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Lazio, battere il Cagliari per restare agganciati al treno europeo: in 35 mila all’Olimpico

«Poco più di 4.000 biglietti venduti per stasera. Contro il Cagliari ci sarà un Olimpico da 35mila spettatori circa, abbonati compresi». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport. Questo quindi il dato dei biglietti venduti per la sfida di stasera, che porterà la cornice ad attestarsi attorno alle 35mila presenze. C’è tempo fino a questa sera per acquistare il biglietto per una gara che può consentire alla squadra di Sarri di non staccarsi dal treno delle zone europee. Battere la squadra di Pisacane per agganciare l’Udinese all’ottavo posto a -3 dal sesto della Juventus. O la Lazio resta a galla o il rischio di una classifica sempre più anonima diventerà realtà. Tre punti in palio, dunque, per non alzare bandiera bianca e dare continuità ai nove punti collezionati nelle ultime cinque giocate.

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Lazio, con il Cagliari sempre emergenza: Tavares ancora ai box

«Tavares ha effettuato nuovi esami strumentali, sta provando a rientrare velocemente dal problema muscolare al polpaccio. […] Nuno ha ripreso a lavorare a parte, l’obiettivo più probabile è il confronto a San Siro con l’Inter che precederà la prossima sosta». Così recita l’edizione odierna del “Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Tavares è out: prova per l’Inter”.

La Lazio ha parlato di lesione muscolare di basso grado a carico del soleo sinistro. Sarri, invece, l’ha definito un semplice affaticamento. Incongruenze mediche a parte, il dato certo è che Nuno Tavares è out da circa una settimana per un problema muscolare al polpaccio. Il terzino portoghese sta tentando in tutti i modi di velocizzare il suo recupero. Nei giorni scorsi ha svolto nuovi esami strumentali ed è tornato a correre, ma per ora il suo è ancora un lavoro differenziato. Il mister biancoceleste Maurizio Sarri, già alle prese con numerosi altri infortuni, non anticiperà il rientro in gruppo di Nuno, il quale con ogni probabilità non verrà forzato per la partita casalinga di lunedì sera contro il Cagliari. Il numero 17 biancoceleste potrebbe rivedersi direttamente il 9 novembre, quando la Lazio sarà di scena a San Siro per sfidare l’Inter di Cristian Chivu. Il mancato recupero del classe 2000 complica i piani di Sarri per la gara di dopodomani contro i sardi. Il tecnico toscano, oltre a Tavares, dovrà molto probabilmente fare a meno anche di Luca Pellegrini, ancora alle prese con il trauma contusivo-distorsivo rimediato nella trasferta di Genova. A Pisa, come ammesso dallo stesso Mau, il terzino romano ha giocato con gli antidolorifici, salvo poi alzare bandiera bianca nella ripresa ed uscire dal campo zoppicando. Potrebbe decidere di stringere i denti ancora per dare una mano alla sua Lazio, ma l’ultima decisione spetterà a Sarri, ben consapevole che in questo momento della stagione non possono essere corsi rischi di alcun tipo. Potrebbe restare ai box anche Elseid Hysaj, alle prese con una tendinopatia al ginocchio destro. In vista della gara contro il Cagliari, quindi, il mister rischia di ritrovarsi con soli due terzini a disposizione, Marusic e Lazzari. Il montenegrino, smaltita la febbre, verrà con ogni probabilità schierato sulla fascia sinistra, con Lazzari sul lato opposto. L’unica alternativa per la corsia mancina è rappresentata da Oliver Provstgaard. Il difensore danese scalpita, chiede spazio, ma per ora Mau non l’ha mai lanciato dal primo minuto in quella zona di campo. Chissà che stavolta non decida di cambiare idea…

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Lazio, il bottino dell’attacco è insufficiente: i numeri

Il problema davanti è evidente ed anche il tecnico dopo la sfida di Pisa lo ha evidenziato.

Sarri ha sistemato la fase difensiva, per quella offensiva c’è ancora da attendere. Ammesso sempre che gli interpreti d’attacco riescano ad incidere. Come evidenzia il Corriere dello Sport, Dia che non è riuscito a sbloccarsi, è il simbolo delle difficoltà offensive della Lazio. Isaksen, alla seconda consecutiva da titolare e fiacco dopo le fatiche contro la Juve, non era riuscito a sfruttare le chance capitategli sul sinistro. La più clamorosa quella sull’assist di Zaccagni, era stata un’azione tutta in verticale. Nuove riflessioni scatteranno nel weekend per la preparazione al monday night con il Cagliari.

Il bottino dell’attacco finora è insufficiente, non c’è dubbio: 11 gol realizzati in 9 turni, troppo pochi soprattutto pensando che sono arrivati tutti in 4 match (4 al Verona, 3 al Genoa, 3 al Torino e 1 alla Juventus). Cinque gare all’asciutto.

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Lazio, fantasma Dia: ora è un caso

Tra le tante note negative della Lazio nel match contro il Pisa c’è sicuramente anche quella di Dia. Il senegalese non entra mai nel vivo del gioco, fa fatica anche solo a stoppare e proteggere la palla, conclude la sua partita con zero tiri in porta e statistiche impietose: ora Boulaye è un caso.

Come ben sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la nota più stonata per la Lazio nella sfida dell’Arena Garibaldi contro il Pisa è quella di Boulaye Dia. Il senegalese, partito un’altra volta dal primo minuto, è stato evanescente per tutto il tempo che è stato in campo. Mai pericoloso, mai in grado di proteggere palla e far salire la squadra, mai in grado di impensierire in qualche modo la retroguardia nerazzurra. 

Esce dal campo con zero tiri in porta e un’altra occasione sprecata, anche in vista della convocazione per la Coppa d’Africa. Per il senegalese, al momento, l’unico timbro in stagione resta quello contro il Verona nella seconda giornata di campionato. Sarri lo ha sostituito dopo i primi 45 minuti, segno di un giudizio a dir poco negativo sulla prestazione dell’ex Salernitana. I numeri dell’attacco sono impietosi: 11 gol fatti in 9 partite, troppo pochi se si pensa anche al fatto che sono arrivati tutti in 4 match (Verona, Genoa, Torino e Juventus).

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Lazio, la stanchezza porta nervosismo: Sarri, attacco alla Lega

Il pari contro il Pisa fa fare due passi indietro alla Lazio dopo il bel successo ottenuto all’Olimpico contro la Juventus. I biancocelesti sono apparsi stanchi, con un vistoso calo soprattutto nella ripresa, e su questo aspetto è tornato a battere anche mister Sarri nel postpartita. Una chiara polemica contro la Lega, colpevole di aver dato due giorni di riposo in meno ai suoi rispetto al Pisa.

Nel postpartita contro il Pisa, ai microfoni di Sky, mister Sarri ha lanciato una provocazione alla Lega per aver dato due giorni di riposo in meno alla Lazio rispetto ai toscani. Se i padroni di casa hanno avuto infatti 6 giorni di tempo per preparare la sfida e ricaricare le energie, la formazione biancoceleste soltanto 4. Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, queste sono comunque prime avvisaglie e primi segnali di un nervosismo che sta iniziando a uscire.

Il tecnico toscano ha voluto inquadrare un nemico, la Lega, ed è poi tornato sulla difficoltà di fare “il suo calcio” con una squadra che non ha potuto cambiare in nessuno degli interpreti. Non una dichiarazione di resa, ma di evidente difficoltà del momento e di precarietà dei risultati. Servirà uno sforzo di tutti, ha ribadito il mister, perché è evidente che questa sarà una stagione complicata e piena di insidie. Ora lunedì c’è l’Udinese in casa: non si può più sbagliare.

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Lazio, il punto sui calciatori sostituiti a Pisa: virus intestinale per Gila, ottimismo Basic

Hanno lasciato il campo anzitempo ieri sera: verranno valutati in queste ore.

Come è accaduto con l’Atalanta, anche ieri la Lazio è calata nel secondo tempo. Colpa, evidenzia il Corriere della Sera, anche delle precarie condizioni di molti dei protagonisti. Dia, che ormai ha problemi persistenti alla caviglia, ha chiesto il cambio a fine primo tempo. Anche Pellegrini (nervoso per tutta la partita) ha alzato bandiera bianca, sentendo ancora fastidio al ginocchio che lo ha tenuto fermo quasi un mese. Perfino Gila, messo ko da un virus intestinale. Trapela ottimismo, conclude il quotidiano, per quel che riguarda Basic, che si è dovuto fermare per un leggero affaticamento muscolare.

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Pisa-Lazio, trasferta vietata. C’è tempo solo fino a stasera per il rimborso: i dettagli

Trasferta vietata all’ultimo e tanti disagi: la situazione.

Era già sold out il settore Ospiti (1100 posti) della Cetilar Arena, ma il prefetto D’Alessandro – dopo le indicazioni dell’Osservatorio – ha disposto martedì lo stop ai residenti della regione Lazio per «altissimi profili di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica dovuti all’accesa rivalità, anche di natura politica, tra le due tifoserie, pronte a fronteggiarsi», come emerso dall’attività informativa e da quanto riscontrato sui social network. «Nessuno si aspettava l’ennesimo sopruso fatto ai tifosi della Lazio senza motivazioni o giustificazioni
chiare. Lotito è un senatore, faccia un’interrogazione al ministro degli Interni – il messaggio della Curva Nord – perché nei giorni scorsi c’erano state date rassicurazioni che la trasferta fosse aperta. Decine e decine di tifosi avevano già pagato hotel e viaggio».

Quei soldi, evidenzia Il Messaggero, non li risarcirà nessuno a differenza del biglietto, secondo le direttive comunicate dal club capitolino: i titolari dei tagliandi dovranno recarsi entro stasera alle 20 nel punto vendita dove è stato emesso il titolo d’ingresso, per ottenerne il rimborso.

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Lazio, centrocampo prolifico con Sarri. E Basic va verso la quinta di fila

A Pisa il centrocampo sarà lo stesso di domenica: il croato resta titolare.

Da soluzione di ripiego a certezza granitica, a Pisa la mediana conferma di avere una fisionomia consolidata e un padrone inedito: Basic, riporta Il Messaggero, va verso la quinta di fila in A; si era fermato a quattro tra il 5 e il 22 dicembre 2021. Con Guendouzi e Cataldi formerà un terzetto già interamente in rete in campionato, che a Sarri mancava da quattro anni (ottobre 2021).

Se, si legge, di questi tempi Baroni aveva ottenuto solo un gol di Guendouzi e un assist di Vecino nel 2-3 a Torino, per poi chiudere la stagione col centrocampo meno produttivo d’Italia dopo Lecce e Monza, in piena emergenza Sarri ha reso il reparto persino prolifico. Pur priva dei due interpreti col maggior feeling con la porta (Vecino e Dele-Bashiru), la mediana vanta già 3 gol e 4 assist, compresi i passaggi vincenti col Verona di Rovella e Belahyane, e ha preso parte a 6 reti sulle 11 siglate (55%).

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Lazio, Sarri riparte dalla solidità difensiva: a Pisa per il terzo clean sheet di fila, che manca da due anni

Il tecnico vuole equilibrio e lo ricerca partendo da una solidfa fase difensiva.

Sarri punta sulla compattezza e la solidarietà. Come riporta Il Messaggero, il tecnico ha indicato la via e ora non fa nessuna retromarcia. Quando gli uomini lo permettono (anche stavolta ne mancano cinque, Hysaj è rimasto nella Capitale per una tendinopatia), il 4-3-3 non si tocca. Conta l’equilibrio più della pericolosità offensiva.

Non è un caso, si legge, che dieci punti (sugli attuali undici) siano arrivati anche grazie a quattro gare (Verona, Genoa, Atalanta e Juve), terminate con la porta inviolata. Nelle prime otto giornate dell’era Lotito c’era riuscito solo Mau nell’anno del secondo posto
(2022/23, con Spezia, Cremonese, Verona e Torino) e Delio Rossi (Chievo, Torino, Cagliari e Atalanta). Ora la Lazio punta al terzo clean sheet di fila, che manca da due anni, sempre con il Comandante in panchina.

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Lazio, il diktat di Sarri: “Non cadiamo nella trappola. Serve continuità”

Il messaggio del tecnico alla squadra è chiaro: a Pisa si devono evitare passi falsi.

Vincere per dare continuità, aggiungere valore al successo contro la Juve e muovere la classifica. A Pisa stasera la Lazio dovrà fare il possibile per ottenere i 3 punti. La Lazio, evidenzia Il Messaggero, dovrà decidere se rilanciare subito le proprie ambizioni per l’Europa oppure tornare sospesa nell’incertezza. Può essere un’opportunità clamorosa o un’altra amarezza. Dopo gli otto punti racimolati nelle ultime quattro gare, nel frangente di massima emergenza e difficoltà, questo è il momento della verità.

Serve, si legge, una prova di maturità perché spesso, anche in passato, dopo grandi imprese, è arrivata una doccia fredda con avversari più alla portata. L’iniezione di fiducia deve trasformarsi in continuità, non in presunzione o mancanza di umiltà. Per fortuna il Pisa ha appena fermato il Milan, così ha ancora più sostanza il monito di Sarri alla squadra: «Non cadiamo nella trappola. Serve la stessa attenzione, il carattere, la testa, altrimenti non avremo fatto nulla». I discorsi motivazionali vanno avanti ormai da due giorni a Formello perché Mau teme cali di tensione in una settimana decisiva.