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ARBITRI

Parla l’arbitro Taylor: “A Budapest con la Roma nessun errore grave. E Mourinho…”

Anthony Taylor, l’arbitro della contestatissima finale di Europa League a Budapest del 2023, ha rilasciato una lunga intervista alla BBC. E per la prima volta torna su quella notte che gli ha cambiato la carriera: gli errori contro la Roma (“ma non ce ne sono stati di gravi“), le parole di Mourinho, l’attacco di alcuni tifosi all’aeroporto che, a suo dire, ha choccato la famiglia tanto che, da quel momento, “non è più venuta a vedere una partita”. Sono parole dure, quelle di Taylor, destinate a far discutere, se non altro perché il fischietto inglese, a distanza di due anni e mezzo, va giù pesante anche nei confronti di José Mourinho: “Quella di Budapest – il suo sfogo – è la situazione peggiore che abbia mai affrontato in termini di insulti. Non solo perché viaggiavo con i miei familiari in quel momento: questo mette anche in luce l’impatto del comportamento delle persone sugli altri. Anche in una partita come quella, dove in realtà non ci sono stati errori gravi”. Taylor ha avuto la sensazione che dopo la partita ci sia stato un tentativo di “spostare l’attenzione su qualcuno da incolpare. Per me – aggiunge – questa è una grande fonte di delusione, frustrazione e rabbia. Non credo sia accettabile quello che è successo, perché sono sicuro che a quelle persone non piacerebbe che qualcuno si voltasse e dicesse una cosa del genere a loro o ai propri figli. Da allora non sono più venuti a vedere una partita“.  A Taylor viene chiesto se pensa, ancora oggi, che l’attacco di Mou possa aver influenzato i tifosi in aeroporto: “Sì, onestamente penso di sì“. 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Nesta ricorda: “Fiero di aver rifiutato l’offerta della Roma”

Ospite del podcast “Passa dal BSMT”Alessandro Nesta ha ripercorso i primi passi della sua carriera, raccontando un episodio che ha segnato il suo destino calcistico: il rifiuto dell’offerta della Roma quando era ancora un bambino

L’offerta della Roma? È tutto vero, mio padre l’ha rifiutata. Andiamo fieri di questa cosa”, ha spiegato l’ex difensore, oggi allenatore. “Vengo da una famiglia lazialissima, anche se abitavamo a Cinecittà, un quartiere storicamente romanista. Eravamo ‘marchiati’, perché tifosi della Lazio.”

Nesta ha poi ricordato come avvenne il suo primo contatto con la squadra biancoceleste: “A otto anni giocavo nel Cinecittà, una società affiliata alla Roma. Loro mi volevano prendere, ma mio padre, dopo aver letto un annuncio sul Corriere dello Sport, mi portò a San Basilio per un provino con la Lazio. C’erano quasi duecento bambini: scelsero me e un altro ragazzo. Da lì è cominciata la mia storia con la Lazio.”

Un ricordo ancora vivo, legato anche all’orgoglio familiare: “Per mio padre e per tutta la mia famiglia era un sogno, ed ero piccolissimo. Pensa quando ho fatto l’esordio in Serie A, con mio fratello che andava in Curva”, ha aggiunto sorridendo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da ‘esubero’ a protagonista: Cancellieri sogna la Nazionale

Rientrato dal prestito, l’esterno ora sta convincendo a suon di gol e non solo.

Tornato a Roma con l’obiettivo di dimostrare la sua crescita, Cancellieri ora si sta facendo valere con la maglia biancoceleste. Complice anche lo stop forzato di Isaksen in estate, Matteo si sta giocando la sua grande chance e per il momento è suo il posto titolare sulla corsia destra.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Cancellieri ha sorpreso un po’ tutti, fuori e dentro Formello, tranne Maurizio Sarri che nelle potenzialità dell’attaccante romano ha sempre creduto al punto da non avere esitazioni nel chiedere alla società di toglierlo dal mercato la scorsa estate e poi di puntare su di lui una volta che Isaksen è stato messo fuori causa dalla mononucleosi.

Tra i suoi estimatori, ricorda il quotidiano, in tempi non sospetti, pure l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini, che nel 2022 lo convocò e lo fece anche debuttare in azzurro, contro la Germania in Nations League. Quella presenza è rimasta l’unica in Nazionale e, fino a pochi mesi fa, sarebbe stato impensabile pronosticarne un’altra a breve. La sua improvvisa crescita rende invece di nuovo attuale il sogno azzurro. Le sue prestazioni infatti, non sono sfuggite a Rino Gattuso, che continuerà a tenerlo d’occhio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito non accetta la sconfitta. La Lazio va avanti grazie ai tifosi che puntualmente vengono derisi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parto da una precisazione, all’incontro di ieri all’hotel Hilton c’era anche Lotito, che poi ha lasciato la sede abbastanza stizzito.

In Federcalcio lui ha il nemico numero 1 che è Gravina, quindi non è più come prima. Ha perso potere anche in Lega. Per me Lotito pensa più al potere che ai soldi, ieri probabilmente non è stato accolto come forse sperava e il suo nervosismo è dato dal fatto che sta perdendo su tutti i fronti e lui la sconfitta non l’accetta.

Io credo che la Lazio sarà solo a metà dicembre se e come potrà operare a gennaio. Gli 80 milioni venuti meno dell’arco di un paio di anni la Lazio li sta ‘scontando’. Le altre società fanno aumenti di capitale quando sono in difficoltà, la Lazio non lo fa. La Lazio va avanti grazie ai tifosi che, tra l’altro, vengono continuamente derisi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, l’idea è cedere Mandas e Isaksen per fare circa 35 milioni, ma attenzione a Cancellieri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Flaminio? Mi sembra strano che Lotito non vada avanti perché ha speso dei soldi; che deve accelerare, è chiaro.

L’idea è cedere Mandas e Isaksen per circa 35 milioni. Ma ci potrebbe essere anche un altro scenario: noi adesso ci stiamo innamorando di Cancellieri perché ha fatto due bellissime partite, ma allo stesso tempo chi è essere interessato a lui ha avuto garanzie: lui, al contrario di Isaksen, ha il contratto in scadenza nel 2027, quindi se dovessero arrivare offerte e nel frattempo Isaksen tornasse a dare garanzie, penso che con Cancellieri un certo tesoretto lo potresti fare

Il blocco del mercato, unito al mancato accesso alle coppe, ha creato tutto questo caos. Ora tocchiamo con mano quanto sia essenziale per la Lazio ottenere risultati”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Patric il mini-rodaggio è terminato: per Sarri un recupero importante

Duttilità, serietà e attaccamento alla maglia: lo spagnolo è un aiuto prezioso per l’allenatore.

Un calvario durato diversi mesi, ora Patric è pronto a riprendersi la Lazio. Come sottolinea il Corriere dello Sport, per lo spagnolo la breve parentesi in campo contro il Genoa non è stata solo una comparsata, ma un punto di volta. Il segnale di un ritorno atteso da mesi, un nuovo inizio dopo quasi un anno scandito da operazioni e allenamenti individuali. Ora, finalmente, il difensore può tornare a essere parte del gruppo, e per Maurizio Sarri rappresenta un recupero di enorme valore tecnico e umano.

Con la Lazio, conclude il quotidiano, ha collezionato 229 presenze ufficiali, terzo tra i giocatori attualmente in rosa dietro soltanto a Cataldi (251) e Marusic (321). Numeri che raccontano continuità e appartenenza. Patric è oggi anche il giocatore con più stagioni consecutive in Serie A con la stessa maglia, un primato condiviso fino a qualche mese fa con Rafael Toloi dell’Atalanta, che in estate però ha fatto ritorno in Brasile. In questa particolare classifica è dietro solo a Domenico Berardi, alla 14esima stagione al Sassuolo ma fermo a 11 di seguito in massima serie per via del torneo in cadetteria dei neroverdi nel 2024-25.

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Lazio, Vecino obiettivo Bergamo. Il punto completo sugli infortunati

Ora la sosta poi la trasferta lombarda: Sarri fa i conti con l’infermeria.

Settimana di pausa dal campionato per dare spazio alle Nazionali. In casa Lazio, Sarri conta gli assenti e punta a svuotare l’infermeria. Non sono a disposizione in questi giorni Mandas, Hysay, Tavares e Isaksen che hanno risposto alle convocazioni dei rispettivi ct, mentre diversi calciatori sono ancora ai bix per infortunio.ù

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, con la doppia seduta di allenamento scattano nuovi test per Vecino: se non ci saranno ulteriori rinvii, il centrocampista uruguaiano proverà di nuovo a lavorare in gruppo. L’obiettivo, si legge, è tornare tra i convocati a Bergamo. Prima servirà una settimana di lavoro full time con i compagni. Prima non si sentiva pronto Vecino, poi è stato il tecnico ad evitare rischi in prossimità della sosta.

Sarri, conclude il quotidiano, spera di recuperare anche Marusic e Pellegrini. Lazzari era già tra i convocati prima della pausa. Zaccagni prova il recupero in 20 giorni, per Rovella ci vuole un mesetto.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani a caccia di plusvalenze e cessioni: i quattro candidati

La Lazio deve ancora conoscere il proprio destino. Se non otterrà lo sblocco del mercato, per forza di cose potrà operare soltanto vendendo. In tale scelta, il club partirà dai giocatori che sono chiusi, ma ascolterà offerte anche per i big. Ecco chi sono i sacrificabili di Lotito, che va a caccia di plusvalenze.

Vendere per comprare, in una situazione come quella attuale in casa Lazio, non sarebbe disastrosa ma impattante sì. Perdere i pezzi migliori a gennaio, senza poterli rimpiazzare adeguatamente, sarebbe sportivamente tragico. Il Ds Fabiani è convinto che si debba proseguire sulla strada dei giovani, già percorsa lo scorso mercato di gennaio con Baroni, mentre Sarri vorrebbe inserire un 34enne come Lorenzo Insigne.

Lotito e Fabiani, in ogni caso, puntano sul player trading, sperano di massimizzare gli investimenti fatti negli ultimi 2 anni e ottenere plusvalenze. In uscita – scrive il Corriere dello Sport – adesso può esserci Mandas, chiuso da Provedel ; in estate i suoi manager avevano registrato il sondaggio del Wolverhampton che sarebbe stato disposto a sborsare una cifra attorno ai 20 milioni di euro. Noslin ha confermato di recente i contatti con PSV e Ajax, in Olanda. Pesa per 16 milioni a bilancio, difficile pensare a una plusvalenza.

Poi c’è Isaksen, prime della mononucleosi aveva mercato in Olanda e Scozia. Il suo cartellino è costato 12 milioni più 4 di bonus. Un anno fa il più desiderato era Tavares, oggi invece è un fantasma e vale i 5 milioni di euro spesi per comprarlo dall’Arsenal. Sono questi, quindi, i 4 sacrificabili di Lotito. La verità, però, è che oggi la Lazio non può ritenere nessuno incedibile. Se arrivassero offerte per Castellanos, Gila e Cancellieri, sarebbero in ogni caso valutate.

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Lazio, Dele-Bashiru al bivio: al posto di chi il reintegro in lista?

Delee-Bashiru è ancora infortunato ma spera di essere inserito appena possibile. Per far ciò, però, non sarà concesso alla Lazio di reintegrarlo al posto di Basic, servirà escludere un altro giocatore. Sarri e la Lazio sono di fronte a un bivio.

Quando sarà reintegrato in squadra e, soprattutto, chi sarà a fargli posto? Questi sono i due grandi interrogativi che ruotano attorno al reintegro di Dele-Bashiru, che implicherebbe per forza l’esclusione di un altro calciatore, ma non Basic. La Lazio ha un ultimo slot per un cambio in corsa, mentre da gennaio – con il mercato aperto – saranno possibili modifiche continue tra una giornata di campionato e l’altra.

La stagione di Dele-Bashiru fino a questo momento è stata polarizzante: titolare nelle prime 4 uscite, poi fuori dalla lista dei 25. Serviva un taglio degli over per fare posto a Basic e così, in totale emergenza, Sarri ha spinto per escludere il nigeriano complice anche l’infortunio. Il problema rimediato contro la Roma, una lesione di primo grado al flessore della coscia destra, risale al 21 settembre. Aveva accusato fastidi giorni prima del derby e la sua partita durò appena 14 minuti.

Stando alle tempistiche, il nigeriano tornerebbe a disposizione a ridosso del big match contro la Juventus, il 26 ottobre. Lì si pone per Sarri una nuova, ulteriore, scelta delicata: rinunciare a un centrocampista, ma diverso da Basic. 

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Lazio, Sarri insiste per avere Insigne: tra i motivi c’è anche il cambiamento tattico?

Il tecnico spera di ritrovare il suo ex pupillo dei tempi del Napoli.

Il mercato bloccato ha impedito alla Lazio di muoversi in estate e Sarri quindi sta lavorando con la rosa della passata stagione, eccezion fatta per Tchouna che è stato ceduto al Burnley. La speranza è che a gennaio i piani siano funzionali a migliorare la squadra.

Come sottolinea il Corriere della Sera, Sarri insiste per avere Lorenzo Insigne. Suo pupillo a Napoli, sarebbe un riferimento in più per l’allenatore considerato il forte legame tra i due. E aiuterebbe la Lazio ad alzare il tasso tecnico, consentendo alla squadra anche di evolvere tatticamente. Dovendo chiudere il mercato a saldo zero, infatti, i biancocelesti a gennaio dovranno stare attenti a ogni spesa. Non tanto perché sarà impossibile sgarrare, ma perché, in vista del mercato estivo, il club deve alzare i ricavi e abbassare i costi per non andare incontro a un nuovo blocco da scontare poi da luglio in avanti.

Sarri, conclude il quotidiano, prima ancora di chiedere Insigne (che col blocco parziale non potrebbe arrivare prima di gennaio), spingeva per avere una mezzala capace di garantire inserimenti e gol. E, dopo le prime giornate di campionato, effettivamente ai biancocelesti manca qualcuno che possa legare il reparto centrale all’attacco. Proprio per questo a Formello si sta pensando di spostare Zaccagni come mezzala. Sarebbe un compromesso per non costringere il club a comprare un giocatore, che deve essere per forza di cose un titolare, che possa garantire i gol e il tasso tecnico che serve al centrocampo biancoceleste. Insigne si potrebbe quindi alternare con Pedro (e Noslin) sulla sinistra nelle partite in cui l’allenatore decidesse di arretrare Zaccagni.