Tudor ha fatto nomi e cognomi tra venerdì, sabato e domenica. Luis Alberto, tra colpi di genio e altri di testa, aveva fatto ammattire anche Sarri e Inzaghi: partirà e il suo caso è slegato dai piani dell’allenatore croato. Le richieste sono ambiziose in entrata (almeno due difensori centrali, un esterno sinistro, altri acquisti tra centrocampo e attacco), ma sono ancora più scottanti in uscita. In lista ci sarebbero Guendouzi, Isaksen, Cataldi, Immobile, Lazzari e forse Rovella, l’unico su cui intenderebbe lavorare e non certo in cima alle sue preferenze. Vecino e Kamada formano il tandem prediletto. L’ex Monza dovrebbe mettere su qualche muscolo, non ha la cilindrata fisica del calciatore di Tudor. «Io mi sono adattato, ora voglio essere centrale nelle scelte» l’avvertimento del croato, partito lunedì per una breve vacanza a Spalato.
Lotito riflette sulle richieste del tecnico
Secondo alcune indiscrezioni, si sarebbero aggiornati a domani. La versione della società è un’altra: i contatti telefonici sono quotidiani, non servono altri incontri. Di sicuro la salita sembra ripida. La Lazio è rimasta spiazzata o forse no. Sapeva di un adattamento complicato dal punto di vista tattico alle esigenze di Tudor, ma prevaleva l’interesse supremo. Portare a termine il campionato e centrare la qualificazione alla prossima Europa League (il Napoli insegna) chiudendo una stagione complicatissima. Ora il tema della ricostruzione è diventato centrale e le turbolenze dello spogliatoio non si sono esaurite: se possibile, sono peggiorate rispetto alla gestione Sarri. Pesa un altro aspetto, di ordine tattico e finanziario. Per Guendouzi, Isaksen e Rovella la Lazio ha investito 50 milioni l’estate scorsa. Era necessario discuterli? Tudor ha recuperato Kamada e ha messo in crisi un’altra larga parte dell’organico. Zaccagni ha cambiato ruolo. Alessio Romagnoli, nel suo sistema, fatica. Il croato vuole altri due centrali perché gioca a tre e gliene serviranno sei per affrontare Europa League e campionato. Corriere dello Sport