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CURIOSITA'

Il nipote di Maestrelli entra al GF Vip

Non solo Dana Saber: c’è stato un altro nuovo ingresso nel corso della puntata del 19 dicembre del Grande Fratello Vip. A fare il suo ingresso nella Casa il 24enne Andrea Maestrelli, modello e calciatore nonché nipote dell’ex tecnico Tommaso Maestrelli (suo nonno) che condusse la Lazio allo scudetto nella stagione 1973/74. Non solo, suo zio è l’ex interista Marco Materazzi, campione del mondo con l’Italia nel 2006.

Il flirt estivo

Presentato da Alfonso Signorini come una ‘sorpresa‘ per le ragazze della casa, Andrea è single ma ha avuto un flirt in passato con una delle concorrenti, a sua volta legata al mondo del calcio e della Lazio. Si tratta di Nicole Murgia, sorella del calciatore Alessandro che ora è alla Spal ma è cresciuto nel vivaio dei biancocelesti capitolini: “Siamo stati insieme due mesi questa estate”, ha rivelato lei stessa. Cosa non ha funzionato? Lo ha spiegato Andrea: “Ci siamo conosciuti, abbiamo capito presto che per carattere non eravamo compatibili”. Ora non rimane che vedere come andrà la loro convivenza nel bunker di Cinecittà… Corriere dello Sport

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ALTRE

Ansia per Vialli: le condizioni si aggravano

Il mondo del calcio è in ansia per Gianluca Vialli. In questi giorni che precedono il Natale, non bastava la terribile notizia della morte di Sinisa Mihajlovic, ieri salutato per l’ultima volta a Roma da tanti amici, tifosi e persone comuni. Anche Gianluca, leader della Sampdoria tricolore con Vujadin Boskov in panchina, è tornato a combattere la battaglia più dura, quella per la vita. L’avversario è il tumore al pancreas con il quale convive da ormai cinque anni. Vialli lo ha definito “un ospite indesiderato”, “un compagno di viaggio che avrei evitato volentieri”. Parole scelte con cura per lanciare un messaggio a chi è nelle sue condizioni.

LA PAUSA

Che qualcosa stesse succedendo, purtroppo, è parso evidente mercoledì scorso, quando l’ex bomber, attraverso il sito della Figc, aveva annunciato una pausa dal ruolo di capo delegazione degli azzurri. Quel “spero in modo temporaneo” aggiunto riferendosi “allo stop degli impegni presenti e futuri con la Federcalcio” aveva fatto suonare un campanello d’allarme tra i tanti tifosi che Gianluca ha ancora alla Cremonese, con la cui maglia ha iniziato la carriera, a Genova, sponda blucerchiata, nella Torino bianconera, ma anche oltre Manica dove ha giocato nel Chelsea, club allenato dal 1998 al 2000. Ieri da Londra, dove l’ex attaccante si è trasferito a vivere anni fa, è arrivata la notizia che le sue condizioni si sono aggravate al punto da obbligarne il ricovero nella clinica dove Vialli aveva già sostenuto i due cicli di chemioterapia per il tumore al pancreas scoperto nel 2017. Il momento è molto delicato: la prova è il viaggio della madre 87enne Maria Teresa, partita nel pomeriggio da Cremona per l’Inghilterra.

Un segnale che confermerebbe ciò che nessuno si augurava, ovvero che la malattia è tornata a bussare in maniera crudele alla porta di Gianluca. Ecco perché meno di una settimana fa l’ex numero 9 ha espresso la volontà di “utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia”. Immediatamente aveva ricevuto messaggi di solidarietà da tanti ex compagni (Ravanelli e Cabrini), giocatori che aveva guidato durante la carriera da allenatore (Terry) e personaggi famosi del mondo del calcio (Gravina, Marchisio) e non (Fedez, Salvini, Lapo Elkann). Tutti al fianco di Gianluca per dargli il coraggio di lottare ancora. Gazzetta.it

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CALCIOMERCATO

Lazio, Kamenovic in uscita: vicina la chiusura con lo Sparta Praga

La Lazio è vicina a chiudere un’operazione in uscita. Il club biancoceleste infatti sta per cedere in prestito (con diritto di riscatto fissato a 2.5 milioni di euro) il difensore serbo Dimitrije Kamenovic allo Sparta Praga, in Repubblica Ceca. La trattativa è in chiusura e vedrà dunque il giovane difensore classe 2000 trasferirsi in prestito all’estero. 

Acquistato dalla Lazio nell’estate 2021, Kamenovic fu però tesserato soltanto nella sessione invernale della passata stagione. Con i biancocelesti in realtà non ha mai giocato. Una sola presenza infatti per lui, arrivata nel secondo tempo dell’ultima giornata della Serie A 2021/22 contro il Verona. 

Adesso per lui si avvicina un prestito allo Sparta Praga, dove cercherà sicuramente continuità dopo l’esperienza in patria prima di essere acquistato dal club biancoceleste. Gianlucadimarzio.com

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RADIOSEI

Eterno Sinisa: i miti non muoiono mai (SPECIALE AUDIO)

Bavero alto e sguardo fiero. In ogni battaglia sempre in prima linea, perché tirarsi indietro, per te, non è mai stata un’opzione. Sei stato tante cose Sinisa e ti abbiamo voluto bene come uno di famiglia. Il dolore è grande, enorme. Lasci una voragine che solo il tempo saprà riempire, mai rimarginare. Perché attraverso il ricordo colmeremo questo vuoto, il ricordo del calciatore certo, dei successi, delle gioie sportive, ma soprattutto dell’uomo. A testa alta, sempre, nonostante la prova più dura che potessi affrontare. La vita ti ha restituito un tiro mancino, ma non ha fatto in conti con l’eternità che solo chi è leggenda può conoscere. Il popolo laziale ti amerà per sempre. 

Radiosei, l’Editore, la Direttrice Artistica, la redazione e tutto il suo staff si stringono ai familiari di Sinisa Mihajlovic.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Sinisa ha fatto diventare laziale un’intera generazione” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per Mihajlovic si è mossa tutta l’Italia. Nella sua purezza, sincerità, umiltà ha unito tutti. Lui è stato uno dei motivi per cui molti della mia generazione si sono è innamorati della Lazio. Lui era uno dei più carismatici, difficile pensare che ne possa nascere un altro così. È bello vedere che la figlia Vittoria per ricordarlo abbia messo quasi tutte foto con la maglia della Lazio”.

Alessio Buzzanca

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CITTA'

Mihajlovic, il saluto in Campidoglio. Lotito si commuove: “Amico e riferimento Lazio, lo onoreremo” (VIDEO)

Qui giace un guerriero, Sinisa Mihajlovic. è l ’amico di tutti, lo circondano gli amici di sempre, lo onorano i popoli calcistici d’Italia arrivati davanti all’altare maggiore del Campidoglio, una cattedrale civile, dove è posto il feretro. è coperto dal drappo della Serbia, dalle maglie vestite nella Lazio con il numero 11 consegnate dal presidente Lotito, piangente. Le sciarpe delle squadre che ha vissuto (Stella Rossa, Roma, Samp, Lazio, Inter), che ha guidato (Torino, Milan, Bologna) e che ha sfidato formano un rosario. Sulla bara grandeggia una foto di Sinisa, sorride alla vita prima che lo tradisse, è la prima cosa che appare nella Sala della Protomoteca, camera ardente. C’è un’altra foto, risale a Bologna. Sinisa è col cappellone alla francese, è nominata “tutti per uno”, porta le firme del suo staff. Sedute da ore, accanto al giaciglio funebre, ci sono la moglie Arianna e la mamma Viktorija, le sue marie. Poco più in là i figli e il fratello Drazen, il vice Tanjga. L’enormità corale del saluto a Mihajlovic è raffigurata dall’incessante corteo di gente iniziato alle 10 di ieri, terminato alle 18. Dieci, quindicimila persone, s’è perso il conto. Si sono ritrovate sotto il cielo di Roma, affettuoso dopo giorni cupi. Nessun vento e nessuna pioggia avrebbero mai disturbato l’ultima domenica di Sinisa.

Il saluto

E’ stato l’assessore Onorato a fare le veci del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, impegnato fuori città, sarà presente oggi ai funerali: «Con il sindaco studieremo il modo più adeguato per ricordarlo al meglio perché la sua forza gentile è rimasta nei nostri cuori». Dal corteo funebre, nascosti tra la folla, sono spuntati amici di Sinisa, compagni di vita e calcio, colleghi, dirigenti, leggende: Montella, Corradi, Fiore, Spalletti, Pradé, Corvino, Andrea Della Valle, Bruno Giordano, Giannini. E si è capito ancora di più quanto Sinisa sia riuscito a rendere la malattia un valore. è stato onorato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Mihajlovic ha lasciato un messaggio nel mondo, non solo quello del calcio. Una figura come la sua è coraggio. La vita è una battaglia e devi saperla combattere. è un grande insegnamento, vale la pena ringraziarlo»Ignazio La Russa, presidente del Senato, è stato tra i primi ad arrivare in mattinata: «L’uomo ha sovrastato lo sportivo». Luciano Spalletti, dopo aver salutato Arianna, si è seduto accanto ai familiari, si è chiuso in un lungo raccoglimento prima di concedere la sua testimonianza: «Il calcio ha perso una persona di valore. Ci siamo sentiti spesso negli ultimi tempi, abbiamo approfondito la nostra amicizia». Vincenzo Montella si è intrattenuto lungamente con Arianna, non ha trattenuto le lacrime. Mihajlovic e Montella sono stati uniti da un’incredibile congiunzione. Montella è subentrato a Sinisa al Catania, alla Fiorentina, alla Samp, al Milan e sono sempre rimasti amici: «Eravamo bambini. Sono subentrato in 4 squadre dopo di lui, non c’era nessuno, dai magazzinieri ai presidenti, che parlasse male di Sinisa. Ogni volta che lo vedevo gli auguravo di andare al Real Madrid, così lo avrei seguito anche lì. Ha lasciato un segno autentico anche per chi soffre ed è malato. Era senza maschera», il senso della fratellanza di Montella. Daniele Pradè, diesse della Fiorentina, ha abbracciato più volte i figli di Sinisa: «Tutto l’amore che è intorno a questa famiglia è la dimostrazione di quello che Sinisa ha fatto nella vita». Accanto al feretro, per un paio di ore, sono rimasti Arnautovic e Soriano, fedelissimi di Sinisa a Bologna. La bara di Sinisa è rimasta in Campidoglio, stamattina sarà trasportata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Sarà l’ultima immagine della sua vita terrena, poi il guerriero accarezzerà i Campi Elisi.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Negro: “Sinisa, carisma e divertimento. Come me, con la Lazio nel cuore” (AUDIO)

Paolo Negro in collegamento a ‘NMM’

“Lui avrebbe voluto che tutto continuasse. Che tutti noi continuassimo a giocare, ad allenare, ad amare il calcio. Era così da giocatore e così se n’è andato. Con lui alla Lazio completammo la rosa. Col suo mancino, il lancio spingeva più sulla destra e quindi era perfetto per il mio ruolo quando sono passato a fare il terzino. Arrivavano tanti palloni e mi divertivo.

Sinisa era carismatico e usava queste qualità anche per divertirsi e fare gruppo. Le partitelle settimanali di allenamento erano all’ultimo sangue anche grazie a lui.

Sinisa “lazializzato”

Lui era molto innamorato della famiglia e l’ha costruita con tutto l’amore possibile. Io e Sinisa siamo due “lazializzati”? E’ proprio così: la Lazio ti entra dentro. Non è possibile non essere laziali. Ringrazio tutte le società che ho avuto da calciatore e da allenatore, ma la Lazio è la Lazio. Ed è anche questo che mi legava a Sinisa”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, così fai magie. Non lasciare spazio a nuovi “bassi”

Un momento. Che però deve durare. Luis Alberto nelle ultime settimane si sta allenando a ottimi livelli. Da Formello si dicevano molto soddisfatti del suo impegno prima ancora della partenza per il ritiro in Turchia. Questo anche perché lo spagnolo sta riuscendo a non farsi condizionare dalle voci di mercato. Secondo diversi media spagnoli lo vorrebbero Atletico Madrid (ci sarebbero perfino stati contatti con il direttore sportivo del Colchoneros), Valencia e Villarreal. I dirigenti della Lazio assicurano di non essere stati contattati da altri club o intermediari, ma il Mago, in passato, in più di un’occasione, ha creato un po’ di tensioni all’interno dello spogliatoio con dichiarazioni inopportune (famosa quella relativa all’aereo della Lazio) o atteggiamenti fuori luogo (come arrivare tardi al ritiro). Per questo vederlo così concentrato e determinato (migliore in campo contro il Galatasaray, bene anche contro l’Hatayaspor) rincuora e rassicura. Il suo procuratore, nelle scorse settimane, si è lamentato per il poco spazio ottenuto da Luis Alberto nel periodo che ha preceduto il Mondiale (“Troveremo una soluzione con la società, così non si può andare avanti”), e proprio su questo la Lazio deve lavorare cercando di anticipare eventuali nuovi sbalzi d’umore dello spagnolo. Nelle due amichevoli disputate in Turchia il Mago ha giocato anche perché Milinkovic non stava bene (assente nella prima, subentrato allo spagnolo nella seconda), Sarri ha però dimostrato che raramente li schiera contemporaneamente. Luis Alberto deve però essere pronto, per il bene della squadra, anche, in determinate situazioni, a rinunciare a un po’ di spazio. Con i gol segnati da subentrato (soprattutto quello all’Inter) ha dimostrato lui stesso di poter essere comunque protagonista. Nella corsa al quarto posto serve anche mantenere una certa serenità all’interno dello spogliatoio da qui fino a fine campionato. Luis Alberto, a 30 anni, non deve più vivere di alti e bassi e sbalzi umorali, ma dare il proprio contributo accettando il ruolo che Sarri gli assegnerà. Che a volte sarà da protagonista assoluto, altre, inserendolo a gara in corso, da risolutore. Ma la determinazione del Mago non deve sparire. Nemmeno per un momento.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri soddisfatto ma ora vuole ritrovare la difesa: giovedì l’Almeria

“Sarri soddisfatto ma in difesa si balla di nuovo”, si legge su Il Messaggero, che poi spiega: “Mau allarmato per i tre gol subiti nei due test. A Sarri non sono piaciuti, con un atteggiamento troppo superficiale”. A due settimane dalla ripresa della Serie A, nell’ultima amichevole di giovedì con l’Almeria, la Lazio dovrà ritrovare la solidità autunnale in difesa. L’attacco, invece, fa faville: 7 gol in due partite con tutti marcatori diversi.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Pellegrini: si può chiudere a giugno

Luca Pellegrini e la Lazio, due storie che sembrano sempre più destinate a incrociarsi. Non adesso però, ma a giugno. Al club biancoceleste piace il giocatore e lui vorrebbe tornare in Serie A al più presto, magari proprio in quella piazza romana che conosce bene, sebbene l’abbia vissuta sull’altra sponda del Tevere. Non un problema per lui, che se potesse si presenterebbe già oggi al centro sportivo di Formello per allenarsi agli ordini di Sarri e vestire la maglia della Lazio.

Volontà

Lo ha chiesto ai suoi agenti, lo ha fatto capire pure a Oliver Glasner, suo allenatore all’Eintracht Francoforte (dove è in prestito dalla Juventus), con il quale secondo i media in Germania ci sarebbe stata un’accesa discussione poche settimane fa, nel corso della tournée in Giappone organizzata durante la sosta per il Mondiale. Come se avesse cercato di forzare un po’ la mano, ma il potenziale tentativo non sarebbe comunque andato a buon fine, perché i tedeschi sono carenti in quella posizione – l’alternativa principale, Christopher Lenz, ha dimostrato di essere particolarmente soggetto a infortuni – e soprattutto perché nei programmi della Lazio in questa sessione di mercato non è previsto un investimento per il terzino sinistro tanto richiesto da Sarri. Allo stato attuale ci sono troppi vincoli imposti dall’indice di liquidità (che obbliga a chiudere uscite per favorire nuovi innesti) e dal debito fiscale-contributivo che le società di Serie A devono coprire entro il 22 dicembre, oltre al fatto che a livello numerico ci sono giocatori in rosa che possono occupare quel ruolo.

Giugno

Salvo colpi di scena, insomma, si tratta di un discorso che si farà a giugno. Sono queste le voci che filtrano da Formello, dove vengono smentiti incontri programmati a breve con la scuderia Raiola, rappresentata da Rafaela Pimenta (la stessa di Romagnoli). Pellegrini però è un profilo che piace, su questo ci sono pochi dubbi,è in cima alla lista rispetto agli altri nomi che sono stati accostati alla Lazio in quel ruolo, da cui sono stati depennati Doig del Verona e Arteaga del Genk, piste sulle quali sono arrivate solo smentite. Restano vive invece quelle che portano al 19enne ungherese Milos Kerkez, di proprietà dell’AZ Alkmaar, e a Fabiano Parisi dell’Empoli, valutato però 15 milioni dal club toscano. Di sicuro entro giugno un intervento in quella posizione sarà fatto, è una richiesta cristallina dell’allenatore già dalla scorsa estate, quando avrebbe voluto disporre anche di un terzino sinistro di piede mancino in organico.