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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “Se avessero i miei attributi…”: la reazione dello spogliatoio all’accusa di Lotito…

L’ennesimo autogol di una stagione complicatissima. Lazio-Pisa sarà l’ultima uscita, ma i biancocelesti sono già abbondantemente proiettati al futuro. Il momento nero del club tiene costantemente banco. A far infuriare l’ambiente, negli ultimi giorni, sono state le parole di Lotito alla buvette di Montecitorio. Non solo, però, l’attacco ai tifosi e le parole su Sarri e Tommaso Paradiso“Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”,la sfuriata di Lotito . E, secondo quanto riportato da La Repubblicail gruppo squadra non ha apprezzato le parole del presidente biancoceleste.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Panchina Lazio, Agostinelli: “Pisacane duttile e di carattere, Palladino più pronto ed offensivo” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Visti i suoi precedenti come calciatore, viene da pensare che un tecnico come Pisacane dia alla squadra molto dal punto di vista caratteriale. Un po’ alla Gattuso, con una buona organizzazione di gioco. Ha fatto bene in Primavera, poi il Cagliari ha avuto coraggio e ragione nel lanciarlo in prima squadra. Il suo gioco è di posizione, ma anche di aggressività. E’ un tencico duttile che si è rifatto anche alle caratteristiche degli avversari. E questo è un pregio.

Palladino ha dimostrato a Monza di praticare un gioco offensivo. Portava molti giocatori nella metà campo avversario. A Bergamo ha fatto bene, ma vista la rosa mi sarei aspettato potesse fare di più. Ha migliorato l’Atalanta rispetto a Juric, mentre rispetto a Gasperini ha fatto un calcio meno di marcatura a tutto campo. Probabilmente l’Atalanta si aspettava da lui e dalla squadra un salto di qualità più rilevante, soprattuto in un certo tipo di gare contro gare importanti. Sul suo conto, tra l’altro, non mi sembra ci sia l’interessamento di club di rilievo.

Tra i due, il tecnico più portato ad offendere è Palladino. Tra l’altro ha già ha avuto modo di allenare giocatori importanti, può essere considerato più pronto per la Lazio.

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SERIE A

Lazio-Pisa, probabili formazioni

Lazio-Pisa, match valido per la 38ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, sabato 23 maggio ore 20.45. Dopo aver perso la prima sfida contro il Pisa in Serie A (0-1 l’8 gennaio 1984), la Lazio è rimasta imbattuta nelle successive sei gare contro i toscani nel massimo campionato (2V, 4N), mantenendo la porta inviolata nelle quattro più recenti: è già la striscia aperta più lunga di clean sheet consecutivi per i biancocelesti contro una singola avversaria nel torneo.

Probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini; Basic, Patric, Dele-Bashiru; Isaksen, Noslin, Pedro. All. Sarri

Squalificati: Rovella, Tavares, TaylorIndisponibili: Motta, Patric, Provedel, Zaccagni

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi, Albiol, Canestrelli; Leris, Hojholt, Aebischer, Akinsanmiro, Angori; Moreo, Stojikovic. All. Hijlemark

Squalificati: Caracciolo

Indisponibili: Denoon, Tramoni

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DICHIARAZIONI

L’ultima di Pedro: “Mi rivedrete all’Olimpico per festeggiare il ritorno di una grande Lazio. Primo passo ritrovare l’unione con i tifosi. Su Sarri…”

Il campione spagnolo è il protagonista dell’ultimo match program stagionale.

“Sono stati giorni tristi ed emozionanti allo stesso tempo. Si chiude la mia storia con la Lazio, mi sto godendo ogni ultimo istante con i miei compagni di squadra, con i tifosi e la città. Mi mancheranno tutti, sono contento del percorso fatto con questa maglia. L’ultima stagione è stata sicuramente dura ma voglio finire bene, magari segnando, per regalarmi un ultimo ricordo positivo”.

Il feeling con la Lazio è stato subito forte – “Perché questa squadra ha dei valori che condivido, come umiltà, armonia e solidarietà. La passione dei tifosi è stata forte fin dal primo giorno, li ho sempre sentiti al nostro fianco. Mi sono subito sentito a casa, è la loro vicinanza che fa grande la Lazio”.

Stagione senza i tifosi – “Quanto è stata dura? Tantissimo. Spero che contro il Pisa decidano di entrare ma rispetto la decisione. Giocare senza la loro spinta è stato difficile. Fare bene in campionato con lo stadio vuoto è impossibile. Abbiamo passato momenti duri, non è stato semplice assistere alla situazione che si è creata tra tifosi, squadra e società. Mi è dispiaciuto non aver regalato al nostro popolo la Coppa Italia: se la sarebbero meritata e sarebbe stata la conclusione perfetta. Sono però certo che questa situazione tornerà presto alla normalità se tutti remeranno nella stessa direzione per riportare la Lazio in alto. Dove merita di stare”.

La stagione più bella – “Lo scorso anno è stato bello, così come la prima stagione di Sarri, dove il livello di gioco della squadra era alto. Con Baroni ho segnato molto, andavamo sempre allattacco e mi sono divertito tanto. Peccato per Europa League perché avremmo potuto raggiungere la semifinale. Gol più pesante? Difficile sceglierne uno solo, quello nel derby, contro il Celtic e il Porto sono stati davvero speciali. La festa sotto la Curva non la dimenticherò mai, rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Un ex del passato con cui giocare – “Dico Klose. Miro è stato un attaccante fortissimo, qui alla Lazio ancora oggi parlano tutti del suo atteggiamento e della sua straordinaria professionalità. Una leggenda. Poi ovviamente ce ne sono stati anche altri, penso a Veron che qualche settimana fa ci è venuto a trovare a Formello”.

Il calciatore dell’attuale rosa che speri possa rimanere qui il più al lungo possibile – “Lo auguro a molti. A Rovella, Zaccagni, Taylor, che è un calciatore interessante, poi ai senatori e agli altri capitani in campo come Patric, Marusic e Cataldi”.

Ti vedremo allo stadio? – “Assolutamente si. Al 100%, spero di poter festeggiare presto una bella vittoria dal vivo insieme ai nostri tifosi”.

Sei mai stato vicino a convincere qualche tuo ex compagno a venire alla Lazio? – “Ci ho sempre provato. Anche con Messi (ride, ndr) ma ovviamente non era facile. Poi Jordi Alba e De Gea quando erano svincolati. Anche Bartra, ricordo che ne parlai con Sarri. Stesso discorso per David Luiz. Mi sarebbe piaciuto fargli conoscere la passione dei nostri tifosi”.

Sarri nella tua testa è secondo soltanto a Guardiola? – “Sì. Guardiola ovviamente è stato importante, mi ha dato fiducia quando ero giovane, permettendomi di giocare in una squadra piena di campioni come il Barcellona. Sarri lo avevo avuto già al Chelsea, abbiamo vissuto tanti anni insieme, è stato un bel percorso. Cito anche Baroni, una persona umile che dava tutto per il bene della squadra, e Tudor, preparato e con tanto carattere. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa per continuare a crescere e migliorare”.

Lasci una Lazio diversa da come l’hai trovata: cosa auguri al club per rinascere? – “La prima cosa è ritrovare l’unione tra squadra, tifosi e Società, andare tutti verso un’unica direzione. Questo permetterà alla Lazio di tornare grande: chi verrà qui dovrà lavorare forte per il bene del club. Ora è difficile ma sono sicuro che la Lazio tra qualche anno tornerà a vincere trofei e a lottare per l’Europa e lo scudetto”.

Tornerai un giorno? Ovviamente in un’altra veste – “Difficile dirlo ma spero di sì, nella vita non si sa mai. Mi piacerebbe tornare per aiutare la squadra, rimarrò sempre vicino alla mia Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Termini di Lotito gravi. Sarà un’estate di cessioni, scommesse e di giocatori che non vorranno restare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

L’argomento prossimo allenatore da zero a dieci mi interessa -5, perché non è mai stato un problema. Qui il problema è uno solo da 22 anni. C’è stato detto, pochi giorni fa, che tra 3-4 anni la Lazio varrà oltre tre miliardi. Faccio presente che l’Arsenal ne vale tre e qualcosa, il Paris quattro. Quindi, il messaggio che si fa passare è che la Lazio varrà quanto le finaliste di Champions League.

Voglio proprio vedere se domani sera, nel corso di Lazio-Pisa, le televisioni avranno il coraggio e la volontà di spiegare ai propri telespettatori la reale situazione che c’è nella Lazio. Oppure se si soffermeranno esclusivamente su aspetti tecnico-tattici che non hanno più nessun interesse. Un conto è dire o scrivere alcune cose, un altro è intraprendere una battaglia mediatica e pubblica. I termini utilizzati dal presidente della Lazio due giorni fa sono gravi.

Parere della commissione sul prossimo mercato solo a fine giugno? Una cosa è certa, sarà un’estate ancora più calda, con tanti nomi fatti. Ma la cosa più importante è capire chi vorrà restare, quale contratto potrà essere rinnovato. Prima ci saranno le cessioni e successivamente l’arrivo di scommesse, di ragazzi di 20 anni scoperto in Polonia. Poi qualcuno si sorprende se la Lazio si piazza al nono posto. Senza considerare la reazione di alcuni giocatori, sotto contratto fino al 2027, alle parole di Lotito sul loro conto”.

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Esasperazione Lazio: Lotito solo contro tutti e la minaccia sciopero abbonamenti. Intanto Sarri…

La Lazio sta attraversando una delle fasi più complesse dall’arrivo di Claudio Lotito alla guida del club. Contestazioni sempre più forti caratterizzano l’ambiente biancoceleste, accompagnate dalla crescente probabilità dell’addio di Maurizio Sarri e da uno stadio Olimpico che fatica a riempirsi. Un ambiente esplosivo tra accuse e contestazioni. A descrivere la crisi è anche l’analisi pubblicata da Il Messaggero: la Lazio appare sempre più isolata attorno alla figura del suo presidente. Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di Claudio Lotito hanno infatti esacerbato il clima già teso con i tifosi. Dal Foro Italico a Montecitorio, il patron ha lanciato messaggi duri: «Sarri ha un contratto, ma nessuno è indispensabile». Ma soprattutto la frase «Non vengano allo stadio, ce ne sono tanti in Cina» ha scatenato polemiche durissime tra i sostenitori. 

Le sue parole hanno alimentato il malcontento di una tifoseria già esasperata. Lotito difende però il proprio operato rilanciando piani ambiziosi come quello per lo stadio di proprietà: «Ho presentato il piano per lo stadio di proprietà che renderà la Lazio immortale con un guadagno da 3 miliardi di euro». Un progetto che però appare distante dai problemi urgenti della squadra.

Il presente resta incerto: Maurizio Sarri sarebbe ormai vicino alla rescissione del contratto e avrebbe chiesto un incontro chiarificatore con Lotito. Sullo sfondo, il tecnico toscano valuterebbe possibili future esperienze su altre panchine di Serie A come Napoli o Atalanta. Anche le questioni legate alla rosa alimentano la preoccupazione: Hysaj, Basic e Pedro sono in scadenza, mentre diversi giocatori importanti come Provedel, Gila, Romagnoli, Patric e Cataldi hanno il contratto in scadenza tra un anno. Un ulteriore fattore che contribuisce alle incertezze tecniche.

Presenza allo stadio e rottura tra società e tifosi Intanto la protesta dei tifosi monta: dai social alle radio, passando per i gruppi organizzati, sono in aumento gli appelli a non rinnovare l’abbonamento. La contestazione verso Lotito va avanti da mesi e si teme che possa sfociare in uno sciopero del tifo nella prossima stagione.

I dati dello stadio Olimpico confermano il momento difficile: per l’ultima gara interna contro il Pisa sono stati venduti poco più di duemila biglietti, segnando così una frattura profonda tra club e pubblico. C’è il rischio di ritornare ai numeri negativi del 2016, quando la campagna abbonamenti fu la peggiore della gestione Lotito. Un’ulteriore perdita di incassi aggraverebbe le difficoltà economiche e gestionali della società.

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Lazio, post Sarri: corsa a due Palladino-Pisacane. Sullo sfondo gli ex…

Ogni giorno un nome diverso, ogni giorno una suggestione nuova. La Laziovive una fase di riflessione profonda attorno alla propria panchina, con il futuro di Maurizio Sarri che resta il tema centrale. La società non ha ancora aperto ufficialmente il casting per il dopo, ma osserva, valuta e prepara eventuali mosse nel caso in cui il tecnico dovesse salutare.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i nomi più forti al momento sono due: Fabio Pisacane e RaffaelePalladino. Profili differenti, ma accomunati da un percorso recente in crescita e da un’idea di calcio moderna, capace di sposarsi con un progetto tecnico da ricostruire.

Il nome di Pisacane rappresenta la scelta più sorprendente e, per certi versi, più coraggiosa. Reduce dall’esperienza con il Cagliari, ha conquistato risultati importanti e una salvezza considerata significativa alla prima esperienza tra i professionisti. Il suo profilo piace perché giovane, emergente e abituato a lavorare con idee chiare. A 40 anni, Pisacane è indicato come il più giovane allenatore italiano del campionato. Un dato che racconta bene il tipo di prospettiva: non una soluzione di conservazione, ma una possibile scommessa su un tecnico in ascesa, capace di portare entusiasmo e nuove metodologie.

L’altro nome forte è quello di Palladino. La sua esperienza in Serie A, prima a Monza e poi all’Atalanta, lo rende un profilo più riconoscibile e già rodato. Per la Lazio sarebbe una scelta meno romantica, ma forse più immediata dal punto di vista della gestione del gruppo e della conoscenza del campionato. Palladino è considerato un tecnico moderno, attento alla proposta di gioco e alla crescita dei calciatori. La sua candidatura resta sul tavolo, anche se il quadro delle panchine italiane è ancora fluido e molte società attendono gli incastri definitivi.

Sullo sfondo resistono anche le ipotesi più suggestive. Sergio Conceiçao e Miroslav Klose rappresentano due nomi dal forte impatto emotivo, legati in modo diverso alla storia recente della Lazio. Due piste romantiche, capaci di accendere la piazza, ma oggi meno concrete rispetto a Pisacane e Palladino.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Triennio deriva. Zaccagni? Futuro incerto. E l’allenatore…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Thiago Motta è destinato a scegliere una panchina all’estero. Per Palladino un sondaggio c’è stato, lui ha dato la sua disponibilità. Poi c’è la stima di Lotito nei confronti di Conceicao e Gattuso, e quella di Fabiani per Pisacane. Ieri Almeyda ha firmato per il Monterrey

Mi affiderei ad un ex Lazio, che allo stesso tempo è un valido tecnico, come Conceicao. Sogno una Lazio con Signori presidente di ‘garanzia’.

Per la permanenza di Zaccagni non ci sono più le certezze di un tempo.

Qui si parla di una coppia d’attacco Ratkovic-Sebastiano Esposito. Se la Lazio va verso Pisacane, uno dei calciatori a cui è più legato l’allenatore, anche perché è forte, è proprio Esposito. Questo quindi diventa uno scenario possibile.

Le parole di Fabiani? Bisogna capire se lui considera questa stagione un fallimento o meno. A questo punto tutto è relativo. L’ultimo triennio è fatto da un settimo posto, un altro settimo posto e poi quello attuale, che balla dal nono all’undicesimo. Erano anni che la Lazio non aveva una media così bassa. E spesso prima la Coppa Italia ha salvato le stagioni. Negli ultimi anni la deriva delle posizioni in classifica”.

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RITIRO ESTIVO

Lazio, verso la conferma del ritiro estivo a Formello: i dettagli

Come riporta la Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna, il ritiro estivo della Lazio per la stagione 2026-2027 con ogni probabilità si svolgerà a Formello. Partirà il 13 luglio con la squadra che effettuerà le classiche visite di idoneità nei 2-3 giorni precedenti. La Lazio si allenerà dunque a Formello per circa 15 giorni e poi disputerà alcune amichevoli all’estero. Il primo impegno ufficiale ci sarà invece nel weekend del 15-16 agosto quando i biancocelesti saranno impegnati nei trentaduesimi di Coppa Italia.

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Lazio, lo Stoccarda alza il prezzo di Demirovic: Lotito e Fabiani sperano nel rilancio di Ratkov

Per lui dodici reti in venticinque partite di Bundesliga.

Un nome nuovo spuntato in Germania. Costoso, probabilmente troppo. È stato accostato Ermedin Demirovic, attaccante
dello Stoccarda e della nazionale bosniaca. Era in campo nella finale dei playoff che ha condannato l’Italia alla terza esclusione di fila
dai mondiali. Classe 1998, 28 anni compiuti il 25 marzo. In questa stagione – condizionata da un infortunio al piede che l’ha tenuto ai box tra ottobre e dicembre – ha segnato quindici reti in trentasette presenze. Sono state dodici in venticinque partite di Bundesliga. Con lo Stoccarda, in totale, dal 2024 ha totalizzato trentadue gol in ottantasei gare. Su di lui, riporta il Corriere dello Sport, c’è anche il forte interesse del Leeds, ecco perché i tedeschi non avrebbero nessuna intenzione di cederlo a un prezzo di “favore”. Anzi, stando a quanto riportato dai media tedeschi, la richiesta sarebbe di circa trenta milioni di euro. Una cifra che automaticamente lo metterebbe fuori dalla portata della Lazio (è stato scritto del possibile inserimento di contropartite tecniche per abbassare il costo del cartellino).


Con l’addio di Sarri, tra l’altro, Lotito e Fabiani sperano che in attacco possa essere rilanciata la candidatura di Ratkov, acquistato a gennaio dal Salisburgo per quattordici milioni. Un investimento pesante, lontanissimo dalle caratteristiche richieste dal Comandante. La conseguenza: soli 228 minuti distribuiti in otto apparizioni. Nelle ultime settimane, conclude il quotidiano, diverse squadre della Bundes si sarebbero interessate. L’arrivo di un nuovo allenatore può cambiare le carte in tavola e le considerazioni sul serbo, questa almeno è l’augurio di presidente e ds biancocelesti.