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Lazio, involuzione e conferme: la difesa non è più una certezza, resta il tabù big

Numeri da rivedere in casa Lazio: tutti i dati.

Poche garanzie davanti, ma ora anche la difesa non è più la stessa. Come sottolinea Il Messaggero, Sarri chiudeva il 2025 sul podio delle retroguardie meno battute dello Stivale, con 12 gol subiti in 18 uscite da agosto a dicembre. Peccato che nel 2026 Provedel ne abbia già incassati 14 in 9 gare, blindando la porta solo a Verona e Lecce dopo il record di clean sheet (10) del primo quadrimestre. A incidere è anche la qualità dei rivali affrontati. All’Olimpico (oltre al Genoa) hanno bussato due volte Atalanta, Fiorentina e Napoli, tre il Como. E la Lazio ha confermato l’immane fatica con le grandi. Ai 27 punti in 13 sfide con le avversarie della parte destra (media da Champions) fanno da contraltare i 6 punti nei 12 scontri col lato sinistro (4 con la Juve, 1 con Atalanta e Bologna). Un ritmo (0,5 a gara) da fanalino di coda.

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Lazio, l’Olimpico non è più un fortino: il dato del 2026

In casa la Lazio fatica: una vittoria in cinque partite nel 2026.

Il rendimento della Lazio all’Olimpico nel 2026 parla chiaramente: come evidenzia il Corriere dello Sport, dal Napoli all’Atalanta la squadra di Sarri ha perso tre delle ultime cinque gare interne di Serie A (una vinta contro il Genoa, una pareggiata con la Fiorentina).

Si sono contate tante sconfitte casalinghe quanto quelle rimediate nelle precedenti 19 partite (5 vittorie e 11 pareggi lo score). Da qui alla conclusione della stagione la Lazio ospiterà in casa il Sassuolo, il Milan, il Parma, l’Udinese, l’Inter e il Pisa. In Coppa Italia è programmata l’andata della semifinale contro l’Atalanta.

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Lazio, slitta il recupero di Lazzari. Basic ok: le ultime dall’infermeria

Gila in attesa della risonanza, Zaccagni prova ad esserci a Cagliari: le ultime dall’infermeria.

Gli infortuni continuano a tenere banco in casa Lazio. Da monitorare le condizioni di Gila, uscito anzitempo sabato contro l’Atalanta; Zaccagni lavora per tornare a Cagliari. Basic dovrebbe tornare in gruppo al prossimo allenamento.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport c’è invece da attendere per Lazzari; il terzino è fermo per uno stiramento al polpaccio e ha ancora bisogno di tempo. Non ci sarà quindi sabato a Cagliari, nell’impegno in programma alle 20,45. A destra quindi si rivedrà Marusic, mentre a sinistra continuerà l’alternanza Pellegrini-Tavares.

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Lazio, conferma Maldini: ed ora la tripla sfida con l’ex Dea

L’impatto di Daniel Maldini con il mondo biancoceleste è stato più che positivo in queste prime uscite, anche se è mancato il gol; ed è proprio quello che il figlio d’arte cercherà di trovare contro l’Atalanta. L’attaccante della Lazio vuole riscatto e rivalsa, la Dea è il palcoscenico migliore.

Maldini ha giocato sempre da quando è arrivato e sempre da titolare: Genoa, Juventus e Bologna. Aspetta la conferma da Sarri, come sottolinea il Corriere dello Sport, per sfidare la sua ex squadra, l’Atalanta, contro la quale nel giro di poche settimane giocherà per ben tre volte (una in campionato e due in Coppa Italia). Il suo impatto con l’ambiente biancoceleste è stato un crescendo: un po’ timido contro i liguri, più sfacciato a Torino contro la Juventus (fornisce l’assist a Pedro) e infine a Bologna la consacrazione.

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Lazio-Atalanta. vuoto Olimpico: la protesta continua

Il Corriere dello Sport ha fatto il punto sulla vendita dei biglietti per Lazio-Atalanta nella sua edizione odierna. A Roma sponda biancoceleste la contestazione all’indirizzo della proprietà non accenna a placarsi e lo dimostrano i dati sui tagliandi acquistati. Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, sono appena 3400 i biglietti venduti per la sfida di campionato contro l’Atalanta. I tifosi che non entreranno si raduneranno ancora una volta a Ponte Milvio, come già successo con il Genoa.

Insomma, la contestazione prosegue a oltranza, ma presenterà presto un dilemma importante da dover risolvere. All’orizzonte infatti c’è la prossima gara casalinga di campionato dell’8 marzo, Lazio-Sassuolo, ma soprattutto quella in programma 4 giorni prima ancora una volta con l’Atalanta, match valido per la semifinale d’andata di Coppa Italia. Una partita che può valere la stagione e che mette il tifo biancoceleste davanti a un bivio. Da una parte la volontà di portare avanti ilmalumore nei confronti di Lotito, prendendo in considerazione l’idea di disertare ancora una volta lo stadio; dall’altra il desiderio fisiologico di ogni tifoso, quello di stare vicino alla propria squadra, a maggior ragione in una fase delicata e potenzialmente storica come quella. Il dilemma Coppa resta aperto. La protesta, invece, no: quella continuerà. Dentro lo stadio o fuori, con cori o con silenzi, con presenze o con assenze. La modalità sarà decisa di volta in volta.

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Lotito agita Forza Italia: la protesta dei laziali può costare voti al partito

La protesta dei tifosi della Lazio nei confronti del patron-presidente Claudio Lotito non accenna a placarsi e, anzi, sabato sera contro l’Atalanta è previsto un altro sciopero del tifo che lascerà gli spalti dell’Olimpico vuoti per la maggior parte, come accaduto in occasione della sfida interna contro il Genoa.

Come riporta l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, si tratta di una situazione che travalica i confini dello sport e che arriva a iniziare a far sentire la propria spinta anche in politica. A confermarlo sono indirettamente gli stessi esponenti di Forza Italia, che annovera anche Lotito, il quale ricopre la carica di senatore. «Lei mi chiede se Lotito è un problema per il partito? Tenga conto che da mesi i nostri social sono invasi da commenti di tifosi laziali. Invocano le sue dimissioni», hanno commentato esponenti di Forza Italia.javascript:void(0)

E in seno al partito fondato da Silvio Berlusconi iniziano a emergere preoccupazioni per l’evolversi di questa situazione, ovviamente in chiave politica. Il timore è quello che questa protesta possa costare voti a Forza Italia, che insieme agli alleati di governo spinge per il sì al referendum della giustizia. E i messaggi sui social non sono incoraggianti in questa ottica, con più di un gruppo di tifosi laziali pronto a fare mancare il proprio sostegno a Forza Italia alle urne.

È ovviamente difficile stabilire il numero di voti che andranno persi dal centrodestra, e nelle specifico da Forza Italia, ma sicuramene non sarebbe la prima volta che il calcio influisce in qualche modo nella politica. Basti pensare a un episodio che sia lo stesso Berlusconi che Adriano Galliani, oggi senatore di Forza Italia rieletto dopo la scomparsa del fondatore, hanno ricordato per diversi anni: la cessione di Kakà da parte del Milan nel 2009 costò diverse centinaia di migliaia di voti a Forza Italia.

Per quanto riguarda invece il caso Lotito, per conoscere la portata di una possibile ripercussione politica basti vedere le firme raccolte dalla lettera rivolta al patron che è stata sottoscritta da oltre 40mila persone. L’oggetto di questa missiva è chiaro: «Se Lotito non è in grado di riportare la squadra a competere per i vertici, si faccia da parte». Una iniziativa che sta avendo un certo successo e che continua a tenere banco nelle discussioni sui social.

A proposito di Lotito, il patron della Lazio ieri si è messo di traverso con il proprio partito per quanto riguarda il disegno di legge che prevede l’ingresso dei tifosi come azionisti nei club sportivi professionistici. «Faremo una riunione, bisogna legiferare in modo accorto», ha provato a mediare Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia e noto tifoso romanista. Non usa le stesse parole, invece, l’alleato di governo della Lega Massimiliano Romeo: «Lotito ha chiesto un approfondimento sul ddl, ma dopo lo riporteremo in aula». calcioefinanza.it

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Lazio, Lotito: “Il dissenso c’è e va rispettato, ma risponderò con i fatti. Progetto quinquennale di rilancio”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, rispondendo ad alcune domande del Corriere della Sera, ha così parlato del piano di rilancio del club e delle contestazioni da parte dei tifosi.

“Nella vita come nel calcio il dissenso esiste e va rispettato. Fa parte della passione e la passione è l’anima della Lazio. Può accadere a volte che alcune mie dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da ciò che intendo. È legittimo, quindi, che i tifosi si interroghino, ma io rispondo coi fatti. La prossima settimana presenteremo in pubblico il progetto già consegnato al Comune per lo stadio Flaminio. Poi, a marzo, illustreremo ‘Lazio 2032’ il nostro piano quinquennale di rilancio”.

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Equilibrio e regia difensiva, “Joystick” Romagnoli si è ripreso la Lazio

In ogni vita, per tutti, c’è un’Itaca da lasciare. Alessio Romagnoli stava per lasciare la Lazio, sentiva che era arrivata l’ora di andare via per tutti i motivi arcinoti, pensava che la sua fedeltà era stata tradita. Neppure è partito ed era già di ritorno. Non s’è chiesto nemmeno il perché. S’è ripreso il suo posto, è di comando nella difesa di Sarri. E’ tornato il Romagnoli di prima, energico e audace. Non ha perso intensità e spirito, non sono cambiati gli occhi da capopopolo che sa dove portare la sua gente. Sarri l’ha rilanciato titolare a Bologna, a Torino era entrato nel finale. Riconosce il ruolo di supremazia che ha Romagnoli: «E’ il joystick della nostra linea», ha detto il tecnico a Bologna. Nella missione di Alessio c’è sempre stata e continua ad esserci una reponsabilità che va oltre il campo e il calcio. Era il figlio perfetto, il giocatore-bandiera. La crisi scoppiata con Lotito è datata, ha toccato l’apice a gennaio, ma già da un anno era strisciante. È tutto rinviato a giugno, si vedrà se Alessio confermerà la volontà di partire, ad un anno dalla scadenza del 2027, e soprattutto se l’Al-Sadd manterrà la parola di prenderlo. Da valutare ci saranno le mosse della Lazio, se deciderà di riaprire la trattativa per il rinnovo, quantomeno di provarci nonostante lo strappo con Romagnoli e le tensioni con i suoi manager.

Romagnoli, perché per Sarri è fondamentale

Sarri, senza di lui, sapeva che non sarebbe stato lo stesso. Per sua fortuna ci ha dovuto rinunciare poco. Con il Genoa nel pieno della telenovela di mercato di un gennaio delirante, a Torino dopo una settimana in cui s’era allenato poco. Forse è stata anche una penitenza, decisa per rispettare il gruppo e chi si era sempre allenato. Mau dovrà rinunciare a Romagnoli domani con l’Atalanta, tiene pronto Provstgaard. Sembra poco il ritorno lampo di Alessio, subito ad alti livelli agonistici, ma non lo è. Gestire un vulcano emotivo come quello che gli era scoppiato dentro non è mai facile. Già s’immaginava in Qatar, ricoperto di milioni. Ha avuto la forza necessaria per ritrovare subito la concentrazione e ricaricarsi, comunque una lezione. Ha recuperato stato fisico e mentale. Romagnoli è l’alfiere della difesa di Sarri. Detta i movimenti, le scalate. Sa dove mettersi, sa costruire, sa attaccare. A Bologna è stato d’aiuto a tutti in partita e ai rigori. Una guida per i compagni di reparto, un sostegno per i nuovi. Quando Maldini s’è visto parare quella girata su assist di Pedro s’è sentito rincuorato. Romagnoli gli si è avvicinato e l’ha invitato a crederci. Corriere dello Sport

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Lazio, la protesta dei tifosi continua: i biglietti venduti per la sfida con l’Atalanta

Il tifo organizzato non sarà allo stadio neanche sabato: ecco i tagliando venduti per il match contro la Dea.

Come col Genoa, il tifo organizzato della Lazio resterà a Ponte Milvio durante Lazio-Atalanta. Prosegue quindi la protesta contro la società. Come sottolinea il Corriere dello Sport, al momento sono stati venduti 2.700 biglietti per i novanta minuti con la Dea, poi si dovrà fare il conto con gli abbonati che decideranno di presenziare e con quelli che invece decideranno di rinunciare nuovamente per proseguire la contestazione nei confronti della società.

Contro il Genoa (venerdì 30 gennaio) erano stati solamente 4.000 i tifosi totali a partecipare al match sugli spalti, tutti gli altri avevano deciso di seguire la gara da Ponte Milvio come da invito della Curva
Nord. Il clima di sabato quindi, conclude il quotidiano, dipenderà per la seconda volta dalla risposta degli abbonati, in totale sono 29.918 le tessere sottoscritte in estate.

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Lazio, ora testa all’Atalanta: Romagnoli out, Sarri ridisegna la difesa

Il difensore laziale dovrà scontare una giornata di squalifica, sarà quindi assente sabato.

Archiviata, per il momento, la parentesi Coppa Italia, la Lazio torna a pensare al campionato: sabato all’Olimpico arriverà l’Atalanta (fischio d’inizio in programma alle 18). Per Romagnoli, come evidenzia il Corriere dello Sport, è già il momento di fermarsi di nuovo, dopo essere tornato ieri al Dall’Ara per la prima volta da titolare passato il periodo turbolento che lo ha visto coinvolto negli ultimi giorni di calciomercato.

All’Allianz Stadium Romagnoli ha rimediato un cartellino giallo che, da diffidato, ha fatto scattare una squalifica che gli impedirà di essere
convocato per il prossimo incontro di campionato in programma il 14 febbraio all’Olimpico con l’Atalanta. Considerando che a seguire ci saranno due gare consecutive in trasferta (con Cagliari e Torino), di fatto per vedere di nuovo il numero 13 della Lazio dal primo minuto all’Olimpico bisognerà aspettare fino a marzo, in occasione della sfida con il Sassuolo.

Intanto Sarri studia nuove mosse, si candida Provstgaard per un posto da titolare al fianco di Gila. L’unico centrale a disposizione poi resta Patric.