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STATISTICHE

Lazio, il rendimento dei biancocelesti da quando Tudor è in panchina

Domani alle ore 20:45 la Lazio giocherà l’ultima gara della sua stagione. Mister Tudor, in conferenza stampa, conclusasi pochi minuti fa, ha definito positivo il percorso della squadra fin qui.

Ma quali sono i numeri della Lazio da quando l’allenatore croato siede in panchina?

Tudor aveva trovato la squadra biancoceleste a fine marzo in un momento di crisi, seppur venisse da una vittoria per 3 a 2 a Frosinone con Martusciello ad interim in panchina. Prima della gara dello Stirpe i biancocelesti avevano raccolto solo 4 punti nelle ultime 7 di campionato.

La Lazio ha cambiato marcia dal suo arrivo: dopo il debutto vincente contro la Juventus per 1 a 0 all’Olimpico, ha battuto anche Salernitana, Genoa, Verona ed Empoli, pareggiando con rammarico contro Monza e Inter e perdendo solo il derby contro la Roma.

A questo breve percorso vanno sommate anche le gare di semifinale di Coppa Italia contro la Juventus dove, dopo una gara di andata terminata 2 a 0 per i bianconeri, ha visto nei secondi 90 minuti i biancocelesti disputare un’ottima gara. Purtroppo, poi, il successo per 2-1 non è bastato ad ottenere il ticket per la finale.

La Lazio con l’allenatore croato ha ottenuto 17 punti in 8 partite, ad un solo punto dalla qualificazione in Europa League.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Sarri? Presi giocatori che gli piacevano, è stato un problema di fame…”

Arriva puntuale la risposta di Claudio Lotito dopol’intervista rilasciata da Maurizio Sarri, prima occasione in cui l’ex tecnico biancoceleste è tornato a parlare della Lazio. Sulle colonne del Corriere della Sera il patron ha voluto rispondere all’allenatore, queste le sue parole: “Lui ha chiesto Berardi, che alla fine non ha lasciato il Sassuolo. Per come è andata, il ragazzo, sfortunatissimo per il grave infortunio subito qualche tempo fa, probabilmente non ci avrebbe potuto aiutare. Un’altra sua richiesta fu Zielinski, ma nemmeno lui ha lasciato Napoli, così abbiamo preso Rovella, che a Sarri piaceva. Lo stesso Isaksen, che ci aveva segnato contro, lo ha fortemente voluto Sarri. Di Kamada era contento, ma poi non lo faceva giocare. Forse aveva bisogno di tempo per integrarsi, non so”.

Poi, sull’appiattimento di cui ha parlato Sarri: “Non so se è una questione di carattere. Ma all’interno di uno spogliatoio è anche una questione di alchimie. A volte la squadra rende, a volte no. Recentemente abbiamo celebrato la Lazio del 1974 che sicuramente viveva in condizioni meno favorevoli e confortevoli rispetto a oggi. Qua i giocatori ricevono lo stipendio con largo anticipo, si allenano in uno dei migliori centri sportivi al mondo. Eppure la squadra quest’anno ha conquistato meno punti rispetto a quelli che avrebbe dovuto avere. Ma è un problema globale. I calciatori devono essere affamati. Il vero campione è quello che riesce sempre a esprimersi al meglio. Noi comunque abbiamo piani ambiziosi, vogliamo rinforzare la squadra e siamo determinati su Academy e stadio Flaminio”.

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ALTRE

Sì del Governo alla Commissione conti serie A: Gravina scrive a Fifa e Uefa

Il decreto sport è stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri con alcune modifiche rispetto alla prima bozza. Come noto, al centro del provvedimento, l’istituzione di un ente terzo per monitorare i conti dei club di serie A e della serie A1 di basket.  Tecnicamente, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, l’ha definita una «Commissione indipendente per la verifica e l’equilibrio economico finanziario delle squadre professionistiche».

Come ribadito più volte, a dare ultima spinta alla nascita di questa Commissione, le vicende che hanno coinvolto le proprietà di Milan e Inter. Come si legge anche sul Messaggero, la Commissione dovrà anche indicare «le misure correttive e riparatrici» che i club dovranno adottare, le rettifiche da apportare per «neutralizzare gli eventuali effetti economici, finanziari e patrimoniali di specifiche operazioni di natura ordinaria o straordinaria», svolgere «verifiche e ispezioni presso le sedi delle società» e chiedere «chiarimenti, informazioni e documentazione, anche quanto ai soggetti, sia persone fisiche che giuridiche, che controllano direttamente o indirettamente le società».

La Commissione, come sottolinea Via del Tritone, per il primo anno sarà finanziata dal ministero ed entrerà in vigore il 1 luglio 2025. Dal secondo anno costerà 3,5 milioni: 1,9 a carico delle federazioni, i restanti 1,6 milioni li pagheranno i club.

Ovviamente, la neonata Commissione non fa dormire sonni tranquilli alla Figc che lamenta una perdita di autonomia, nonché di potere. Il presidente Gabriele Gravina ha preso carta e penna, inchiostro rivolto a UEFA e FIFA. Al centro della missiva le nomine governative previste dal provvedimento per alcuni dei sei componenti della Commissione.

Gianluca La Penna

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DICHIARAZIONI

‘QDL’ – Liverani su Tchaouna: “Buon giocatore, ma non è Felipe Anderson” (AUDIO)

Intervenuto a Quelli della Libertà, Fabio Liverani, che in stagione ha allenato la Salernitana, ha parlato di Loum Tchaouna e di Boulaye Dia in ottica Lazio.

“Credo che ci prende Tchaouna prenda un buon giocatore, anche se per me non può giocare a tutta fascia. Nel modulo di Tudor può fare il trequartista. Dia è un giocatore invece è esclusivamente una punta. Castellanos tra i due trequartisti? Il calcio di Tudor è fatto di giocatori offensivi, ha fatto pochi gol però è la prima stagione ci può stare. Non so come lo vede Tudor, io credo che i due trequartisti siano giocatori più diversi, a oggi pensarlo mi diventa difficile ma dipenderà dal lavoro e dall’applicazione che possono mettere. Guendouzi? Io credo che lui sia uno dei due centrocampisti centrali, ma proprio in maniera naturale non adatto. Atalanta? Io non credo che regalerà nulla a nessuno, per mentalità non è una squadra che regala. Ma negli ultimi anni tutti si giocano tutto, con un calendario così programmare non facile. Su chi punterei il prossimo anno alla Lazio? I portieri sono forti entrambi, Romagnoli e Gila in difesa. Poi Kamada, Marusic, Guendouzi e Vecino sa centrocampo. Davanti Zaccagni e punterei sulla rivalsa di Ciro”.

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STATISTICHE

Lazio, da 10 anni non vinci l’ultima di campionato in casa

Più di 10 anni che la Lazio non vince l’ultima partita di campionato all’Olimpico. L’ultima volta che la Lazio ha vinto la trentottesima partita di campionato nel proprio stadio era il 18 maggio 2014. Contro il Bologna finì 1-0, decise Biglia all’ultimo. Da quel momento i biancocelesti hanno perso l’ultima giornata di campionato all’Olimpico in due occasioni (con la Fiorentina nel 2016, con Inter nel 2018), pareggiando col Verona nel 2022. Nelle altre occasioni la Lazio ha chiuso in trasferta. Battere il Sassuolo domenica sera (si gioca alle 20.45, diretta tv su Dazn) per invertire il trend e festeggiare l’accesso in Europa League. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il rendimento dei tuoi top cala. Ma lo stipendio aumenta…

I migliori giocatori della Lazio sono in calo. Nella stagione in corso i tre più pagati sono Immobile, Luis Alberto e Kamada. Insieme sono costati alla società 19,5 milioni lordi. Considerando sia le coppe che il campionato hanno segnato complessivamente 18 gol: il capitano è a quota 11 (di cui 5 su rigore), il Mago ne ha segnati 5, il giapponese due. Poco. La società ha speso circa 1,1 milioni per ogni gol realizzato da quelli che dovrebbero essere i tre calciatori più rappresentativi. Quasi il quadruplo di quanto pagava nel 2019-20. Durante quella stagione la squadra ha vinto l’ultimo trofeo (la Supercoppa Italiana conquistata con la Juve nel 2019). Eppure gli stipendi da quel momento in poi sono lievitati. Nel 2020, infatti, i tre giocatori offensivi più pagati nella rosa erano Immobile, Luis Alberto (quindi come ora…) e Milinkovic, per un totale di 12,6 milioni lordi. Insieme avevano realizzato 58 gol complessivi. Il rendimento era nettamente superiore (40 gol in più), la spesa molto più contenuta (circa 7 milioni in meno). Questo perché la Lazio è abituata a rinnovare, con contratti lunghi, anche a over 30, non solo tenendoli fino a fine carriera, quando quindi sono inevitabilmente in calo, ma anche alzando loro lo stipendio. La società in pratica paga per quel che i giocatori hanno dato, non per quel che renderanno. Piazzare i calciatori poi diventa difficile (lo dimostrano proprio i casi Immobile e Luis Alberto: il primo l’anno scorso rifletteva su un possibile trasferimento in Arabia, ma non ha mai ricevuto offerte, lo spagnolo ha invece recapitato al club una proposta di appena 5 milioni, ritenuta troppo bassa da Lotito). E la Lazio, che si autofinanzia e ha quindi possibilità economiche limitate, fatica a ringiovanire la rosa e a investire su calciatori che possano garantire un rendimento superiore rispetto agli interpreti attuali. I numeri di Immobile, Luis Alberto e Kamada, in questa stagione, non valgono i quasi 20 milioni spesi d’ingaggio per loro. E al termine del 2024-25, quando i primi due avranno 35 e 32 anni, è difficile immaginare che i conti tornino.

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FORMELLO

FORMELLO – Tutto ruota intorno alla posizione di Kamada: c’è traffico in mediana. Ultimo testa testa Ciro-Taty

FORMELLO – Hysaj si, Patric non ancora. A due giorni dall’ultima gara di campionato con il Sassuolo, Tudor aspetta ancora il rientro dello spagnolo che nelle ultime settimane continua a gestire i carichi di lavoro a causa di vecchi fastidi pubalgici. Domani è previsto il suo rientro in gruppo, dovrebbe bastare per affiancare Romagnoli e Gila contro il Sassuolo. In caso di forfait, con Casale squalificato, sarebbe proprio l’albanese – oggi rientrato in gruppo – a prendersi una maglia.

Centrocampo ed attacco sono condizionati dalla posizione di Kamada che a Milano ha convinto da trequartista: la sensazione è che il giapponese contro la squadra di Ballardini possa tornare a muoversi in zona mediana, permettendo a Felipe Anderson di tornare negli undici titolari sulla trequarti di campo (con Zaccagni). Luis Alberto sembra non rientrare più nelle opzioni principali. In questo caso, si giocherebbero una maglia tre elementi: Guendouzi, Vecino e Rovella, con quest’ultimo attardato. Sulle corsie esterne, certo di un posto Marusic, mentre l’altro riguarda il ballottaggio Pellegrini-Lazzari. A guida offensiva del 3-4-2-1 solito testa a testa tra Immobile, in vantaggio, e Castellanos.

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DICHIARAZIONI

Felipe, è già nostalgia: “Lazio, mi mancherai, non riesco a dirti addio. Ecco che società lascio…”

Felipe Anderson al passo d’addio. Il brasiliano, domenica, toccherà quota 326 presenze con la maglia biancoceleste. Undicesimo per presenze nella storia della Lazio; quarto giocatore straniero a 15 gettoni da Milinkovic-Savic. 58 gol e 63 assist complessivi. Ai microfoni di Lazio Style, il brasiliano – visibilmente commosso – ha parlato della sua storia, ai suoi tifosi:

 “Se riuscirò a dormire prima della sfida col Sassuolo? Eh, siamo arrivati quasi all’intervista più difficile. Anche se sapevo che un giorno sarebbe successo, non so cosa proverò però sicuramente sarà una bella giornata e difficile. In questi ultimi mesi ho avuto tempo di ragionare, mi sono goduto tutto e ho avuto tutto qui. Questa scelta l’ho fatta col cuore insieme alla mia famiglia. È difficile dire addio, una parola che non voglio dire alla Lazio e alla sua gente perché li porterò sempre nel mio cuore. Mi mancherà, sì”.

“Seconda avventura? Quello che dico sempre, è più di una squadra per me la Lazio. Da quando sono arrivato a oggi ho vissuto un po’ di tutto: momenti bellissimi, incredibili e difficili. Poi, soprattutto, quando non giocavo e la Lazio mi ha ripreso dandomi tutta la fiducia come se non fossi mai andato via. Questa è una cosa che vale più del calcio, più di tutto”.

“Cosa mi ha dato la Capitale? Affetto, quello che ho avuto e ha avuto anche la mia famiglia ovunque andassimo. L’Italia è il paese più bello del mondo, l’affetto della gente ci ha colpito di più. Cosa hanno in comune con i brasiliani? Sono molto espressivi, è stato facile fare amicizia qui. La parola romana che ho detto di più? Aoh. Cosa mi mancherà? Penso la mia routine, sempre verso il calcio. Abito sempre vicino a Formello. Quella routine di venire qui e di trovare sempre i tifosi fuori”.

“La prestazione più vicina alla perfezione di quel Lazio-Sampdoria del 2015? Per la vittoria e per come mi sono sentito, sono state due Atalanta e Milan dello scorso anno. Abbiamo fatto una grande prestazione, ma come quella contro la Sampdoria è difficile”.

“Il mio FA7 preferito? Quello del 2014/15, individualmente si. Però negli ultimi anni ero molto contento di partecipare tanto durante le partite. Ma come individualità, quello”.

“Cartolina dei derby? Il mio primo, peccato che abbiamo pareggiato. È stato bellissimo. E quello in cui ho segnato e abbiamo vinto 1 a 0, ho segnato per un amico che oggi non c’è più. Mi aveva detto che se avessi fatto gol dovevo esultare in quel modo, è stato un derby speciale”.

“Che Lazio lascio? Ambiziosa, che ogni anno cresce sempre di più. Si vedeva la voglia in ogni allenamento e nelle nostre giornate insieme di voler vincere. Anche se quest’anno non è andato molto bene come lo scorso, c’è sempre la voglia di crescere e di competere a alto livello. È cambiata tantissimo”.

“Compagno che ha mostrato più talento in allenamento, ma che poi non è riuscito a esprimersi in partita? Tantissimi, ma soprattutto i giovani perché a volte in partita soffrono la mancanza di fiducia. A volte giocano poco, ma sono giovani che sicuramente erano devastanti. Pedro Neto era molto forte in allenamento. Il più simpatico? Bastos, ci faceva divertire tutti ballando e provando a scherzare. Chi ha meno gusto nel vestirsi? Tantissimi, metà della squadra. Chi ascolta musica discutibile? Patric, ma è bravo. Fa il dj. Il più forte? Leiva, la fiducia che ci dava quando andava in duello o quando veniva con la palla, per quello che ci diceva. Era diretto e dava molta chiarezza in campo. È stato il più forte”.

“Chi vorrei ringraziare all’interno del club? Klose, mi ha aiutato tanto da quando sono arrivato. Anche i brasiliani, Hernanes e Ederson. Quando sono arrivato mi hanno aiutato con la lingua, ero anche infortunato e loro subito nei primi mesi mi hanno dato una forza incredibile con consigli e fiducia”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Sarri non è riuscito a incidere nella testa dei giocatori. Kamada-Guendo, le due facce dei tecnici” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Sarri ha raccontato la difficoltà che ha avuto nell’incidere sulla testa dei giocatori in questa stagione. Non è nuovo a questo, lo stesso è successo alla Juventus qualche anno fa. Inoltre, non mi è piaciuta la ‘pretesa’ dei 3 anni per un nuovo progetto tecnico. Gli altri allenatori non parlano così. Mi è piaciuta la parentesi dedicata alla coppia Thiago Motta-Giuntoli. Kamada? Credo sia stato bravo Tudor a parlarci di più, che sia riuscito a farso sentire parte del gruppo. Discorso inverso per Guendouzi, Nazionale francese. Se fossi in Tudor chiuderei un occhio, a meno che non ci siano cose gravi fuori dal campo. Un giocatore così è importantissimo per il futuro della Lazio”.

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NAZIONALI

Non solo Zac e Provedel: prima chiamata per Mandas e Kamada…

E’ tempo di convocazioni per le Nazionli. Luciano Spalletti ha preconvocato Provedel e Zaccagni per gli Europei, vedremo se faranno parte o meno del taglio finale. Buone notizie anche per Kamada: il giapponese torna fra i convocati, dopo aver mancato la Coppa d’Asia. Kamada farà parte dei 26 che si giocheranno il turno preliminare per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Brividi soprattutto per Mandas, che strappa la prima convocazione con la Nazionale maggiore della Grecia. Lui sarà impegnato i due amichevoli, contro la Germania e contro Malta. La Lazio sorride, il prezzo del cartellino del portiere sta lievitando e le sue prestazioni, ovviamente, anche.