contatto con lei. Abbiamo condiviso tante cose e porto dentro tanti ricordi.

Fu lei a decidere il mio nome, Gionata. Fu lei a dire ad un arbitro durante una mia partita che la non doveva arrivare il fischio finale fino a quando non sarebbe arrivato il mio gol (ride, ndr). Lei da tempo non stava bene, eppure non ha mai smesso di praticare ed operare per le altre persone. Era da un anno che mi rendevo conto che non era più la stessa. La vedevo stanca, iniziava a delegare, cosa che non era da lui. C’è stata l’operazione, la convalescenza, poi un nuovo ricovero tre mesi fa che l’ha buttata giù definitivamente. Era una combattiva che nella fase finale si è lasciata un po’ andare. Ultimamente dormiva, ma con serenità. Noi cercavamo di spronarla con esiti non buoni. Poi c’è stato il peggioramento tra lunedì e martedì, quando mi è stato detto che non ce l’avrebbe più fatta.

A livello lavorativo, ora, non sono spaventato. Lo conosco, ci sono tante donne in difficoltà e reduci da violenze. I suoi insegnamenti sono stati preziosi, l’eredita che raccogliamo con la So.Spe. nasce da anni molto formativi. Ha sempre avuto fiducia in noi. Quello che mi spaventa, ora, è l’aspetto emotivo. Lei otteneva tutto ciò che si prefissava”.

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‘NMM’ – Gregucci e la difesa: “Manca percezione del pericolo. La Lazio prende dei gol che…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Bisogna imparare a portare a casa le partite anche 1-0. L’attenzione dei singoli deve fare la differenza, capire l’importanza del momento, non commettere errori banali. Il Torino di lunedì non era in grande spolvero, questo va detto. E’ stato ‘poco’ e anche per quello la Lazio non è andata particolarmente in sofferenza. Un giocatore deve sforzarsi per capire che non basta l’ordinario, se vuoi vincere una coppa europea, questo sforzo non può e non deve mancare. Mi focalizzo su ciò che non devo sbagliare, devo avvertire prima il pericolo. La Lazio deve affrontare 4 partite determinanti. O si va a casa, o si aumenta l’attenzione e lo sforzo in campo. Ci giochiamo una semifinale, la motivazione e la concentrazione vengono prima del talento”.

“Stanchezza? Nel periodo del -9, sentivo l’importanza di ogni mia singola decisione (o indecisione) in campo. Non ci dormivo la notte. Era la molla per cercare di fare il massimo, quella di percepire il peso, l’importanza della maglia che indossavo e della gara. Tecnicamente, le preventive devono essere la chiave per interpretare i momenti salienti. Prevedere prima il possibile pericolo per evitare di partire in ritardo. Quella palla del Torino non può arrivare così facilmente in zona pericolo, perché è l’importanza del momento a dover suonare la sveglia”.

Qualità dei difensori? Quelli della Lazio sono buoni, non parliamo di una difesa scadente. Manchiamo, appunto, nella lucidità e nella percezione del rischio. Secondo me non si sforzano abbastanza, perché a volte prendiamo dei gol che non sono da Serie A. Non è il valore assoluto di un calciatore, quanto la lucidità nei momenti chiave delle partite”.