Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Sarri diplomatico, voleva aggiungere titolari. Luis? Lotito chiede 15, il risparmio sarebbe di…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “Sarri molto diplomatico, anche perché è ancora sotto contratto con la Lazio. Emblematico il passaggio sulle dimissioni e l’insoddisfazione latente dal mercato estivo. Lui temeva che quelli della vecchia guardia non potessero andare oltre ciò che hanno fatto la stagione precedente. Per questo voleva aggiungere titolari, specialmente in attacco (Berardi). Ricci il regista, Frattesi l’uomo di corsa. Il resto è storia”.

“Luis Alberto? La Lazio ha rifiutato 11 milioni dall’Al Duhail, Lotito nel vuole 15 per chiudere l’operazione. Se il presidente non tirerà troppo la corda, credo si possa arrivare a dama. La cessione di Luis permetterebbe alla Lazio di risparmiare tanti soldi, visto che il contratto attuale è fino al 2028. Una trentina di milioni, circa. Mi auguro che la Lazio possa buttarsi a capofitto su Colpani non appena archiviata la situazione Luis Alberto. Vedremo quali saranno le strategie, perché la Lazio potrebbe anche riversare la cifra ottenuta dallo spagnolo per prendere un attaccante. La priorità, adesso, è definire proprio la sua cessione”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-24052024-e2k2esk
Categorie
TIFOSI

Lazio-Sassuolo, per l’Europa e per Sven: vicina quota 50.000

Lazio-Sassuolo, ultimo atto della stagione 2023/24. Lo Stadio Olimpico è pronto a salutare la Lazio con oltre 47.000 spettatori, al momento. Il dato aggiornato parla di 16.000 biglietti venduti, che vanno sommati a gli oltre 30.000 abbonati. Dato destinato a crescere, anche perché sarà presente Sven Goran Eriksson insieme ad alcuni giocatori della Lazio del 2000. Ad oggi, confermata la presenza di Salas, Gottardi, Pancaro e Baronio.

Categorie
SERIE A

Lazio-Sassuolo, Tudor in conferenza stampa alla vigilia: l’orario

Lazio-Sassuolo, Igor Tudor prenderà parola in conferenza stampa alla vigilia (sabato 25 maggio) alle ore 14.00 presso il centro sportivo di Formello. Ultima tappa del campionato e della stagione della Lazio, il tecnico croato punta ad assicurarsi la prossima Europa League. Ai biancocelesti manca un punto per la bandiera a scacchi.

Categorie
CALCIOMERCATO

Lazio, per Mandas anche due club italiani alla finestra…

In Serie A, secondo quanto scrive oggi il Corriere dello Sport, ci sono almeno 2 squadre che sarebbero interessate a Mandas: il Monza e la Fiorentina. I lombardi in estate potrebbero perdere Di Gregorio (su cui è forte l’interesse della Juventus, ndr) e cercano un sostituto all’altezza per continuare a giocarsi la permanenza in A. I viola invece – che hanno già preso il 25enne Christensen l’estate scorsa dall’Herta Berlino – vorrebbero un altro profilo giovane per rinnovare completamente il reparto, considerando che Terracciano è in scadenza di contratto tra un anno. Entrambe hanno preso qualche informazione e nulla più. La Lazio difficilmente si siederà a trattare per cifre inferiori ai 15 milioni, per un ragazzo capace di fare il 50% di clean sheet nella sua stagione d’esordio. La formula del prestito secco, per fargli fare esperienza potrebbe essere una pista percorribile, ma è tutta da esplorare nei fatti. La certezza è che Lotito e Fabiani non intendono dar via a cuor leggero il cartellino del giocatore. Infatti sono già inziati anche i primi colloqui per il rinnovo.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cochi: “Per il Flaminio serve un progetto presentato e protocollato. Fino a quel momento inutile parlare” (AUDIO)

ALESSANDRO COCHI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La battaglia del Flaminio affonda le radici nel passato e me ne sono occupato per anni. Se la struttura è ridotta in queste condizioni la colpa è stata prima del Coni e poi di Roma Capitale.

Non ho mai parlato delle caserme di Via Guido Reni, ma sull’area attorno allo stadio sicuramente si può fare una riflessione per avere una compensazione commerciale e non. Il Flaminio presenta due ordini di vincoli, ma si può lavorare su tutto. La necropoli ad esempio si può mettere sotto vetro com’è stato fatto anche in altre circostanze.

La cosa principale che serve affinché si facciano le opportune valutazioni è un progetto presentato e protocollato, cosa che finora la Lazio non ha fatto. Apprezzo che esponenti dell’attuale maggioranza in Comune abbiano espresso giudizi positivi sul progetto che loro hanno avuto modo di vedere, ma serve comunque qualcosa di più concreto”.

Alessio Buzzanca

Categorie
DICHIARAZIONI

Parla Sarri: “Sopravvalutazione secondo posto, delusione mercato e piattezza vecchia guardia. Non mi piacciono i seguaci di Gasp, il popolo laziale…”

Maurizio Sarri torna a parlare a 70 giorni dalla sue dimissioni dalla Lazio ai microfoni di Sport Italia e di Alfredo Pedullà:


Siamo a 70 giorni circa dalla tua decisione di lasciare la Lazio. Cosa ti è rimasto?
“Ti rimangono anche tante sensazioni anche contraddittorie tra di loro, è stata un’esperienza bella a livello globale, abbiamo fatto il miglior risultato dell’era Lotito. Un pizzico di delusione per l’ultimo mese, ma non può scalfire completamente la storia dei tre anni. Secondo me ho preso la decisione giusta, la squadra aveva bisogno di una scossa forte in quel momento, a un certo punto mi sono reso conto che potevo darla solo io, prendendo una decisione forte. Nell’ultimo mese c’era la sensazione che, soprattutto nei giocatori che erano lì da tanto, facevo molta fatica a toglierli da uno stato di piattezza mentale; era giusto prendere una decisione forte per toglierli da una situazione mentale che li faceva giocare in modo triste”.

Ci stavi pensando anche nei mesi precedenti, fermo restando che nell’ultima intervista avevi detto una cosa non passata inosservata: “Un allenatore normale, dopo quanto fatto e quanto ricevuto, si dimette”.
“Ti dissi che se avessi dovuto fare una scelta logica, egoistica, quella sarebbe stata la migliore perché era difficile ripetersi su quei livelli. Il risultato (è stato sopravvalutato) è stato frutto di un’annata eccezionale, in un’annata in cui hanno fallito squadre sulla carta più forti di noi a livello di organico; si è innescato un meccanismo di aspettative troppo elevate. Ci sono stati momenti in cui potevo dare le dimissioni”.

Cambieresti decisione, tornassi indietro?
“Non lo so, le decisioni vanno valutate in base allo stato d’animo di certi momenti. Alla Lazio stavo bene con la piazza e i tifosi, ero riconoscente con un gruppo di giocatori che aveva fatto una stagione d’altissimo livello; mi sembrava di tradire andando via quel momento lì. Se mi parli di livello di scelta lucida, forse era meglio. Non posso rinnegare la scelta che ho fatto con l’animo e con il cuore, meno con la testa”.

Hai lasciato un anno di contratto, cosa più unica che rara nel mondo del calcio.
“E’ anche giusto, se te arrivi a prendere una decisione di quel tipo, devi farne le spese anche te. Secondo me ci sono momenti in cui quella scelta va fatta”.

Alla fine qualcuno ha immaginato che non ci fosse più lo sprint in quella Lazio, soprattutto nei giocatori più rappresentativi del gruppo.
“Non si può pensare che ci sia dietro una situazione particolare, non ho alcun dubbio su questo. Si è venuta a creare solamente una situazione in cui facevo grande fatica a eliminare sensazioni negative che il gruppo si portava in campo. Immobile? Era un aspetto generalizzato. I giocatori che erano lì da più anni erano in una situazione mentale difficile. A volte ci sono situazioni in cui mentalmente la squadra non va e ci va una scossa forte. I nuovi erano probabilmente in una condizione mentale diversa. Ci sono situazioni in cui la squadra si appiattisce, avevo fiducia nei giocatori. Non stava arrivando la scossa e ho cercato di darla io”.

Kamada non ha dato con te quello che ha dato dopo. Spiegazione?
“Sai, ha fatto fatica cinque mesi Platini quando è arrivato in Italia. Ci sta che un ragazzo giapponese faccia fatica all’inizio, nonostante fosse già in Europa. Kamada in allenamento si vedeva che era un giocatore di buon livello, non avevo dubbi sulla sua qualità tecnica di buon livello, nei mesi in cui c’ero io ha fatto fatica”.

Per te è stato un periodo difficile con la scomparsa di tua mamma. Da dove riparte Maurizio Sarri?
“La morte del genitore non serve, è solo un’esperienza dolorosa. A livello calcistico ci sono momenti in cui è troppo facile dare la colpa a tutti per giustificare se stessi. Con lo staff stiamo cercando di fare un percorso per vedere e capire dove abbiamo sbagliato. Noi non possiamo risolvere i problemi delle altre componenti nella situazione globale, le responsabilità non sono mai solo da una parte, ma stiamo discutendo per capire cosa possiamo fare di meglio”.

Emerge un aspetto particolare dalla vostra autocritica?
“Probabilmente tanti errori vengono fuori dall’inconscio. Parlando con il mio staff io sono rimasto deluso dal mercato estivo e questa mia insoddisfazione l’ho trasmessa alla squadra. A livello di ‘conscio’ avevo cercato giocatori con lo stesso entusiasmo di prima”.

Non sei mai stato molto simpatico mediaticamente. Se avessi fatto tu quello che ha fatto Allegri, ti avrebbero dato l’ergastolo?
“A me non è mai stato perdonato niente. Purtroppo faccio parte di quei pochi che vengono dal basso, e quando arrivi in alto, tanti gli vogliono ricordare che arrivi dal basso. Secondo me è una qualità, non un difetto da rinfacciare. Ho spesso avuto queste sensazioni, non si può giudicare l’atteggiamento di un allenatore. Ieri sera ho letto un’altra cosa che mi ha lasciato perplesso. In un club in cui “Vincere è l’unica cosa che conta”, probabilmente non sono soddisfatti di aver vinto solo la Coppa Italia. Non è una critica alla società, ma una constatazione. Può essere che Allegri abbia fatto una grande stagione, che la squadra non potesse fare di più. Sicuramente non mi avrebbero trattato benissimo. Ma non facciamo vittimismo: ognuno deve avere la consapevolezza di come è trattata la propria figura a livello mediatico, e comportarsi di conseguenza. Io sono orgoglioso da dove vengo”.

La tua vittoria dello Scudetto alla Juve sembrava un portaombrelli. Che idea ti sei fatto? Quello scudetto veniva visto come ‘un Sarri rompiscatole perché la Juve non è allenabile’…
“Il fatto che la Juve non è allenabile tra virgolette, io non l’ho mai detto. Mi è stato attribuito questo virgolettato, va inserito in un contesto del club che vinceva da otto anni consecutivi. Il campionato veniva dato per scontato, il club faceva passare l’idea che dovessimo vincere la Champions; in realtà in Europa eravamo il dodicesimo fatturato, c’erano undici squadre che spendevano di più. Mi sembrava un po’ troppo ottimistico. Poi che si voglia vincere lo stesso è innegabile, che si sbandieri l’obbligo all’esterno è meno comprensibile”.

Il tuo 4-3-3 resta un riferimento per la prospettiva? In cosa è modificabile e perfezionabile questo modello?
“Penso tattica e sistema c’entrino poco. Lo stile di gioco che conta, in questo momento si fa passare il calcio moderno un calcio ‘uomo contro uomo’ che si giocava negli anni ’70 con il Libero, senza grandi coperture. Si sta spacciando come calcio moderno ed europeo. Se guardi le semifinali, non è assolutamente vero che si gioca così. C’è da fare un distinguo tra i precursori e i seguaci. Quello di Gasp è molto raffinato, con una serie di scalature molto dettagliate, i seguaci adattano un ‘uomo contro uomo’ a tutto campo. Gasperini è un tecnico straordinario, gioca in modo molto differente dal mio, ma ha una bellissima modalità d’interpretazione. I seguaci che hanno estremizzato non mi piacciono. Si è innescato un modo di giocare eccessivo”.

De Zerbi ha rinunciato un contratto di due anni per aspettare. C’è ancora qualcuno che aspetta rinunciando a un contratto oneroso.
“Se gli devo consigliare una cosa, gli direi di rimanere in Premier. Io ho fatto quell’errore, se tornassi indietro non lo rifarei. Sarei rimasto al Chelsea, consapevole che probabilmente l’anno successivo non l’avrei finito. Se mi telefona, gli dico di restare là.”.

Ti hanno scritto tanti tifosi della Lazio: vuoi dare un messaggio di saluto?
“Sono stati una sorpresa in positivo, un popolo bello. Molto spesso in Italia abbiamo un’idea sbagliata del popolo laziale, sono etichettati. Sono un popolo bellissimo, allo stadio vedi i genitori con i figli, indirizzati subito da piccolissimi. Popolo bellissimo, sorprendente”.

La festa dei 50 anni dal famoso scudetto ti ha colpito?
“Sì, mi ha fatto dolore non esserci. La storia di Maestrelli è un imprinting da quando ero ragazzino. Questo condottiero con grande personalità. La festa l’avrei fatta molto volentieri”.

Vuoi mandare un messaggio a Lotito?
“Con Claudio sono stato bene, è un personaggio diverso da quello che appare pubblicamente. Mai un’interferenza tecnica, che è un grandissimo pregio. Ci sono stato bene. Sul piano degli investimenti avrei fatto cose decisamente diverse. Come dicevo sempre a tutti, la società è la sua, le scelte è anche giusto le faccia lui. Non ero d’accordo sulle azioni di quest’anno, ma sono stato bene”.

Categorie
SERIE A

UFFICIALE – Pioli e il Milan, separazione consensuale

Era nell’aria da giorni se non settimane e mancava solo il crisma dell’ufficialità che è arrivato: Pioli non sarà l’allenatore del Milan la prossima stagione.

Ecco il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.

Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato”.

Non è dato ancora di sapere la formula con cui le due parti si separano, ma è evidente che non si tratti di esonero, ma di accordo di rescissione.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarri ha ristabilito la verità: Non c’è stato tradimento dei giocatori. Luis Alberto in Qatar? Fumata bianca vicina” (AUDIO)

Intervista molto onesta quella di Sarri… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Intervista molto onesta quella di Sarri, nella quale non ho sentito frecciate, né cadute di stile. Ha ristabilito la verità e ha fatto capire cosa sia successo e col suo discorso ha chiarito che nessuno dei senatori abbia giocato contro di lui. Non c’è stato alcun tradimento.

L’argomento del giorno è Luis Alberto che si avvicina a rapidi passi al Qatar e nei prossimi giorni arriverà la fumata bianca. Attraverso bonus ed escamotage di questo tipo, sono sicuro che arriveranno alla Lazio i soldi richiesti. La distanza tra le parti è talmente minima che è impensabile non trovino accordo.

La rivoluzione nella Lazio si potrà fare se ci saranno cessioni. Cioè a fronte di giocatori usciti, ne entreranno di nuovi. Non si comprerà per comprare.

Per l’ambiente laziale e per come viene vissuto il tifo laziale, serve un allenatore che pensi ai risultati più che al gioco, anche se io preferisco il contrario. Con la contestazione strisciante anche quando le cose vanno bene, il ‘risultatista’ è l’allenatore più giusto per la Lazio. Serve uno che voglia fare i tre punti, non uno che ci vuole arrivare attraverso un gioco diverso. Ormai ne sono rimasti pochi perché tutti vogliono la palla e onestamente non so in quale categoria mettere Tudor perché è arrivato da poco”.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Se la Lazio avesse cambiato tecnico a gennaio oggi avrebbe 70 punti” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (LA7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sarri come uomo non si discute, grande personaggio, solidi principi, persona correttissima. Il mio pensiero, però, è che se la Lazio avesse cambiato tecnico a gennaio oggi avrebbe 70 punti. Di errori ne ha fatti, altrimenti la Lazio non avrebbe perso con lui 12 gare. E’ mancata la stessa fame e motivazione nell’applicare i suoi principi di gioco. Inoltre con lui non ho visto il miglior Luis Alberto che la sua migliore versione l’ha mostrata in estate. Sarri è un uomo spigoloso, un uomo complicato, ripete all’infinito sempre le stesse cose che porta alla stanchezza mentale la squadra. Il calcio non è soltanto quello che vede Sarri”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sassuolo, non solo Felipe: salvo sorprese sarà l’ultima magia di Luis

La maratona Luis andrà avanti ad oltranza finché non si raggiungerà un accordo. Il primo ad attendere notizie è lo spagnolo, pronto a salutare la Lazio e l’Olimpico domenica sera. Salvo sorprese, che in questi anni non sono mai mancate, il Mago giocherà l’ultima partita con il Sassuolo e non è detto che lo faccia da titolare, tutt’altro. Era finito fuori dai convocati per l’Empoli, era partito dalla panchina con l’Inter, lo attende lo stesso destino dopodomani. Sarà un addio triste, arriva neppure un anno dopo il rinnovo d’oro concesso da Lotito. Mago e presidente s’erano impegnati a continuare insieme, a non litigare, finalmente contenti e appagati. Luis con un ruolo primario senza Milinkovic e un ingaggio alla Immobile. Il presidente con un giocatore ritemprato. La partenza era stata promettente, nei primi due mesi di campionato s’era visto un Luis smagliante, uomo-squadra. Chiuderà questa stagione dopo le incomprensioni con Sarri e le accuse di “tradimento”, senza fascia di vicecapitano e senza posto. Ma anche con 5 gol e 11 assist in 44 partite. I numeri di una storia che stava finendo ed è ricominciata, poi è stata ritrattata per finirla.