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NAZIONALI

Moldavia-Italia, le probabili formazioni: Zaccagni verso la titolarità

Il capitano biancoceleste in campo dal 1′.

Stasera l’Italia affronterà la Moldavia allo Zimbru Stadium di Chisinau, nella penultima giornata del girone I di qualificazione ai Mondiali 2026. Ritorno al 4-4-2 e spazio a chi ha giocato meno: davanti Scamacca-Raspadori, come confermato dal ct in conferenza. Gli azzurri di Gattuso arrivano al match dopo le vittorie contro Estonia e Israele, che hanno certificato l’accesso ai playoff.

ITALIA (4-4-2) – Vicario; Bellanova, Mancini, Buongiorno, Cambiaso; Orsolini, Tonali, Cristante, Zaccagni; Scamacca, Raspadori.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mazza: “Lazio, il Lotitismo non sarà più sostenibile nel tempo. Non potrà non capire che il ciclo è finito” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘NMM’

“Sarri è l’unico punto di riferimento per la tifoseria e ad ogni dichiarazione si accentua una contrapposizione con la società chiara. Anche l’ultimo comunicato del club è la sanzione di un contrasto profondo. Dove va a parare questa cosa in vista del mercato di gennaio? Verso una rottura definitiva?

La mediocrità è peggio delle crisi. Quello che chiedo alla Lazio è di risparmiarci l’anonimato. Meglio soffrire sapendo che non si può soffrire sempre. La competizione lo è in ogni senso. Una Roma che va bene on può non costringere noi a metterci al passo, a darsi una scossa. Pena, la condanna ad essere marginali. Qualcosa deve accadere, non si può andare avanti così, io a metà classifica non ci voglio stare. Auspico un nuovo inizio per la Lazio.

Credo che ci sia un limite oggettivo di una gestione societaria personsalistica. L’altro limite ce lo mette il presidente con il suo essere. Parla quando dovrebbe tacere, tace quando dovrebbe fare il contrario. C’è l’oggettiva difficoltà di competere in un calcio per come è oggi. Penso che Lotito sia il peggior avvocato d’ufficio che si possa assegnare a se stesso. C’è l’evidenza dell’insostenibilità di alcune sue tesi. Alla lunga non ci potrà non rendere conto che il ciclo è finito. Se lui fosse in grado di chiedere una collaborazione,una partecipazione a sostanze economiche importanti perchè no. Ma lui è incapace di convivere con chicchessia e questo rende impossibile una rinascita della sua stessa gestione. Se le cose continuamo in questo modo, il Lotitismo non sarà più sostenibile nel tempo. Anche la stessa diffusa protesta dei tifosi sarà destinata ad aumentare. Lui è impegnato anche in politca attivamente. Un politico agli umori popolari non può non essere sensibile. Lui ed il suo partito non possono non ascoltarli. Se la situazione si incattivisice ancora di più, sarebbe a dispetto di tutti mantenere alcune posizioni. Non penso a violenze, ma ad un distacco, ma ad una palese e quotidiana manifestazione di insofferenza”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “La Lazio sugli arbitri? Un problema più con Sarri per attenuare il colpo. Ilic? Non è una mezzala…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Credo che la società abbia voluto attenuare una dichiarazione di Sarri che può aver fatto male alla classe arbitrale e che durante la stagione potrebbe portare anche a peggiorare la situazione. Lui ha dato un giudizio generale forte che va oltre la gara in sè. Probabilmente la Lazio si è sentita intimorita. Cosa sarebbe cambiato se sarri fosse stato avvisato del comunicato che avrebbe fatto? E’ sicuramente un problema in più, non ci sono dubbi. Questa situazione alimenta i problemi di rapporti con il tecnico. E’ un’altra incrinatura, anche se nella sostanza non sarebbe cambiato nulla se il club lo avesse avvertito. La Lazio ha preso Sarri anche per la piazza e per aiutare in un momento delicato.

Ilic? Non è una mezzala, è un organizzatore di gioco. Nel 4-3-3 di Sarri farebbe quello che fa Cataldi. La Lazio ha bisogno di una mezzala che alzi il livello di qualità, fantasia e gol. Lui non risoverebbe il problema”.

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TIFOSI

Lazio, con il Lecce senza tifoseria organizzata: il motivo la protesta della Curva Nord (FT)

Con il Lecce dopo la sosta senza il calore della propria tifoseria organizzata. La protesta nei confronti della società Lazio prosegue, anche se il motivo questa volta chiama in causa i fatti del pre-gara di Lazio-Juventus. Nello specifico le modalità con le quali è stato omaggiato il ricordo dedicato a Vincenzo Paparelli. E’ la Curva Nord, stessa, attraverso i propri canali social, a spiegare i dettagli che hanno portato alla decisione: “Dopo la decisione della Società Lazio di non permettere I accesso in campo alla nipote di Vincenzo Paparelli per dare il via alla scenografia in ricordo di suo nonno i gruppi organizzati del tifo laziale hanno deciso che per la partita Lazio Lecce di domenica 23 novembre NON ENTRERANNO ALLO STADIO ed invitano tutti i tifosi a seguire questa forte forma di protesta seguirà comunicato. I gruppi del tifo organizzato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, conti e mercato: il tempo delle risposte. E lo sponsor è ancora lontano…

Servono risposte concrete. La Lazio sarà libera di muoversi sul mercato a gennaio? E dal punto di vista societario ci saranno novità positive per l’ambiente? Claudio Lotito non ha ancora trovato il nuovo sponsor di cui parla da mesi mentre Angelo Fabiani non sa ancora se avrà le mani legate o meno. Maurizio Sarri fa buon viso a cattivo gioco, ma è chiaro che anche lui desidererebbe avere qualche certezza sul prossimo futuro.

Dopo settimane di dialettica e dichiarazioni vuote, la settimana di pausa per i turni delle nazionali di metà novembre rappresenta un momento nel quale il presidente della Lazio è chiamato a rispondere a due interlocutori importanti. Il primo – scrive Il Messaggero – è la Commissione per il controllo economico-finanziario delle società di Serie A, chiamata a restituire una nuova fotografia dei conti della Lazio al 30 settembre. Il secondo è l’allenatore, che deve pianificare una strategia a medio termine per il girone di ritorno e non può farlo finché non saprà se vi sarà la possibilità di innestare nuove forze in rosa.

Sul fronte sponsorizzazione, Lotito ha in mano un pugno di mosche. I contatti avviati con Aeroitalia non hanno portato ad alcun accordo e sembra piuttosto difficile che la trattativa sarà riaperta a breve. Dati i tempi stretti, è sempre più complicato trovare partner interessati a inserirsi subito e, più facilmente, se ne riparlerà nel 2026. Non è una buona notizia sul fronte mercato.

A quanto si vede oggi, il mercato di gennaio sarà a saldo zero, interamente basato sul principio del player trading, un metodo basato sullo scambio dei giocatori che consentirebbe alla società di chiudere cessioni finalizzate alla generazione di plusvalenze che darebbero respiro alle casse.

Due nomi dati certamente per partenti sono Noslin e Belahyane. Il primo è costato 16,789 milioni di euro, mentre il secondo 10,329. Sarri considera cedibili anche Tavares e Dele-Bashiru. Lo stesso destino potrebbe attendere Mandas, chiuso da Provedel. La società è disponibile a cederli tutti, ma potendo terrebbe Dele-Bashiru, dopo il reintegro in rosa che non è ancora avvenuto. Se il giocatore fosse tagliato, la società perderebbe una pedina di scambio.

Gli acquisti saranno possibili in prestito e dunque ci sarà la possibilità di aggiungere nuovi giocatori al gruppo. Sarri sarebbe molto contento di inserire Insigne, nome che resta caldissimo, poiché l’ex nazionale si è detto disposto ad attendere ancora e potrebbe arrivare a 0, dal momento che si è svincolato dal Toronto. Idealmente, poi, il tecnico vorrebbe un terzino, un centrocampista e un attaccante, nel caso in cui il Taty saluti. Il profilo preferito dal coach sarebbe un giocatore tipo Raspadori. In questi giorni, un vertice a tre Lotito-Sarri-Fabiani delineerà le strategie di mercato per gennaio.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Susanna Galeazzi: “Papà un fuoriclasse, un giornalista di tutti. Dopo quattro anni ancora mi impressiona l’affetto…” (AUDIO)

SUSANNA GALEAZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi non potevo mancare qui a ricordare un fuoriclasse, un giornalista di tutti, mio padre. Mi avete fatto un bel regalo ricordandolo.

Sono passati quattro anni ma la cosa che mi fa impressione è l’affetto della gente comune, di chi ci ferma per strada per ricordarlo anche se non lo conosceva personalmente. Aveva un’empatia che oggi manca, sono felice che la gente lo ricordi così, soprattutto i giovani.

Le sue passione erano lo sport e il cibo. Papà fino all’ultimo è stato super lucido di testa, è andato via improvvisamente, si stava rimettendo in piedi e pochi lo sanno ma purtroppo il covid ce lo ha portato via come è accaduto a tante altre vittime.

Con Sinner si sarebbe divertito molto.

La forza di papà era quella di essere uguale in casa e in studio, quello che mi allarga ogni giorno il cuore è che mia figlia di 8 anni è uguale a lui, fisica, simpatica. Papà quando si arrabbiava magari urlava, ma poi aveva la battuta e ti faceva ridere. Aveva il guizzo. Questa era la forza di papà: rideva sempre, per questo mi piace ricordarlo col sorriso. Raccontava sempre tanti aneddoti: da Maradona a Agnelli, passando per il tassista che lo portò a Napoli. Intratteneva tutti con le sue barzellette”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Flaminio? I tifosi vogliono prima sapere se si potrà fare mercato a gennaio. Si deve sperare che…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Flaminio? Parliamo di una non notizia, non ci sono novità. I tifosi poi non vogliono sapere se tra qualche anno si farà lo stadio, ma se tra pochi mesi si potrà fare mercato. Interessa più ciò che accade ora. Le parole del presidente farebbero volare gli aerei ma poi i fatti sono altri.

Magari l’incontro con la società per parlare di mercato ci sarà in questi giorni ma Sarri non riceverà garanzie perché al momento non le ha nemmeno Lotito. Si tratterebbe di un incontro assolutamente interlocutorio. Solodopo i primi giorni di dicembre si potrà sapere di più, una volta conosciuto il responso della commissione.

Il problema sarà vendere i giocatori, per poi trovare quei giocatori che Sarri si aspetta, che sia un regista o un esterno. Dobbiamo sperare che arrivino delle offerte e devono essere congrue. I giocatori in partenza sono quelli che non hanno mercato.

Qualcuno dovrebbe spiegarmi se il lavoro di Fabiani può essere promosso. La rabbia dei tifosi è tanta. Consiglio di tenersi la rabbia per gennaio, se c’è da elogiare elogio, se c’è da criticare critico. Sarri ha detto che la classe arbitrale non è all’altezza, e criticare le sue parole da parte della società non ha senso”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, distanza Sarri-società: comunicato diramato senza avvertire il tecnico. La reazione

Prima lo sfogo post gara poi il comunicato della Lazio: la reazione di Sarri.

Dopo Inter-Lazio, a domanda dei cronisti, Sarri ha risposto parlando dell’arbitraggio non all’altezza del match, sottolineando comunque che non ha minimamente inciso sul risultato. Tuttavia la società, attraverso un comunicato, ha pensato bene di tornare sulle parole del tecnico.

Siamo già alla resa dei conti, non solo del bilancio, ma anche del rapporto fra Sarri e la Lazio, scrive il Messaggero. L’allenatore non ha gradito il comunicato biancoceleste che ha ritrattato le sue parole sugli arbitri, di cui non è stato nemmeno avvertito.

LEGGI ANCHE: “A Sarri piace scherzare”: le scuse di Lotito e Fabiani agli arbitri durante la riunione Can

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio-Flaminio, Cardone: “Al Comune non si può rimproverare niente. Lotito è in pressing su Gualtieri, ecco perché…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Stando a quello che ci risulta Lotito è in pressing su Gualtieri per capire l’esito del parare dei legali del Campidoglio sulle sue richieste: comprare il Flaminio o ottenere il diritto di superficie. Ci sarebbe addirittura ottimismo sull’ok della Sovrintendenza, c’è apertura. La Roma nuoto non è nemmeno stata presa in considerazione. Stanno aspettando, al Comune non possiamo rimproverare nulla.

Io credo che Lotito abbia cambiato idea o piano sul Flaminio perchè si è reso conto che è importante patrimonializzare il Flaminio; è talmente netta la sterzata che me l’hanno comunicata così. So che la logica è la patrimonializzazione, in caso negativo per adesso stanno insistendo per avere una risposta su questo. L’aumento di capitale è disposto a farlo solo per il Flaminio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, alla ricerca del Guendouzi perduto. E intanto Sarri lo difende

Manca il suo apporto: il francese appare meno protagonista di prima.

Un centrocampo inedito, che ad inizio estate nessuno aveva immaginato. Nell’ultima sfida, quella di Milano contro l”Inter, in mezzo al campo c’erano Guendouzi, Cataldi e Basic.

L’osservato speciale in quella zona ora è il francese, dal quale ci si aspetta sempre di più. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, c’era un ragazzo, alla Lazio, che correva dappertutto agitando al vento i suoi folti capelli e risolveva problemi. Che ci fosse da tamponare un avversario, rilanciare l’azione, aiutare un compagno in difficoltà, rincorrere (con successo) una palla persa, fare assist o gol. Quel ragazzo, che è poi Matteo Guendouzi, in biancoceleste c’è ancora, ma non è più lo stesso che aveva impressionato nelle prime due stagioni laziali.

Maurizio Sarri, nel dopopartita di San Siro, lo ha difeso: «È sempre lui, non l’ho trovato diverso da come l’avevo lasciato». Ma il tecnico a bene, visto che è uno dei giocatori con cui ha maggiore feeling, che il francese può dare molto di più. E sa pure che a una Lazio che in questa fase vive di poche certezze servirebbe come il pane il miglior Guendouzi. Lo ritroverà presto? È quanto il Comandante si augura. E non lascerà nulla di intentato per riuscirci.

Il problema, però, è entrare nella testa di Guendo. A livello fisico, si legge, sta benone, lo confermano i dati a disposizione dello staff tecnico relativi alle partite disputate e anche agli allenamenti. Sotto questo punto di vista è sempre lo stesso. È a livello di motivazioni che, probabilmente, qualcosa non va.

Il francese, conclude il quotidiano, non ha fatto mistero la scorsa estate di avere rinunciato a chiedere la cessione solo perché ritornava Sarri in panchina. In caso contrario lo avrebbe fatto. E non perché alla Lazio non si trovasse bene, ma perché non sopportava l’idea di non giocare le coppe europee. Per lui è una questione vitale Solo con la vetrina europea può avere visibilità internazionale e quindi essere seguito pure nel suo Paese. Sarà solo un caso, ma probabilmente non lo è, negli ultimi mesi Guendouzi ha perso la
nazionale francese e, forse, anche il treno che porta ai Mondiali.