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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Lazio, Luis Alberto-Tudor: “Fatale il diverbio nell’allenamento di venerdì”. La ricostruzione

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! sulla questione Luis Alberto

“Ieri Luis Alberto è mancato dal punto di vista tecnico, contro una squadra che si difende come ha fatto ieri l’Empoli la sua qualità sarebbe stata necessaria. La ricostruzione di quanto accaduto ci riporta alla giornata di venerdì, quando c’è stato un diverbio con Tudor. Al tecnico croato non stava piacendo il modo e l’intensità con le quali stava svolgendo la seduta di allenamento, mentre lo spagnolo non era d’accordo con i rimproveri che stava ricevendo. Da lì la scelta di escluderlo per il match con l’Empoli per scelta tecnica. Tornerà martedì ad allenarsi alla ripresa della preparazione, poi vedremo che scelte verranno fatte. Una cosa simile, anche se non per questioni di campo, avvenne tra Vecino e Sarri. A fine stagione penso che si troverà una soluzione. So che Sarri ha una richiesta dal Siviglia che sta tenendo in considerazione, magari ci potrebbe essere un incastro con Luis Alberto stesso”.

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DICHIARAZIONI

“Diario di un sogno”, Lotito: “Vorrei emulare lo scudetto di Lenzini. Il sindaco ha visto il progetto Flaminio…”

Nel corso dell’evento ‘Diario di un sogno’, per celebrare il trentennale dello Scudetto vinto dalla Lazio nel 1974, ha parlato dal palco della sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica il presidente biancoceleste Claudio Lotito

“Oggi quando ho visto la squadra che dava il cinque a ognuno di loro, ho detto oggi vinciamo. La squadra aveva una maggior responsabilità, non potevano perdere per il pubblico ma anche per questi giocatori che dimostrano ancora grande attaccamento, cosa che magari manca in questo momento. Lenzini è morto con la luce staccata a casa per la Lazio, qualcuno questo lo dimentica. Lenzini era un buono, ho fatto venire i nipoti apposta perché il calcio lo fanno i giocatori, gli allenatori e la società. Senza la società non ci sono giocatori o allenatori. Nel calcio italiano non mancano giocatori o allenatori, mancano presidenti che si dedicano con passione a coltivare e tramandare questi valori. A prescindere dalla proprietà della società, io sono un custode di questi valori che devono essere mantenuti e tramandati. Oggi siamo qui per questo, dobbiamo trasmettere questi valori che fanno parte della storia della Lazio. Sento questa responsabilità, un mio precursore in periodo di guerra donò il campo per fare gli orti di guerra.

La Lazio è spirito di sacrifico verso il prossimo, il calcio con questo potere mediatico che ha deve essere un esempio. Bisogna essere al servizio di gente meno fortunata, pensate quante persone hanno potuto superare le difficoltà grazie a questa grande squadra. Capisco che questi sono valori di un calcio romantico, ma questo sono i vostri valori. Oggi lo dico senza timore di essere smentito, nel settore giovanile siamo in quasi tutte le fasi finali, la femminile ha vinto il campionato e stiamo costruendo un grande futuro. Ho preso la Lazio che era in macerie con 550 milioni di debiti, la Lazio adesso conta e ha un peso nelle istituzioni e questo non va mai dimenticato. Se rimaniamo uniti, si vince. Senza unità non si va da nessuna parte. Il dodicesimo uomo in campo non è una teoria, è un valore aggiunto. I giocatori devono sentire la responsabilità e l’orgoglio dell’appartenenza. Poi si può vincere, ma quello che conta è l’atteggiamento. Tutti devono fare in modo di dare il loro contributo. Il calcio è passione e noi dobbiamo usarla per aiutare le persone. Se noi siamo qui è perche questa società c’è ancora, nel 2004 questa società non c’era praticamente più. Voglio parlare di questa squadra perché la squadra del ‘74 e il presidente Lenzini mi hanno insegnato molto, loro credono nei valori della Lazio e si sono battuti per la Lazio. 

Sento la responsabilità della storia della Lazio, spero anche di poter lottare per lo scudetto come fece questa Lazio del ‘74. Io la storia la continuo e la metto in pratica, fatti e non parole. Il tema è presentare il progetto del Flaminio che è stato visto, spero che possa ricevere l’approvazione. Chi l’ha visto ha parlato di un capolavoro, lo adegueremo alle esigenze dei nostri tifosi sperando di fare una cosa fatta bene. Stiamo facendo i lavori dell’academy dove a Formello faremo altri 7 campi con scuola e foresteria”, ha concluso.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La Lazio di Tudor tra risultati indiscutibili e problemi di organizzazione di gioco. Incastri Champions…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La certezza matematica in questo momento per la Lazio riguarda l’accesso alla Conference League, per l’Europa League basta avere la meglio su una Fiorentina che ha anche la testa sulla finale europea (servirebbero 4 punti nel caso in cui la Viola le vincesse tutte, ndr). E’ un finale di campionato con situazioni incredibili, basta vedere quanto accaduto ieri a Verona per mano del Torino che ora spera nella Conference. Rispetto alle speranze Champions, è evidente che la Lazio per scavalcare la Roma al sesto posto deve fare sei punti e sperare che l’Atalanta vinca l’Europa League non arrivando quarta, ma quinta. Molto complicato, ma intanto la trasferta di Milano è importante. L’incrocio è Inter-Lazio e Roma-Genoa, la squadra di Gilardino sta bene e vediamo cosa potrà accadere. Il calendario è incredibile, l’Atalanta è dentro a tutto ma giocherà il recupero con la Fiorentina a fine stagione, quando potrebbe già aver raggiunto l’obiettivo.

La vittoria di ieri sull’Empoli è stata sofferta, la sensazione che la squadra di Tudor abbia problemi di organizzazione di gioco nella fase di non possesso. La Lazio deve pensare di fare il proprio e mettere apposto alcune situazioni. Quando il migliore in campo è Mandas c’è una chiara indicazione. Quando il risultato è positivo è il momento in cui bisogna essere più critici per lavorare sui difetti. Da Monza qualcosa non funziona più, ieri non ho visto miglioramenti. Troppi spazi concessi all’Empoli che ha il problema enorme di buttarla dentro. Nonostante l’impegno, se ieri la Lazio avesse affrontato una squadra con maggiori potenzialità offensive, probabilmente ieri le cose sarebbero andate in modo diverso. Sedici punti in sette partite, sono uno score indiscutibile, il lavoro di Tudor va evidenziato a prescindere dai difetti”.

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DICHIARAZIONI

‘Diario di un sogno’, Immobile: “Io e la gente laziale, amore reciproco. Ho capito che su Chinaglia…”

Ospite dell’evento svolto questa sera presso l’Auditorium Conciliazione, “Diario di un sogno”, Ciro Immobile è salito sul palco per parlare della giornata ed esprimendo tutto il proprio amore nei confronti dei tifosi: “Per me credo che sia il massimo restare così tanto nel cuore dei tifosi, ogni calciatore dovrebbe avere quello come obiettivo, poi ci sono i premi collettivi e personali. lo e i miei compagni abbiamo fatto il possibile per regalarvi il 100% di quello che vi meritavate, con la vittoria di oggi abbiamo concluso alla meglio la festa. I laziali? Mì amano e io amo la gente laziale. Ho capito davvero quanto la gente amava Chinaglia quando mi sono avvicinato al suo numero di gol. Sentivo la gente più anziana essere combattuta perché stavo superando Giorgio ed erano sia contenti, sia tristi perché era Chinaglia. Gli occhi gonfi? Quando parlo di Lazio e di quello che abbiamo fatto mi emoziono”.

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STATISTICHE

Lazio, per Tudor poker casalingo: eguagliato Delio Rossi

La Lazio di Igor Tudor continua a macinare risultati, specialmente in casa. Settima partita in campionato per il tecnico croato sulla panchina biancoceleste. Lo score recita cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta, in particolar modo all’Olimpico, il dato assume maggiore rilevanza. Nelle prime quattro partite casalinghe di Serie A, infatti, sono arrivate appunto quattro vittorie. L’ultimo a riuscire in quest’impresa fu Delio Rossi nel 2005, quasi vent’anni fa; prima ancora era toccato ad Alfredo Monza nel 1958.

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DICHIARAZIONI

Albertini su Immobile: “Spesso criticato ingiustamente”. E sull’Europeo…

Demetrio Albertini che parla di Ciro Immobile. Un ex laziale si esprime sull’attuale capitano dei biancocelesti. Il tutto durante la cerimonio del Premio Maestrelli: “Nel 2006 ero vicecommissario, partivano tutti da secondi perché c’era un Brasile stratosferico. Noi abbiamo dimostrato di essere all’altezza e di meritarci il Mondiale. L’ultimo Europeo è successo la stessa cosa, abbiamo creato entusiasmo. Alla fine del torneo guarderemo il risultato. Se convocherei Immobile? Non ho voluto fare l’allenatore per non avere questi problemi. Ciro è stato il nostro centravanti più importante negli ultimi anni. Tante volte è stato criticato ingiustamente. E’ tanto bello parlate degli assenti, Immobile ha sempre dimostrato il suo valore e ha meritato di vestire la maglia numero 9 della Nazionale per quanto fatto negli ultimi anni”.

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STATISTICHE

Lazio, le ultime speranze Champions passano da San Siro: l’Inter per il record, ma Tudor tiene il passo…

Ora penultima tappa al Meazza per la Lazio. Un match che potrebbe tenere aperto il desiderio di scavalcare il record di punti nella storia nerazzurra, i 97 di Roberto Mancini nel 2006/07, e coinciderà anche col concerto-scudetto e con la consegna della coppa a Lautaro Martinez e compagni. La sfida, che potrebbe vedere l’Inter distratta dal clima di festa di San Siro, almeno questo è l’augurio dei biancocelesti. Come svela Opta, infatti, dall’arrivo di Igor Tudor la Lazio è la miglior squadra per punti ottenuti insieme proprio ai campioni d’Italia. Entrambe le formazioni hanno conquistato 16 punti in sette gare. I biancocelesti andranno dunque tenuti d’occhio: hanno ritrovato un’identità e una buona continuità dopo l’addio di Sarri, e sognano di rientrare a sorpresa nei giochi per la Champions League. 

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RICONOSCIMENTI

Lazio, il francobollo ‘scudetto’ nei dettagli

A 50 anni di distanza viene ricordato oggi con un apposito francobollo (piu’ un foglietto) lo scudetto vinto dalla Lazio nel 1974. La vignetta del francobollo singolo (valido per la posta ordinaria) riproduce, su un fondino biancoceleste, che richiama i colori della Società Sportiva, i loghi d’epoca e attuale del club; in alto a destra è riprodotto lo scudetto tricolore, rappresentativo della vittoria nel Campionato di calcio italiano 1973 – 1974.Il ”foglietto” (che include il francobollo ed e’ stampato in 250 mila esemplari) mostra una foto raffigurante la squadra di calcio della Lazio vincitrice dello scudetto, affiancata dall’allenatore e dal viceallenatore e cioe’: in piedi Lovati, Chinaglia, Petrelli, Pulici Martini, Oddi, Wilson, Maestrelli e accosciati Nanni, Garlaschelli, D’Amico, Frustalupi, Re Cecconi. (ANSA).

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DICHIARAZIONI

“Diario di un sogno”, Onorato: “Flaminio, Lotito ha le idee chiare, nei prossimi giorni…”

Presente all’evento “Diario di un sogno” anche Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport: “La sfida più importante, complicata e ambiziosa è quella dello stadio. Siamo a pochi metri dal Flaminio, visti i presenti potremmo fare al volo una Conferenza dei Servizi (ride, ndr). Penso che il presidente Lotito abbia le type=’text/javascript’ idee chiare, il sindaco ha dato la sua disponibilità. Nei prossimi giorni lavoreremo per risolvere la questione. La città di Roma ha bisogno di un’impiantistica importante. Sul ’74, intestate i giardini a Lenzini e gli altri è importante, dobbiamo lavorare per una storia condivisa. Lo faremo anche per Wilson e D’Amico, questo è per la riconoscenza che la città di Roma ha per questa squadra”.

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TIFOSI

50 anni Lazio ’74, amore e commozione all’Olimpico (FOTO)

50 anni Lazio ’74, l’Olimpico si emoziona di fronte ai protagonisti (e figli) di quella Lazio Meravigliosa. Il racconto fotografico di un evento indimenticabile, di tributo ad una squadra eterna.