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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cochi: “Per il Flaminio serve un progetto presentato e protocollato. Fino a quel momento inutile parlare” (AUDIO)

ALESSANDRO COCHI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La battaglia del Flaminio affonda le radici nel passato e me ne sono occupato per anni. Se la struttura è ridotta in queste condizioni la colpa è stata prima del Coni e poi di Roma Capitale.

Non ho mai parlato delle caserme di Via Guido Reni, ma sull’area attorno allo stadio sicuramente si può fare una riflessione per avere una compensazione commerciale e non. Il Flaminio presenta due ordini di vincoli, ma si può lavorare su tutto. La necropoli ad esempio si può mettere sotto vetro com’è stato fatto anche in altre circostanze.

La cosa principale che serve affinché si facciano le opportune valutazioni è un progetto presentato e protocollato, cosa che finora la Lazio non ha fatto. Apprezzo che esponenti dell’attuale maggioranza in Comune abbiano espresso giudizi positivi sul progetto che loro hanno avuto modo di vedere, ma serve comunque qualcosa di più concreto”.

Alessio Buzzanca

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SERIE A

UFFICIALE – Pioli e il Milan, separazione consensuale

Era nell’aria da giorni se non settimane e mancava solo il crisma dell’ufficialità che è arrivato: Pioli non sarà l’allenatore del Milan la prossima stagione.

Ecco il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.

Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato”.

Non è dato ancora di sapere la formula con cui le due parti si separano, ma è evidente che non si tratti di esonero, ma di accordo di rescissione.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarri ha ristabilito la verità: Non c’è stato tradimento dei giocatori. Luis Alberto in Qatar? Fumata bianca vicina” (AUDIO)

Intervista molto onesta quella di Sarri… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Intervista molto onesta quella di Sarri, nella quale non ho sentito frecciate, né cadute di stile. Ha ristabilito la verità e ha fatto capire cosa sia successo e col suo discorso ha chiarito che nessuno dei senatori abbia giocato contro di lui. Non c’è stato alcun tradimento.

L’argomento del giorno è Luis Alberto che si avvicina a rapidi passi al Qatar e nei prossimi giorni arriverà la fumata bianca. Attraverso bonus ed escamotage di questo tipo, sono sicuro che arriveranno alla Lazio i soldi richiesti. La distanza tra le parti è talmente minima che è impensabile non trovino accordo.

La rivoluzione nella Lazio si potrà fare se ci saranno cessioni. Cioè a fronte di giocatori usciti, ne entreranno di nuovi. Non si comprerà per comprare.

Per l’ambiente laziale e per come viene vissuto il tifo laziale, serve un allenatore che pensi ai risultati più che al gioco, anche se io preferisco il contrario. Con la contestazione strisciante anche quando le cose vanno bene, il ‘risultatista’ è l’allenatore più giusto per la Lazio. Serve uno che voglia fare i tre punti, non uno che ci vuole arrivare attraverso un gioco diverso. Ormai ne sono rimasti pochi perché tutti vogliono la palla e onestamente non so in quale categoria mettere Tudor perché è arrivato da poco”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Prenderei Colpani e non Tchaouna. L’Atalanta ha indicato la strada da seguire” (AUDIO)

Ai tempi dello scudetto del 2000 io seguivo la Lazio per la Rai… STEFANO MATTEI (RaiSport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ai tempi dello scudetto del 2000 io seguivo la Lazio per la Rai, ho fatto tantissime domande in diretta a Eriksson e non ho mai ricevuto una risposta stizzita o fuori posto. Un altro grande signore del calcio è Claudio Ranieri che si è appena ritirato.

Ricordo che chiusi la giornata dello scudetto della Lazio del 2000 alle 4 del mattino a Formello aspettando il pullman della squadra dopo essere stato al Circo Massimo. Ricordo anche che il custode dei campi dell’epoca ci offrì delle pastarelle perché noi eravamo digiuni da pranzo. Fu una giornata incredibile.

Devo poi fare i complimenti all’Atalanta per aver vinto tenendo sotto controllo i conti, grazie al player trading e all’area scouting che consentono di mantenere alti i livelli anche se ci sono cessioni.

Andando alla Lazio, secondo me non c’è più spazio per Luis Alberto, sia per le sue troppe bizze che per la sua incompatibilità per il gioco di Tudor. Quello che non capisco è la scommessa su Tchaouna: 10 milioni per un giocatore anarchico, di appena 21 anni e non di grande livello, quando con poco di più si potrebbe prendere Colpani e tenere Isaksen. Servono certezze e non scommesse. E’ vero che bisogna anticipare le concorrenti e andare su questi profili, ma non mi pare che per il giocatore della Salernitana ci sia la fila”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – De Mita: “Eriksson eccezionale, mai sentito alzare la voce. Quella volta con Boksic…” (AUDIO)

Io sono stato fortunato a lavorare nella Lazio in quegli anni meravigliosi… GIUSEPPE DE MITA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io sono stato fortunato a lavorare nella Lazio in quegli anni meravigliosi e sono stato infortunato a incrociare Eriksson. Una delle cose che ha fatto per me è convincermi a smettere di fumare. A inizio ritiro io andavo a correre con lui e siccome mi vedeva affaticato a causa del fumo, dai e dai mi fece smettere.

Sven ha un modo di porsi eccezionale, carismatico, sempre propositivo e allegro. Anche nei momenti di difficoltà trovava sempre il modo di essere positivo. Un esempio di come lo sport dovrebbe essere.

Poi nella vita è un gaudente: ci faceva lavorare anche sotto stress, ma scegliendo sempre posti e situazioni che ci davano benessere.

Parlando di episodi particolari successi nella Lazio, mi ricordo quando Couto e Simeone si attaccarono durante un allenamento, ma Eriksson non se la prendeva mai. Reagiva sempre con calma e misura.

Ricordo che Boksic prima di una partita si lamentò del fatto che la maglietta che indossava era troppo stretta e lo fece parecchio. Eriksson a quel punto lo rimosse dalla lista dei titolari e glielo comunicò. Sempre con serenità e calma. Allora Boksic capì e gli chiese di andare in panchina, ma Sven lo mandò in tribuna. Sempre con calma e senza alzare la voce.

Non si è alzato mai un tono, non è mai volata una parola fuori posto con lui”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giuseppe-De-Mita-22052024-e2jvi03

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Inter, Cade Zhang e inizia l’era Oaktree

Dopo la scadenza del termine del 21 maggio, inizia l’era Oaktree

Dopo la scadenza del termine del 21 maggio per il prestito concesso da Oaktree alle holding dell’Inter, il manager del fondo americano Alejandro Cano ha ufficializzato il passaggio di proprietà con un comunicato: “Come nuova proprietà, conosciamo la nostra grande responsabilità nei confronti della comunità e dell’eredità storica dell’Inter. Siamo impegnati per il successo a lungo termine dei Nerazzurri e riteniamo che le nostre ambizioni per il club si uniscano a quelle dei suoi appassionati tifosi in Italia e nel mondo.

Dal 22 maggio 2024, fondi gestiti da Oaktree Capital Management, Lp (“Oaktree”) sono proprietari di Fc Internazionale Milano. Ciò fa seguito al mancato rimborso del prestito triennale concesso da Oaktree alle holding dell’Inter, scaduto il 21 maggio 2024 con un saldo complessivo di circa 395 milioni di euro.

Nel maggio 2021, con l’Inter che si avviava a registrare perdite finanziarie record per l’esercizio finanziario 2020/2021, Oaktree ha fornito alle holding dell’Inter le risorse necessarie per stabilizzare la situazione finanziaria del club e continuare così ad operare, garantendo anche il pagamento di giocatori e dipendenti. Nei tre anni trascorsi dall’intervento di emergenza di Oaktree, l’Inter ha vinto la sua ottava e nona Coppa Italia, si è assicurata la sesta, settima e ottava Supercoppa, e ha guadagnato il 20° scudetto e la storica seconda stella, oltre ad aver raggiunto la finale di Uefa Champions League per la prima volta dal 2010.

Oaktree è dedicato a conseguire il miglior risultato per la prosperità a lungo termine dell’Inter, con un focus iniziale sulla stabilità operativa e finanziaria del club e i suoi stakeholder. Oaktree ha un grandissimo rispetto per la storia dell’Inter, la passione dei giocatori, la lealtà degli interisti; ha inoltre grande considerazione per il significativo ruolo del club nei confronti della città di Milano, dell’Italia e della comunità sportiva globale. Oaktree intende lavorare a stretto contatto con l’attuale team di gestione dell’Inter, con i partner, con la lega e con gli organi di governo dello sport per garantire che il club sia posizionato per il successo dentro e fuori dal campo, concentrandosi su una gestione e una governance solide con una visione di crescita sostenibile e di successo”.

Ha parlato inoltre Alejandro Cano, Managing Director e Co-Head Europa per la strategia Global Opportunities di Oaktree: “Come nuova proprietà, conosciamo la nostra grande responsabilità nei confronti della comunità e dell’eredità storica dell’Inter. Siamo impegnati per il successo a lungo termine dei nerazzurri e riteniamo che le nostre ambizioni per il club si uniscano a quelle dei suoi appassionati tifosi in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo iniziale è la stabilità operativa e finanziaria del club. Abbiamo grande rispetto per il gruppo dirigente dell’Inter e non vediamo l’ora di lavorare a stretto contatto con loro per dare una leadership forte al club. Conquistare la seconda stella è stato un momento cruciale per il club e il nostro obiettivo è continuare il successo ottenuto sul campo con un percorso di crescita e successo di lungo periodo”.

Termina dunque la presidenza Zhang, ma nuvole si addensano sul futuro nerazzurro visto che l’obiettivo del fondo americano sarà quello di ripianare più possibile (con i tagli) i disastrati conti dell’Inter per poi venderla.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tchaouna escluderebbe la pista Colpani. Troppi gialli alla Lazio, statistica sconcertante” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono un po’ più ottimista sul fatto che le presenze la prossima stagione in Europa League saranno maggiori. Vedere le italiane arrivare in finale e vedere che la stampa ha pompato tantissimo il cammino delle stesse, mentre in passato ha snobbato la Lazio, è una cosa che aiuterà a portare più persone allo stadio. Perché c’è da dire che l’ambiente Lazio è sempre più depresso e se dall’esterno arriva un aiuto a percepire meglio l’Europa League, lo prendiamo volentieri.

La statistica dei cartellini gialli contro la Lazio è a dir poco sconcertante. Tra l’altro la Lazio non è notoriamente una squadra particolarmente feroce e aggressiva, anzi…

Andando al mercato, Colpani è sempre una pista possibile. Ma Galliani dice in generale che non ha parlato con nessuno per Colpani. In più la Lazio è su Tchaouna, cosa che sarebbe incompatibile con la pista Colpani”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Preoccupato dal futuro, bisogna vendere per comprare. Luis Alberto rischia di ingessare il mercato, Guendouzi…” (AUDIO)

Sono molto legato a Sarri, ma… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto legato a Sarri, ma a un certo punto mi sono convinto che servisse una svolta in panchina. Già a novembre avevo percepito seri scricchiolii. La svolta di solito aiuta a dare una reazione di nervi alla squadra, cosa che la Lazio ha avuto. La media punti di Tudor è ottima ed è inequivocabile, ma la Lazio di Tudor non mi convince. Innanzitutto non mi convince proprio la Lazio perché rivedo gli stessi identici difetti che aveva con Sarri: incapacità di tenere risultato, gol di testa e da calcio piazzato, poca intensità…

Ci sono però tutta una serie di cose che non mi convincono anche perché è un’altra idea di calcio. Mi preoccupa molto il futuro: sono tanti i giocatori non adatti al gioco di Tudor nonostante il mister dica il contrario in conferenza.

Ad esempio Guendouzi, Zaccagni e altri. Se il secondo ha prolungato il contratto e vuole rimanere, il primo potrebbe dire qualcosa e anche chiedere la cessione. Zaccagni comunque andrà valutato perché Tudor lo riprende molto durante la partita. Lui ha la tendenza ad allargarsi, mentre il mister vuole che stia stretto dietro la punta.

Sarà comunque un’estate calda perché la Lazio deve cedere per poter fare mercato. Spero che Luis Alberto non sia il rompicapo dell’estate prossima. Sicuramente lo spagnolo avrà un’offerta dal Qatar e la Lazio dovrà corrispondere il 20% del cartellino al Liverpool, quindi dovrà farsi bene i conti. Ritengo che le strade si debbano dividere perché ormai siamo al capolinea, ma questa cessione non deve ingessare il mercato della Lazio e trasformarsi in telenovela.

Ma ci sono altre cose in ballo che potrebbero complicare i piani. Per ora la Lazio si sta muovendo sulle necessità avendo a disposizione i 20 milioni quasi certi dalla Europa League e quindi gli obiettivi sono al momento un sostituto di Anderson e una punta. Vedremo se la punta sarà Dia o qualcun altro. Non dimentichiamoci anche di Kamada che allo stato attuale è un rebus totale”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-21052024-e2ju3rv

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Oltre le dichiarazioni, non è certo che Immobile rimanga. Kamada? Situazione intricata…” (AUDIO)

Immobile ha altri due anni di contratto… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Immobile ha altri due anni di contratto ma le dichiarazioni degli addetti ai lavori vanno sempre valutate sulla contingenza e non su cosa accadrà nel futuro. Ieri Immobile ha voluto chiarire che l’unica cosa che lo ha veramente amareggiato è che gli siano state accollate le dimissioni di Sarri. Cosa che lui respinge categoricamente.

Alla fine dei conti, Ciro resterà se non si troveranno soluzioni diverse, offerte importanti per lui e anche per la Lazio. Ma non me la sento di dare per scontata la permanenza di Immobile sulla base delle sue dichiarazioni di ieri. Ovviamente questa cosa vale per tutti, calciatori e dirigenti.

Faccio un esempio: una delle squadre del campionato dell’Arabia sta prendendo come allenatore Gattuso, lui è un grande estimatore di Immobile e chissà che non arrivi un’offerta da lì. E solo un’idea, ma serve a far capire come sia fluida la situazione.

Argomento Kamada molto complesso. E’ una storia complicata. Stiamo apprezzando il giapponese nel suo ruolo ideale e Tudor praticamente pretende la sua conferma. C’è una clausola interna al contratto – che scade il 30 giugno – che permette a Kamada di confermare il contratto attuale per altri due anni allo stesso stipendio. Lui ora avrebbe piacere a rimanere, ma avendo ricevuto proposte da 5 milioni di euro, vorrebbe prendere più dei 3,5 milioni offerti dalla Lazio. La Lazio dal canto suo non potendo più approfittare del decreto crescita, non vuole alzare la posta. A questo punto il giapponese ha proposto di rimanere sì alla stessa cifra, ma solo per un altro anno e non due. Insomma si sta trattando. Il direttore Fabiani è convinto al 100% che il giapponese rimanga, io onestamente la vedo dura. E comunque penso che il termine del 30 maggio scivolerà via senza che accada nulla. Dunque poi si dovrà trovare un nuovo punto di incontro per un altro contratto, cosa che la Lazio non vuole fare”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Chi andrà in Champions? Per qualcuno il regolamento non è ancora chiaro…

Tanta confusione regna tra i tifosi, ma anche – cosa più grave – per qualche addetto ai lavori su chi rappresenterà l’Italia nelle tre competizioni europee.

Nella serata di ieri anche la Gazzetta dello sport è caduta nel tranello e al fischio finale di Roma-Genoa sull’edizione online si poteva leggere: “Roma in Champions se l’Atalanta vince l’Europa league”. Ovviamente non è così. Non basta che l’Atalanta vinca l’Europa league per l’automatica qualificazione in Champions della Roma. Occorrerà anche che gli orobici arrivino quinti e non quarti o terzi. Poiché i bergamaschi sono a -1 o -2 (dipenderà da risultato di Bologna-Juventus di questa sera) dal quarto posto e hanno una partita in meno delle avversarie, l’ipotesi di arrivo al quarto o terzo posto non è così peregrina.

Dopo qualche minuto infatti alla Rosea se ne devono essere accorti, perché il titolo della edizione online è cambiato in un più misurato: “Ora la Roma tifa Atalanta in Europa league”.

C’è molta confusione…

Alessio Buzzanca