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Lazio, si rivede Gigot: obiettivo convocazione con l’Empoli?

“Gigot in campo, seppur per una parte di lavoro differenziato. È la notizia alla ripresa degli allenamenti. Il francese ieri pomeriggio si è rivisto dopo lo stop per il trauma contusivo alla spalla”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Gigot si rivede
e fa differenziato. Patric migliora”.
Arrivato come ultimo rinforzo del mercato estivo, il primo mese del centrale francese con la maglia della Lazio è stato abbastanza travagliato. In cerca della migliore condizione fisica, l’ex Marsiglia ha accusato un problema alla spalla che ne ha rallentato la preparazione. Smaltito l’infortunio, il centrale classe ’93 è tornato ad allenarsi nella giornata di ieri. Chissà se Marco Baroni deciderà di convocarlo per il match di giovedì contro il Nizza.

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L’inchieste ultras: dal colloquio con Skriniar alla telefonata con Inzaghi

È bene specificarlo: nessun tesserato di Inter e Milan è indagato. Le più di 500 pagine dell’ordinanza del gip di Milano, Domenico Santoro, rendono conto della complessità di più scenari, tra i quali quelli relativi ai rapporti tra esponenti del mondo ultras sotto inchiesta e, appunto, tesserati dei due club. Il procuratore di Milano, Marcello Viola, ha parlato di «persone offese» in riferimento a dirigenti e dipendenti delle due società, mentre nell’ordinanza – a proposito dei rapporti tra l’Inter e il direttivo della curva – scrive il gip: «La società interista si trova in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli seppur obtorto collo».

L’incontro con Skriniar

Il 24 gennaio 2023 gli ultrà della Nord, Marco Ferdico e Mauro Nepi, fissano un appuntamento con Milan Skriniar in un bar nei pressi dello stadio. E non alla Pinetina, seguendo il consiglio di Massimiliano Silva, SLO dell’Inter. Il difensore slovacco è in scadenza di contratto e in quelle settimane è in trattativa con il Psg, club nel quale approderà a fine stagione, e Ferdico e Nepi vogliono saperne di più. L’incontro dura circa 20 minuti: Nepi e Ferdico risalgono in auto e ne parlano al telefono con il capo ultrà Andrea Beretta («comunque va via… al 100% ha già deciso, hai visto che gli tremava la voce… aveva un po’ di paura (…) aveva paura quando ha iniziato… poi si è lasciato andare… però c’ha messo la faccia… si è presentato»). In quel momento la stagione dell’Inter deve ancora svoltare – lo farà nelle settimane successive, arrivando in finale di Champions League – e Ferdico vorrebbe spronare Simone Inzaghi: «no aggressivo no, però gli dico Mister io ti voglio dire una cosa… qui sei a Milano non sei in provincia… a me mi dispiace però devi iniziare a tirare fuori un attimo la garra perché… ma Mauro ma bisogna dirgli le cose che pensiamo… eh io parlo così domani… ma gli dico che gli devo dire… qua sei a Milano… quando sei in 10 metti due punte… lasci 2 punte…».

Gli abbonamenti in Curva Nord

A giugno 2023 i vertici della curva interista vorrebbero entrare in possesso direttamente di alcuni abbonamenti lasciati liberi dal gruppo Irriducibili (estromessi dalla curva) al secondo anello verde. La vendita libera, attraverso i canali on line, come osserva il Gip, limiterebbe la possibilità di acquisto dei suddetti abbonamenti. Quaranta tessere che il senior security manager dell’Inter, Gianluca Cameruccio, non sembra disponibile a concedere, ma che alla fine – in seguito all’assunzione di responsabilità di Ferdico attraverso una richiesta ufficiale – vengono rilasciate. A fine agosto 2023, quando la questione sembra sul punto di sbloccarsi, Ferdico riferisce ad Antonio Bellocco (altro capo ultrà, ucciso da Beretta – reo confesso – lo scorso 4 settembre a Cernusco sul Naviglio) della presunta arrabbiatura dell’allora ad dell’Inter, Giuseppe Marotta, con Cameruccio per non aver ancora concesso le 40 tessere.

I biglietti per la finale Champions, Zanetti e Inzaghi

Quando mancano due settimane alla finale di Champions League tra Manchester City e Inter, i capi ultrà nerazzurri vorrebbero 200 biglietti in più (rispetto ai 1.000 già assegnati) per la sfida di Istanbul. Marco Ferdico ne parla con Simone Inzaghi, chiedendogli di Intervenire con il club, o direttamente con Marotta. Sono trascorsi solo due giorni dalla finale di Coppa Italia vinta dall’Inter a Roma contro la Fiorentina. In quell’occasione la curva nerazzurra aveva organizzato uno sciopero del tifo per 45 minuti (poi ridotti a 15) per mettere pressione alla società. L’allenatore si dice disponibile a intervenire: «Parlo con Ferri, con Zanetti, con Marotta (…) mi attivo e ti dico cosa mi dicono». Ferdico cerca una sponda anche nell’ex difensore dell’Inter, Marco Materazzi, e nel corso della conversazione sostiene di aver saputo da Javier Zanetti, vicepresidente del club nerazzurro, che «ci sarebbero dei funzionari di Polizia che stanno monitorando la curva anche per l’accaduto che è successo al povero Vittorio (Boiocchi, capo ultrà ucciso il 29 ottobre 2022, ndr) che è morto tragicamente in strada…». Scrive il gip Santoro: «La vicenda, come era facilmente prevedibile, si risolveva in favore della Curva Nord».

L’incontro tra Lucci e Calabria

Nell’ordinanza viene riportato un incontro tra Luca Lucci, capo della curva del Milan, e Davide Calabria, capitano rossonero, l’8 febbraio 2023 in un bar di Cologno Monzese (dove lavora lo stesso Lucci), con il tramite di Giancarlo Capelli (storico ultrà rossonero noto come “Il barone”). 

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Lazio, l’Olimpico debutta in Europa: obiettivo 25mila

“Allo stato attuale, per il debutto casalingo di questa Europa League contro il Nizza (dopo quello di giovedì scorso ad Amburgo con la Dinamo Kiev), oltre ai circa 20.000 abbonati sono stati venduti più o meno altri 3.500 biglietti, che lasciano ipotizzare da qui a giovedì (fischio d’inizio ore 18.45) di superare i 25.000 complessivi e puntare magari a qualcosa in più”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “L’Olimpico sale a quota 25.000”.

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Tavares e il record in Europa. La Lazio vola sulle fasce e gli attaccanti sorridono

Quattro assist nelle prime quattro presenze in Serie A, gli statistici di Opta non li avevano mai registrati dai dati raccolti dal 2004. Incontenibile, irrefrenabile, quasi impossibile da bloccare Nuno. I terzini di Milan, Fiorentina, Verona e Torino hanno provato l’impatto fatale con il portoghese. Un tremendo frontale. Una scia lascia quando sgasa in porta, si schianta sulle difese. L’azione del gol di Guendouzi ha richiamato gli assalti che s’erano ammirati contro il Milan. Tavares domenica ha piazzato uno sprint di 33 chilometri orari, è la propulsione dei suoi scatti a lasciare la scia. Solo Dia e Lazzari hanno fatto meglio, possono farne un vanto. Dia ha sprintato a 35 chilometri orari, Lazzari superando i 34. È la Lazio degli sprinter.

L’avvio in salita e poi l’esplosione

Nuno Tavares è uno dei colpi low cost, costerà 5 milioni nel giugno 2025 e sarà pagato per cinque anni, un milione all’anno all’Arsenal. Lotito e il diesse Fabiani ci hanno creduto. Tavares, incredibilmente mai convocato dalla sua Nazionale, solo presenze in under 21 per lui, era confinato tra gli esuberi dei Gunners dopo il prestito al Nottingham, dove l’avventura era finita prima di cominciare. Di questo 24 enne se ne dicevano tante: discontinuo, disattento, negligente, superficiale. L’inizio non è stato agevole, l’infortunio di Auronzo dopo la prima sgommata, il recupero a rilento, voci di inadattabilità e di mercato. Il Galatasaray s’era fatto vivo a metà agosto, l’avrebbe preso in prestito con riscatto. La Lazio ha continuato a crederci e Baroni l’ha lanciato in campo contro il Milan per scuoterlo. Da lì i rush che hanno cambiato destino anche alla squadra.

La Lazio vola sulle fasce

Palla a Tavares per arrivare in porta da sinistra, per dare il via alle volate offensive: «Il merito è della squadra che mi mette nelle condizioni di fare quello che so fare, ma la cosa importante erano i tre punti»Una scia luminosa ha portato al gol di Guendouzi e un’altra s’è accesa nell’azione (nata da destra) che ha portato Lazzari ad attivare Guendouzi, dopo il recupero di Rovella, e a lanciare Isaksen, dalla sua falcata e dal suo cross è nato il gol di Dia. Sempre da sinistra, con Pellegrini vice Tavares, è nato il terzo gol di Noslin. Fasce ad uso esclusivo della Lazio di Baroni, sempre più da record per cross effettuati in campionato. C’è una spinta nuova, mai vista negli ultimi anni. Le fasce erano asfittiche, ora sono elastiche. Correre e farlo forte, questo continua a chiedere il tecnico. Una manna per i 4 attaccanti che si fiondano in area per ricevere munizioni. Non più in fasce è questa Lazio che prova a diventare adulta per tornare grande. Corriere dello Sport

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Lazio, “Tutti importanti” per Baroni: utilizzati 20 giocatori in una settimana. Mandas aspetta…

“Sono 20 i calciatori fin qui utilizzati dal tecnico biancoceleste: la distribuzione del minutaggio aumenterà sempre di più con gli impegni infrasettimanali, inaugurati ad Amburgo mercoledì scorso. Si prevedono nuove rotazioni con il Nizza”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Lazio con 20 titolari il segreto di Baroni”.

Guai a chiamarlo turnover. Marco Baroni è stato chiaro, per lui sono tuti titolari, e le scelte di formazione lo dimostrano. In questa settimana, caratterizzata per la prima volta in stagione dal triplo impegno, la sua Lazio ha cambiato 20 calciatori. Minuti per tutti i componenti della rosa, fatta eccezione per Mandas tra i pali. L’ex tecnico del Verona ha fiducia nel suo gruppo, e i risultati lo dimostrano. Nonostante la grande rotazione, i risultati hanno premiato l’allenatore toscano. Fatta eccezione per la sconfitta contro la Fiorentina, il club capitolino ha guadagnato i tre punti contro Dinamo Kiev e Torino. Un’iniezione di fiducia importante, per un gruppo alla ricerca di continuità.

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Lazio, Dia per sette: nessuno come lui in serie A

“Boulaye Dia è l’uomo copertina della Lazio. L’ultimo arrivato, il primo dei cannonieri. L’attaccante franco-senegalese ha spazio, fiducia, si diverte e segna. Tanto. Anzi: più di tutti. Perché con i 2 gol segnati in Coppa Italia con la maglia della Salernitana ad agosto (contro lo Spezia) è già a quota 7. Nessuno dei calciatori della serie A ha segnato quanto lui”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera”,nell’articolo dal titolo “Dia magnifica sorpresa: con 7 gol segnati è il cannoniere d’Italia”.

Boulaye Dia è certamente una delle note più positive in casa Lazio.Arrivato in estate dalla Salernitana, il bomber senegalese si è subito calato nella parte, diventando fondamentale per gli schemi di Marco Baroni. 

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Firenze-Amburgo-Torino, la Lazio promossa al primo vero esame

Sei punti in tre partite, due vittorie e una sconfitta ma tre prestazioni lontano dall’Olimpico che certificano la maturità della Lazio di Marco Baroni. Il calendario ha messo di fronte alla Lazio il primo vero scoglio stagionale, le tre sfide in sette giorni in trasferta contro Fiorentina, Dinamo Kiev e Torino rappresentavano un test estremamente interessante e le risposte sono arrivate. Prima risposta, questa Lazio ha una profondità di rosa mai avuta in passato. Probabilmente mancano i picchi di rendimento che potevano garantire giocatori come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, ma Baroni può ruotare i suoi elementi a proprio piacimento e lo ha dimostrato in questa settimana.

Solo Gigot non è stato schierato, ma per indisponibilità visto il problema alla spalla. Tutti hanno giocato e tutti hanno risposto, compreso Tijjani Noslin. L’ex Verona è la risposta perfetta, dopo l’espulsione di Amburgo Baroni lo ha gettato nella mischia negli ultimi minuti sul 2-1 e l’olandese ha risposto con un gol pesantissimo vista anche la rete nel recupero di Coco per il definitivo 3-2.

Incidono tutti in questa Lazio, incidono soprattutto due nuovi acquisti che stanno facendo la differenza. Il primo è Boulaye Dia, uno degli ultimi arrivati a metà agosto subito prima dell’inizio del campionato. Indisponibile alla prima contro il Venezia, l’ex Salernitana è entrato alla seconda giornata dalla panchina in quel di Udine. Da quel momento, Baroni non lo ha tolto più, trovandogli una posizione perfetta come spalla di Castellanos. Il senegalese ha risposto segnando praticamente sempre. Gol con il Milan, rete replicata contro il Verona dopo la sosta. Unico “foglio bianco” a Firenze, ma poi si è rifatto con gli interessi con la doppietta contro la Dinamo Kiev e la rete del momentaneo 2-0 di ieri all’Olimpico Grande Torino. L’altro giocatore che sta facendo la differenza è chiaramente Nuno Tavares, al quarto assist in quattro partite in Serie A. Il portoghese è l’unico difensore nei top cinque campionati europei con quattro assist, è il miglior assistman della Serie A e soprattutto il suo strapotere fisico è in grado di spaccare in due le partite. La Lazio ha trovato la sua identità, Baroni adesso può sfruttare le sfide con Nizza ed Empoli in casa per consolidare le classifiche e arrivare alla sosta di ottobre con la fiducia alle stelle. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, serve il blitz di Zaccagni: in trasferta non segna da sei mesi

Dopo le prime due trasferte di campionato, la Lazio di capitan Mattia Zaccagni ha raccolto zero punti. Rovesci con Udinese e Fiorentina sì diversi nel loro sviluppo, ma che vedono i biancocelesti a digiuno fuori casa. Come i capitolini solo Il Cagliari che però in trasferta ha giocata solo una volta.

Per centrare il bersaglio serve l’exploit di Mattia Zaccagni. Come scrive Il Corriere della Sera, l’esterno nel 2024, lontano dall’Olimpico, ha segnato solo al Frosinone lo scorso 16 marzo. Nell’anno solare in corso, per il capitano della Lazio in 10 partite solo il sigillo allo Stirpe, il resto del taccuino segna zero gol e zero assist.

Zaccagni in casa ha un rendimento importante. In questa stagione un gol su rigore al Venezia e due assist contro il Verona. A Torino il gioiello di Baroni non ha mai segnato né contro i granata né contro la Juventus. All’Olimpico un anno fa arrivò la rete contro l’allora squadra di Juric, unico timbro in carriera contro il club di Urbano Cairo.

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Lazio, vigilia e rifinitura: Isaksen in vantaggio su Noslin, test per Patric

“Ieri a Formello mancavano solo Gigot e Patric. Lo spagnolo sosterrà il test decisivo in mattinata e mira alla convocazione per domani”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’artico dal titolo “Patric prova a recuperare. Isaksen più di Noslin”.

Poco più di 24 ore e la Lazio scenderà in campo nella terza trasferta consecutiva, contro il Torino. Rischio emergenza in difesa per Marco Baroni. Oltre al già noto infortunio di Gigot, nel corso del match contro la Dinamo Kiev si è fermato anche Patric. Il centrale spagnolo, uscito prematuramente dal campo, sosterrà in mattinata il test decisivo. Solamente dopo l’esito sapremo se sarà disponibile o meno per la complicata trasferta di Torino.

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Lazio, a Torino torna il doppio centravanti

I tesori Dia e Castellanos, accoppiata perfetta, raccontano la capacità di Baroni di plasmare. Sette gol in due, quattro in quattro partite da titolare per il senegalese, tre per l’argentino in campionato. Una coppia così prolifica non si sta vedendo in Italia. Torneranno in coppia domenica a Torino, alla fine Taty ha saltato solo la partita di Firenze, in Coppa è subentrato. Giocano ad armi pari, si scambiano le posizioni, sono un altro dei segni della formula Lazio. Avere già due centravanti con un bottino di 7 gol è una benedizione per una squadra inconcludente, lo era stata l’anno scorso. La proiezione li vede entrambi in doppia cifra, devono continuare a colpire a ritmo sostenuto. E’ partito dai gol, Baroni. E quelli presi non lo hanno spinto a cambiare modulo, a frenare. Ha dovuto ripotenziare la squadra per ridarle voglia e un senso offensivo. Lavora per perfezionarla. Dia si è rivelato subito un valore aggiunto eppure è arrivato per ultimo dal mercato degli attaccanti. Prima Noslin, poi Tchaouna. Tutti e due con i denti da latte. Noslin è in crisi d’identità, ha accusato il cambio di dimensione e di pressioni, non l’ha aiutato l’arrivo del senegalese, obbligatorio considerando gli impacci dell’olandese. Tchaouna ha potenzialità, deve riuscire a calibrarle e concretizzarle. «Il mio compito è deresponsabilizzare i giovani», il paravento di Baroni. Vuole far esplodere entrambi e tiene pronta la carta Pedro, parte sempre con vigoria, deve riuscire a mantenerla. A loro si aggiunge Isaksen, rivalutato dal tecnico. Corriere dello Sport