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APPROFONDIMENTI

Lazio, ora 11 finali: se Sarri mantiene questa media punti…

Stop agli impegni delle nazionali, via alla ripartenza del campionato. Rush finale con la Lazio al secondo posto e in testa al treno Champions. Domenica 2 aprile ecco la trasferta a Monza, poi sabato 8, vigilia di Pasqua, il big match con la Juve all’Olimpico. Conquistare i tre punti contro i bianconeri sarebbe fondamentale per l’obiettivo finale. Spezia e Torino subito dopo, poi un altro big match dal sapore di spareggio Champions: l’Inter a Milano il 30 aprile. Sassuolo in casa il 3 maggio, trasferta ancora a San Siro con il Milan domenica 7 maggio. Lecce, Udinese, Cremonese e Empoli chiudono la stagione. Sono 11 finali che comprendono 3 spareggi per la grande Europa. Tutte d’un fiato.

I finali della Lazio e la proiezione Champions

Da quando c’è Lotito presidente la Lazio ha chiuso al meglio con le ultime 11 partite nella stagione 2005/2006: 24 punti con 7 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta. Sarri lo scorso ha fatto molto bene: 21 punti con 6 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Quinto posto finale e 64 punti. Ad oggi i biancocelesti viaggiano ad una media di 1,925 punti a partita. Se mantenuta porterebbe 21 punti e una chiusura potenziale a 73. Così Champions garantita. Ma sono proiezioni, il campo poi farà da giudice. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – De Grandis: “Lazio organizzata e verso la Champions senza un vice-Immobile. I meriti di Sarri sono evidenti…” (AUDIO)

STEFANO DE GRANDIS (Skysport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“In entrambi i derby le aspettative non erano delle migliori, il pessimismo è stato funzionale ai fini di prestazioni importanti e vittorie meritate. La Lazio ha giocato a calcio, decisamente meglio della Roma, rispettando le proprie caratteristiche di palleggio. Certo che l’espulsione di Ibanez è stata una spinta importante, anche se già prima della stessa è stata la squadra di Sarri a fare la partita, pur senza tirare molto nello specchio della porta. Secondo me il tecnico ha fatto un grande lavoro. Può piacere o no, il tifoso della Lazio si divide anche in questo, ma quando vedi la Lazio vedi un’organizzazione di gioco ben precisa. Soprattutto quando c’è Provedel, la costruzione è sempre fluida e ben congegnata. A volte, ammetto, la ritengo anche un po’ rischiosa, ma è giusto sfruttare un portiere con quella qualità tecnica.

Volata Champions? E’ chiaro che non si può abbassare la guardia, basta perdere con il Monza per ritrovarti nel gruppo. Detto questo, va valutato il vantaggio sulla quarta con la quale hai un vantaggio negli scontri diretti. Non dico per il secondo posto, ma non si può dire che per il quarto posto la squadra biancoceleste non sia la favorita. Non dimentichiamoci che tutto quello che sta facendo la Lazio è senza un centravanti di riserva. Questo è un problema che nessun club ha, neanche in serie C. Questo è un demerito della società ed un merito del tecnico che fa le nozze con i fichi quasi secchi”

Le scelte del commissario tecnico

“La Lazio gioca con la difesa e quattro, a zona, con tre punte, con principi di gioco simili a quelli di Mancini. Anche e soprattutto per questo non spiego perché Casale e Zaccagni non vengano convocati con la Nazionale. Dare un’occhiata a quello che accade in campionato sarebbe utile per gli azzurri”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Mercato e cessioni vanno decise ora. Lo stallo Tare-Sarri va risolto da Lotito al più presto” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Bezzi a Radiosei: “Il derby è stata una partita giocata con grande intelligenza, preparata benissimo da Sarri. Ottima reazione della squadra dopo l’uscita dalla Conference, che ha dimostrato che quando c’è da sfoderare la prestazione importante contro una big, lo fa sempre. Purtroppo a volte ci accendiamo a intermittenza.

La Roma l’ha messa sul piano dell’aggressività e noi li abbiamo respinti colpo su colpo. Dobbiamo trovare però continuità e Monza è la prova del nove per capire se la sosta ci abbia danneggiato e se la consapevolezza di essere dentro la Champions a tutti gli effetti, può darci pressioni pericolose.

Attualmente ho una sola preoccupazione: la situazione interna alla Lazio relativamente al futuro di Tare, è un problema ulteriore. Già la Lazio è sempre stata lenta con rinnovi, cessioni e mercato, con questo stallo rischia di diventare un problema vero. Mercato e rinnovi vanno decisi adesso, non dopo Pasqua, a giugno o non so quando. Bisogna darsi una mossa e darsi una prospettiva futura. Rimandare sempre, in una situazione di incertezza come quella di adesso è un problema. Lotito stesso dovrebbe dare un segnale importante su quale sia la direzione del club”.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO

Sirene spagnole per Gila, ma la Lazio ci punta

L’Espanyol pronto all’assalto di Mario Gila. Secondo ‘Il Messaggero’ il club di Barcellona vorrebbe riportare in Spagna il centrale di difesa e puntare su di lui la prossima stagione. Per la Lazio però il calciatore, impiegato soprattutto nelle competizioni europee, dove ha anche messo in mostra buone qualità, non è sul mercato. Dopo averlo acquistato l’estate scorsa per 6 milioni di euro dal Castilla (squadra B del Real Madrid, ndr), difficilmente il club biancoceleste si siederà al tavolo delle trattative a giugno per il centrale di difesa, a meno di offerte importanti, considerando anche il 50% della rivendita che dovrà corrispondere proprio ai blancos, in base a quanto concordato per il suo trasferimento a Roma.

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Come riportato da Il Messaggero, se la Lazio non ha minimamente risentito dei 12 gol in meno rispetto allo scorso anno, molto lo deve proprio all’atteggiamento della difesa. Alla 27esima giornata di campionato, i biancocelesti hanno incassato 19 gol. Tre in più del Napoli (miglior difesa), ma soprattutto 23 in meno della passata stagione. Il passaggio dallo schieramento a tre a quello a quattro, nel primo anno ha comportato 58 reti incassate, il peggior dato degli ultimi sessant’anni. Un colpo duro da mandare già per un allenatore attento alla fase difensiva come Sarri, ma bastava attendere poco per la metamorfosi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Ciro è tornato: oggi ultimo giorno di protocollo e domani in gruppo” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’ su Ciro Immobile

Ciro sta tornando alla grande. Oggi è l’ultimo giorno di protocollo programmato per recuperarlo al meglio e che lui sta rispettando al meglio agli ordini dei preparatori atletici. Se oggi tutto va bene, Ciro domani si unirà al gruppo per iniziare a lavorare con la squadra e preparare il match di domenica alle 15 al Brianteo.

Marusic domenica sarà squalificato, Hysaj va atteso al ritorno dalla Nazionale, ma se sta bene sarà lui in campo. Ci potrebbe essere un ballottaggio Lazzari/Pellegrini, ma con il primo strafavorito. Ha delle chance, ma Lazzari se fosse scavalcato anche da Luca Pellegrini non sarebbe facile per lui digerire una cosa del genere. Ecco perché per me i terzini saranno Hysaj e Lazzari salvo problemi fisici.

A Monza dovranno essere in forma Zaccagni e Anderson sulle fasce perché ci sarà da lavorare molto per servire al meglio Immobile. All’andata facemmo una enorme fatica e non sappiamo nemmeno noi come abbiamo fatto a vincere. Venivamo da un derby vinto, ma molto dispendioso. Questa volta veniamo da due settimane di riposo seppur non per tutti.

L’unica cosa che mi manca è un gol decisivo nel recupero, per il resto credo che abbiamo recuperato i punti persi male con Samp ed Empoli”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Provedel ad un passo da Cei: la difesa bunker nasce dalla rivoluzione di Sarri

Come riportato da Il Messaggero, se la Lazio non ha minimamente risentito dei 12 gol in meno rispetto allo scorso anno, molto lo deve proprio all’atteggiamento in fase difensiva. Alla 27esima giornata di campionato, i biancocelesti hanno incassato 19 gol. Tre in più del Napoli (miglior difesa), ma soprattutto 23 in meno della passata stagione. Il passaggio dallo schieramento a tre a quello a quattro, nel primo anno ha comportato 58 reti incassate, il peggior dato degli ultimi sessant’anni. Un colpo duro da mandare già per un allenatore attento alla fase difensiva come Sarri, ma bastava attendere poco per la metamorfosi.

Cambiando oltre metà della difesa, la Lazio è rinata. Fuori Strakosha, Acerbi e Luiz Felipe, dentro Provedel, Casale e Romagnoli, con una media dei gol subiti scesa da 1,5 a 0,7. Per trovare un dato simile nel massimo campionato bisogna tornare ai 25 subiti nella complicata stagione 1979-80. Niente a che vedere con i soli 16 di Pulici nel 1972-73, tutt’ora record inarrivabile a differenza però di quello dei clean sheet. Con gli attuali 16 in campionato, Provedel è il secondo in Europa alle spalle di Ter Stegen (19), ha agganciato il portierone del primo scudetto ed è a un passo dal primato della Lazio in A, i 17 di Cei nel 63-64 considerando anche il 2-0 a tavolino col Messina. L’olimpo sarebbe a quota 18, traguardo con doppia valenza, visto che è il record di porte inviolate ottenuto nel 2006-07.

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CALCIOMERCATO

Confermate voci argentine, anche la Lazio interessata a Retegui

Mateo Retegui nel mirino della Lazio. Come riferito dal Corriere dello Sport, trovano conferma le indiscrezioni emerse nelle scorse ore dall’Argentina che volevano la società di Lotito interessata al bomber del Tigre e della Nazionale (in gol anche ieri contro Malta). Da battere c’è la forte concorrenza dell’Inter che può giocarsi anche la carta Colidio ma soprattutto in casa Lazio va sciolto un dilemma che agita Sarri: per la prossima stagione meglio un comprimario alle spalle di Immobile o un possibile concorrente? Fino ad oggi si è deciso di non intervenire per non minare l’armonia dello spogliatoio ma i tanti guai fisici di Ciro in questa stagione inducono ad un’importante riflessione. La Lazio, intanto, è iscritta alla corsa

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DICHIARAZIONI

Italia, Zoff: “Le solite esagerazioni, Retegui non può scalzare Immobile”

Dino Zoff, storica bandiera del calcio azzurro, ha parlato nel corso di “Radio Anch’io lo sport” su Rai Radio1 della Nazionale azzurra dopo la sconfitta contro l’Inghilterra e la vittoria contro Malta: “Io credo che sia un bilancio normale. La partita di ieri non è che può determinare grandi considerazioni. Il valore non si può andare a vedere in queste partite. Le difficoltà di reperire giocatori, visti i tanti stranieri in campionato, c’è. Quella di ieri non si può certo definire una ripartenza”.

È preoccupato per il percorso delle qualificazioni all’Europeo?
“La pesantezza di non essere ai mondiali è stata tragica, ma io non mi spaventerei adesso. Siamo abituati agli estremi, ma queste partite non determinano svolte o retrocessioni”.

Retegui sarà il futuro dell’attacco azzurro?
“Non ci sono tante punte ma non è che arriva uno e può scalzare Immobile che ha fatto 50 gol all’anno da diversi anni. Sono le consuete esagerazioni del nostro calcio”.

Qual è il problema della Nazionale?
“Ci sono pochi giocatori italiani. Io faccio sempre gli esempi: è brutto parlare dei miei tempi, ma in Friuli quando giocavo io avevamo 12 giocatori in Serie A e almeno un paio in Nazionale. Al giorno d’oggi con tutti i preparatori che girano, chi è bravo trova subito una squadra degna della sua qualità. Ci sono meno italiani che giocano, è questo il problema. Non è un problema di non farli giocare in Serie A, è proprio il problema che non ci sono o ce ne sono pochi”.

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APPROFONDIMENTI

Levante: la RFEF gli assegna lo scudetto del 1937. La Figc cosa aspetta a fare altrettanto con la Lazio?

La Federazione spagnola ha assegnato il titolo Levante per il campionato vinto nel 1937.

Levante. Nel 1937 nonostante la guerra civile, nei territori spagnoli ancora non controllati dal regime franchista, si disputò ugualmente un campionato di calcio. La Copa de la España libre – come fu battezzato il torneo – venne vinta il 18 luglio 1937 dal Levante, ma il titolo non venne mai riconosciuto.

O almeno non fino a due giorni fa: sabato 25 marzo, dopo una lunga battaglia con la Federcalcio spagnola, il club di Valencia si è visto riconoscere ufficialmente quello che ad oggi è diventato il primo e unico titolo della sua storia.

In Italia la Lazio sta provando da anni a veder ripristinata la verità relativa al titolo di Campione d’Italia 1914-1915, ma senza risultati.

La Figc nonostante il parere positivo del famoso collegio dei saggi, è totalmente immobile e sorda di fronte alla caterva di prove inoppugnabili che mettono la Lazio sullo stesso piano del Genoa a cui lo scudetto del 1915 è stato ufficialmente assegnato. A questo punto le strade percorribili dovrebbero essere due: o revocare lo scudetto al Genoa e lasciarlo non assegnato, o dare l’ex aequo alla Lazio che all’interruzione di campionati a causa della guerra era nella stessa identica situazione del Genoa rispetto allo scudetto.

Gravina è evidentemente troppo impegnato ad ascoltare cori allo stadio…

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Piscedda: “Zaccagni non si è comportato bene in Nazionale. Lo avrei tenuto un anno e mezzo fuori” (AUDIO)

Massimo Piscedda a ‘SVB’ sulla Nazionale

“Secondo me la Nazionale doveva divertire un po’ di più. Quella vista ieri non è la squadra titolare. Per me Chiesa, Berardi e Immobile sono i titolari, così come Barella, Tonali, Di Lorenzo, Romagnoli… ottimi giocatori, ma non fenomeni. Questi siamo.

Zaccagni non si è comportato bene in Nazionale, ma sono certo che Mancini lo richiamerà. Se capitava con me, per come sono fatto io, rimaneva un anno e mezzo a casa. Mancini è più buono.

Ha ragione Alberto Rimedio: nelle movenze Retegui mi ricorda Immobile. Non ha grande qualità nel controllo e nel dribbling, ma ha temperamento, attacca la profondità e ha fiuto del gol. Poi per carità gli auguro di fare la metà della carriera di Ciro e già sarebbe tantissimo. Ieri di certo non era un test probante, vediamo il futuro. Non affrettiamo giudizi dopo appena due partite in Nazionale. Inutile fare paragoni perché è solo all’inizio. Ad esempio in prospettiva vedo più Colombo del Lecce in Nazionale che Retegui. Spero anzi che gli italiani non oriundi diventino più forti di Retegui perché non stiamo parlando di un top player.

Se non riusciamo a produrre nei settori giovanili calciatori come Emerson, Jorginho o Retegui, vuol dire che stiamo lavorando male perché questi non sono fenomeni. Il fallimento non è vederli giocare in Nazionale, il fallimento è non produrre giocatori almeno di questo livello provenienti dai nostri settori giovanili”.

Alessio Buzzanca