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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – De Mita: “Eriksson eccezionale, mai sentito alzare la voce. Quella volta con Boksic…” (AUDIO)

Io sono stato fortunato a lavorare nella Lazio in quegli anni meravigliosi… GIUSEPPE DE MITA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io sono stato fortunato a lavorare nella Lazio in quegli anni meravigliosi e sono stato infortunato a incrociare Eriksson. Una delle cose che ha fatto per me è convincermi a smettere di fumare. A inizio ritiro io andavo a correre con lui e siccome mi vedeva affaticato a causa del fumo, dai e dai mi fece smettere.

Sven ha un modo di porsi eccezionale, carismatico, sempre propositivo e allegro. Anche nei momenti di difficoltà trovava sempre il modo di essere positivo. Un esempio di come lo sport dovrebbe essere.

Poi nella vita è un gaudente: ci faceva lavorare anche sotto stress, ma scegliendo sempre posti e situazioni che ci davano benessere.

Parlando di episodi particolari successi nella Lazio, mi ricordo quando Couto e Simeone si attaccarono durante un allenamento, ma Eriksson non se la prendeva mai. Reagiva sempre con calma e misura.

Ricordo che Boksic prima di una partita si lamentò del fatto che la maglietta che indossava era troppo stretta e lo fece parecchio. Eriksson a quel punto lo rimosse dalla lista dei titolari e glielo comunicò. Sempre con serenità e calma. Allora Boksic capì e gli chiese di andare in panchina, ma Sven lo mandò in tribuna. Sempre con calma e senza alzare la voce.

Non si è alzato mai un tono, non è mai volata una parola fuori posto con lui”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giuseppe-De-Mita-22052024-e2jvi03

Alessio Buzzanca

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APPROFONDIMENTI

Lazio, di anno in anno segna sempre meno: il dato è inquietante

Il reparto offensivo della Lazio, negli ultimi anni, ha fatto registrare un calo sensibile. In questa stagione i biancocelesti solo in 13 partite su 37, in campionato, sono riusciti a segnare più di un gol. E solo contro l’Atalanta, nella gara disputata a inizio ottobre all’Olimpico, sono state totalizzate tre reti contro una delle prime otto della classe. Un caso, un’eccezione. Molto lontana da quella che è la regola. In questa edizione della serie A la Lazio solo in cinque occasioni ha segnato più di due gol. Nel 2022-23 aveva chiuso il campionato segnando agli avversari almeno due volte in una singola partita in 18 gare (+5 rispetto all’annata in corso). Nel 2021-22 ci era riuscita 21 volte. Nel 2019-20 erano addirittura 25. Insomma, il calo è costante. Era dal 2009-10, con Ballardini in panchina (poi esonerato per far spazio a Reja) che la Lazio non faticava così tanto a segnare più di un gol a incontro. Quella squadra si ritrovò a lottare per la salvezza: altri tempi, altri obiettivi. In quel periodo i biancocelesti venivano infatti da un dodicesimo (2007-08) e un decimo posto (2008-09). I singoli sono in difficoltà, di conseguenza lo è la squadra. Immobile e Luis Alberto, entrambi over 30, non stanno rendendo come in passato (e, vista l’età, non è detto che tornino a farlo…), Pedro è inevitabilmente in calo, Kamada, con Sarri, ha deluso. Castellanos e Isaksen hanno bisogno di tempo per inserirsi e crescere. Felipe Anderson lascerà il club in estate e porterà con sé un bottino da 5 gol e 6 assist. Il giocatore più vicino al trasferimento a Formello, al momento, è il classe 2003 Loum Tchaouna della Salernitana. Un profilo interessante, che però non può garantire l’inversione di tendenza. Perché ormai da anni la Lazio, di stagione in stagione, segna sempre meno. E con i giocatori più pagati della rosa che sono in evidente difficoltà, il trend è preoccupante.

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Sassuolo a Tremolada: i precedenti

Ultima giornata di campionato alle porte. Alla Lazio serve un punto contro il Sassuolo domenica prossima alle ore 20:45 per assicurarsi un posto nella prossima Europa League.

Sono state rese note le designazioni arbitrali per la trentottesima giornata. La gara tra Lazio e Sassuolo è stata affidata al signor Paride Tremolada della sezione di Monza. Gli assistenti saranno Del Giovane e Moro. Quarto uomo sarà Collu, mentre al Var ci sarà Gariglio con AAA Serra.

Per quanto riguarda il bilancio dei precedenti, il fischietto brianzolo non ha mai diretto la Lazio: esordio assoluto per Tremolada, che ha diretto però la Primavera in 3 occasioni, con 2 vittorie, 1 pareggio e 0 sconfitte. Esordio anche con i neroverdi, ma allo stesso tempo 3 i precedenti con il Sassuolo Primavera: 1 vittoria, 0 pareggi e 2 sconfitte.

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RASSEGNA STAMPA

Inter, Cade Zhang e inizia l’era Oaktree

Dopo la scadenza del termine del 21 maggio, inizia l’era Oaktree

Dopo la scadenza del termine del 21 maggio per il prestito concesso da Oaktree alle holding dell’Inter, il manager del fondo americano Alejandro Cano ha ufficializzato il passaggio di proprietà con un comunicato: “Come nuova proprietà, conosciamo la nostra grande responsabilità nei confronti della comunità e dell’eredità storica dell’Inter. Siamo impegnati per il successo a lungo termine dei Nerazzurri e riteniamo che le nostre ambizioni per il club si uniscano a quelle dei suoi appassionati tifosi in Italia e nel mondo.

Dal 22 maggio 2024, fondi gestiti da Oaktree Capital Management, Lp (“Oaktree”) sono proprietari di Fc Internazionale Milano. Ciò fa seguito al mancato rimborso del prestito triennale concesso da Oaktree alle holding dell’Inter, scaduto il 21 maggio 2024 con un saldo complessivo di circa 395 milioni di euro.

Nel maggio 2021, con l’Inter che si avviava a registrare perdite finanziarie record per l’esercizio finanziario 2020/2021, Oaktree ha fornito alle holding dell’Inter le risorse necessarie per stabilizzare la situazione finanziaria del club e continuare così ad operare, garantendo anche il pagamento di giocatori e dipendenti. Nei tre anni trascorsi dall’intervento di emergenza di Oaktree, l’Inter ha vinto la sua ottava e nona Coppa Italia, si è assicurata la sesta, settima e ottava Supercoppa, e ha guadagnato il 20° scudetto e la storica seconda stella, oltre ad aver raggiunto la finale di Uefa Champions League per la prima volta dal 2010.

Oaktree è dedicato a conseguire il miglior risultato per la prosperità a lungo termine dell’Inter, con un focus iniziale sulla stabilità operativa e finanziaria del club e i suoi stakeholder. Oaktree ha un grandissimo rispetto per la storia dell’Inter, la passione dei giocatori, la lealtà degli interisti; ha inoltre grande considerazione per il significativo ruolo del club nei confronti della città di Milano, dell’Italia e della comunità sportiva globale. Oaktree intende lavorare a stretto contatto con l’attuale team di gestione dell’Inter, con i partner, con la lega e con gli organi di governo dello sport per garantire che il club sia posizionato per il successo dentro e fuori dal campo, concentrandosi su una gestione e una governance solide con una visione di crescita sostenibile e di successo”.

Ha parlato inoltre Alejandro Cano, Managing Director e Co-Head Europa per la strategia Global Opportunities di Oaktree: “Come nuova proprietà, conosciamo la nostra grande responsabilità nei confronti della comunità e dell’eredità storica dell’Inter. Siamo impegnati per il successo a lungo termine dei nerazzurri e riteniamo che le nostre ambizioni per il club si uniscano a quelle dei suoi appassionati tifosi in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo iniziale è la stabilità operativa e finanziaria del club. Abbiamo grande rispetto per il gruppo dirigente dell’Inter e non vediamo l’ora di lavorare a stretto contatto con loro per dare una leadership forte al club. Conquistare la seconda stella è stato un momento cruciale per il club e il nostro obiettivo è continuare il successo ottenuto sul campo con un percorso di crescita e successo di lungo periodo”.

Termina dunque la presidenza Zhang, ma nuvole si addensano sul futuro nerazzurro visto che l’obiettivo del fondo americano sarà quello di ripianare più possibile (con i tagli) i disastrati conti dell’Inter per poi venderla.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tchaouna escluderebbe la pista Colpani. Troppi gialli alla Lazio, statistica sconcertante” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono un po’ più ottimista sul fatto che le presenze la prossima stagione in Europa League saranno maggiori. Vedere le italiane arrivare in finale e vedere che la stampa ha pompato tantissimo il cammino delle stesse, mentre in passato ha snobbato la Lazio, è una cosa che aiuterà a portare più persone allo stadio. Perché c’è da dire che l’ambiente Lazio è sempre più depresso e se dall’esterno arriva un aiuto a percepire meglio l’Europa League, lo prendiamo volentieri.

La statistica dei cartellini gialli contro la Lazio è a dir poco sconcertante. Tra l’altro la Lazio non è notoriamente una squadra particolarmente feroce e aggressiva, anzi…

Andando al mercato, Colpani è sempre una pista possibile. Ma Galliani dice in generale che non ha parlato con nessuno per Colpani. In più la Lazio è su Tchaouna, cosa che sarebbe incompatibile con la pista Colpani”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Kamada torna svincolato? Anche la Roma alla finestra

L’idea un po’ pazza secondo il Corriere della Sera per il mercato della Roma che si preannuncia molto movimentato è Daishi Kamada, 27 anni, 31 presenze e 7 gol con il Giappone, 28 e 2 in questa stagione con la Lazio. Può liberarsi del contratto, anche se con Tudor ha trovato più spazio che con Sarri. Sarebbe una mossa “alla Pedro”, ma al contrario

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PROGETTO STADIO

Stadio Flaminio, Lotito chiede le Caserme Guido Reni per aumentare il giro d’affari

Per la Lazio la partita dello stadio è un affare che vale oro. Accantonata l’idea di Lotito di realizzare la Casa delle Aquile sulla Tiberina ora si torna a parlare dello stadio Flaminio. Un impianto bellissimo, nel cuore di Roma, ma che sta cadendo a pezzi come prima cosa e che non ha un ritorno commerciale e edilizio su cui puntare.
Ecco allora che spunta il progetto di ottenere dal Comune un quartiere da fare: quello dove oggi ci sono le caserme abbandonate di via Guido Reni. Un distretto dove poter realizzare centinaia di appartamenti extralusso in uno dei quartieri più in di Roma.

Le carte stanno girando per gli uffici e la soluzione finale non è facilissima. Un cambio di destinazione importante che andrebbe a coinvolgere almeno tre assessorati. Lotito per accettare l’idea del Flaminio, che andrebbe a togliere al Campidoglio una patata bollente come poche visto che lo stadio sta crollando a pezzi e non ci sono i fondi per restaurarlo, vorrebbe ottenere proprio le caserme in disuso per farci il suo quartiere.

Un nuovo distretto, nella zona del Flaminio, fatto di appartamenti, negozi e ristoranti. Solo con un entrata forte come questa operazione si può pensare di far andare la SS Lazio a giocare al Flaminio. L’impianto di Nervi è assai messo male e non ci sono margini di manovra infrastrutturale visto che la famiglia Nervi detiene il “copyright” e ci sono dei vincoli importanti di tutela. Affariitaliani.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Guendouzi a singhiozzo e le ruggini con Tudor: il futuro è in bilico

Guendouzi non è partito titolare contro l’Inter e, secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, non è una scelta che ha accettato a cuor leggero. Il francese vorrebbe giocare sempre e comunque, fa parte della sua mentalità. La problematica non è mai emersa con Sarri, per cui dal primo giorno è stato intoccabile. Con Tudor, invece, la situazione si era ripresentata al Marsiglia e si è aggravata a Roma. 

Le tensioni sono confermate dall’esultanza verso la panchina in seguito all’assist per la rete di Marusic contro la Juve dopo non essere partito titolare. Non solo, anche dall’episodio alla vigilia della sfida contro la Salernitana, quando il giocatore ha abbandonato il ritiro, ufficialmente per un problema al polpaccio. Sono situazioni borderline che con il passare delle settimane vengono ridimensionate, anche perché questo finale di stagione per Guendouzi può fare la differenza tra andare all’Europeo con la Francia o no. 

Manca una sola partita, poi si deciderà se rimuovere del tutto vecchie ruggini oppure lasciarle logorare ulteriormente il rapporto e dunque portare a una cessione. Nel caso in cui Guendouzi rimanesse, lo farebbe alle condizioni del tecnico, ossia accettando le sue decisioni di volta in volta. Al contrario, si cercherà una soluzione a patto che vengano depositati nelle casse della Lazio circa 30 milioni di euro.

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Lazio, da Caicedo-Crotone a Castellanos-Inter: sliding doors ed un’analogia che fa sperare…

Il calcio, si sa, è sempre uno sliding doors: chissà cosa sarebbe stato se Castellanos non avesse sciupato la ripartenza del raddoppio, subito prima del pareggio nerazzurro. Lo scopriremo fra stasera, e forse il 2 giugno, quanto sarà grande il rimorso: nel caso in cui l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League e classificarsi (dopo il recupero con la Fiorentina) al quinto posto, diventerebbe valido il sesto per la qualificazione Champions. Nell’ultima giornata la Lazio non può più raggiungerlo. Perché a +4, in virtù dell’ultimo derby perso (all’andata è finito 0-0), c’è solo la Roma a sperare in un regalo dall’alto. Dopo esser finiti nelle ultime quattro stagioni sopra i cugini giallorossi, i tifosi biancocelesti sono furiosi anche per l’impossibilità dell’ultimo sorpasso sul gong. La rabbia si sta scatenando contro Castellanos e quel 2-0 divorato: «Non segna nemmeno a porta vuota, ormai è appurato», il tam-tam fra social e radio.

Occhio però a commettere vecchi errori o a esprimere certi giudizi del passato. Non è servito da insegnamento, si diceva lo stesso di Caicedo, divenuto poi un beniamino – con 33 gol e 15 assist tutti decisivi – e ancor oggi rimpianto. La prima stagione di Felipe alla Lazio finì in quel di Crotone, con un’occasione fallita e tante critiche piovute addosso all’attaccante ecuadoriano. Sembrava il punto di non ritorno, invece da lì partì una favola bellissima C’è anche una curiosa similitudine sui gol totali segnati, la ricorda Il Messaggero: esattamente 6 come l’ecuadoriano (Castellanos 4 in Campionato e 2 in Coppa Italia, Caicedo 3 in campionato e 3 in Europa League).

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Lazio, tanti i nomi proposti da Tudor: da Gosens a Frendrup

Tanti i nomi proposti da mister Tudor per la prossima stagione. Per la difesa si monitorano Mbemba del Marsiglia, che ha già lavorato con l’allenatore croato, Coppola del Verona e Pirola della Salernitana.

Sugli esterni la Lazio potrebbe considerare l’arrivo di Gosens dell’Union Berlino e Doig del Sassuolo. Domenica all’olimpico, il laterale scozzese non sarà l’unico osservato speciale, un’altra occasione potrebbe essere rappresentata da Kristian Thorstvedt. Il centrocampista neroverde, che può fare anche il trequartista, vuole rimanere in Serie A e lascerà il Sassuolo a fine stagione. Un altro profilo per il centrocampo è quello di Morten Frendrup, classe 2001, una delle rivelazioni del campionato. Giocatore giovane, dinamico e duttile, tutte caratteristiche perfette per il gioco di Tudor. Anche Barak, che alla Fiorentina non ha trovato la giusta continuità, potrebbe interessare.