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DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Il Cadice è speciale per me, nel 2022 pensavo di andarci ma Sarri…”

L’ex Lazio Luis Alberto, ora all’Al-Duhail, ai microfoni di Canal Sur ha ribadito la sua volontà di giocare in Spagna, tornando indietro nel tempo e ricordando un episodio legato anche a quando vestiva la maglia biancoceleste.

“Il Cadice è speciale, è la mia squadra da quando ero piccolo. Mi sarebbe piaciuto giocare lì ma non ci sono mai riuscito. Se devo dire la verità due anni fa, nel dicembre 2022, parlavo molto con il presidente Manolo Vizcaino perché alla Lazio non mi stavo trovando bene. Pensavo che sarei andato lì, ci ho provato, ma alla fine c’è stato il mio allenatore, che in quel mese mi ha visto con una mentalità diversa, che mi ha detto che non mi avrebbe fatto andare via dalla Lazio, che dovevo lasciar perdere e che non mi avrebbe permesso di trasferirmi. Poi tutto si è un po’ fermato e non abbiamo più parlato.

Futuro? Se a 35 anni mi sentissi bene e il mio corpo fosse ancora in grado di giocare, mi piacerebbe tornare in Spagna. Una cosa che non mi perdonerei è di andare a Cadice o a Siviglia quando non sono in condizione, non poter dare il giusto contributo sarebbe una mancanza di rispetto non solo per i club, ma anche per i miei amici e la mia famiglia. La scorsa estate il Siviglia non stava attraversando un buon momento e per me era difficile andare lì. Non mi hanno nemmeno chiamato”.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile al capolinea? Besiktas insoddisfatto, pesano i 10 milioni percepiti

“Sono partito forte (è stato in testa alla classifica marcatori con 10 reti, ora è a 11 centri con 3 assist, ndr), poi un infortunio mi ha frenato. Ho avuto un calo fisico e mentale perché il gol non arrivava: anche in Turchia ci sono le pressioni, i tifosi si aspettano tanto. Da qualche settimana ho ritrovato forma e gol”. Parola di Ciro Immobile, storico ex attaccante della Lazio e dalla scorsa estate in forza al Besiktas, in un’intervista rilasciata a La Repubblica.

Scelta netta
Eppure dopo appena un anno dallo sbarco in Super Lig, Immobile potrebbe dire addio. O almeno questi sono i piani del Besiktas, secondo quanto riportato dal noto portale turco Fanatik: il club bianconero non è soddisfatto della resa di Immobile, che tra stipendio e bonus costa 10 milioni di euro, per questo la dirigenza è pronta a separarsi dall’ex biancoceleste al termine della stagione. Dopo un inizio fantastico con il Beşiktas, Ciro sta vivendo un momento difficile: nel 2025 ha segnato solo 2 gol in 10 partite di campionato, mentre in 33 partite totali ha centrato 15 reti. Ma la società non fa sconti e si sta guardando intorno per rimpiazzarlo, garantiscono dalla Turchia.

Per il suo approdo in Super Lig, ad ogni modo, ci ha messo lo zampino un volto del passato della Serie A. E nel complesso incide tanto il rapporto con gli ‘italiani’ del passato: “Ci sentiamo, ci confrontiamo e parliamo quando le nostre squadre si sfidano. Mertens è stato decisivo per la mia scelta: gli ho chiesto tanti consigli prima di venire. Muslera si è trasferito a Istanbul da anni, ormai è casa sua. Sento spesso Morata, ho parlato a lungo con Icardi. In squadra con me c’è Joao Mario, ex Inter. E da poco ho incontrato Okereke, era alla Cremonese”, ha raccontato Immobile.

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NAZIONALI

Verso Italia-Germania, Zac a riposo e Rovella si candida per una maglia da titolare: la probabile formazione

Sono due i biancocelesti impegnati con l’Italia di Spalletti: capitan Zaccagni e Rovella. In vista dei quarti di andata di Nations League, da giocare domani contro la Germania, il ct continua a provare il 3-5-1-1, con qualche ballottaggio da sciogliere in queste ore.

Da valutare, riporta Sky, il recupero di Zaccagni e Cambiaso che, a due giorni dal match di San Siro, non si sono allenati coi compagni.

Questa la probabile formazione dell’Italia:

Donnarumma; Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni; Politano, Barella, Rovella, Tonali, Udogie; Raspadori; Retegui.

Ballottaggi apertissimi in difesa tra Calafiori e Buongiorno, a centrocampo tra Rovella e Ricci e davanti tra Retegui e Kean.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Tifo Lazio da quando avevo 5 anni. I miei nemici? Pseudo tifosi”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, ospite nel programma televisivo “Fin che la barca va” di Piero Chiambretti in onda ieri sera su Rai 3, ha toccato diversi temi. Di seguito le sue parole:

Se fanno più male 5 gol o i 5 Stelle? Quello che conta è arrivare al traguardo, deve essere di monito per far capire agli addetti ai lavori gli obiettivi. Elezioni o campionato? Sono mondi diversi, nel calcio ci sono fattori diversi. Dipende dalla capacità di dimostrare attraverso il voto che sei la persona giusta.

La scorta? Più che nemici, direi: ‘Chi sono i miei amici?’ Ci sono stati fatti gravi che hanno minato l’incolumità mia e della mia famiglia. I nemici sono pseudo tifosi; tifoso significa appassionato, che non scade in comportamenti che non centrano nulla con il calcio e il rispetto delle regole. Qualcuno di questi è morto, altri sono stati arrestati, avevano un comportamento non all’insegna dei valori del calcio.

Io tifoso della Roma? Tifo Lazio da quando avevo 5 anni. Io mi sono trovato a frequentare lo stadio anche in occasione delle gare della Roma perché mio suocero aveva acquisito la Roma con Sensi. Andavo come patrimonio società e di famiglia. Mio suocero è diventato laziale.

Motta responsabile della crisi Juve? Io valuto oggettivamente, non di pancia, ma di testa. I greci dicevano di riconoscere la causa. Io parlo della Lazio. Non interferisco nelle situazioni degli altri.

Juan Bernabé? È ancora a Formello. L’aquila non c’è, non so dove l’hanno portata. Lui sta occupando abusivamente, senza titolo, non aveva contratto o comodato. Ha preso una stanza che non è un’abitazione, ora abbiamo fatto le procedure. Faremo una serie di iniziative giudiziarie. Quello che ha fatto non trova giustificazioni. Credo nel calcio didascalico e moralizzatore, lo mandavo nelle scuole con l’aquila. Il pene? Un problema suo. Quello che ha proclamato dopo è l’errore, ha pubblicato foto; quelli sono atti osceni in luogo pubblico. Non sarebbe stato più credibile nelle scuole“.

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RASSEGNA STAMPA

Tutti i segreti di Rovella: dalla terza squadra di Milano a Lazio e Italia

Il centro sportivo Kennedy si trova in via Alessio Olivieri, poco più di due chilometri in linea d’aria con lo stadio di San Siro, quartiere Baggio e non c’è alcun collegamento, esclusa l’omonimia, con Roberto e Dino, un pezzo della storia azzurra. La famiglia di Nicolò Rovella abita a poche centinaia di metri, circa dieci minuti a piedi, quartiere Pagano, dietro Parco Sempione. Ecco perché l’Alcione, quest’anno per la prima volta in Serie C e con una storia lunghissima di successi nel settore giovanile, rivendica con orgoglio il titolo di terzo club del Comune di Milano residente in città, anche se per l’indisponibilità di uno stadio deve andare a giocare le partite interne della prima squadra a Sesto San Giovanni.

Portano la maglia “orange” che fa tanto Olanda, ma sono nati nel 1952, ben prima che esplodesse la Nazionale di Michels e Johan Crujff. Il centrocampista della Lazio ha qualcosa di olandese nella corsa e nel dinamismo inesauribile. E da qui, da un campo in sintetico dove giocava con gli amici, è decollata la sua carriera di calciatore, esploso nell’ultimo anno a Formello con Sarri e Baroni dopo l’esordio con il Genoa di Thiago Motta, il prestito a Monza e la cessione decisa dalla Juve solo per motivi di bilancio, perché era già uno dei migliori mediani della Serie A. Spalletti lo ha fatto esordire a novembre in Belgio e se n’è invaghito al punto di metterlo in concorrenza con Ricci, l’altro regista azzurro. C’è un’altra coincidenza, basta guardare il logo dell’Alcione: la parte destra rappresenta un’ala dell’omonimo animale in volo, Nicolò non si immerge come il martin pescatore e cattura palloni. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Oddi: “Non possiamo darci in pasto agli avversari. Colpa di tutti, ora rialziamoci” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Siamo messi male, purtroppo siamo crollati. Ora c’è da rialzarsi. Dobbiamo vedere gli infortunati, capire se possiamo contare sui rinforzi arrivati a gennaio.

Un sistema di gioco che aiuti a coprire meglio il campo? Abbiamo visto la Lazio fare il 2-4-4 fino ad ora, adesso che siamo stanchi c’è bisogno di coprirsi maggiormente, senza rischiare come abbiamo fatto. È stato bello ma ora facciamo fatica. Non possiamo darci in pasto agli avversari.

Non puoi andare in pasto agli avversari come a Bologna. La colpa quando perdi male è di tutti; i calciatori sono entrati dopo l’intervallo con poca attenzione, nelle ripresa vedevamo un’altra squadra, va registrata la mente. 

Baroni sotto alla Curva? Bel gesto. Mi dispiace che ora venga criticato. Le colpe sono di tutti, tecnico compreso ovviamente ma i calciatori non sono immuni da responsabilità”.

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NAZIONALI

Lazio, Isaksen: “Ora voglio fare la differenza. Ecco cosa ci hanno detto i tifosi a Bologna…”

Sosta benedetta per la Lazio, ma non per i nazionali biancocelesti. In totale sono nove gli elementi lontani da Formello in questi giorni, tra questi anche Gustav Isaksen. L’attaccante esterno di Baroni, al ritiro della propria nazionale danese (giovedì affronterà il Portogallo di Tavares in Nations League), ha parlato del suo momento: “Non mi sento ancora un giocatore affermato, ma sento comunque di dovermi assumere le mie responsabilità e di sapere cosa posso dare e cosa la squadra si aspetta da me. Quindi non sono lì solo per guardare. Voglio davvero fare la differenza”. Se lo augura il club e lo stesso tecnico che dopo la pausa internazionale affronterà l’ennesimo ciclo di gare ravvicinate da dentro o fuori.

“L’attenzione si basa molto su come vanno le partite – conclude il danese – Se hai giocato bene allora sei tranquillo, ma quando si perde come con il Bologna 5-0 è meglio stare in casa per qualche giorno fino a quando non si gioca di nuovo. Domenica dopo la sconfitta siamo rimasti davanti ai nostri tifosi, ci hanno detto che era l’ultima volta che succedeva così, ma che ci supporteranno sempre. È stato bello, ma non va bene perdere così”.

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NAZIONALI

Lazio, Tavares saluta il Portogallo: le cure proseguono a Roma

Nuno Tavares lascia il ritiro del Portogallo. Rimasto in panchina nella gara contro il Bologna dopo aver accusato un affaticamento durante il riscaldamento, il terzino portoghese abbandona anzitempo la nazionale per fare ritorno a Formello. La sua convocazione aveva suscitato discussioni, dato che erano note da tempo le sue condizioni fisiche non ottimali. Una prima indicazione sulla sua situazione era già arrivata nel corso della giornata odierna, con l’esterno classe 2000 che aveva saltato l’allenamento di gruppo, svolgendo solo lavoro in palestra. A ufficializzare il suo ritorno nella Capitale è stato un comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Portogallo. La nazionale portoghese ha infatti ritenuto il giocatore della Lazio non idoneo fisicamente per le due partite dei quarti di finale di Nations League contro la Danimarca. Il laterale mancino tornerà ora a Roma, dove sarà valutato e continuerà il suo recupero.

Di seguito la nota:

«Terzino considerato inadatto alle partite con la Danimarca. Nuno Tavares è stato indicato come non idoneo dall’Unità di Salute e Prestazioni per le partite dei quarti di finale della Nations League. Il difensore si è presentato con limitazioni che lo condizionano non essendo in grado di recuperare in tempo utile per il match con la Danimarca. Nuno Tavares torna al club dove continuerà il recupero».p

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “L’ambiente Lazio deve tornare sereno. E su Zac e Rovella in Nazionale…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il ritorno di Tavares dalla Nazionale? E’ andato tutto come doveva andare, altrimenti avremmo parlato di scorrettezza.

Castellanos? Vediamo l’entità dell’infortunio, se non ha rimediato uno stiramento magari c’è possibilità di rivederlo già contro il Torino. Dobbiamo aspettare.

La gara col Torino è importante per tanti motivi: devi rialzarti dopo un brutto ko e poi c’è la sosta e il ritorno in campo non è mai facile o scontato.

Rovella e Zaccagni titolari con l’Italia? Se Spalletti gioca col 4-3-3 direi di sì, altrimenti Zac sarà difficile vederlo.

Il mercato di gennaio è dura farlo. Ok prendere i prospetti per il futuro, guardare oltre, ma serve anche capire cosa serve ora, al momento. A gennaio alla Lazio non occorrevano i profili che sono arrivati; Belahyane forse è l’unico che se entra nei meccanismi può dare una mano. La Lazio aveva bisogno di un giocatore pesante davanti.

La forza della Lazio di Baroni è stato il coraggio, il calcio propositivo, l’attaccante in più. Ora l’ambiente deve essere sereno, non si devono addossare colpe; si deve tornare a fare ciò che prima funzionava, per concludere al meglio il campionato”.

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INFERMERIA

Lazio, Castellanos: “Sono triste”. Il bollettino del club e possibili tempi di recupero

“La S.S. Lazio comunica che il calciatore Valentin Castellanos è stato sottoposto ad esami clinici e strumentali presso Clinica Villa Mafalda. Gli accertamenti hanno evidenziato una distrazione muscolare a carico del soleo sinistro. Il calciatore ha già iniziato le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico quotidiano per quantificare i tempi di recupero”. Sslazio.it

Stop confermato ufficialmente, dunque: l’argentino dovrà nuovamente fermarsi per una lesione muscolare, questa volta di lieve entità. Tempi di recupero probabili di almeno 20 giorni con forfait certo per la ripresa con il Torino ed Atalanta.

L’attaccante sul suo profilo IG: “Famiglia Lazio dopo 1 mese di recupero dall’adduttore, dopo tanti sforzi fisici e mentali per tornare in campo, ho avuto una lesione al soleo dell’altra gamba. Sono triste e scoraggiato, vorrei davvero giocare, vederli e sentire il loro sostegno. Non sono abituato a questo tipo di infortuni, è tutto molto nuovo per me, ma è una cosa che può succedere. Non vedo l’ora di essere di nuovo con voi. Lavorerò per essere presto più forte e pronto ad aiutare la squadra. Forza Lazio!“.