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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Mancini: “Lazio, bonus quarto posto sprecato, ma guai a mettere tutto in discussione” (AUDIO)

RICCARDO MANCINI (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“A Bologna ho visto e commentato una Lazio molto brutta e soprattutto stanca, provata mentalmente e fisicamente dai tanti impegni. Credo sia sbagliato mettere in tutto in discussione, il Bologna è la squadra più in forma in Italia e tra le più in forma in Europa. Credo che quanto visto sia anche fisiologico, fa parte del momento storico che stiamo vivendo nel calcio italiano. Un mese fa si facevano sondaggi in merito al futuro all’Inter di Inzaghi. C’è un quarto di finale di Europa League alla portata ed un quarto posto a soli due punti, non c’è ancora nulla da buttare. Secondo me la Lazio ha avuto a disposizione un bonus che non ha sfruttato, ora tutte le candidate al quarto posto partono alla pari. Adesso se la gioca, prima magari questa cavalcata finale potevi giocartela in modo diverso”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, l’agente di Zaccagni e il retroscena di mercato: “A gennaio il Napoli…”

Mattia Zaccagni vuole diventare una bandiera della Lazio. Lo ha dichiarato l’agente del numero 10 e capitano biancoceleste, Mario Giuffredi, intervistato ai microfoni di Radio Kiss Kiss. In particolare, Giuffredi ha svelato un retroscena relativo allo scorso mercato invernale, con il Napoli che si era interessato al giocatore: “C’è stato l’interesse del Napoli, è vero”. Giuffredi ha voluto quindi parlare delle intenzioni di Zaccagni per il futuro: “Lui e la Lazio non hanno mai pensato di separarsi. Il ragazzo ha rinnovato sei mesi prima, vuol diventare la bandiera della Lazio e non ha mai pensato di lasciare i biancocelesti“. Classe 1995, Zaccagni veste la maglia della Lazio dal 2021. Al momento vanta 153 presenze, 32 gol segnati e 28 assist serviti. 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “L’importante è rialzarsi. I tifosi della Roma? Mi amano perché…”

Un momento difficile per la sua Lazio, che è arrivata alla sosta per le nazionali con il fiato corto e pagando gli infortuni (l’ultimo quello del ‘Taty’ Castellanos, nuovamente ko dopo che era appena tornato a disposizione), ma Claudio Lotito resta ottimista in vista dell’ultima parte della stagione.

Questa sera il presidente biancoceleste sarà ospite del programma “Fin che la barca va” di Rai3 con Pietro Chiambretti. Queste alcune dichiarazioni dell’intervento del patron laziale:

 “Io non vendo sogni ma solide realtà. I romanisti mi amano perché vorrebbero un presidente più presente. I cinque gol subiti contro il Bologna? Può capitare a tutti di cadere, l’importante è rialzarsi. Ci sono tutte le condizioni di poter fare bene”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Peggio il ko di Bologna che quello con l’Inter. Dia involuzione preoccupante. E su Rovella…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“A Bologna gara brutta, senza appellarsi a sfortuna e arbitro. Ko peggio di quello rimediato con l’Inter, perché nella prima occasione avevamo pensato tutti fosse un incidente di percorso.

Per la prima volta ho visto Rovella fuori fase; se anche un giocatore come lui si aggira in campo senza collezionare 5-6 palloni degli di nota c’è un problema.

Il Bologna sembrava la Lazio di inizio stagione. Ora dobbiamo sperare sull’Europa League, io la formazione migliore la schiererei in Europa. Anche perché in Europa al massimo ci aspettano 5 partite.

Tra l’andata e il ritorno con il Bodo e il derby, non è la mia preoccupazione principale la stracittadina

Lazzari in queste condizioni non è in grado di giocare. Ha fatto un campionato e mezzo buono con Sarri ma ora non va. Capisco anche io che a Bologna non puoi scattare sulla fascia e lasciare solo Isaksen. Dia ha avuto un’involuzione preoccupante, così come Noslin, e sono gare che giochiamo senza il centravanti.

Se firmo per il sesto posto? Sì, ma vorrei l’Europa League”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio, ora non serve cercare il responsabile. Minor turnover? Adesso Baroni sceglie chi dà garanzie” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“Partita nefasta in cui, col senno del poi, ti fai una serie di domande sulla formazione schierata, sui cambi; tuttavia il Bologna ha giocato meglio e tu non sei stato bravo a capire il momento. Difendere il 2-0 sembra assurdo ma il 5-o ha il sapore della disfatta.

Colpe e responsabilità di Baroni? Io non ne vedo. La partita di Bologna anche Ancelotti l’avrebbe persa. Quando gli altri arrivano sempre prima sulla palla c’è poco da fare. Io agli approcci mentali sbagliati non ci credo. Anche gli avversari del Viktoria Plzen arrivavo prima, ma avevano altre qualità altrimenti si sarebbe messa male anche quella sfida. Poi nel primo periodo Baroni chi metteva metteva, tutto filava liscio; ora nessuno sta facendo bene come prima. Non serve mettere in discussione tutto.

Vedendo giocare la Lazio a me sembra una squadra seria. Ora c’è da capire perché fatica a dare di più, ma trovare il colpevole non serve a niente.

La Lazio se fa bene arriva quarta in campionato, se fa male ottava: questo lo ripeto da inizio anno, sulla base anche di alcune altre squadre che sono più forti. Fino a qui la Lazio ha fatto bene, soprattutto in coppa. In qualità di allenatore devo trovare la maniera per invertire il brutto trend del momento.

Baroni sotto alla Curva? Secondo un allenatore non deve andarci, né in caso di vittoria, né di sconfitta. Ripeto, non serve trovare il responsabile ma la soluzione.

Minor turnover? Prima questo è stato un valore aggiunto per l’allenatore, ora evidentemente i cambi non gli danno più garanzie. Il tecnico non sceglie per simpatia. Stesso discorso vale per i calciatori arrivati dal mercato di gennaio, che magari non sono sullo stesso piano degli altri”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Bianchini: “Recupero infortunati e ricadute, un problema per Baroni. Su Tavares e Castellanos…” (AUDIO)

L’osteopata RICCARDO BIANCHINI in collegamento a ‘NMM’

“Adesso sulla graticola sembra esserci l’allenatore, però credo che in questo momento Baroni sia un uomo solo. Una riflessione credo si possa fare anche sul team dei preparatori e sullo staff sanitario nella gestione di alcune vicende specifiche. Ci sono stata tre ricadute importanti con giocatori che sono pedine fondamentali.

Il mio mantra è quello di non voler forzare i tempi. Anche una settimana in più spesa per un recupero ottimale te la ritrovi nel corso della stagione.

Quest’anno troppi elementi destabilizzanti, vedi Vecino, Castellanos, Dele-Bashiru o Dia per la caviglia. Credo che Baroni, se ha fatto giocare Castellanos in Europa, è perché aveva l’ok dei medici.

Se si può parlare di ricaduta per Taty? Per ricaduta, tecnicamente, si parla di un ulteriore trauma o lesione allo stesso elemento. In questo caso probabilmente non era stato tolto l’elemento pertubante.

Poi bisogna vedere se il sistema è ingranato. Probabilmente Vecino, Taty o Dele-Bashiru non erano pronti. Non è stato fatto un lavoro ottimale, fatto che hanno pagato la squadra e Baroni.

Tavares? E’ un calciatore che ha costanti problemi muscolari. Ha le catene spesso iperstimolate e stressate. Farei una ricerca dell’elemento pertubante e ci lavorereri. Mi ricorda un po’ Konko, sempre con la stessa percezione di instabilità. Va subito in protezione e per paura di farsi male non va oltre l’ostacolo come invece farebbe qualcun altro.

Il probelma della Lazio è stata questa moria di muscoli che nel momento importante della stagione non ha permesso al tecnico di impiegare gli uomini migliori”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Rocca (Pres. Regione): “Lazio nostro orgoglio, spero nell’Europa. Flaminio? Ho parlato con il Sindaco, è un dovere…” (AUDIO)

FRANCESCO ROCCA (Pres. Regione Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri in Campidoglio c’era tutto il popolo biancoceleste per celebrare i 125 anni della Polisportiva più grande d’Europa. C’erano tutte le sezioni riunite, sono un orgoglio della nostra regione, è stato un momento emozionante e bello. Ho avuto modo di incontrare anche i genitori di Flavio e Francesco, una famiglia che il popolo laziale ha adottato. La loro presenza mi ha toccato, questi due ragazzi sono diventati testimonial di lazialità ed ambasciatori della sofferenza delle famiglie che vivono lo stesso fardello di alcune tremende patologie. Paolo e Francesca hanno abbracciato una sfida tremenda con passione senza fine. La giornata di ieri, la loro presenza, la nostra vicinanza erano dei doveri per noi.

Laziali si nasce a scuola, respirando l’aria che tira. Essere laziale mi ha arricchito nella vita, l’emozione di Lazio-Vicenza ancora non riesco a togliermela addosso. Ero in Curva Maestrelli quel giorno, ricordo ancora gli abbracci e la gioia. E’ una storia di passione che ci accompagna.

Il momento della squadra è un momento di stanchezza. Quello di Bologna era un risultato già scritto. Non mi spiego il motivo per il quale gli acquisti fatti a gennaio ancora non abbiamo avuto modo di giocare. Tra campionato ed Europa League scelgo la seconda senza dubbio.

Flaminio? Io sostengo il progetto dello stadio della Lazio e quello della Roma. Ho parlato con il sindaco affinché si trovino delle soluzioni sui parcheggi. Non possiamo rassegnarci ad abbandonare questo stadio, è nostro dovere trovare delle soluzioni. Potrebbe diventare la nostra bellissima casa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni ed il paradosso del turnover: da valore aggiunto a “colpa”

Il motore a mille, da agosto a metà dicembre. Quattro mesi a tutto gas, ma nessun motore è senza limiti. Baroni e il suo staff, dopo un’estate agitata, burrascosa, avevano deciso di impostare una preparazione tesa ad una partenza a bomba. Meno carichi, è immaginabile. Un inizio incerto, una crisi immediata di risultati, avrebbero causato un effetto deflagrante. Quella scelta si sta pagando adesso che infortuni e squalifiche hanno limitato i ricambi, che le partite sono diventate 41 e ne mancano 9 in campionato e 5 in Europa, nella speranza che si arrivi a Bilbao. Si può passare da un minimo di 52 gare (compreso il doppio quarto europeo) ad un massimo di 55 (centrando la finale di Europa League). La Lazio ha iniziato ad accusare stanchezza correndo su tre fronti: campionato, Europa e Coppa Italia (fino a fine febbraio). Baroni inizialmente s’era inventato un turnover vincente, cambiava da da 5 a 9 uomini a partita, giocavano tutti e tutti o quasi davano risposte. E’ successo fino a dicembre. Il conteggio dei minuti da inizio anno ad oggi vede sopra i mille (tra campionato e Coppe) Guendouzi (1338 minuti), Romagnoli (1239’), Marusic (1144’), Gila (1117’), Isaksen (1107’), Dia (1033’), Zaccagni (1026’) e Rovella (1016’) oltre Provedel (1080’). Tavares, Castellanos e Pedro unici sopra la soglia dei 600 minuti. Tutti gli altri sotto. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, iniziate le grandi manovre del club. Quando si perde la colpa è del tecnico…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Francamente è difficile dare un giudizio da fuori sul rischio nello schierare Castellanos con il Viktoria Plzen. Di solito, il tecnico dopo aver ascoltato lo staff sanitario dopo un lungo stop, è l’ultimo a prendere la decisione. Sicuramente qualcuno ha rischiato ed ha sbagliato, lo sanno giocatore, allenatore e medici. Quel giorno, mi sarei aspettato Castellanos in panchina pronto a subentrare solo in caso di emergenza. In senso generale, quello che mi sento di dire, è che anche nel reparto staff sanitario, la società Lazio ha sempre fatto delle scelte a risparmio.

Io non vorrei che siano cominciate le grandi manovre. E’ un grande classico, nella Lazio quando si vince il merito è della società, quando si perde la colpa è del tecnico. Se si spaccia una Panda per una Ferrari, il problema non è dell’autista. Ci sono colleghi giornalisti che affiancano, spalleggiano, quello che la società fa filtrare rispetto ad ipotetiche responsabilità di Baroni, in cambio di qualche notizia in più. Questo giochetto va avanti da 20 anni. I tifosi devono stare attenti a questa tematica. Così non si fa il bene della Lazio, ma l’interesse di Lotito”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Taty forzato con il Plzen. C’era un accordo…Caso Tavares rientrato” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Su Tavares c’è meno da arrabbiarsi rispetto alla situazione di Castellanos. Il portoghese avrebbe dovuto fare degli esami nella Capitale per verificare il problema accusato. Invece, poi, è partito per la nazionale dove è stato effettivamente riscontrato il risentimento agli adduttori che non gli ha permesso di giocare a Bologna. Abbiamo anche pensato male sul suo comportamento, ma in realtà questo problema ora lo sta gestendo in patria. Un giocatore, quando convocato, è chiamato a rispondere, per poi valutare la sua condizione fisica reale con lo staff sanitario federale. Sarà risparmiato nella prima gara del Portogallo, sarà a disposizione con il Torino.

Per quanto riguarda Castellanos, quei 65′ con il Plzen non doveva farli. Il suo rientro è stato forzato, sembrava tutto bene, poi nel riscaldamento alla vigilia del match con il Bologna ha sentito un fastidio al polpaccio. Ora c’è l’evidenza di un altro infortunio, una lesione non grave, ma che comunque lo terrà fuori per 20 giorni. Sarà out alla ripresa con il Torino, difficile pensare che possa giocare anche contro l’Atalanta. Alla fine, tra il primo e secondo stop, uno degli elementi più importanti della rosa sarà stato fuori per due mesi. Pensate in un momento cruciale della stagione. C’era un accordo tra le varie componenti per un rientro graduale dell’argentino contro il Viktoria, circa 20′, per poi schierarlo dall’inizio con il Bologna”.