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‘NMM’ – Camolese: “Lazio, Sarri ha l’esperienza per gestire momenti difficili. Sulla squadra dico…” – (AUDIO)

L’ex centrocampista della Lazio, Giancarlo Camolese, è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Non Mollare Mai’.

“Come Assoalennatori avevamo chiesto che la Fifa, Uefa e Cio prendessero in considerazione il fatto che Israele venisse esclusa dalle competizioni. Sapendo che la nostra Federazione poteva fare poco, in realtà volevamo solo dire che non potevano girarci dall’altra parte. Per quello che stava accadendo, tutti dovevano far sentre la propria voce in termini di umanità”.

“Ora le cose sembrano cambiate, come dimostrato dalle persone scese in piazza. Sarri e il mercato bloccato della Lazio? Da lontano ho visto un’alternanza di prestazioni. Credo che anche senza il mercato estivo, il gruppo al suo interno abbia dei valori. Credo che come altre squadre che non sono partite al 100%, è destinata a migliorare. Per provare a fare qualcosa di più, in termini di competitività, bisognerà attendere la prossima finestra di mercato”.

“Il mio rapporto da tecnico con lo staff medico quale era? Ci sono due aspetti da considerare. Magari per i medici un giocatore può essere disponibile, ma poi per essere disponibili per il campo poi serve più tempo. Penso ad esempio a chi subisce un intervento al crociato”.

“Sarri è un ottimo tecnico poi servono altre componenti, la società è importantissima. Credo che Sarri sia in grado di migliorare la squadra. Se Sarri è sereno in questo momento? Difficile rispondere perché entriamo nel personale. Credo che Sarri abbia grande esperienza per gestire momenti difficili in una piazza come Roma”.

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“QUELLI CHE…” – Mirra: “La negatività può diventare deleterea, aspettiamo gennaio. E sul modulo…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Bilancio della Lazio fino ad ora? Dopo un momento di sbandamento dovuto alle note vicende, la Lazio ha fatto meglio almeno dal punto di vista delle prestazioni e spero continui così; soprattutto recuperando gli infortunati, la speranza che si possa fare il percorso che tutti ci auguriamo.

Quello che mi preoccupa è la negatività che c’è intorno all’ambiente e che spero possa passare presto. Questo fatto può solo danneggiare ulteriormente una situazione che è già stata danneggiata. E la paura è che questo clima lo avvertano i calciatori: la squadra dovrà essere brava a cimentarsi in qualcosa che è difficile, ma che si sapeva dall’inizio; chi ha intrapreso questo percorso sapeva che la strada sarebbe stata complicata. Ora l’obiettivo è arrivare a gennaio e capire, altrimenti rischiamo di farci ancora più male. Adesso nulla può cambiare le sorti, ciò che non deve cambiare è l’atteggiamento dei ragazzi; essendo un tifoso appassionato questo non lo accetterei.

Le parole di Sarri? Non credo siano rivolte alla società e non penso che la negatività riguardi i tifosi, che non hanno indietreggiato neanche un centimetro, basta vedere in quanti vado allo stadio. Tuttavia, perdere l’entusiasmo che deve esserci in tutti i calciatori, potrebbe diventare rischioso, pericoloso.

L’aspetto positivo è che le seconde linee, o persone come Basic out per diverso tempo, hanno fatto bene. Io anche per questo rimango positivo: se con tutte le difficoltà incontrate abbiamo trovato calciatori che non pensavamo potessero dare una mano, con tutti i rientri potremo essere una squadra competitiva, che può tornare in Europa.

Modulo? Questo periodo di emergenza è stato un’opportunità per i giocatori inizialmente fuori dal progetto per farsi vedere e un’occasione, tra virgolette, anche per Sarri per provare altro rispetto al solito. Credo che al più presto, con i recuperi, Sarri tornerà al 4-3-3 ma a prescindere dal modulo penso che bisognerebbe migliorare la linea difensiva. Abbiamo preso tanti gol soprattutto da dentro l’area, cosa che non dovrebbe mai accadere, con la linea che dovrebbe rompersi per andare a cercare l’uomo più vicino; non possiamo permettere agli avversari di calciare liberamente in area. Anche a centrocampo ci sono stati problemi contro il Torino, uno dei due centrali invece di aggredire in avanti è scappato costringendo tutta la squadra a recuperare”.

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Lazio, Isaksen ha ritrovato il campo con la Danimarca: ora l’obiettivo Sarri

Fermato in estate dalla mononucleosi, il danese scalpita per ritrovare la titolarità.

Un’estate complicata la sua e una condizione ancora da ritrovare al 100%: Isaksen intanto è stato convocato dalla Danimarca e ha ritrovato il campo mentre spera di ritrovare anche un posto nella sua Lazio.

In Nazionale, ha giocato 64′ e, come evidenzia il Corriere dello Sport, Gustav Isaksen ha rimesso benzina nelle gambe, ritmo nel fiato e fiducia nella testa. Non ha segnato, non ha servito assist, ma il 6-0 rifilato dalla Danimarca alla Bielorussia è il segnale di un giocatore che sta finalmente tornando a sentirsi un calciatore.

Il Comandante, si legge, sa di avere tra le mani un giocatore ancora in fase di ricostruzione e Isaksen ha scelto la strada più semplice, quella del lavoro. Contro l’Atalanta Cancellieri sarà ancora il titolare della corsia destra, ma questo non deve rappresentare un limite per Isaksen. Senza Zaccagni Sarri ha bisogno di nuove soluzioni sugli esterni, sia dall’inizio che a gara in corso. E chissà, conclude il quotidiano, che proprio da Bergamo non possa partire la rinascita del danese, in quello stesso stadio in cui un anno fa decise la partita contro la Dea. Quella rete aveva segnato la sua consacrazione, il colpo di un giocatore capace di fare la differenza nei grandi appuntamenti. Adesso la storia ha un senso diverso: Isaksen non deve confermarsi, deve riconquistare tutto

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Lazio, Lazzari si candida per Bergamo: il terzino spera nel rilancio

Fermato da un infortunio, l’ex Spal punta l’Atalanta: le ultime.

Avvio di campionato difficile per la Lazio e anche per Lazzari, fermato da un infortunio. Ora il terzino è a disposizione e prova a otetnere la maglia da titolare in vista dell’impegno in casa dell’Atalanta in programma subito dopo la sosta per le Nazionali.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, Lazzari è pronto e adesso la scelta di Sarri è tecnico-tattica, non c’entrano nulla le condizioni fisiche, almeno le sue. La pausa può agevolare la candidatura dell’ex Spal, anche se le scelte verranno prese a ridosso della trasferta di Bergamo, quando si capirà la lista dei disponibili e dei calciatori rimasti ai box. Marusic e Pellegrini devono smaltire i rispettivi problemi, Hysaj e Tavares sono 2 dei 4 nazionali impegnati durante la sosta. Lazzari, a conti fatti, è l’unico terzino regolarmente a Formello in questi giorni, dedicati alla totale gestione del gruppo vista l’assenza di impegni ufficiali.

Lazzari, conclude il quotidiano, spera nel rilancio dall’inizio. Era stato schierato titolare a Como, l’esordio fu un disastro a livello di atteggiamento collettivo, ne pagò comunque le conseguenze con la panchina nella partita successiva. Uno dei cambi per la seconda giornata con il Verona. Poi il guaio muscolare l’ha messo ko durante il break per le nazionali di settembre. Lesione di primo grado al polpaccio, l’ha tenuto fuori contro Sassuolo, Roma e Genoa, si è rivisto tra i convocati per la sfida con il Torino. Quasi una chiamata simbolica per sopperire all’emergenza sulle fasce. Non era ancora al meglio e per questo è stato sganciato soltanto all’89’. Adesso punta alla titolarità, dipenderà dall’infermeria e dalle volontà di Sarri.

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Lazio, tabù-riprese da sfatare: il rendimento dopo le soste è da migliorare

Dopo le pause i biancocelesti hanno trovato sempre difficoltà: la situazione.

Campionato fermo per gli impegni delle Nazionali e se da un lato Sarri può sorridere con la speranza che si svuoti l’infermeria, dall’altra deve fare i conti con il rendimento dei suoi dopo le soste.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri non è più riuscito a trovare la giusta continuità al rientro dagli impegni delle nazionali (o comunque al rientro dopo una pausa). Le soste, per la sua Lazio, si sono spesso trasformate in trappole. Nell’ultimo anno prima delle
dimissioni del tecnico, i precedenti erano stati tre: una sola vittoria – con il Sassuolo – e due sconfi ttecontro Juventus e Salernitana.

Ampliando di più l’analisi, si legge, in generale il Comandante da quando è in biancoceleste ha guidato la squadra in 13 circostanze dopo uno stop di due o più settimane: in questi match ha ottenuto 6 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte. E ben 3 di quest’ultime sono arrivate nelle ultime 4 occasioni, considerando anche il ko dello scorso settembre contro il Sassuolo al Mapei Stadium (arrivato al rientro dopo la pausa per le nazionali). Quando si rompe la routine, quando la macchina si ferma per qualche giorno, qualcosa si inceppa. Contro l’Atalanta, a Bergamo, non sarà facile ma i biancocelesti vogliono sfatare il tabù.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Senza mercato e tanti infortuni, non solo io devo avere pazienza. Mi adeguo alle caratteristiche della squadra”

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ai canali ufficiali del club biancoceleste:

“Feroce giramento. A volte non mi fa estremamente piacere. Bisogna essere molto razionali e avere idea di cosa ci è successo, al di fuori delle sensazioni esterne e al di dentro. In questo momento non voglio essere né pessimista né ottimista, essere realisti e andare di conseguenza. Potevamo vincere e nel finale potevamo perderla. Aspetto positivo? Il carattere e venire a capo di una situazione difficile alla fine. Ma quando ti mancano 8-9 giocatori è complicato. Tutte le altre squadre si sono rinforzate, noi non abbiamo potuto farlo e abbiamo fuori tanti giocatori.

Vecino non ha mai giocato, Rovella una sola partita in condizioni fisiche buone. Patric fuori per un’operazione, Romagnoli squalificato, Pellegrini infortunato, Isaksen con una malattia che non ce lo ha mai fatto utilizzare. Problematiche enormi. Ma non devono essere considerate un alibi. Partite accettabili. Dobbiamo fare un plauso a Basic che ci ha fatto due partite di buon livello, e vedere aspetti positivi della situazione.

La nostra prestazione migliore è stata contro la Roma. Qualche merito bisogna concederlo. Io mi sento in dovere di doverli difendere, perché hanno lottato e non si sono dati alibi né scuse. Il nostro compito è quello di continuare a fare prestazioni, che si può riassestare nel lungo periodo. Non posso essere solo io ad avere pazienza. Lo sapevo che avremmo avuto tanta difficoltà a inizio campionato. Il livello medio delle squadre è salito, come anche quello delle squadre di media classifica, come il Torino”.

Differenze con la sua prima Lazio

“In quel momento in cui c’è stata la cessione di Sergio e l’ingresso in Champions League, avevo una delusione per il mancato salto di qualità. Oggi è diverso. All’epoca la mia illusione era il mancato salto di qualità, in cui le aspettative completamente diverse. La squadra la stiamo cambiando in base alle caratteristiche dei giocatori. Squadra che lavora sulle ripartenze e sull’aggressione degli spazi. Bisogna trovare soluzioni varie. La situazione degli indisponibili ci costringe a cambiare modulo”. 

Sarri e i singoli

Lazzari è rientrato la settimana scorsa, Marusic lo controlliamo oggi, Pellegrini vediamo: un trauma sia distorsivo che contusivo. Vecino è un enigma. Dele è fuori. Isaksen viene da una malattia che non è pericolosa, ma subdola. Clinicamente è recuperato, agonisticamente deve ancora crescere. Vediamo Zaccagni. Ci porterà a due giorni dalla partita e capiremo che modulo utilizzeremo.

Cancellieri? È un ragazzo che sta crescendo. L’ho trovato diverso, molto più maturo personalmente e convinto dei propri mezzi in campo. Il suo meglio sta nell’accelerazione, nell’aggressione degli spazi. Dobbiamo sfruttare ciò in cui lui è bravo. È un ragazzo con potenzialità e speriamo che l’evoluzione sia positiva. È concentrato e non dà segnali di presunzione. Abbiamo tanti giocatori istintivi, e questo ci costringe a non riuscire a fare squadra

Noslin? È un giocatore difficile per un allenatore, difficile da collocare in un contesto. Ha la gamba da esterno, ma non è un vero esterno. Potrebbe essere un trequartista, ma non è un attaccante centrale. È difficile da collocare tatticamente. L’interpretazione difensiva non mi è piaciuta contro il Torino, in una partita in cui abbiamo giocato con quattro attaccanti”. 

Le 300 panchine di Sarri

“Sono un animale da strada. Non so cosa scrivono né che commenti fanno. Non ho neanche WhatsApp, quindi pensa la mia partecipazione… Sono uno che vive delle sensazioni della strada. I tifosi che incontro capiscono i problemi che stiamo affrontando. 300 panchine? Troppe. Sono statistiche che non mi fanno né caldo né freddo. Pensiamo alla 301. Milan-Como? Ha ragione Rabiot. I soldi non giustificano tutto. Rabiot combatte tutte le partite. È un ragazzo stupendo”. 

La prossima sfida contro l’Atalanta e la questione Nazionale

“Differenza con l’Atalanta di Gasperini e Juric? Dettagli. Siamo molto in linea. Grossi cambiamenti? No. È una squadra fortissima. In Italia si sta instaurando un gioco molto fisico. Certi tipi di contatto non sono fischiati, e altri vengono fischiati senza sanzioni. Nel derby, dieci falli contro il gioco del calcio. Io arbitro? Al terzo fallo ammonisco”. 

Infine conclude:

“Con tutti i problemi che sto affrontando, della Nazionale non me ne frega di meno. Giovani? Cosa facciamo per farli arrivare pronti? Primavera con 50 spettatori, ed è normale che poi all’Olimpico non sia pronto. Non mi piace la soluzione delle squadre B. Chi non lo aveva previsto, era un folle. Ritroviamo tutti i giocatori che abbiamo fuori e vediamo a che livello possiamo essere. Fino ad ora è stato un inseguirsi di difficoltà e cerchiamo di innescare una squadra. Che la strada fosse lunga, lo sapevo. L’ho detto nelle prime interviste.

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‘9 GENNAIO’ – Ballotta: “Lazio, partenza ad handicap. Ora serve calma e puntare sulle prestazioni” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La maggiore soddisfazione che ho avuto nella Lazio è dericata dall’intesa con Erikkson. Aveva piena fiducia nei miei confronti, anche quando non giocavo ascoltava i mie consigli. La fiducia è la cosa più importante che possa esserci. Poi tutto è legato ai successi e le nostre vittorie sono partite dal 3-0 di Coppa Italia con il Napoli. Da quella competizione è maturato un po’ tutto. Se non avessimo vinto la Coppa Italia le cose sarebbe potute andare in modo diverso.

La Lazio di oggi, come squadra, l’unica cosa che può fare per uscire velocemente da questo momento è tornare a fare risultati. Serve calma per poi ripartire mentalmente, puntare sulle prestazioni per far saltare fuori tutti i valori. Qualcosa hanno fatto vedere, ma non sono ancora apposto. E’ normale che ora manchi tranquillità, la classifica inizia a pesare, è come se stessi partendo da un handicap”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Sarri si è adattato alla squadra. Consapevolezza difficoltà? Si riferisce alla società” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“E’ ovvio che dal punto di vista difensivo la Lazio sia andata in difficoltà a livello difensivo con quello schieramento nell’emergenza e con 4 punte. Era una prova anche se ora non è il momento di prove.

Mi fa piacere ascoltare le dichiarazioni di Sarri. Mi fanno capire che ha percepito il momento e che ha capito che non può giocare come lui vorrebbe perchè non ha una squadra di palleggio. Ha capito che la squadra non può fare il gioco che vorrebbe lui. E’ la dimostrazione che si sta adattanto alla situazione. Queste sono assolutamente le giuste parole del tecnico, poi non vorrei che si passasse al punto di pensare che non avrebbe potuto fare meglio di quanto è stato fatto. A volte l’approccio è stato il problema, non solo le carenze tecniche della squadra. Ma è vero che nelle ultime tre partite c’è stata anche una crescita in tal senso.

Ormai le cose sono conclamate. Quando sei l’unica in Europa a non poter fare mercato ed inoltre si aggiungono anche tanti infortunati, cosa vuoi dire all’allenatore.

Quando dice che tutti avrebbero dovuto avere la consapevolezza delle difficoltà di questa stagione credo che si riferisca alla società. Poi, magari, anche ad una parte della tifoseria che pensava che la squadra fosse più forte. Lui era ben conscio delle non possibilità della squadra, mentre qualcuno con alcune dichiarazioni ha provato a far passare messaggi diversi”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio non ‘rinfrescata’ dal mercato, il problema di Sarri sono gli infortuni. Mandas non lo cederei” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

Mandas lo terrei. Se come Lazio voglio avere una lungimiranza, riconoscendo un giocatore come patrimonio non lo cederei, prendendo in considerazione anche l’età di Provedel. L’elemento che domina, poi, la decisione è sempre l’offerta altrui. A meno che il giocatore non chiede in modo palese di andare a giocare. A quel punto le cose cambiano.

Il realismo nelle parole di Sarri? Quando lui dice che la Lazio non ha avuto modo di rinfrescare se stessa fa capire tante cose. Quello è l’elemento dominante in virtàù del fatto che oggi deve fare a meno di tanti giocatori importanti. Io non sono tanto convinto che tutte le altre si siano rinforzate, poi è chiaro che tutti operano per farlo. Il problema grosso della Lazio sono gli infortunati. Da Vecino a Zaccagni, passando per Rovella. Questo è certo che incide sul percorso della squadra. La Lazio al completo è più forte tecnicamente del Torino. Continua ad essere una buona squadra, devo solo trovare uno zoccolo duro a cui aggrapparsi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Salerno: “Società al capolinea. Ecco perchè questa situazione è più triste di tante altre nella storia della Lazio…” (AUDIO)

LUCA SALERNO (Condirettore Nazionale Tgr Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Questo momento della Lazio si connota per una mancanza totale di luce in fondo al tunnel. Qui non parliamo solo di questioni sportive, ma di sistema. Questa società è giunta al capolinea. Mi sembra una sorta di accanimento terapeutico quello che si intende fare. Quello che Lotito poteva fare come presidente della Lazio l’ha fatto, queste sono le sue potenzialità. Di più non riesce a fare, non può fare o non vuole fare. E’ un periodo pericoloso, constato un senso di rassegnazione tra di noi. Come a dire è qualcosa di ineluttabile e non possiamo fare nulla. Non vedo prospettive, vedo una società totalmente scollata dalla realtà. Scollata dalla tifoseria mai come in questo momento. Completamente sorda ad ogni tipo di consiglio o suggestione per poter svoltare.

Penso che lo stadio Flaminio non sarà mai lo stadio della Lazio e che sia stata un’altra manovra di distrazione di massa. Non voglio essere catastrofico, momenti brutti come questi ne abbiamo passati tanto, ma lì c’era un corpo solo che si muoveva. Ora c’è una società che va per i fatti suoi ed una tifoseria che non apprezza e non stima per l’assenza di un minimo di empatia. Prima c’ha raccontato la favola della società perfetta dal punto di vista dei bilanci e dei conti. Ora è caduto anche questo ultimo velo. Siamo stati un unicum in Europa con il blocco del mercato e continuamo in qualche maniera ad arovellarci su questa questione. Non credo che a gennaio cambi qualcosa, anzi ho la sensazione che più noi contestiamo certi aspetti e più lui si arrocchi su certe posizioni. C’è una reazione esattamente opposta, quasi a sfregio in qualche maniera. Ecco perchè questa situazione è più complicata più di tante altre. Non vedo uno spiraglio di luce in fondo al tunnel”.