Si parte dal retroscena. Il riferimento di Lotito ai «quattro denti estratti» al portoghese è legato ai denti che incidevano sulla postura e impedivano di far lavorare i muscoli in modo fisiologicamente corretto. Problemi occlusali provocavano instabilità a livello posturale e questo contribuiva a causare infortuni. In questi casi alcuni muscoli esercitano un lavoro diverso rispetto a quello naturale. Un tutore gnatologico personalizzato è entrato a far parte del kit da partita di Tavares. Lo usa in allenamento e in partita, anche nelle interviste, si nota quando viene inquadrato in tv. Non se ne separa mai. Il lavoro di riabilitazione è stato svolto con i medici e i preparatori del Lazio Lab e dello staff di Baroni. Tavares ha ripreso tutte le sue capacità muscolari migliorando la postura e seguendo anche protocolli atletici specifici. Il Lab.
Lotito negli anni scorsi ha voluto far analizzare i giocatori anche dal punto di vista dentale. Nel Lazio Lab è stata inserita la gnatologia, settore della medicina che studia fisiologia e fisiopatologia del complesso cranio-cervico-mandibolare. «In ogni squadra ci sono diverse problematiche di natura fisica, patologie legate alla postura, ai denti, a tante cose. Ho costruito un centro di alta specializzazione con trentasette medici, anche il dentista. Io mi informo quotidianamente sui miei ragazzi», una parte della narrazione del presidente risalente sempre all’incontro svolto alla Luiss. La frase su Tavares ha suscitato curiosità, da qui l’approfondimento. Il tutore gnatologico è uno dei correttivi che sono stati applicati per riportarlo al top e che ha contribuito a ridargli continuità negli allenamenti e nelle prestazioni. Tavares, dopo il primo scatto ad Auronzo, nell’amichevole contro il Trapani era finito ko: flessore sinistro. Non rientrava, era frenato e spaurito. Non si sentiva pronto, temeva di stirarsi di nuovo. Per questo l’esordio è stato ritardato, è avvenuto solo in Lazio-Milan del 31 agosto. Il percorso studiato su misura lo ha rivitalizzato e rinvigorito. Il Tavares di oggi è una macchina da guerra.
Piano specifico e niente Europa
I denti, la postura, ma non basta. E’ stato studiato un piano atletico specifico per consentire a Tavares di prevenire gli infortuni, di riposare, di esprimersi il più possibile al top. Baroni sfrutta le soste per concedergli giorni di riposo, vengono programmate sedute di massaggi, piscina o fisioterapia. Lo sta utilizzando solo in campionato, in Europa no. Cinque partite di Serie A giocate, le prime tre da 90 minuti (Milan, Verona e Fiorentina). Le ultime due non completate: 68’ contro il Torino, 86’ contro l’Empoli nonostante l’influenza che lo aveva debilitato nei giorni precedenti. Era stato il tecnico a svelare il suo stato clinico a fine partita spiegando uno dei motivi alla base del primo tempo giocato col freno a mano tirato. Era stata condizionante anche la presenza di Gyasi, un’ala adattata da esterno di centrocampo, per tenerlo più basso. Tavares, alla prima vera discesa della partita, aveva piazzato l’assist del gol di Zaccagni, il quinto della serie delle cinque partite.
Fortuna in più, per la Lazio, è l’indifferenza insolita che mostra il Portogallo nel chiamarlo in nazionale. Questo consente al giocatore di limitare gli spostamenti e di dedicarsi interamente alla squadra biancoceleste. E’ ancora presto per tracciare un bilancio, ma l’inizio è stato promettentissimo, sorprendente. L’ultima stagione vissuta al Nottingham Forest era stata condizionata da infortuni e da uno stato di forma scadente. Solo 8 presenze in Premier League, l’annata di Tavares si era chiusa in anticipo a febbraio. Da titolare aveva giocato 5 volte. Altre 4 presenze si contavano in FA Cup. A Marsiglia, invece, con Tudor nel 2022-23 aveva giocato 31 volte e aveva segnato 6 gol. Ventritré furono le presenze da titolare. Giocava da cursore sinistro nel 3-4-2-1, giocava a tutto spiano. Era stata la prima vera stagione da protagonista in Europa. Continuità, esplosività. Poi il ritorno all’Arsenal dal prestito, un nuovo prestito al Nottingham e il blackout. Corriere dello Sport