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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano avverte: “Atalanta-Bologna, concorrenza importante anche per il futuro” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Bologna ed Atalanta meritano assolutamente la Champions. La prima ha fatto cose straordinarie, ha approfittato dell’involuzione di Napoli e Lazio, come abbiamo fatto noi nella scorsa stagione. L’Atalanta è incredibile, merita un premio ulteriore per quanto fatto centrando i trofei che si giocheranno con Juventus e Leverkusen. Hanno una proprietà forte e competente, hanno programmazione ed idee, hanno dimostrato che anche in una piccola città si può fare grande calcio. Bologna ed Atalanta hanno soldi e sanno gestirli, hanno tutto per proseguire così, concorrenza ulteriore per la Lazio che deve mettersi al pari.

La Lazio deve andare a vincere a Milano, c’è poco da dire. Nel caso in cui questo accadesse ci sarebbero buone, ma non altissime possibilità di giocarsi il sesto posto fino alla fine (può valere la Champions se l’Atalanta vince l’Europa League e si piazza quinta in campionato). Ci sono degli incastri di calendario che coinvolgono le squadre che devono salvarsi che rendono tutto incerto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tudor figura di rottura e ricostruzione: la Lazio fissa il prezzo anche per Guendouzi

Un senso di vertigine provoca la continua rimonta della Lazio, un senso di preoccupazione genera il possibile rivoluzionamento di mercato. Tudor è una figura di ricostruzione e di rottura. Ha ereditato i nidi di vipere che s’erano creati con Sarri, altri li ha smossi lui. Neppure Igor è un tipo tendente alla moderazione e al compromesso. Due casi sono diventati insanabili. Uno è Luis Alberto, finito di nuovo fuori, amato e avversato, ammirabile e detestabile da una settimana all’altra. L’altro è Guendouzi, che con Tudor aveva dei conti in sospeso. Ritrovarsi a Roma li ha aggravati. Nessuno dei due è incedibile, tutti e due sono vendibili. Per Guendouzi ne servono 30. Con Tudor al comando è scontato considerarli entrambi in uscita.

Si è riaperto subito il caso Guendouzi-Tudor. Il francese non si sarebbe mai aspettato di ritrovarlo alla Lazio dopo lo strappo di Marsiglia. Per Igor non ci sono problemi, Guendo ha altri pensieri. La tregua è durata poco, le prime decisioni di Tudor (l’esclusione con la Juve) hanno riacceso le tensioni. Il francese preferirebbe partire, potrà farlo solo se dal mercato arriveranno offerte congrue per la Lazio. Rimpiazzare Luis e Guendouzi non sarà semplice, già non lo è stato quando è partito Milinkovic. Il sacrificio aiuterebbe Tudor a gestire meglio lo spogliatoio e la società ad aumentare il budget di mercato, anche ad abbassare gli ingaggi. Igor riparlerà con il diesse Fabiani, servirà un concordato. Non tutti potranno partire né si può pensare che gli investimenti dell’anno scorso (Rovella e Isaksen su tutti) vengano bruciati. La Lazio, di oggi e domani, continua a galleggiare a mezz’aria tra la spinta data da Igor, che la muove verso orizzonti europei (si vedrà quali), e la gestione tecnica che rischia di creare più conflitti che profitti. Corriere dello Sport

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STATISTICHE

Inzaghi, ora ripetiti: quante sconfitte con la Lazio all’ultima interna

Simone Inzaghi ha una statistica particolarmente negativa con la Lazio. Nelle sei stagioni da allenatore dei biancocelesti (compresa quella 2015-16), infatti, ha perso in ben quattro occasioni l’ultima partita disputata all’Olimpico in campionato. Quattro volte su sei. Nel 2018 perse proprio contro l’Inter in casa, venendo scavalcato dai nerazzurri che si presero così anche la qualificazione in Champions League. Ora Inzaghi può essere il giudice della rincorsa al sesto posto, che può essere valido per la Champions nel caso in cui l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League e classificarsi al quinto posto. Non deve far altro che confermare la pessima statistica che aveva ai tempi della Lazio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dall’emozione scudetto al patto per il sorpasso: “Bisogna vincere a Milano”

Domenica è stata una giornata indimenticabile. Emozioni a non finire non solo per i tifosi, ma anche per capitan Ciro Immobile che dopo la standing ovation all’Auditorium e l’abbraccio con gli eroi del ’74 non riusciva a smettere di ripetere “Bellissimo, bellissimo”, per poi rivolgersi ai suoi compagni: “Adesso bisogna vincere a Milano”.Anche Provedel è stato vinto dall’emozione in campo, quando Oddi, Garlaschelli e gli altri raccoglievano l’applauso dei 55mila dell’Olimpico. Poi la Lazio ha vinto contro l’Empoli e si è assicurata almeno la Conference League. L’Europa League è abbastanza probabile, mentre la Champions rimane molto difficile da ottenere. L’unica certezza è che la Lazio ha collezionato 19 punti nelle ultime 8 giornate, 16 con Tudor in panchina: la media punti del croato è ora 2,28, contro la 1,42 di Sarri in questa stagione. In vista della sfida contro l’Inter c’è molto da migliorare; sarà assente Romagnoli per squalifica, ma tornerà Gila dall’infortunio. La Roma è distante un solo punto e i tifosi sognano un sorpasso proprio nel finale di campionato. La squadra di De Rossi affronterà il Genoa in casa e l’Empoli fuori, mentre la Lazio l’Inter fuori e il Sassuolo all’Olimpico. Non sarà facile, ma l’obiettivo rimane quello di finire il campionato sopra i giallorossi per la quinta volta di fila e finire sesti nella speranza che l’Atalanta vinca l’Europa League da quinta. 

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SERIE A

Volata Champions, sesto posto ok solo se la Dea vince l’Europa League e arriva quinta

L’Atalanta dà, l’Atalanta toglie. La squadra di Gasperini che ieri ha vinto lo scontro diretto con la Roma e conquistato quasi matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League è ora arbitro della contesa e deciderà anche se alla prossima Champions League arriveranno cinque o sei squadre italiane.

Per spiegare ciò bisogna innanzitutto chiarire qual è la situazione regolamentare: l’Italia grazie al Ranking UEFA annuale ha conquistato il diritto di portare cinque squadre alla prossima Champions League. Inter, Milan, Juventus e Bologna hanno già staccato il pass e la quinta, come detto, dovrebbe essere l’Atalanta che adesso è praticamente cerca del quinto posto, ma ha anche la finale di Europa League come strada per assicurarsi matematicamente la qualificazione alla massima competizione continentale.

Dovesse l’Atalanta vincere la finale di Europa League e chiudere la stagione al quinto posto, andrebbe in Champions anche la sesta in classifica della Serie A 2023/24, ovvero una tra Roma e Lazio. Ma il regolamento cambia qualora l’Atalanta – e adesso è scenario molto credibile – dovesse chiudere la stagione al quarto o al terzo posto: a quel punto, anche in caso di vittoria della Dea a Dublino, il sesto posto non servirebbe più per la qualificazione alla prossima Champions League.

LA CLASSIFICA
3) Bologna 67 punti
4) Juventus 67 punti
5) Atalanta 63 punti
6) Roma 60 punti
7) Lazio 59 punti

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Luis Alberto ed un caso infinito: oggi confronto con Tudor, poi va evitato un divorzio cruento…

Passano gli anni, gli allenatori, ma Luis Alberto rimane sempre lo stesso. E’ un caso infinito, rientra ed esplode continuamente, e forse è arrivato il momento di metterci un punto. Nonostante il suo talento indiscusso, conta maggiormente il bene della Lazio. Oggi lo spagnolo torna ad allenarsi e si confronterà con Tudor, che lo ha lasciato fuori dai convocati contro l’Empoli affermando che “porta in panchina chi ci tiene di più”. Dopo lo sfogo contro la Salernitana ha perso la fascia di vice capitano, sfogo cancellato dalle prestazioni e dai numeri successivi: quattro assist, un gol e un bacio allo stemma. Sembrava quasi si stesse divertendo, come affermato dallo stesso tecnico. Non l’avesse mai detto. Lotito gli aveva dato appuntamento a fine campionato per parlare di futuro, invece la querelle è ricominciata in anticipo. L’agenzia dello spagnolo ribadisce che non ci sono strategie di mercate dietro, eppure dal Qatar assicurano che ci sono squadre, come l’Al Duhail, pronte a ricoprirlo d’oro, ma solo se si liberasse a parametro zero. Lotito invece pretende almeno 10-15 milioni per il cartellino, con i 20% da riconoscere al Liverpool. 

Va evitato un divorzio cruento. La Lazio è pronta a chiedere i danni in caso di braccio di ferro. Dal canto suo, la società è pronta a salutarlo perché risparmierebbe 25-27 milioni lordi d’ingaggio, utili per un sostituto giovane, ad esempio Colpani. Negli anni i colpi di testa di Luis Alberto sono stati diversi: nel 2021 si presentò in ritardo ad Auronzo, poi la scorsa estate ha preteso (e ottenuto) il rinnovo fino al 2028 prima dei suoi compagni turbando lo spogliatoio, infine una delle ultime è stato un “like” apparentemente contro Sarri, appena dimesso. La verità è che è sempre difficile rinunciare alla qualità di Luis Alberto, ora e in futuro, perché non ne esistono altri con il suo genio. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, occhi su Salerno anche per la mediana: piace Coulibaly

Come riferito dal Corriere dello Sport, continuano ad emergere diversi nomi seguiti dal calciomercato Lazio in vista della prossima estate. In questo senso, Fabiani, DS del club, sta guardando in special modo in casa Salernitana dove, oltre ai profili di Dia Tchaouna, è spuntato quello di Coulibaly, centrocampista che proprio Fabiani aveva portato a Salerno nel 2021 dall’Angers. Il costo si aggira intorno agli 8 milioni di euro.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, exploit Vecino: il bomber della stagione (senza rigori). E dalla panchina fa la differenza…

Vecino è il nuovo marcatore principe della stagione della Lazio. La media realizzativa del centrocampista laziale è impressionante. L’uruguaiano ha infatti segnato sette gol fra campionato e Champions League. Un dato sbalorditivo, anche perché, senza considerare i rigori, è il miglior marcatore biancoceleste nella stagione. Ha superato Immobile, che è a quota 11 (5 su rigore), sta anche avanti a Zaccagni (6, uno su rigore) e tutti gli altri. Il suo apporto è determinante.

Sei gol per Matias Vecino in questo campionato, tanti quanti ne aveva messi insieme sommando i precedenti quattro tornei di Serie A (dal 2019/20 al 2022/23).

Quattro gol da subentrato (su sei) per Vecino in questo campionato, solo Viola del Cagliari (5) ha fatto meglio tra i centrocampisti.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano senza filtri: “L’esclusione di Luis Alberto il segnale migliore per presente e futuro. Il posto si guadagna in allenamento…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“La festa di ieri all’Olimpico per la Lazio del ’74 è stata davvero bellissima, i complimenti vanno agli artefici di questa giornata. Parliamo di una Lazio di giganti che resterà nel cuore anche dei figli e dei nipoti. Il coinvolgimento dell’epoca era incredibile e la festa di ieri ha rappresentato anche quei tifosi e quei giocatori che non ci sono più.

La vittoria con l’Empoli, poi, è stata un thriller. C’è andata bene anche grazie alle notevoli parate di Mandas. Poi, però, c’è stata la reazione contro una squadra che si sta giocando la vita. Nella seconda parte della gara il vantaggio è stato gestito abbastanza bene. L’Empoli stava meglio dal punto di vista, fisico, il merito è anche della squadra di Nicola. Dal punto di vista difensivo, la Lazio era un po’ con la testa tra le nuvole. C’è stato qualche errore di impostazione grave, penso a quella di Kamada che poi è stato tra i migliori in campo.

Giordano su Luis Alberto

La cosa che mi è più piaciuta è l’esclusione di Luis Alberto dalla partita. Deve essere un segnale per il presente e per il futuro. Chi farà parte della prossima Lazio deve capire che si dimostra di meritare il posto durante la settimana in allenamento. Questo è stato un bel segnale che deve essere recepito. Una volta ti posso perdonare, la seconda anche, poi però non si fanno sconti a nessuno. Anche perché nella Lazio non ci sono giocatori insostituibili, chi vuole la maglia da titolare deve meritarsela, deve correre. Non ci sono soltanto scelte tecniche e tattiche, ma anche quelle comportamentali. Se dimostri di essere con la testa lontano dal gruppo deve pagare. Anche con delle cessioni. Potranno essere anche importanti, ma noi dobbiamo fidarci del tecnico”, ha chiosato Giordano su Luis Alberto.

“La posizione di Zaccagni? Il ruolo del trequartista è il più complicato. Devi giocare spalle alla porta con un marcatore. Lui è abituato a giocare sulla linea laterale, vedeva più il campo. Ora serve adattamento, le qualità ce l’ha, ma serve tempo per abituarsi”.

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STATISTICHE

Lazio-Empoli, numeri e curiosità: Kamada al top, Zac fa 50, Patric raddoppia i primi 8 anni

La Lazio ha vinto 2-0 in casa contro l’Empoli. Al termine della partita sono emerse alcune particolarità e curiosità statistiche. Di seguito l’elenco.

Era da novembre 2021 che la Lazio non vinceva quattro partite in casa di fila.

Quinto clean sheets casalingo nel 2024 per la Lazio in Serie A: da inizio anno solo il Torino (8) ha fatto meglio in casa dei biancocelesti.

L’Empoli ha perso senza segnare tutte le ultime cinque trasferte di Serie A; l’ultima squadra ad arrivare a cinque sconfitte esterne di fila senza reti nella competizione era stata lo Spezia tra agosto e ottobre 2022 (sei in quel caso).

L’Empoli è la squadra che ha segnato meno reti in questa Serie A (26) e quella che ha chiuso più partite senza segnare (21).

L’Empoli ha mancato l’appuntamento con il gol in otto delle ultime 10 partite di Serie A: in questo periodo nessuno ha fatto peggio nei maggiori cinque campionati europei.

Sei gol per Matias Vecino in questo campionato, tanti quanti ne aveva messi insieme sommando i precedenti quattro tornei di Serie A (dal 2019/20 al 2022/23).

Secondo gol in questo campionato per Patric: ne aveva segnato appena uno nelle sue altre otto stagioni di Serie A disputate con la Lazio.

Mattia Zaccagni è stato direttamente coinvolto nel 50° gol in Serie A: 28 reti e 22 assist nella competizione. Quello odierno è il primo assist in questo campionato.

In questa partita Daichi Kamada ha registrato il suo nuovo record di duelli vinti (7) e di contrasti vinti (4).