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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Col Verona dobbiamo vincere e basta. A questa Lazio manca il 10. E sul centrocampo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Qualcosa di diverso domenica ci sarà per forza, dopo una sconfitta così. Io Cataldi lo farei giocare con Rovella e Guendouzi. Dele-Bashiru ancora non ho capito che ruolo ha. Se non riuscissimo a battere il Verona sarebbe ancora più grave di quello che è successo a Como.

Appiattimento? Abbiamo perso una partita, siamo all’inizio. Certo, abbiamo perso male, questo sì. Dobbiamo mettere più cattiveria, domenica dobbiamo vincere e basta. Il calciatore deve dare sempre il 100%, fa parte del mestiere. Io questa squadra non la trovo brutta, ma quanto visto a Como sicuramente ci fa pensare male.

La conferenza di Sarri? C’è poco da parlare. Il Como ci ha massacrato, ha dei bei giocatori, ha speso tanto sul mercato. Non abbiamo nulla da recriminare. Noi facciamo come se la partita non ci fosse stata, i giocatori invece se la devono ricordare bene.

A noi manca il numero 10, che dà la palla per fare gol, gioca a centrocampo e ogni tanto segna”.

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NAZIONALI

Lazio, la Coppa d’Africa fa meno paura: Belahyane non convocato dal Marocco

La Coppa d’Africa in programma tra dicembre e gennaio rischia di togliere pedine importanti alla Lazio. Dele-Bashiru e Boulaye Dia, già convocati rispettivamente da Nigeria e Senegal per gli impegni di settembre, con ogni probabilità saranno chiamati a rappresentare le loro nazionali anche durante la competizione continentale, lasciando così scoperto il club biancoceleste in piena stagione.

Situazione diversa per Reda Belahyane: il ct del Marocco Walid Regragui non lo ha inserito nella lista per le sfide contro Niger e Zambia. Per il centrocampista della Lazio l’ultima apparizione in nazionale risale a novembre 2024, dopo l’esordio un mese prima. Un segnale chiaro: al momento il giocatore non rientra nei piani immediati del tecnico nordafricano.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Testoni: “Lazio, Sarri merita tempo. Centrocampo punto chiave, il valore potrebbe essere sempre da settimo posto” (AUDIO)

EDOARDO TESTONI (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Il Como ha interpretato la partita con la Lazio sublimando le proprie qualità. Nel giudizio sulla prima Lazio c’è anche la forza dell’avversario. Al di là del blocco di mercato e dei meriti del Como, quello della Lazio è un processo a cui bisogna dare del tempo anche nel modificare qualcosa in situazioni di emergenza. Quella con Sarri è una realtà diversa anche per la stessa squadra della scorsa stagione. I suoi concetti calcistici sono profondamente opposti a quelli di Baroni. Intanto la priorità è quella di ritrovare solidità difensiva. Il suo modo di difendere ha bisogno di tempo e questo conta. Ho chiesto anche a lui quanto la sua figura di garante in un contesto difficile aumenti anche le responsabilità. A maggior ragione, gli va dato del tempo.

Il centrocampo è un punto chiave. Non tanto per il ballottaggio Cataldi-Rovella, ma soprattutto per la questione mezzala. Dele-Bashiru ha più caratteristiche da trequartista e zero da palleggiatore. Bisogna capire se andare avanti così o magari inserire un doppio regista, piuttosto Vecino o riportare l’attacco alla coppia Dia-Castellanos.

Nella gestione della palla per uscire dalla pressione degli avversari devi avere pulizia tecnica e personalità che le squadre di Sarri hanno sempre avuto. Dipende anche da valori e caratteristiche, ma a Como non riusciva ad uscire proprio. Meglio si deve e può fare. Non dimentichiamo che questa squadra ha dei valori. Difficile dire per cosa dopo una giornata. Bisogna capire dove e quanto interverranno ancora le altre sul mercato. Sulla carta non è da escludere che il rapporto con le altre rispecchi il settimo posto dello scorso anno che con circostanze diverse ti può anche riportare in Europa”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Barchiesi: “Lazio, è uno dei momenti più brutti della storia. I tifosi non meritano…” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI (Radio Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ uno dei momenti più brutti della storia della Lazio o quantomeno degli ultimi venti anni. Resto basito per quanto sta accadendo, la ritengo una grande mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Non credo che meritino tutto questo, gli stessi che sono pronti ad andare allo stadio a sostenere squadra e Sarri. La cosa più preoccupante del post-partita di Como era l’espressione del tecnico. Oltre che le parole. Sono convinto che contro l’Hellas la Lazio reagirà, non può essere quella di domenica. E’ stato un vorrei, ma non posso. Se prendiamo gli undici scesi in campo a Como, credo che non più di quattro possano rientrare nel gradimento tecnico-tattico di Sarri. Degli altri, credo, ne avrebbe volentieri fatto a meno. La differenza tecnica con il Como è stata abissale, ma ad aver vinto tanto a poco è la società lombarda rispetto a quella laziale”.

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RASSEGNA STAMPA TIFOSI

Lazio, i tifosi preparano il debutto: in oltre 35 mila tra rabbia e speranza

Tre mesi. Tanto è passato dall’ultima volta che la Lazio ha giocato all’Olimpico in campionato. Era il 25 maggio, ultima giornata dello scorso torneo. I biancocelesti si arresero a un Lecce più affamato con una sconfitta che segnò la fine di tutto: niente Europa, la certezza di un fallimento stagionale e il peso di un’estate vissuta tra contestazioni e tensioni. Si riparte da lì, con il desiderio di cambiare pagina e la necessità di restituire entusiasmo a un ambiente che ha bisogno di risultati immediati per ritrovare fiducia, a maggior ragione dopo il brutto ko con il Como al debutto. 

Per Sarri la sfida ha un valore doppio. Da una parte c’è il bisogno di ritrovare i tre punti dopo il passo falso di Como, dall’altra l’occasione di restituire all’Olimpico il sapore delle vittorie. Lo sa anche il tecnico: per conquistare la gente non bastano le parole, serve il lavoro, servono i risultati. L’allenatore toscano sta preparando la partita, servirà una reazione forte, una squadra più attenta in difesa – per evitare gli errori che hanno spianato la strada al Como – e più incisiva in attacco. I numeri, in fondo, sono impietosi: una vittoria casalinga manca da oltre sei mesi (in mezzo c’è stata solo quella nel ritorno degli ottavi di Europa League con il Bodo-Glimt, che però non è stata sufficiente per scongiurare l’eliminazione). Un’eternità per un club che ambisce a essere di nuovo protagonista. La Lazio torna a casa. Tocca a lei trasformare i fischi e la rabbia in applausi e fiducia. Il presente passa dall’Olimpico. Corriere dello Sport

LEGGI ANCHE: Lazio, sei mesi senza successo all’Olimpico: con l’Hellas tabù da sfatare

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio, il ridimensionamento è globale. Questa società si sta arrampicando sugli specchi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Credo che domenica all’Olimpico non ci sarà un clima di festa pur essendo la prima in casa della stagione. La squadra dovrà conquistare il pubblico con una prova di orgoglio, scacciando la contestazione che ci sarà, magari permettendo ai tifosi di concentrarsi sulla partita senza pensare ad altro. Ecco, dalla squadra mi aspetto una prova di orgoglio, carattere e riscatto dopo la prestazione di Como.

Qualora arrivasse una proposta, che ci può stare, basterebbe dire che i migliori non sono in vendita; 4-5 calciatori invece sono in attesa di trovare una destinazione.

Guendouzi non convocato dalla Francia? Il punto è che quando una squadra viene ridimensionata tutti ne risentono, il titolo Lazio perde quota in tutto. Questa è la conseguenza di un mercato che non si poteva fare e di un ridimensionamento globale.

Il ridimensionamento che sta avvenendo alla Lazio penalizza anche la vendita dei calciatori. Se una squadra vince, aumenta il brand e anche l’appeal del giocatore stesso.

Il centrocampo migliore al momento è con Cataldi al centro con Rovella e Guendouzi ai lati.

Questa società si sta arrampicando sugli specchi, il potenziale della rosa è quello che è diventano titolari calciatori che in passato non lo erano”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha ribadito la fiducia alla squadra”. Su offerte last-minute ed esuberi: “Ipotesi rescissioni e spalma ingaggi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sarri ieri ha parlato alla squadra come era previsto. Non ha usato toni duri, è stato un confronto soft con il tentativo di trasmettere fiducia alla squadra. Non può essere la vera Lazio quella di Como, si parte da questo presupposto. I due allenamenti di ieri l’hanno soddisfatto, ma più che parlare di tattica, comunque importante, quello che si aspetta già con il Verona è un maggior agonismo, maggiore determinazione, quel temperamento che non si è visto a Como.

Il rischio che, in questi ultimi giorni di mercato, possa arrivare qualche offerta importante per giocatori di primo piano c’è sempre. Per ora i segnali non ci sono, ma da parte dei vari club c’è la corsa al colpo dell’ultimo minuto. La posizione della società Lazio è chiara in tal senso. Nessuno partirà, non cederà nessuno, ma è chiaro che il mercato aperto può anche portare dei singoli ad essere distratti.

Dispiace molto per la non convocazione nella Francia di Guendouzi. Lui, in caso di offerte importanti in extremis magari dalla Premier, ci penserebbe. E’ normale che sia così, ma va sottolineato che segnali in tal senso non ci sono. Da parte del club, rispetto al futuro, l’idea di fare player trading c’è. Ad inizio estate la Lazio non aveva chiuso le porte all’ipotesi di cedere giocatori come Gila e Guendouzi. Poi, il blocco del mercato, oltre che il ritorno di Sarri, ha cambiato tutto.

Sono abbastanza sconcertato dal fatto che siamo arrivati a quattro giorni dalla chiusura del mercato e non si riesca a risolvere la questione degli esuberi. Non è facile cedere alcuni giocatori, ma tra Gigot e gli altri qualcosa deve essere fatto. C’è l’idea di rescindere contratti o spalmare su più anni alcuni ingaggi come quello di Hysaj. Vedremo”.

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STATISTICHE

Lazio, sei mesi senza successo all’Olimpico: con l’Hellas tabù da sfatare

Dati Opta verso Lazio-Hellas Verona

La Lazio è rimasta imbattuta in 16 delle ultime 17 partite casalinghe contro l’Hellas Verona in Serie A (12V, 4N), l’unico successo in trasferta degli scaligeri nel periodo risale al 12 dicembre 2020 (2-1 con Ivan Juric alla guida).

La Lazio ha perso le ultime due gare di campionato senza segnare, l’ultima volta che i biancocelesti hanno registrato tre sconfitte di fila rimanendo a secco di gol in Serie A risale al marzo 2013 con Vladimir Petkovic allenatore; mentre l’ultima volta che i capitolini hanno perso tre match di fila in campionato risale al febbraio-marzo 2024 con Maurizio Sarri alla guida.

La Lazio ha vinto solo una delle ultime 12 partite casalinghe di campionato (8N, 3P): 5-1 contro il Monza lo scorso 9 febbraio, dopo che aveva ottenuto 10 successi nelle precedenti 12 gare interne di Serie A (2N).

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri verso il Verona: tutti i ballottaggi del tecnico

Archiviare la brutta provo di Como e ripartire al meglio con il Verona: le possibili mosse dell’allenatore biancoceleste.

Ieri la doppia seduta a Formello dopo il giorno di riposo concesso da Sarri. Il primo allenamento dunque dopo la prova insufficiente di Como.

Le prove tattiche scatteranno domani, ma intanto ci sono diversi ballottaggi per il tecnico toscano. Stando a quanto riporta Il Messaggero, il passaggio al 4-3-1-2 o al vecchio 42-3-1 sono due ipotesi da non trascurare per il presente e il futuro, e richiamerebbero Dia e Pedro in campo. Mau non vuole mollare il 4-3-3 (occhio al ballottaggio Belahyane-Dele Bashiru) e intende lavorare su un eventuale rombo con lo spagnolo vertice alto per aprire le linee chiuse del Verona, utile anche a partita in corso.

Secondo La Repubblica, l’allenatore della Lazio chiede a Zaccagni di alzare il livello delle proprie prestazioni e pensa a Pedro titolare al posto di Cancellieri sulla fascia destra. Loro due, Zaccagni e Pedro, sono infatti i calciatori biancocelesti tecnicamente più dotati, normale che Sarri si affidi a loro per piegare la resistenza del Verona.

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Lazio, contro il Verona il primo cambio di Sarri: Rovella si riprende il centrocampo

La prova di Coma ha lascito molti dubbi allo stesso tecnico che in vista dell’impegno di domenica proverà a cambiare qualcosa.

Dopo la prima uscita di campionato a Como contro la squadra di Fabregas, la Lazio si prepara al debutto casalingo: domenica alle 20.45 il fischio d’inizio di Lazio-Verona. I biancocelesti devono reagire alla brutta prova del Sinigaglia e tornare a vincere tra le mura amiche.

Sarri sta studiando nuove mosse per non ripetere la prestazione fatta contro i lariani, il primo cambio che potrebbe esserci tra i titolari riguarda Rovella. Il centrocampista la notte tra sabato e domenica è diventato papà per la prima volta e ha lasciato quindi il ritiro per poi tornare a Como in mattinata: viaggi lampo che hanno portato l’allenatore a far scendere in campo Cataldi dal 1′.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il tecnico toscano ha sempre avuto un debole per Cataldi, ma non ha avuto un bell’impatto alla prima, come tutta la Lazio. Rovella quindi può essere la prima mossa per dare al centrocampo più dinamismo. Sarri, in primis, vuole ordine e palleggio. Non li ha visti a Como. Il suo regista, si legge, dev’essere un architetto creativo. Rovella è più di rottura, ma sta migliorando in costruzione. Cataldi è più costruttore, si adopera nelle due fasi. Servono entrambi, dipende anche dalle partite.

Sarri si augura di rivedere il Rovella di Baroni, nella prima parte di stagione era stato travolgente, furente, un impetuoso acchiappapalloni. Con Sarri era partito dietro a Cataldi, poi il sorpasso.