Flaminio e Provedel il russo, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Provedel non ha nemmeno la nazionalità e dunque non è russo, quindi a oggi non potrebbe nemmeno essere preso in considerazione. Non si sa come sia uscita questa notizia, ma non ha fondamento.
Ogni tanto torna forte l’intenzione del Presidente sul Flaminio, ma finché questa intenzione non si trasforma in un progetto concreto si fa fatica a crederci a 360 gradi. Ciò che abbiamo saputo è che Lotito sarebbe interessato a sviluppare l’area intorno al Flaminio con negozi, ristorante.
La teorica ristrutturazione del Flaminio dovrebbe comunque superare seppur di poco i 40.000 spettatori di capienza per essere appetibile per una squadra come la Lazio.
La polemica tra Sarri e Spalletti c’è stata e il recupero in Nazionale di Zaccagni ha contribuito a far tornare un po’ il sereno. Il piano di Spalletti è di giocare con Chiesa e Zaccagni a Wembley martedì sera contro l’Inghilterra. Il malanno dell’ala laziale c’è ed è stato anche constatato dai medici della Nazionale e il suo mettersi comunque a disposizione ha bendisposto il CT Azzurro.
Sarri ha detto quello che pensano tutti gli allenatori di club sulla Nazionale e sull’impiego dei giocatori in Azzurro, ma gettare altra benzina sul fuoco dei rapporti tra la Lazio e l’Azzurro, rapporti che non sono mai stati type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idilliaci, non mi è sembrata una mossa giusta da fare da parte di Sarri”.
ALESSANDRO ONORATO (Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Domenica le ragazze di pallavolo di A1 torneranno a giocare nel rinnovato Palazzetto dello sport che ospiterà anche il basket e tante altre attività. Finalmente la città torna a fruire della rinnovata struttura di Viale Tiziano.
Devo chiarire che il Comune sul Flaminio non ha dato alcun ultimatum a Lotito e alla Lazio perché la Lazio è libera di prendere o non prendere in considerazione il Flaminio. Siamo pronti a collaborare perché sarebbe una grande operazione per il Comune, per la Lazio e per i tifosi. Poi come istituzione penso che il presidente Lotito è liberissimo di metterci mano o di decidere di lasciar perdere. Per gli Europei di calcio che si terranno in Italia, abbiamo messo il Flaminio tra le strutture che potranno essere interessate da investimenti, quindi noi crediamo in questo stadio.
Noi abbiamo il dovere di dare la massima collaborazione alla Lazio se vorrà fare lo stadio, poi se sarà il Flaminio, meglio. Noi siamo quelli del fare e vogliamo che gli stadi si facciano”.
“Non ci sono sicurezze sul futuro di Sarri perché dipendono ovviamente dai risultati come per qualsiasi allenatore. Bisognerà anche vincere qualcosa oltre a piazzarsi in Champions, altrimenti facciamo la fine dell’Atalanta che si piazza, ma alla fine non vince nulla. Nel calcio occorre anche raggiungere risultati per essere giudicati.
Secondo me nemmeno Inzaghi aveva una squadra forte come quella che Lotito ha messo a disposizione a Sarri. Indubbiamente quest’anno sono state fatte cose importanti sul mercato.
Non conta solamente prendere giocatori di livello, ma conta che facciano gruppo. Se prendi fenomeni e non fanno gruppo, farai meno risultati di chi non ha fenomeni ma hanno affinità. Il Milan ne è un esempio: prendono anche giocatori poco conosciuti, eppure rendono moltissimo”.
Solo Marusic, Hysaj e Vecino in nazionale, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Per la Lazio è molto importante che siano andati via con le Nazionali solo Marusic, Hysaj e Vecino. Si è parlato troppo poco di questo, ma la Lazio ha iniziato la partita contro l’Atalanta con un centrocampo e finito con altri tre giocatori senza che ci sia stata una minima flessione di resa.
E’ vero che c’è un problema sui terzini e sono convinto che Sarri lavorerà molto sulla difesa in questa pausa, però onestamente non vedo Pellegrini così inferiore a giocatori come Parisi che è sulla bocca di tutti.
Tra l’altro Marusic sarà chiamato durante la sosta del campionato a un altro tour de force con la sua Nazionale e non so in che condizioni tornerà perché le sta giocando tutte.
Tempo fa ci eravamo chiesti quale potesse essere il centrocampo titolare, ma credo che la cosa importante non sia questa, ma sia avere giocatori tutti di ottimo livello. E’ vero che ormai si gioca in 16, ma conta anche l’attitudine e la voglia con cui entrano quelli che partono dalla panchina. Gasperini ad esempio si è lamentato di Lookman proprio per come è sceso in campo da riserva. Invece ad esempio Cataldi che da una stagione all’altra diventato la seconda/terza scelta, quando entra lo fa con grande foga e voglia. Di questo bisogna fare i complimenti a Sarri per come riesce a motivare il gruppo”.
Segnali straordinariamente positivi, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“La partita di ieri ha inviato dei segnali straordinariamente positivi sotto tanti profili. La prima mezz’ora è stata eccellente, ma anche la capacità di tornare a giocare dopo essere stati recuperati da 2-0 a 2-2 rimanendo compatti e aggressivi per vincere la partita. Poi anche l’ingresso dei nuovi è stato davvero confortante. Bello l’abbraccio della panchina a fine partita. Del resto anche Casale ieri ha ammesso che un po’ di appagamento – soprattutto da parte dei senatori – ci sia stato dopo il grande campionato dello scorso anno. E quando individui il problema e lo affronti nello spogliatoio, è più facile risolverlo.
La menzione speciale di oggi è per Rovella e Castellanos. Il primo lo conoscevamo, mentre il secondo lo aspettavamo, ma non lo avevamo ancora visto. L’attaccante argentino ha caratteristiche diverse da Ciro, cuce più il gioco, va meno verticale, ma è importantissimo. Ha fatto una grande partita.
L’unica cosa che non mi è piaciuta è che concediamo dei gol di una semplicità imbarazzante. Due banali cross a difesa schierata sono diventati due gol troppo facili da poter concedere. Non è una novità, è un problema che ci sta assillando da inizio campionato e che va assolutamente risolto.
Abbiamo un problema di terzini e devo dire che anche Marusic che di solito è il più positivo in difesa, sta mancando anche in quello. Del resto le sta giocando tutte e persino in Nazionale è sempre titolare per 90 minuti. Secondo me per lui è solo questione di appannamento”.
“Per quanto riguarda lo stadio della Lazio non ci sono passi in avanti. Il presidente Lotito mi ha ribadito qualche giorno fa l’interesse di andare avanti sul progetto stadio, ma concreti avanzamenti tecnici non ce le sono stati. Siamo rimasti all’ipotesi del Flaminio che a oggi non ha sortito effetti. Il Presidente chiese le carte, ma da quel momento non ci sono passi avanti. Le criticità sono le solite: parcheggi, espansione commerciale e tecnica.
Il Comune pensa in ogni caso che il Flaminio debba essere rimesso a posto, ma prima di avviare lavori di recupero dobbiamo capire quale destinazione avrà e chi si occuperà di mantenerlo e lo stiamo facendo con Cassa depositi e prestiti e col Credito sportivo. La sola ristrutturazione non servirebbe a nulla”, continua l’Assessore all’Urbanistica.
“La Lazio se ci fosse un progetto serio e credibile, il Flaminio potrebbe ospitare partite di serie A e dunque della Lazio. Non ci sono vincoli insormontabili a mio avviso anche se conosciamo tutti le criticità. Visto l’allungamento dei tempi però, penso che Lotito stia pensando ad altro.
Noi non pensiamo comunque a progetti faraonici attorno allo stadio. Non è più tempo per quelle cose. Non ci saranno nuovi quartieri in cui lo stadio sarà solo una parte marginale. Non è ormai compatibile con una nuova epoca in cui non si deve consumare suolo e bisogna essere ecocompatibili.
C’è da dire che le complessità che si devono superare per rendere il Flaminio uno stadio da serie A sono decisamente superiori a quelle che si incontrerebbero se si decidesse di costruire uno stadio ex novo altrove. Per fare le verifiche sul Flaminio bisogna impiegare tempo e dialogare e confrontarsi con tutte le parti in causa: Sovrintendenza, Comune, Coni, Sport & salute, Arpa…
Non ci è stato chiesto di indicare altre aree ove fare lo stadio, ma all’interno del territorio comunale ce ne sono. Aree dove non ci sono vincoli, aree servite dal trasporto pubblico, etc… ovviamente parlo di aree pubbliche, perché su quelle private non mi pronuncio.
Sullo stadio della Roma il Comune ha rispettato tutta la tabella di marcia. Ora le valutazioni economiche e di fattibilità spettano alla Roma e attendiamo le loro risposte. Sullo stadio della Lazio attendiamo il presidente Lotito.
C’è da dire che il Flaminio va ristrutturato, ma l’Olimpico è decisamente inadatto ad accogliere partite settimanali delle due squadre, sia per carenza di parcheggi che per inaccessibilità con il trasporto pubblico.
Sono sicuro che se il Flaminio potesse essere sviluppato in modo da poterlo rendere commercialmente vivibile tutti i giorni e non solo in occasione della partite, verrebbe preso maggiormente in considerazione. Ma sono tutti ragionamenti che andranno fatti col presidente Lotito”, conclude l’Assessore all’Urbanistica di Roma.
Scalvini e Ruggeri sono un esempio, MASSIMO PISCEDDA in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“L’Atalanta di quest’anno ha inserito due giovani cresciuti nel proprio vivaio come Scalvini – che già era alla Dea – e Ruggeri di ritorno dalla Salernitana. Ho visto i bergamaschi contro la Juve e ieri e mi sembra una squadra in salute, che fa molta pressione e non ti fa respirare. Servirà un’altra Lazio.
Se Ciro sta male non deve scendere in campo, ma se non ci sono infortuni io lo vedrei sempre titolare. E comunque giocatori come Ciro, decidono in proprio se giocare o no.
A me piace molto De Ketelaere dell’Inter, è un grande talento.
L’Atalanta è vero che cambia molto, ma prende sempre giocatori resistenti e alcuni anche di qualità e che quindi a livello europeo funziona molto bene e si adatta molto meglio di altre.
Purtroppo la Lazio non può fare il tipo di gioco dell’Atalanta perché non ha giocatori con quelle caratteristiche.
Si può cambiare modulo alla Lazio? Sì, ma sono scelte dell’allenatore e del suo staff. I giocatori attuali della Lazio sicuramente permettono di poter cambiare modulo, ma – ripeto – sono decisioni che deve prendere l’allenatore. Contro il Celtic ho notato che è stata sufficiente una filtrante per mettere in difficoltà la Lazio che mi sembra evidente non faccia pressing organizzato. Luis Alberto o Guendouzi che partono da soli a pressare e dietro non sale nessuno, non lo puoi chiamare pressing”.
L’Atalanta ha ritmi forsennati, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“L’Atalanta vista ieri sembrava facesse una patita di Champions. Uomo contro uomo con grande dinamismo e con grande capacità di adattare uomini in più ruoli e che gioca a ritmi forsennati.
Il vantaggio seppur piccolo è che hanno giocato 24 ore dopo la Lazio anche se non hanno bisogno di tanti giorni per recuperare e ce l’hanno dimostrato.
Domenica non ci dovrebbe essere Immobile perché non sta bene con i muscoli: ha un affaticamento ai flessori. Ieri è stata fatta una ecografia, oggi una risonanza. C’è rischio di qualcosa di più di un affaticamento, ma anche se non fosse me lo aspetto in panchina da com’è il quadro. Mercoledì poco prima del cambio ha avvertito un leggero fastidio, ma nulla di serio. Rimane per me in forte dubbio. Anche per la Nazionale che giocherà due partite importanti.
Secondo me Koopmeiners è un grande giocatore ed è fondamentale per l’Atalanta.
Penso che dal punto di vista tattico la Lazio non riesca a fare pressing alto come vorrebbe Sarri perché non ha giocatori con le caratteristiche giuste in questo momento e in più queste situazioni stancano inutilmente i giocatori più qualitativi come Luis Alberto o Immobile”.
Il presidente Lotito affida alle pagine de Il Foglio di oggi a firma Gianluca De Rosa, lo sfogo sulla vicenda sponsor arabo della Roma : “Ma sa che quella della Raggi è proprio una bella type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea, a ‘sto punto l’Expo di Roma sulla maglia ce lo mettiamo noi, ci dovrei pensà, quello e SPQR”. Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, va di corsa, ma l’idea non gli dispiace: se la Roma leva SPQR per scrivere Riad sulla sua maglia da gioco, allora, a sostenere la gara di Roma all’esposizione universale del 2030, potrebbero pensarci il club biancoceleste. E’ ancora incredulo. “Scusi – dice –, ma se ho capito bene metteranno sulla maglietta della Roma un riferimento alla città che compete con noi per l’Expo, a lei le pare normale?”. “Io – prosegue il patron laziale – non voglio fare polemica con la Roma, gli sponsor servono a tutti, portano soldi, ma uno si deve anche chiedere qual è la finalità di quello sponsor”. Sembrerebbe proprio fare pubblicità alla principale avversaria della capitale, a un mese dal voto del Bie su quale sarà la città che ospiterà l’esposizione del 2030. “Appunto, una finalità che cozza con l’interesse di Roma e dell’Italia. Io dico: una società privata fa come vuole, però che qui c’è anche un questione di opportunità, qualcuno si dovrebbe porre dei problemi. Sa quante volte ho avuto l’opportunità di fare dei ricavi che ho ritenuto non fossero type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idonei per, come dire, essere reclamizzati perché magari cozzavano con alcuni dei nostri principi?”.
La vittoria ci voleva, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“La vittoria ci voleva. Forse sarebbe stato più giusto il pareggio e ho sentito troppi commenti polemici. Bisognerebbe godersi queste vittorie contro una squadra che corre a tremila, finalmente fuori casa e invece si cerca sempre la polemica. Sono contento tra l’altro per Pedro su cui si sono dette molte cose e ne aveva bisogno.
Sarà interessante vedere al prossimo turno Celtic-Atletico Madrid per capire il reale valore della squadra scozzese. Secondo me sono molto sottovalutati e tatticamente sono molto preparati e organizzati. Il risultato di quella partita darà il reale valore della vittoria della Lazio di ieri. Non voglio guardare le classifiche adesso, ma contro il Feyenoord ci giocheremo il passaggio del turno. Gli olandesi sono una squadra molto molto forte, hanno ridicolizzato l’Ajax e hanno giocato benissimo contro l’Atletico non meritando la sconfitta.
Dobbiamo lavorare su questo risultato perché ci sono molte cose che non vanno e che soprattutto in campionato potrebbero costarti caro. Rimango dell’idea che questa squadra col 4-3-1-2 sarebbe perfetta perché sarebbe il modulo giusto per sfruttare le caratteristiche dei nostri centrocampisti, soprattutto dei nuovi acquisti. Va soprattutto tolto Luis Alberto dalla posizione di mezzala dove si sfinisce in un lavoro difensivo che assorbe buona parte delle sue caratteristiche. Stessa cosa per Immobile”.