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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Ecco le differenze tra la Lazio di Cragnotti ed il PSG di oggi”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!

Cragnotti fece un’operazione diversa rispetto a quella degli sceicchi del PSG. Ha creato una squadra, un gruppo ed avviato una scalata graduale. Durò troppo poco per poter competere alla vittoria della Champions. Se la sua gestione fosse durata di più, avrebbe fatto altra storia europea. Il PSG è una squadra antipatica perché dà il senso dell’opulenza e dello spreco. I loro proprietari si sono comprati anche il Mondiale stravolgendo il calendario internazionale. Eriksson più che un tecnico fu un gestore, ebbe una grande capacità di essere l’uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto. Nessuno come lui fu capace di lasciare in panchina grandi campioni mostrandogli il sorriso. Sicuramente Signori aveva raggiunto il top della sua carriera. Forse era talmente lui la Lazio che non ha retto quando Signori ha alzato il livello di concorrenza e competitività della squadra. Ha sofferto la perdita della leadership”.

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Con il Venezia in onore di Wilson: tutte le iniziative per ricordarlo

 La Lazio pronta a celebrare Pino Wilson all’Olimpico nel match di lunedì prossimo contro il Venezia. Sarà la prima occasione allo stadio per onorare l’addio del grande capitano del primo scudetto scomparso il 6 marzo. 

Come sottolinea il Corriere dello Sport, la dirigenza biancoceleste ha intenzione di invitare i campionai del ’74 come Oddi, Martini, D’Amico, Petrelli e Garlaschelli. In Monte Mario poi, troverà posto la famiglia del capitano: la compagna Daniela e i figli James e Gilda. Volerà Olympia come di consueto, poi sui maxi schermi verrà proiettato un filmato sulle gesta di Pino, Maestrelli e Chinaglia. Seguirà il minuto di silenzio e tutti i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Ciro Immobile indosserà una fascia da capitano rossa, in stile anni settanta, come faceva l’indimenticabile Wilson.

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Lazio, la potenza dell’attacco: è il migliore del 2022

Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport

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È già febbre derby, ma Sarri non farà calcoli con i diffidati. Sprint Felipe…

Allenatori e compagni entusiasti di Anderson. E’ già febbre per la stracittadina del 20 marzo, si va verso il tutto esaurito, restano 2.400 biglietti per i laziali.

Come riportato da La RepubblicaSarri ha già iniziato il pressing sui suoi: c’è il derby alle porte, è vero, ma prima bisogna affrontare il Venezia. Non si farà condizionare dal “pericolo giallo”: Luiz FelipeZaccagni e Pedro sono in diffida, ma due di loro lunedì giocheranno dall’inizio – sicuramente il difensore, forse l’esterno ex Verona – e l’altro entrerà a partita in corso, cioè lo spagnolo al posto dello stesso Zaccagni o di Felipe Anderson, dipenderà dalle esigenze della gara. A proposito di Felipe: i suoi compagni assicurano che sia al top della forma sia dal punto di vista fisico che mentale. Con la rete ai sardi è arrivato a quota 5 in campionato e 6 stagionali (1 in Europa League). E l’assist a Luis Alberto è il settimo in Serie A. Sarri è intenzionato a sfruttarne il momento magico, sarà titolare col Venezia e poi nel derby. Se la squadra è chiamata a concentrarsi sul Venezia, la tifoseria pensa invece al derby: dei 14mila biglietti messi a disposizione dei laziali, ne sono stati venduti 11.600, ne mancano 2.400. Con la Roma che gioca “in casa”, già 48 mila gli spettatori garantiti per la sfida del 20 marzo (ore 18). Alla fine previsti circa 36 mila romanisti e 14mila laziali. Quella partita sarà una delle 7 gare (su 10) che gli uomini di Sarri giocheranno all’Olimpico da qui fino al termine del campionato: una spinta in più per provare la rimonta sulle squadre che li precedono in classifica. La Repubblica

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Lazio-Sarri, le condizioni per prolungare il futuro insieme

Accordo fino al 2025 di nuovo vicino, ma il tecnico chiede garanzie sugli acquisti.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, mancano ancora due mesi alla fine della stagione, ma la programmazione della prossima annata è già iniziata. E prevede, al primo punto, la conferma di Sarri in panchina.
Rinnovo, si riparte. La scorsa estate il tecnico biancoceleste ha firmato un biennale con la Lazio, e da mesi si parla di un prolungamento contrattuale fino al 2025:  la firma era attesa proprio durante le feste di fine anno, ma è slittata per poi essere addirittura congelata. Colpa di certe frizioni sorte tra le parti durante il mercato invernale. Negli ultimi mesi, però, la società ha registrato positivamente una svolta tecnico-tattica: la squadra che è cresciuta nel gioco e nei risultati, e l’allenatore è soddisfatto del rapporto creatosi con l’ambiente.
Garanzie. Affinchè l’accordo si realizzi ci sono delle garanzie che entrambe le parti vogliono: i dirigenti chiedono di eliminare la clausola rescissoria che consente al tecnico di liberarsi per l’estero, l’allenatore vuole delle rassicurazioni sul prossimo mercato. Sarri è disposto ad accettare il sacrificio di un big (Milinkovic il principale indiziato), che serva  a finanziare 5-6 acquisti di grande livello per migliorare la rosa.E vuole avere voce in capitolo su questi acquisti – non è un mistero che abbia già indicato i nomi di Vitinha, Maxime Lopez e Kepa. La prossima sosta del campionato, a fine mese, potrebbe essere l’occasione giusta per passare dalle parole ai fatti. Laziopress.it/gazzetta dello Sport

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Lazio, Signori torna all’Olimpico: “Che nostalgia”

Uno dei giocatori più amati della storia della Lazio torna all’Olimpico. Giuseppe Signori ha deciso di lanciare il proprio libro, Fuorigioco, anche con un servizio fotografico all’Olimpico, stadio nel quale per tanti anni ha incantato con la Lazio, vincendo 3 volte la classifica cannonieri. L’ex attaccante ha postato gli scatti sul suo profilo Instagram accompagnate dal messaggio: “Che nostalgia! Quanto mi manca giocare. Un abbraccio a tutti per l’affetto che mi state dimostrando”.

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CALCIOMERCATO NEWS RASSEGNA STAMPA

Calciomercato Lazio, da Strakosha a Radu, passando per Patric e Marusic: la situazione sui rinnovi

Scadenze vicine. La Lazio, che nelle ultime finestre di mercato ha dovuto fare i conti con l’indice di liquidità, che ne ha limitato le operazioni in entrata, sta rischiando di perdere tanti giocatori a parametro zero. Sono infatti in scadenza Luiz Felipe, Patric, Marusic, Strakosha, Leiva e Radu. Situazioni diverse, ma perderli tutti senza indennizzo e quindi senza monetizzare, non sarebbe affatto di buon auspicio in vista del mercato estivo. Per questo il direttore sportivo Tare sta cercando di trovare una soluzione.

Sono praticamente persi Luiz Felipe e Patric. Entrambi dovrebbero andare a giocare in Spagna. Il primo è vicino all’accordo con il Betis Siviglia, il secondo dovrebbe andare al Valencia. Patric già a gennaio aveva spinto per la cessione, ma la Lazio ha fatto muro non avendo alternative in difesa. Filtra invece ottimismo sul rinnovo di Marusic. La Lazio ha ottimi rapporti con lui e con il suo procuratore (Kezman, che gestisce anche Milinkovic e Kamenovic, tesserato a gennaio benché Sarri non fosse convinto). Entro fine campionato il club biancoceleste conta di annunciare il rinnovo. Non è escluso che rinnovino anche Leiva e Radu: il primo però vorrebbe tornare a giocare in Brasile, il secondo è più facile da convincere. Entrambi hanno faticato nella prima parte di stagione, riuscendo però a ritagliarsi maggiore spazio nella seconda. Si cerca infine di trovare un accordo con Strakosha: il portiere si era incupito perché scavalcato nelle gerarchie da Reina, ma ora che si è ripreso la maglia da titolare potrebbe anche decidere di restare. La Lazio intanto si guarda intorno e valuta il profilo di Sergio Rico, di proprietà del Psg ma attualmente in prestito al Maiorca. Potrebbe essere lui il sostituto di Strakosha se non si trovasse un’intesa con l’albanese. Ma le scadenze in casa Lazio sono tante e sono vicine. Per non ritrovarsi con troppe caselle da riempire in estate i biancocelesti vorrebbero riuscire a strappare qualche rinnovo.

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Milinkovic diventa un quadro esposto al Louvre. “Dicono che i miei assist sono arte” (Foto)

Serenità assoluta. La Lazio sta ottenendo ottimi risultati che l’hanno rilanciata nella corsa a un posto europeo. Approfittando dei due giorni di riposo concessi da Mister Sarri prima dell’impegno casalingo contro il Venezia, Milinkovic è volato a Parigi con la fidanzata Nataljia. Il Sergente ha deciso di visitare il museo del Louvre e di ammirarne le opere d’arte dando però spazio anche alla sua ironia. Su Instagram, il centrocampista serbo ha condiviso qualche foto, ma solamente dopo aver modificato i protagonisti dei quadri, inserendo la propria faccia nelle opere d’arte. Di seguito le foto che ha pubblicato su Instagram, nelle quali dimostra, oltre a una certa dose di ironia, anche grande serenità.

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ESCLUSIVE NEWS

‘QDL’ – Beretta e Di Carlo: “Si vede la mano di Sarri” (AUDIO)

Beretta: “Ero a Cagliari e sabato la Lazio ha fatto una grande partita e avrebbe potuto fare più gol. Si sta cominciando a vedere la mano di Sarri. Quando la Lazio ha voluto palleggiare lo ha fatto, quando ha potuto attaccare la profondità lo ha fatto e questo è sinonimo di squadra forte”.

Di Carlo: “Il risultato di Cagliari è ottimo, ma sicuramente agevolato dal Cagliari che ha tenuto i ritmi bassi. Mi aspetto una Lazio che migliori ancora di più nei ritmi e nel possesso palla. Per me contro il Venezia sarà una partita fondamentale per fare un finale di campionato importante”.

Beretta: “Luis Alberto e Milinkovic sono tra gli esterni più forti in assoluto. Da quando il loro rendimento è cresciuto, Sarri non li ha fatti più uscire. Un allenatore ha il dovere di aspettare e di valutare i giocatori”.

Di Carlo: “Il derby è una partita che si prepara da sola, mentre è contro il Venezia che devi fare la differenza. Se vinci, arrivi al derby con due vittorie e col morale giusto. Quando si cambia allenatore e modulo, è normale che ci voglia tempo affinché l’allenatore e i giocatori si possano conoscere bene”.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA

Lega di A: manovre pericolose con vista sul commissariamento

Venerdì 11 marzo potrebbe essere il D-Day per il nuovo presidente della Lega di A, ma all’orizzonte si addensano nubi di tempesta. Non il solito bailamme sulla scelta del papabile (che c’è eccome), ma grossi problemi di ordine giuridico che pesano sulle spalle dei due nomi sui quali nelle ultime ore sembrano essersi polarizzati e coagulati gli interessi dei 20 potenti di A.

Parliamo di Lorenzo Casini e Andrea Abodi. Al di là delle competenze in materia di pallone evidentemente sbilanciate a favore di Abodi grazie ai 7 ottimi anni di presidenza di Lega di B, per entrambi ci sono problemi di eleggibilità.

Problemi ovviamente da valutare e non aprioristicamente ostativi, ma decisamente rilevanti.

L’art. 53, comma 16-ter introdotto nel Decreto Legislativo n. 165/01 ad opera della legge n. 190 del 2012 (c.d. legge anticorruzione) introduce il concetto di pantouflage nell’ordinamento italiano. In buona sostanza i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Andrea Abodi è presidente dell’Istituto di credito sportivo, banca di diritto pubblico di proprietà all’80% del MEF.

Lorenzo Casini è capo di gabinetto al MIBACT. Entrambi dunque lavorano per la pubblica amministrazione con incarichi di primo piano.

Se per il primo il pantouflage sarebbe evidente perché l’Ics serve proprio a finanziare società sportive come quelle di serie A, che infatti ne hanno già beneficiato, per il secondo la situazione è leggermente più sfumata, seppur critica. Critica comunque, perché è vero che tra MIBACT e serie A non c’è rapporto diretto automatico, ma ci sono molti ambiti nei quali i soggetti privati (le squadre di A) potrebbero essere destinatari positivi delle attività del MIBACT stesso.

La situazione è piuttosto ingarbugliata anche perché la norma appena analizzata presenta profili ancora dibattuti. Ad esempio essa non esplicita quale sia l’ente col potere di irrogare la sanzione in caso di violazione.

Davanti a questo scenario, chi si frega le mani in attesa del giorno del giudizio è il presidente della Figc Gravina.

Nel caso in cui dovesse essere impugnata e sospesa l’elezione di uno dei due nomi proprio per le incompatibilità succitate, o se dovesse ritirarsi dalla corsa Abodi e non essere eletto Casini proprio per gli stessi timori, il commissariamento da parte della Figc sarebbe quasi automatico, con Gravina stesso nella veste di commissario.

Qualcuno ha voglia di scommettere un centesimo?

Alessio Buzzanca