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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio con obiettivi sempre più piccoli. Insigne? Più per il nome che per l’utilità” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Insigne? Non lo so, sono un paio d’anni che va staccato la spina dal punto di vista della concentrazione e degli allenamenti. Il problema è l’esterno destro, il centrale di centrocampo, il centravanti. Insigne gioca largo a sinistra, lì c’è Zaccagni: sarebbe un acquisto più per il nome che per il giocatore. Siamo molto indietro se mettiamo in discussione Zaccagni, il capitano, il migliore dal punto di vista tecnico. Servirebbe più qualcosa a destra. 

Conferenza Sarri? Qualcuno poi ci spiegherà perché parla una volta sì ed una no. Ad ogni modo, il clima di domenica non sarà facile. Ci sarà contestazione, non per la squadra, ma sicuramente non mancherà l’incitamento che occorre per ricaricare i calciatori dal punto di vista mentale soprattutto. I tre punti sono l’unico vero obiettivo.

Nel frattempo gli obiettivi della Lazio diventano sempre minori, o almeno più piccoli. La dimensione giusta, esatta, sarebbe l’Europa League. Se pensiamo a vincere, direi la Conference; a partecipare l’Europa League, per sognare dico la Champions.

Questa società pensa di essere la più bella e ricca di tutti, dice che la Conference non ci appartiene ma ad oggi immagino che credano che sarebbe stata meglio conquistarla; soprattutto perché questa società vive con i soldi dei tifosi. Basta parlare con il presidente per capire che lui si sente la punta dell’iceberg, questo è il problema. Quando il presidente diceva di non volere la Conference credeva di andare in Europa League, ad oggi invece anche i soldi della Conference servirebbero”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il 2025 all’Olimpico imbarazzante. Da Formello segnali confortanti… Ma devono giocare i migliori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Le statistiche in casa della Lazio sono imbarazzanti. Il rendimento all’Olimpico, nella seconda parte della scorsa stagione, è stato determinante per il flop finale di Baroni. In campionato non si vince da febbraio contro il Monza, unica vittoria in A del 2025. Nelle ultime 14 gare giocate all’Olimpico, partendo dal successo con il Bologna in chiusura 2024, il popolo laziale ha potuto festeggiare solo due volte. Visto che la terza vittoria, contro il Bodo, è culminata con l’eliminazione ai rigori. Una serie di sconfitte e pareggi che hanno condizionato tutto. Qualcosa di incredibile con Sarri che è chiamato a cambiare la storia già con il Verona.

Domani ci sarà la conferenza stampa di Sarri. Sulla decisione di sabato scorso di non parlare conservo i miei dubbi rispetto alle responsabilità. Il fatto che parlerà prima dell’Hellas lascia sperare che in questi giorni dopo Como qualche segnale confortante l’abbia raccolto. Punto molto sulla sua sincerità. E’ molto diretto anche in sala stampa, sarà importante capire le sue risposte circa il tipo settimana che è andata in scena a Formello.

La chiave è la frase di Sarri che dice ‘se questa è la realtà non siamo messi bene‘. Lui per primo vuole capire se è stata solo una serata storta. Quello che arriva dagli spifferi di Formello è che gli ultimi allenamenti sono stati condotti bene, soprattutto il due dopo il discorso del tecnico. Poi, bisogna fare i conti con tante situazioni, compreso l’assenza di alcuni giocatori importanti. E’ necessario che giochino i migliori”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, per Sarri già le prime accuse: ma ne è valsa la pena?

Sono passati 90 minuti dall’inizio della stagione, ma in casa Lazio è come se fossero passati 90 giorni dalla prima partita ufficiale e tutto sia da buttare. La solita, incomprensibile caccia alle streghe è già partita e la domanda che verrebbe da porre a Sarri è una: ma ne vale veramente la pena? Domanda che si potrà porre domani in conferenza stampa alle ore 15 in quel di Formello, con il tecnico toscano che parlerà alla vigilia di Lazio-Verona. Una sfida che in condizioni normali avrebbe un peso relativo, trattandosi comunque della seconda giornata di una lunga stagione. Nell’ambiente Lazio alla continua ricerca di una polemica per far vedere che “io sono più bravo degli altri”, la sfida di domenica è già cruciale. La caccia alle streghe è già partita per motivazioni poco comprensibili. 

“A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista”. Conoscere il proprio interlocutore, spiegato alla perfezione da Maurizio Sarri. Era il 24 luglio e tra un monologo del presidente Lotito e l’altro, il tecnico toscano aveva già fiutato l’aria pesante. Ed eccoci qui, poco più di un mese dopo a sentire già di un Sarri che deve cambiare modulo, abbandonare il 4-3-3 e passare al 4-2-3-1, quel 4-3-3 che doveva invece accogliere Baroni con la stessa rosa perché il 4-2-3-1 non funzionava. Un Sarri che, a sentire qualcuno, avrebbe fatto meglio a dimettersi piuttosto che presentare la squadra come fatto a Como dopo oltre un mese di lavoro con la rosa al completo. Poco importa se la rosa non sia al completo perché a Como mancavano 4 titolari tra squalifiche, assenze e parti notturni. Poco importa se quella rosa è stata costruita per un calcio che non appartiene a Sarri, come detto dalla società un anno fa. Questo sarebbe parlare di calcio, ma in casa Lazio va di moda la caccia alle streghe. E allora a chi viene descritto come un insegnante di calcio verrebbe da porre una sola domanda: mister Sarri, ma ne vale veramente la pena? Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, con Sarri all’Olimpico torna anche il volo dell’aquila?

Il nuovo anno porta con sé un vecchio problema: l’Olimpico. È lì che la Lazio ha perso il passo europeo, frenata da un rendimento casalingo disastroso. Tutto era iniziato il 16 dicembre 2024 con lo 0-6 record subito dall’Inter, punto di rottura di una stagione che fino ad allora aveva superato le attese. Da quel giorno, in campionato, è arrivata una sola vittoria interna (5-1 al Monza il 9 febbraio), a fronte di 7 pareggi e 2 sconfitte, spesso maturate con rimonte subite. Nemmeno l’Europa ha offerto consolazioni: una vittoria, un pareggio e poi l’eliminazione ai rigori contro il Bodo/Glimt nei quarti di Europa League hanno chiuso l’avventura di Baroni.

Ora il “Comandante” è tornato e domenica proverà a riaccendere l’entusiasmo sugli spalti, con oltre 37mila tifosi attesi e la possibilità di superare quota 40mila presenze. L’ultimo ricordo della sua panchina all’Olimpico non è dei migliori: l’11 marzo 2024, dopo la quarta sconfitta consecutiva in Serie A (1-2 con l’Udinese), Sarri si era dimesso nonostante i tentativi di mediazione del ds Fabiani. A distanza di 203 giorni dall’ultima vittoria casalinga, la Lazio è chiamata a ripartire proprio dal suo stadio. E potrebbe tornare anche il volo del proprio simbolo: l’aquila non vola dal 10 gennaio, data simbolica da cui sono iniziati i contrasti interni. Il club aveva promesso novità sul nuovo falconiere entro la quarta giornata: un ritorno dal forte valore emotivo per squadra e tifosi. Lo riporta ‘Il Messaggero’

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, capitolo uscite: Noslin e Gigot gli osservati speciali

Mercato bloccato in entrata e qualcosa invece ancora da fare in uscita: la situazione in casa Lazio.

Un’estate da dimenticare per la Lazio sotto il profilo del mercato: nessuna entrata e solo Tchaouna ha lasciato Formello. Come riporta però Il Messaggero, il club continua a lavorare sugli esuberi.

Per questi ultimi giorni di mercato, si legge, i riflettori sono su Noslin, che il club sta cercando di piazzare. Sfumata la possibilità Parma, restano vive le piste Feyenoord e Championship, ma attenzione a qualche altra possibilità in extremis in Serie A, da dove proseguono i sondaggi per Gigot. Dopo la Cremonese si è fatto avanti anche il Cagliari, ma il francese è ancora titubante poiché sedotto dall’estero. Rizespor, altri club turchi e il Paok sono in pressing, e non vanno sottovalutate le opzioni Dubai e Qatar.

Per Hysaj e Basic, entrambi in scadenza, ma con ingaggi alti, l’idea è quella di spalmare lo stipendio su un altro anno per poter puntare a un’uscita in prestito con obbligo di riscatto, conclude il quotidiano.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, verso il Verona senza Vecino: le ultime in vista della prima sfida in casa

L’uruguaiano si allena ancora a parte, la sua presenza domenica è tutt’altro che scontata: Sarri vuole evitare ricadute.

Il centrocampo della Lazio è sicuramente da rivedere: Guendouzi, Cataldi e Dele-Bashiru, partiti titolari a Como, non hanno convinto, così come il resto della squadra d’altonde. Tuttavia Sarri studia nuove mosse, ma difficilmente potrà contare su Vecino domenica sera contro il Verona.

Come riporta il Corriere della Sera, ancora riposo e ancora cautela nei confronti dell’uruguaiano che nemmeno ieri si è allenato con la squadra. Benché il centrocampista si sia sottoposto martedì agli esami strumentali che ne hanno confermato i miglioramenti fisici, il problema muscolare che da un paio di settimane lo sta limitando persiste.

Per la gara di domenica con il Verona, si legge, ben che vada, verrà convocato per fare numero più che per la reale convinzione che possa dare un contributo concreto.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Lotito incontra l’agente di Insigne. Il calciatore resta in attesa: la situazione

Sarri lo riabbraccerebbe con piacere, lui tornerebbe volentieri a giocare col tecnico toscano: le ultime su Insigne.

Dopo un’estate passata col mercato bloccato, la Lazio dovrebbe iniziare a pensare alla sessione di mercato invernale. Intanto però tra gli svincolati c’è un calciatore accostato più volte ai biancocelesti dopo il ritorno in panchina di Sarri: Lorenzo Insigne.

Stando a quanto riporta il noto esperto di mercato Alfredo Pedullà, l’ex Napoli ha ricevuto diverse offerte sia dall’Italia che dall’estero, negli ultimi giorni ci ha provato anche l’Udinese, ma almeno fin qui ha voglia di aspettare.

Le cose, si legge, possono cambiare ogni giorno, ma intanto Insigne aspetta ancora. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il suo agente e Lotito a Cortina, la Lazio non sa se potrà agire sugli svincolati a settembre-ottobre oppure solo più avanti. Ma nel frattempo Lorenzo, che stravede per Sarri, prende ancora tempo nei riguardi di chi gli ha offerto un contratto.

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CALCIOMERCATO

Lazio, tempo di maturità per Gila: senza rinnovo il futuro è segnato…

Mario Gila nel corso di quest’estate è stato nel mirino di diversi club importanti, su tutti il Real Madrid, sua ex società. “È come entrare in un altro pianeta. Devo tanto anche a Raul, il tecnico che avevo nel Real Madrid Castilla. Ti fa diventare un calciatore, ti fa maturare e ti toglie le stupidaggini che puoi fare da giovane. Il fatto che il mio nome venga accostato ancora mi fa piacere, è importante essere tenuto in considerazione”.

Poi però la situazione della Lazio non poteva permettere cessioni. Al netto delle offerte importanti che arrivavano, nessuno si è mosso. Né lui, né il Taty Castellanos, oppure Nuno Tavares e Rovella. La prossima però potrebbe essere un’estate determinante, perché Gila ha un accordo fino al 30 giugno del 2027 e c’è un rinnovo molto difficile da affrontare. La situazione però è abbastanza chiara: la scelta è quella di muovere verso una big, per sbocciare definitivamente.

C’è però ancora una stagione da giocare. “Abbiamo qualità e talento, oltre a un giocatore come Pedro che rappresenta una forza in campo e un esempio per lo spogliatoio. Non avere le competizioni europee quest’anno ci permetterà di preparare meglio le partite di campionato. Il nostro obiettivo è a metà strada tra la Conference League e l’Europa League. Se arrivassimo in Champions League, sarebbe pazzesco”. Oggi Mario Gila compie 25 anni. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, va trovato l’equilibrio in tutto. E sulla conferenza di Sarri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB

“La conferenza di Sarri? Mi aspetto che non ci siano polemiche, critiche, parole di sfida. Qua secondo me nessuno vuole inventare calcio, si cerca di guardare quello che si ha. Mi auguro che ci siano dichiarazioni di grande umiltà, del tipo ‘ci sono cose che non vanno e lavoreremo per migliorarle’.

Il problema non è che manca Vecino. In questa squadra non ci sono campioni, ma allenati in un certo modo hanno fatto vedere buone cose. Sono ottimi calciatori.

Dia? Al di là del modulo, vorrei vedere una squadra che giochi con più uomini sopra la linea della palla, che verticalizzi. Di punte ne posso mettere quante ne voglio, ma se non gioco in avanti non cambia nulla.

L’equilibrio va trovato in tutto. Stare solo in difesa non dà equilibrio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cercasi qualità: Sarri per l’Hellas pensa a Pedro

Da Sarrismo a camaleontismo. Sarri ripartirà dal 4-3-3, tenendolo sotto esame, lasciando fino all’ultimo sulle spine Dele-Bashiru. Ma l’unica alternativa è Belahyane mezzala perché Vecino non è pronto. Mau terrà anche pronto il 4-2-3-1 in corsa. Due moduli, un’opzione che ha già utilizzato a Como quando è entrato Dia. A destra c’era Pedro, a sinistra Zaccagni, davanti Taty. Non ha dato molti frutti. Ma l’opzione resta, può essere riproposta con una novità: Pedro trequartista e non Dia. Pedrito è il jolly da calare negli ultimi 20-30 minuti con il suo passo elettrico, il dribbling fulminante, la rapidità da sprinter. Da ala, quando hai 38 anni, si fa più fatica. Da trequartista può funzionare meglio e produrre gli assist che stanno mancando, i palloni che non arrivano ai centravanti. E’ ormai eterno il problema dei gol mancanti, è l’ingranaggio più ingrippato. Baroni aveva utilizzato Pedro al centro regalandogli la possibilità di allungare la carriera. Sarri gli aveva promesso che l’avrebbe utilizzato all’occorrenza nello stesso ruolo. Può essere arrivato il momento. Corriere dello Sport