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Mercato Lazio, già prenotato Durosinmi del Plzen: le cifre

Prosegue l’emergenza in attacco per la Lazio. Con il nuovo stop di Castellanos, i biancocelesti faticano ad andare in gol. Per sopperire a questa problematica, il club comincia a pensare al mercato estivo. Il nome accostato ai capitolini nelle ultime settimane è quello di Rafiu Durosinmi, attaccante nigeriano del Viktoria Plzen classe 2003.

Stando a quanto riporta La Repubblica, Durosinmi rimane al centro dei pensieri del ds Fabiani: la trattativa con il Viktoria Plzen per il gigante nigeriano (in gol all’andata contro la Lazio) è vicina alla conclusione, il costo sarà di 8-9 milioni.

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Lazio, Fabiani-Baroni: prove di chiarimento a Formello. La situazione

Le parole di ieri rilasciate dal direttore sportivo Angelo Fabiani a Il Messaggero hanno creato un po’ di caos attorno all’ambiente Lazio. Tuttavia il tecnico laziale Marco Baroni non sembra essere in discussione, al momento.

Stando a quanto riporta oggi il quotidiano tra il ds e il mister sono andate in scena prove di chiarimento: ieri Fabiani e il tecnico si sono appena intravisti a Formello dopo due giorni lontani dal centro sportivo (Baroni ha concesso un paio di giorni di riposo ai suoi).

Il ds, si legge, è stato solo sincero: «Il nostro non è un confronto, ma un dialogo quotidiano. Baroni analizzerà in prima persona cosa non è andato al Dall’Ara e faremo insieme un riflessione profonda per chiudere al meglio il finale di stagione in Europa League e in campionato. Subito dopo la sosta arrivano cinque gare di fuoco, dobbiamo dare tutto». Nel nuovo anno sembrerebbe che alla società non sia piaciuta la gestione dell’allenatore.

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Lazio, quella su Baroni è una conferma a scadenza: tutto passa dall’Europa…

In una lotta al quarto posto dove ogni settimana viene esaltato un allenatore differente, per contro c’è chi ogni settimana si ritrova sulla graticola. E’ il turno di Marco Baroni che dopo il pesante ko contro il Bologna e nonostante sia ancora due punti dal quarto posto è finito al centro di alcune voci che riguardano il suo futuro sulla panchina biancoceleste.

Ieri le parole del direttore sportivo Angelo Fabiani a Il Messaggero secondo quanto scrive il quotidiano “hanno generato un terremoto”. D’altronde a saper leggere fra le righe non lasciano spazio a dubbi sul fatto che sia stata sì una conferma, ma a scadenza e soprattutto dipendente dai futuri risultati.

Quali? Per il quotidiano se conquisterà l’Europa in campionato (non per forza la Champions) e andrà avanti in Coppa almeno col Bodo, allora il suo posto potrebbe essere salvo. “La società smentisce Gilardino, ma da domenica bisogna piuttosto scacciare lo spettro di Italiano (vecchio pallino di Lotito, ma accostato anche a Roma e Atalanta) dentro e fuori dal campo”, si legge.

Le parole di Fabiani: “Siamo ad un crocevia, ma Baroni non è in discussione”
Queste le parole del ds Fabiani, intervistato da Il Messaggero ieri. “Al momento Baroni non è in discussione, ma la società valuterà tutto a fine stagione” sono le parole del ds. L’imperativo a Formello è «rialzarsi subito”.

La Lazio è ancora a soli due punti dalla Champions, ma si è ridotto a +4 il vantaggio sul Milan nono: “Siamo a un crocevia delicato, ma ancora in lotta su due fronti, a differenza di altre squadre che sono uscite dalle Coppe” ha detto il dirigente biancoceleste. Poi ha proseguito: ” Stiamo soffrendo di più a giocare ogni 72 ore. Così succede che incontri un Bologna in grande salute ed ecco il patatrac. Questo non giustifica il passivo pesante, anzi ci deve servire da insegnamento”.

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Ripresa e test fisici: la Lazio cerca la migliore forma

La ripresa degli allenamenti è iniziata ieri a Formello, ma solo da oggi si entrerà nel vivo. I cinque gol presi a Bologna pesano ancora come un macigno. Baroni è la squadra sono finiti a processo, il tecnico in questo finale di stagione si gioca la panchina in vista del prossimo anno. Vietato sbagliare, vietato fare errori con un Europa League ancora da giocare e un finale di stagione in campionato molto importante.Come riportato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, Baroni crede di poter risollevare le sorti della Lazio. Per questo motivo sono previsti dei test fisici per far riprendere la condizione fisica ai giocatori. Dei test individuali e personalizzati alla ricerca della miglior forma. Toccherà prima ai non nazionali rimasti a Formello, poi ai nazionali che torneranno a metà della prossima settimana.

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Tchaouna ed i suoi “fratelli”: Lazio frenata da scelte sbagliate

“Dei sette acquisti effettuati la scorsa estate soltanto due hanno trovato posto in pianta stabile nella squadra. Uno, Tavares. ha avuto un rendimento straordinario nei primi mesi, poi il suo apporto è stato frenato dagli infortuni, ma il suo acquisto resta un’operazione positiva Così come quella di Dia”. Così s legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo“Noslin e gli altri. La Lazio frenata da scelte sbagliate”.

La capacità di Marco Baroni di girare la squadra e dare una possibilità a tutti era stata la grande forza della Lazio nella prima metà di stagione. Fino a dicembre i biancocelesti avevano sorpreso per l’abilità nel cambiare diversi interpreti ogni gara, senza influire negativamente su prestazioni e risultati. Da qualche mese questa tendenza sembra però essere cambiata. Lo stesso Baroni, nell’ultima conferenza, ha indirettamente confermato ciò affermando che, quando le partite iniziano a contare, devono scendere in campo i giocatori di maggiore esperienza. Frasi che sembrano quasi una bocciatura per molti giocatori arrivati nel corso delle due sessioni di mercato di questa stagione. Tolti Nuno Tavares e Boulaye Dia, gli altri neo-arrivati non trovano posto stabile in squadra e, le loro prestazioni, sono in netto calo. Tijjani Noslin, per esempio, ha trovato solamente cinque reti in 31 partite (tre gol tra l’altro in una sola partita), con l’ultimo timbro che risale proprio alla tripletta del 5 dicembre in Coppa Italia contro il Napoli. Numeri deludenti anche per Loum Tchaouna. Il francese ha realizzato solamente due gol in stagione, con l’ultima gioia il 12 dicembre ad Amsterdam contro l’Ajax. Leggermente più positivo l’apporto di Fisayo Dele-Bashiru, che però nell’ultimo periodo ha dato forfait per un problema fisico lasciando la squadra scoperta a centrocampo. Anche le operazioni di gennaio non sembrano aver avuto gli effetti desiderati. Belahyane, Provstgaard e Ibrahimovic sono degli oggetti misteriosi e il loro apporto finora è stato praticamente nullo.

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Lazio, Fabiani: “Baroni in discussione? Vediamo a fine stagione. Senza Champions non ridimensioniamo. Mercato? Se non giocano…”

Bandito il disfattismo, guai a mollare adesso. L’imperativo a Formello è «rialzarsi subito». Lo ordina Lotito, lo ribadisce il braccio destro Angelo Fabiani, aprendosi a 360° al Messaggero. La Lazio è ancora a soli due punti dalla Champions, ma si è ridotto a +4 il vantaggio sul Milan nono: «Siamo a un crocevia delicato, ma ancora in lotta su due fronti, a differenza di altre squadre che sono uscite dalle Coppe. Stiamo soffrendo di più a giocare ogni 72 ore. Così succede che incontri un Bologna in grande salute ed ecco il patatrac. Questo non giustifica il passivo pesante, anzi ci deve servire da insegnamento».

Direttore, la società non era allarmata dopo il 6-0 contro l’Inter a dicembre, questo 5-0 al Dall’Ara a marzo è diverso? «Non mi sono mai esaltato nei momenti positivi, non mi abbatto in quelli negativi. Anche altri club più blasonati stanno trovando difficoltà. Ripeto, dispiace per i tifosi, ma l’ultima batosta ci deve dare degli spunti. C’erano state delle avvisaglie prima del ko, anche con il Viktoria Plzen».

Baroni è in discussione? «No, oggi non lo è, ma io sono come il progettista di una macchina. Aspetto la fine della corsa per vedere se c’è un pezzo che non va. Il discorso riguarda tutti, non solo il tecnico. Le somme del lavoro verranno tirate a giugno. Ora stiamo facendo un campionato più che soddisfacente, abbiamo raggiunto il traguardo storico dei quarti di Europa League, ma non ci accontentiamo».

É normale che l’allenatore dica di aver visto troppo Bologna per questa Lazio? «In quella circostanza aveva ragione, ma non dev’essere così. Bisogna capire dove arrivano i meriti della squadra di Italiano e i nostri demeriti».

Quarantuno gol incassati, uno in meno del Venezia penultimo. Giusto insistere sempre e comunque sul 4-2-3-1? «Gli errori dietro sono evidenti, ma siamo anche la terza forza della Serie A per gol realizzati. C’è una compensazione, anche se più di una rete poteva e doveva essere evitata».

Cosa dirà al mister nel confronto che andrà in scena nelle prossime ore? «Il nostro non è un confronto, ma un dialogo quotidiano. Baroni analizzerà in prima persona cosa non è andato e faremo insieme un riflessione profonda per chiudere al meglio il finale di stagione in Europa League e in campionato. Subito dopo la sosta avremo cinque finali di fuoco con Torino, Atalanta e Roma e Bodo. Dovremo dare tutto».

Il turnover era stato il segreto dei successi del 2024. Poi sono spariti Dele- Bashiru e lo stesso Noslin, voluto da Baroni. Cosa è cambiato? «A giugno vedremo quali pezzi della macchina sono stati funzionali e quali no. In inverno non abbiamo voluto togliere nessun ingranaggio proprio perché tutto stava girando alla grande. Abbiamo rifiutato offerte super per far felice il tecnico e lasciargli un organico competitivo al massimo».

A gennaio Baroni invocava rinforzi, ma ora i nuovi acquisti hanno giocato 107′ in tre. Almeno Belahyane poteva essere impiegato di più? «Decide l’allenatore, che ha messo il veto sulle uscite e indicato alla società le caratteristiche sulle entrate».

Non servivano colpi veri, rinforzi pronti per la Champions? «Cosa dovevano fare di più Fabiani e Lotito? La Lazio dominava in Europa e in campionato, abbiamo inserito tre giovani importanti in linea con il nostro progetto. Bisogna dare modo a questi ragazzi di mostrare le qualità e il talento. Se non giocano, è difficile che possano farlo».

La società è intervenuta sul taglio di Pellegrini e sulla gestione dei portieri Mandas-Provedel? «Assolutamente no, chi dice in giro il contrario è in malafede. Non ho mai avuto tecnici-pupazzo, le idee e le competenze vanno rispettate sempre. È vero che sono il responsabile dell’area tecnica, ma un allenatore deve essere autonomo sul modulo e nelle scelte che ritiene più opportune senza l’interferenza di nessuno. I fatti diranno se poi queste mosse sono state giuste o sbagliate. La società osserva, i conti sono provvisori adesso».

Dopo Vecino, è stato forzato Castellanos ed è finito di nuovo ko. Di chi è la colpa? «É normale che un allenatore cerchi di recuperare il prima possibile un attaccante che è sempre stato al centro del suo progetto. Ha pagato cara questa scelta, ma sono situazioni che si verificano ovunque, mica solo alla Lazio. Abbiamo avuto 6-7 giocatori fuori, gli impegni ravvicinati purtroppo sollecitano troppo gambe e muscoli. Lo ha detto anche Ancelotti».

Tavares era affaticato a Bologna, perché ha poi raggiunto il Portogallo? «Innanzitutto, ci tengo a precisare che Nuno non si è mai tirato fuori dalla partita. Aveva un problema, il resto sono chiacchiere da bar. Come il fatto che si sia rifiutato di fare la risonanza magnetica qui».

Sta già programmando il futuro: ha puntato Durosinmi? «Il mercato non dorme mai. Vedremo se servirà qualche pezzo di ricambio per migliorare il motore del prossimo anno».

Quali sono i prossimi step del progetto triennale della Lazio? «Come primo anno stiamo facendo un percorso egregio, ma non basta, o meglio, io non mi accontento mai. Dobbiamo migliorare nella testa. Voglio inculcare una mentalità vincente, quella che ci ha portato a battere il Milan al 98′ a San Siro. Quello dev’essere lo spirito costante. Abbiamo raggiunto i quarti di Europa League e sono contento ma, per esempio, non nascondo che le prestazioni con il Viktoria non mi hanno affatto convinto. E per andare avanti servirà molto di più. Lo dico senza dare colpe a nessuno, proprio per acquisire una mentalità che va oltre il risultato. Oggi siamo ancora discontinui, serve un salto definitivo»

Cosa cambia con o senza qualificazione in Champions? «Cambia la visibilità, cambia tantissimo, sarebbe una bugia dire il contrario. Ma se non dovessimo centrarla, non ci sarebbe alcun ridimensionamento. Ho dimostrato che si può rinforzare una rosa con le idee, senza buttare soldi. Quando abbiamo preso Guendouzi, Rovella, Tavares, Dia, Isaksen e Castellanos, chi pensava che avevamo acquistato calciatori di questo livello? Solo noi, perché ci abbiamo creduto».

Ci saranno cessioni a giugno? «Si aprirà un nuovo spaccato di mercato. A gennaio c’è la riparazione, a fine stagione la sostituzione di ciò che non è andato. Poi nessuno è indispensabile. Dico sempre: se arrivano offerte mostruose, mi vendo pure io».

A che punto sono i rinnovi di Marusic, Pedro e Vecino? «Abbiamo adeguato Mandas perché era giusto e lo avevamo promesso. Adam ha già un altro anno automatico, il resto a suo tempo e non è questo. Non c’è nessun allarme alla Lazio, fuori e dentro il campo».

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Immobile al capolinea? Besiktas insoddisfatto, pesano i 10 milioni percepiti

“Sono partito forte (è stato in testa alla classifica marcatori con 10 reti, ora è a 11 centri con 3 assist, ndr), poi un infortunio mi ha frenato. Ho avuto un calo fisico e mentale perché il gol non arrivava: anche in Turchia ci sono le pressioni, i tifosi si aspettano tanto. Da qualche settimana ho ritrovato forma e gol”. Parola di Ciro Immobile, storico ex attaccante della Lazio e dalla scorsa estate in forza al Besiktas, in un’intervista rilasciata a La Repubblica.

Scelta netta
Eppure dopo appena un anno dallo sbarco in Super Lig, Immobile potrebbe dire addio. O almeno questi sono i piani del Besiktas, secondo quanto riportato dal noto portale turco Fanatik: il club bianconero non è soddisfatto della resa di Immobile, che tra stipendio e bonus costa 10 milioni di euro, per questo la dirigenza è pronta a separarsi dall’ex biancoceleste al termine della stagione. Dopo un inizio fantastico con il Beşiktas, Ciro sta vivendo un momento difficile: nel 2025 ha segnato solo 2 gol in 10 partite di campionato, mentre in 33 partite totali ha centrato 15 reti. Ma la società non fa sconti e si sta guardando intorno per rimpiazzarlo, garantiscono dalla Turchia.

Per il suo approdo in Super Lig, ad ogni modo, ci ha messo lo zampino un volto del passato della Serie A. E nel complesso incide tanto il rapporto con gli ‘italiani’ del passato: “Ci sentiamo, ci confrontiamo e parliamo quando le nostre squadre si sfidano. Mertens è stato decisivo per la mia scelta: gli ho chiesto tanti consigli prima di venire. Muslera si è trasferito a Istanbul da anni, ormai è casa sua. Sento spesso Morata, ho parlato a lungo con Icardi. In squadra con me c’è Joao Mario, ex Inter. E da poco ho incontrato Okereke, era alla Cremonese”, ha raccontato Immobile.

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Tutti i segreti di Rovella: dalla terza squadra di Milano a Lazio e Italia

Il centro sportivo Kennedy si trova in via Alessio Olivieri, poco più di due chilometri in linea d’aria con lo stadio di San Siro, quartiere Baggio e non c’è alcun collegamento, esclusa l’omonimia, con Roberto e Dino, un pezzo della storia azzurra. La famiglia di Nicolò Rovella abita a poche centinaia di metri, circa dieci minuti a piedi, quartiere Pagano, dietro Parco Sempione. Ecco perché l’Alcione, quest’anno per la prima volta in Serie C e con una storia lunghissima di successi nel settore giovanile, rivendica con orgoglio il titolo di terzo club del Comune di Milano residente in città, anche se per l’indisponibilità di uno stadio deve andare a giocare le partite interne della prima squadra a Sesto San Giovanni.

Portano la maglia “orange” che fa tanto Olanda, ma sono nati nel 1952, ben prima che esplodesse la Nazionale di Michels e Johan Crujff. Il centrocampista della Lazio ha qualcosa di olandese nella corsa e nel dinamismo inesauribile. E da qui, da un campo in sintetico dove giocava con gli amici, è decollata la sua carriera di calciatore, esploso nell’ultimo anno a Formello con Sarri e Baroni dopo l’esordio con il Genoa di Thiago Motta, il prestito a Monza e la cessione decisa dalla Juve solo per motivi di bilancio, perché era già uno dei migliori mediani della Serie A. Spalletti lo ha fatto esordire a novembre in Belgio e se n’è invaghito al punto di metterlo in concorrenza con Ricci, l’altro regista azzurro. C’è un’altra coincidenza, basta guardare il logo dell’Alcione: la parte destra rappresenta un’ala dell’omonimo animale in volo, Nicolò non si immerge come il martin pescatore e cattura palloni. Corriere dello Sport

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Lazio, Baroni ed il paradosso del turnover: da valore aggiunto a “colpa”

Il motore a mille, da agosto a metà dicembre. Quattro mesi a tutto gas, ma nessun motore è senza limiti. Baroni e il suo staff, dopo un’estate agitata, burrascosa, avevano deciso di impostare una preparazione tesa ad una partenza a bomba. Meno carichi, è immaginabile. Un inizio incerto, una crisi immediata di risultati, avrebbero causato un effetto deflagrante. Quella scelta si sta pagando adesso che infortuni e squalifiche hanno limitato i ricambi, che le partite sono diventate 41 e ne mancano 9 in campionato e 5 in Europa, nella speranza che si arrivi a Bilbao. Si può passare da un minimo di 52 gare (compreso il doppio quarto europeo) ad un massimo di 55 (centrando la finale di Europa League). La Lazio ha iniziato ad accusare stanchezza correndo su tre fronti: campionato, Europa e Coppa Italia (fino a fine febbraio). Baroni inizialmente s’era inventato un turnover vincente, cambiava da da 5 a 9 uomini a partita, giocavano tutti e tutti o quasi davano risposte. E’ successo fino a dicembre. Il conteggio dei minuti da inizio anno ad oggi vede sopra i mille (tra campionato e Coppe) Guendouzi (1338 minuti), Romagnoli (1239’), Marusic (1144’), Gila (1117’), Isaksen (1107’), Dia (1033’), Zaccagni (1026’) e Rovella (1016’) oltre Provedel (1080’). Tavares, Castellanos e Pedro unici sopra la soglia dei 600 minuti. Tutti gli altri sotto. Corriere dello Sport

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Lazio, i silenzi eloquenti di Lotito: progetto Baroni rinviato a giugno…

“I silenzi di Lotito non sono mai deboli, sono eloquenti. Nessuna reazione dopo Bologna, forse è stato un silenzio programmato per non divampare altri falò, valuta se intervenire a Formello. L’ora dei giudizi avverrà a fine stagione, impossibile affrontare ora discorsi futuri sul rinnovo di Baroni (in scadenza nel 2026), meglio a bocce ferme”. Così riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport nell’articolo dal titolo “Il rinnovo è congelato, il futuro solo a giugno”. La debacle per 5-0 di Bologna, seconda della stagione dopo il 6-0 subito con l’Inter, sembra aver lasciato degli strascichi pesanti in casa Lazio. Il quotidiano romano parla di un presidente Lotito silente ma scottato per la caduta del Dall’Ara che sta valutando un intervento diretto presso il centro sportivo di Formello. Il tecnico laziale Marco Baroni non è in discussione, lo è il discorso legato al rinnovo del contratto. I tanti infortuni, una “crisi” di inizio 2025 con 16 punti in 11 gare e un minor coinvolgimento di tutti gli effettivi sono i temi. I capitolini sono però a due lunghezze di distanza dal 4° posto in campionato e ai quarti di finale di Europa League, la stagione resta positiva, c’è da capire se, una volta concluso questo tour de force, al progetto Baroni verrà davvero concesso più tempo per completarsi al 100%.