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Lazio, cassa di risonanza alla protesta: ne parlano anche in Polonia

La cassa di risonanza di una protesta senza sosta. I tifosi della Lazio continueranno a disertare lo stadio fino alla fine della stagione, e continua a far parlare di sé in giro per il mondo. Dopo Cbs, Bbc, New York Times (in partnership con The Athletic) e il portale brasiliano Torcidariporta il Corriere dello Sport, anche in Polonia, precisamente sul sito sport.pl, è stato trattato l’argomento. Il portale ha cercato di spiegare le motivazioni per cui l’Olimpico è semi deserto a ogni gara: “Da due mesi i tifosi della Lazio boicottano le partite casalinghe della loro amata squadra a causa delle misure di austerità imposte dal presidente Claudio Lotito”.

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Lazio, la contestazione lascia un altro segno: i numeri dell’Olimpico

Il Corriere dello Sport questa mattina torna sui numeri impietosi di tifosi della Lazio presenti sugli spalti dell’Olimpico anche per la gara col Parma dovuti alla contestazione sempre in atto, di poco superiori alle ultime uscite della squadra di Sarri tra le mura amiche. 

10mila i sostenitori biancocelesti, mille invece quelli ospiti giunti da Parma per un totale di undicimila anime sigli spalti dello stadio Olimpico. Meglio delle ultime uscite ad eccezione della gara col Milan che aveva visto l’impianto ripopolarsi ma comunque numeri bassissimi. 5mila i tifosi di fede laziale che hanno scelto di acquistare il biglietto mentre gli altri fanno parte degli oltre 29mila abbonati che hanno scelto di presentarsi senza aderire alla contestazione in atto. 

Secondo il quotidiano questa che ormai non è più una novità ma la nuova regola, potrebbe protrarsi fino al termine della stagione con forse un paio di eccezioni. Potrebbero essere fatte valutazioni infatti per il derby con la Roma e per l’eventuale finale di Coppa Italia. Per quanto riguarda le altre gare l’Olimpico pare invece destinato ad avere la stragrande maggioranza di seggiolini vuoti. 

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Lazio-Parma, nuovo capitolo della protesta: l’Olimpico tornerà semi-deserto. E Sarri aspetta che…

In occasione di Lazio-Parma avrà luogo un nuovo capitolo della protesta dei tifosi contro la presidenza di Claudio Lotito e, a pochi giorni dalla vendita dei biglietti, con negli occhi ancora le immagini dello spettacolo contro il Milan, si prevede che lo stadio Olimpico torni di nuovo vuoto.

Dalla spinta incessante dei tifosi nella sfida contro il Milan al silenzio assordante preannunciato contro il Parma: l’Olimpico si prepara a cambiare nuovamente sembianze, per rivestirsi dell’aria spettrale che gli è propria da quando ha avuto inizio la protesta. E dopo lo spettacolare scenario che ha fatto da cornice al successo sui rossoneri, i seggiolini sembreranno ancora più vuoti, e gli spalti ancora più silenziosi. Come riporta il Corriere dello Sport, era esattamente questo il disegno del tifo organizzato: restituire una chiara fotografia di come potrebbe essere l’atmosfera con i tifosi, ma cosa non potrà essere finché durerà la protesta, destinata a proseguire per tutte le partite casalinghe della stagione. Da valutare, eccezionalmente, il derby e l’eventuale finale di Coppa Italia: partite troppo importanti per mancare.

L’assenza dei tifosi rischia di essere ancora più pesante di quelle in campo. Lo sa bene Maurizio Sarri, che da tempo sta chiedendo pubblicamente di muoversi per ricucire lo strappo. Giocare senza pubblico, per giunta in casa, in uno stadio enorme come l’Olimpico, incide negativamente sul rendimento dei suoi ragazzi, sulle loro energie e sulla percezione del pericolo.

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Lazio, sempre caos società-tifosi: festa guastata, botta e risposta sul caso “Libertà”. Sciopero confermato

La coreografia dei tifosi della Lazio da esporre in Tribuna Tevere in occasione del match con il Milan saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) ed autorizzato. Lo apprende l’Adnkronos da fonti vicine all’organizzazione dell’evento. Come avviene di prassi per tutte le coreografie negli impianti sportivi, le forze dell’ordine -attraverso il Gos- valutano, tramite lo Slo delle società Sportive, termini, modalità e procedure per l’allestimento e l’esposizione di eventuali scenografie sugli spalti proposte dai tifosi. Tali procedure sono state regolarmente definite anche in occasione della gara Lazio-Milan.

Secondo quanto risulta, il contenuto specifico della coreografia prevista per la Tribuna Tevere, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello Comunicato dallo Slo della società al GOS ed autorizzato. Una volta informato, l’organo competente avrebbe quindi disposto il divieto di esposizione, applicando il regolamento previsto per la sicurezza e la gestione degli eventi sportivi. La decisione rientra dunque nell’ordinaria applicazione delle procedure previste per le coreografie negli stadi.

La Curva Nord della Lazio, attraverso la sua pagina Instagram “voce della nord”, ha risposto alla nota pubblicata dalla società biancoceleste in merito al caso legato alla coreografia in Tribuna Tevere.

Il comunicato social della Nord:

“Anche i sampietrini conoscono la verità.

Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.

La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.

Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?

Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.

La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.

Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?

Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali”.

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“Sto qua per te”, l’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dell’Olimpico: il motivo

L’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dello stadio: ecco perché.

“Sto qua per te” non è solo un inno, ma anche una sorta di ‘colonna sonora’ delle ultime gare della Lazio. Scritto da Scrima e Gianmarco Dottori e cantato da quest’ultimo (prodotto da Luca Tesoro, Scrima e Dottori), il nuovo inno è uscito il 9 gennaio dello scorso anno, in occasione del 125° anniversario della società biancoceleste. Un brano che i tifosi cantavano a squarciagola all’Olimpico, fino a poco tempo fa.

Ora non compare più nelle rotazioni musicali. Il motivo? La causa è riconducibile al commento di uno dei due autori, Scrima, sotto un post social della tifoseria organizzata biancoceleste; in quella occasione approvava la scelta di non entrare allo stadio in occasione della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta e scriveva: “Solo applausi! Decisione saggia! Avanti tutta!”, messaggio accompagnato da un applauso.

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Lazio, la contestazione raggiunge la Grande Mela: focus sul NY Times

Il New York Times accende i riflettori sulla manifestazione dei tifosi biancocelesti. L’autorevole quotidiano americano analizza il caso Lazio non solo come sport, ma come una vera e propria crisi politica e sociale. Al centro dell’articolo c’è la contestazione durissima della tifoseria contro Claudio Lotito. Una protesta che ha scavalcato i confini dello stadio arrivando fino ai palazzi del governo, con il Ministro Tajani costretto a condannare scritte intimidatorie apparse sui muri di Roma. Per il NYT, il clima a Formello è quello di un “regime” che i tifosi vogliono rovesciare a ogni costo.

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Lazio-Milan, “Libertà censurata” in Tevere: la denuncia del tifo organizzato

La Lazio avrebbe vietato una coreografia con la scritta “Libertà” lungo la Tribuna Tevere ieri sera in occasione della gara col Milan e a rivelarlo è stato lo stesso tifo organizzato con un post tramite i propri canali social. 

Il comunicato del tifo organizzato biancoceleste 

“A solo un’ora dall’inizio della partita Lazio-Milan, è stato comunicato ai ragazzi del tifo organizzato di non poter esporre la scritta “LIBERTÀ” che sarebbe dovuta comparire in tutta la Tribuna Tevere. Incredibile come un senatore della Repubblica italiana vieti l’apparizione sugli spalti di una parola così importante e così legata ai valori che tanto decanta e che dovrebbe difendere. Chiediamo a tutte le persone coinvolte alla mancata esposizione delle lettere, di mandarci in DM quello a cui hanno assistito. Non si ferma il vento con le mani!”.

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Lazio-Milan, obiettivo 55mila all’Olimpico: il dato dei biglietti venduti

I tifosi tornano alla stadio per Lazio-Milan: i tagliandi acquistati.

Sono saliti a oltre 20.000 i biglietti venduti per Lazio-Milan di domani, comprensivi di almeno 4.500 tifosi milanisti che si presenteranno all’Olimpico. La cifra va aggiunta ad altri 27.000 abbonati biancocelesti (dai 29.918 totali vanno sottratti gli aquilotti, gli under 14, che hanno comunque potuto riacquistare il proprio posto a prezzi ribassati), per un totale parziale di 47.000 presenze garantite. Di questo passo, riporta il Corriere dello Sport, si arriverà sicuramente a superare quota 50.000, con l’obiettivo di toccare almeno i 55.000 spettatori complessivi.

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La protesta dei tifosi della Lazio finisce anche sulla BBC: le cause secondo la tv inglese

Le immagini delle tribune dello stadio Olimpico costantemente vuoto durante le partite della Lazio sono rappresentazione efficace dello stato d’animo che regna tra la grande maggioranza dei tifosi biancocelesti. E la protesta della Curva Nord, che va avanti ormai da molto tempo, fa discutere non soltanto tra i salotti e i bar del nostro Stivale, ma anche all’estero.

Della protesta dei tifosi della Lazio contro la presidenza di Lotito si parla, per esempio, anche sulla televisione di stato britannica. La BBC ha infatti dedicato un servizio al tema, nel quale sono stati analizzati i motivi dietro al sentimento di malcontento che regna sovrano in Curva Nord.

Secondo la ricostruzione fornita dalla BBC, a dettare il cambio di umore in seno ai tifosi della Lazio sono state in partenza le cessioni di alcuni pilastri degli scorsi anni come Immobile, Luis Alberto, Milinkovic-Savic e Felipe Anderson, e soprattutto il fatto che non siano stati rimpiazzati con sostituto di pari livello. E le cessioni chiuse nel
calciomercato di gennaio hanno inasprito, portando allo scenario di oggi.

Infine vengono riportate le parole di Maurizio Sarri di lunedì scorso, al termine della partita vinta 2-1 contro il Sassuolo, spiegando anche in conclusione come la protesta sarà di fatto interrotta soltanto per la prossima partita di campionato, contro il Milan, prima di riprendere il boicottaggio casalingo fino a fine stagione.

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Lazio-Milan, tifo organizzato: “Ultimo atto d’amore, riempiamo l’Olimpico prima di congedarci e lasciarlo solo” (FT)

La nota dei gruppi del tifo organizzato:

“NOI PADRI, FIGLI CUSTODI DI ‘QUELLA’ STORIA

La storia della S.S. Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande ‘orto di guerra’ per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che cosi è rimasto per 126 anni.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusivamente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d’Italia e d’Europa.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall’amore smisurato per la nostra Lazio.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita.

Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio – Milan di domenica 15.

Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato.

È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti.

PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA!

I Gruppi del Tifo Organizzato”.