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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, attesa Isaksen: serve il via libera degli esami

Gustav Isaksen è ancora alle prese con la mononucleosi: il danese non si sta allenando ormai dai primi giorni del ritiro, con Maurizio Sarri che spera di riaverlo a disposizione al più presto. Nella giornata di domani il danese si sottoporrà ad ulteriori esami clinici, sperando di poter tornare ad allenarsi in gruppo da dopo la sosta

Gustav Isaksen, alle prese con la mononucleosi da giugno, si sta allenando tutt’ora in solitaria con un preparatore atletico, ancora lontano dai suoi compagni: come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il danese si sottoporrà nella giornata di domani ad ulteriori esami clinici, che per poter tornare in gruppo, dovranno risultare completamente negativi e
l’ecografia addominale deve attestare che la milza sia rientrata nei parametri per sostenere un’attività sportiva da contatto come il calcio. Il rientro di Isaksen è vicino, con la Lazio e soprattutto Sarri che sperano di riaverlo dopo la sosta.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito resta a Cortina: non sarà all’Olimpico per il Verona

Il presidente Lotito non rientrerà a Formello prima di settimana prossima: il patron biancoceleste, infatti, si trova a Cortina d’Ampezzo e salterà con molta probabilità anche l’esordio stagionale all’Olimpico contro il Verona. Come riporta oggi il Corriere dello Sport, Claudio Lotito si trova a Cortina d’Ampezzo e non rientrerà a Roma sino all’inizio della prossima settimana: nessun discorso alla squadra quindi dopo la sconfitta subita dal Como. Il Presidente biancoceleste salterà inoltre, con molta probabilità, anche l’esordio stagionale all’Olimpico della Lazio contro il Verona.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il punto sul mercato di gennaio: “Senza cessione degli esuberi in questi ultimi giorni sarà a saldo zero” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio potrà fare mercato nella sessione invernale? In questo momento, se le cose restassero come adesso, a gennaio la Lazio potrà fare un mercato a saldo zero. Ossia, potrà comprare per quello che uscirà. Se in questi ultimi giorni, invece, il club riuscisse a fare delle cessioni, a sistemare gli esuberi, a vendere Gigot che ha mercato, potrebbe anche fare una sessione libera. Siamo sul filo, dipende tutto dalle possibili uscite di Kamenovic, Fares, Gigot e gli altri tagli. Anche Lazzari, per esempio, è uno dei candidati finali al taglio nella lista Serie A. Dei cinque giocatori che rischiano, quello che ha più mercato è Luca Pellegrini. Ha un ingaggio alto, ma ci sono delle richiesta anche dall’estero”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Belahyane e l’addestramento di Sarri: ecco su cosa sta lavorando il tecnico

Maurizio Sarri è metodico, capillare nel lavoro di squadre e con i singoli giocatori. Anche con Belahyane, arrivato nell’ultimo mercato di gennaio, il tecnico toscano sta facendo un lavoro personalizzato, finalizzato a un netto miglioramento delle prestazioni e del posizionamento in campo.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, le indicazioni di Sarri verso Belahyane sono chiare. Per il tecnico toscano, il classe 2004 tiene troppo palla, temporeggia troppo, è attendista con la palla in mezzo al campo. Mau, invece, vorrebbe giocate veloci, rapide, verticalizzazioni fulminee, meno innamoramento del pallone e più efficacia nel giocarlo.

Sarri vorrebbe un Belahyane alla “Allan”, centrocampista ai tempi del Napoli e che sotto la sui guida diventò perno fondamentale. Divenne una mezzala di livello internazionale, al punto di essere poi adocchiato da club di Premier. Il marocchino dalla sua può offrire qualità tecnica e un’ottima lettura del gioco. Va sgrezzato, fa parte del percorso, ma il traguardo può essere raggiunto con il duro lavoro.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, ma quale modulo, serve maggiore determinazione. Su Provstgaard e Dele…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Quella della Lazio a Como è stata una non partita, non c’è stata contesa. La squadra di Fabregas ha dimostrato cose davvero buone, ma dalla squadra di Sarri mi ha aspettavo maggiore capacità di lotta per evitare che venisse surclassata sotto ogni punto di vista. Non c’è stato nulla, neanche una reazione rabbiosa o fallosa. A Come si può perdere, hanno giocatori importanti, ma la Lazio deve quantomeno essere in condizione di essere determinata. Non c’è stata aggressione, solo passività. Semplicemente la Lazio non ha giocato, non ha mai offeso. Questo è grave, siamo la Lazio e come tale dobbiamo giocare. La soluzione non è cambiare modulo tattico, ma giocare con un atteggiamento diverso.

Provstgaard? Non ha fatto chissà che cosa, ma piace. E’ un giovane che può uscire fuori bene, ha prospettiva. Ho difficoltà invece a capire quale possa essere la giusta collocazione tattica di Dele-Bashiru. Ho sempre pensato che per tecnica e fisicità abbia buone doti, ma ancora non riesco a capire il suo reale ruolo. E’ vero che sembra abbia delle mancanze dal punto di vista delle conoscenze calcistiche per esprimere le sue potenzialità.

Al di là della gara di Como, la rosa della Lazio può arrivare da metà classifica in su. Poi se tutto va bene può anche arrivare in Europa. Ora, credo che Sarri debba più lavorare sulla testa squadra che ha fatto impressione per come ha perso”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Catastrofismi inutili per una Lazio che non può fare più di questo. Sarri ha avvilito la squadra…” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Como ho visto una Lazio deludente, ma non vorrei cadere in un catastrofismo totale. La prima di campionato può comportare una sconfitta a Como, dove ha giocato una squadra con il problema di Rovella ed altre assenze. Il centrocampista ha fatto una cosa da padre che si può capire, ma ha comunque comportato un problema alla squadra. Mi aspettavo di più da Nuno Tavares, ma inizio a pensare che questo giocatore abbia un’intelligenza calcistica relativa. Dele-Bashiru ha pochissima qualità, ha fatto quello che mi aspettavo. Le migliori cose sono arrivare nella ripresa, quando c’è stata maggiore verticalità, un po’ alla Baroni. Mi ha deluso anche un po’ Sarri nelle dichiarazioni. Dicendo certe cose non dai una scossa, ma avvilisci il gruppo.

Una sconfitta contro il Como di può stare in un primo turno in cui hanno steccato anche Milan e Bologna. Quello che vorrei dire è che la Lazio è questa. Visto il blocco del mercato ed un gruppo non migliorabile, senza coppe bisogna vivere alla giornata. I problemi della società restano, quindi cosa attenderci di più. Al massimo questa squadra può raggiungere il sesto posto. Bisogna rimboccarsi le maniche e non fare catastrofismo per una squadra che più di questo non può fare“.

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Lazio, Sarri riflette: gioco, modulo e atteggiamento sotto accusa

Il meglio del peggio di una Lazio al contrario: «Non abbiamo fatto nulla rispetto a quello che avremmo voluto fare», l’afflizione più grande per Sarri. Aveva chiesto di muovere velocemente il pallone, di tormentare il Como tra le linee attaccandole, disturbandole. Aveva ordinato aggressività. Ha visto mollezza, movimenti caotici, errori tecnici e nelle scelte, passività. «Siamo piatti», si tormentava in campo domenica. Tutto il lavoro fatto in settimana è sparito, un vecchio difetto della Lazio. E non ha accettato l’atteggiamento. Dentro gli occhi di Mau starà ancora scorrendo quella processione di sguardi persi, vuoti, dei suoi giocatori. La Lazio di Como è stata sconcertante, ma il tecnico non può perdere il controllo e ancora di più non può perdere lo spogliatoio: «L’unica cosa che non posso fare quest’anno è mettere in imbarazzo i miei giocatori o criticarli. Siamo questi e rimaniamo questi». Deve riuscire a motivare la squadra, a migliorarla, a convincerla che può superarsi. Sarri dopo Como ha confessato che «c’è da fare una valutazione, ma non da perdere la testa».

Domenica al rientro da Como l’umore era pessimo per tutti, bocche cucite. Sarri non ha parlato ai suoi ieri mattina a Formello, ha scelto la strategia morbida. E’ solito riflettere, rivedere la partita e analizzarla a freddo. Oggi la squadra riposerà, si ritroverà domani per la doppia seduta. La lezione video potrebbe essere l’occasione per tornare sul flop di Como. Di sedute di autoanalisi ne ha organizzate tantissime in passato, si ritrova a doverne rifare. Sarri deve ricominciare da capo o quasi, ma le risorse deve trovarle all’interno. Ci sono limiti che sono difficili da superare. La mancanza di una mezzala sinistra di qualità è un dato di fatto incontrovertibile e immutabile. La catena di destra è debole da un anno. Marusic e Isaksen con Baroni hanno mascherato le magagne a fatica, a momenti. Lazzari e Cancellieri, a Como, sono stati annientati. Quando manca Romagnoli la difesa va in difficoltà per quanto Provstgaard stia dando segnali, ma ha 22 anni. Tavares difensivamente è inadeguato contro avversari di valore. Zaccagni da tempo salta l’uomo con difficoltà. Taty e Dia vengono serviti poco e male, il che accentua le difficoltà che hanno sotto porta.  

Sono due i concetti chiave di Sarri. Il primo è legato alle valutazioni che farà. Il secondo riporta alla frase pronunciata in conferenza: «Vediamo prima la realtà di questa squadra e poi decidiamo come giocare». Il riferimento può essere tecnico, legato alla modalità di gioco, meno palleggio e più profondità? La Lazio ha creato pericoli solo nel secondo tempo, quando ha trovato un paio di verticalizzazioni. Il gol di Taty era arrivato su lancione di Gila, sorprendendo la difesa alta di Fabregas. La frase di Mau può anche intendere una riflessione sul modulo, ma non per il Verona, in caso dopo la sosta. A fine luglio aveva pensato al 4-3-1-2. Ma con questo assetto Zaccagni dovrebbe giocare trequartista, l’alternativa è Pedro a 38 anni. Isaksen, ancora fermo, non avrebbe posto. Nel finale di Como Mau ha impostato il 4-2-3-1, erano entrati Pedro e Dia. Lo spagnolo a destra, Dia dietro Taty, Zaccagni a sinistra. Era il modulo di Baroni. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone sul valore della Lazio: “Aspetto tornino i titolari, non credo sia da ottavo-decimo posto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io credo che la Lazio non abbia capito l’importanza della partita di Como, proprio nell’ottica della situazione che sta vivendo il club tutto. Ora ci aspetta una settimana, l’ultima di mercato, con le altre che si muoveranno sullo stesso e con la Lazio che dovrà preparare una gara già delicata con il Verona. Tutte le leghe europee avevano trovato un accordo per chiudere il mercato a metà agosto. poi la Liga si è opposta ed ora stiamo vivendo queste prime due gare con la sessione aperta.

Prima di definire il reale valore di classifica della Lazio rispetto alle altre, vorrei vedere la squadra con i titolari che sono mancati a Como. Non credo che la rosa della Lazio valga l’ottavo-decimo posto. Mi sembra troppo, credo che siamo completamente devastati dalla sconfitta di domenica. Io ho negli occhi una rosa che per metà stagione scorsa ha fatto benissimo. Sembra sia una squadra che abbia dei valori, poi se inizi male ci sono scorie importanti. La Lazio che è arrivata seconda non aveva il potenziale sulla carta per quella posizione. Cancellieri è la terza riserva della fascia destra, per fare un esempio. A questo punto mi chiedo perché è stato preso Sarri, se le cose stanno così. Io dico solo che voglio vedere la squadra al completo prima di farmi un’idea precisa, non dimenticando che questa squadra non dovrà giocare le coppe. Quella di Como è la vera Lazio? Io non lo so onestamente. Non credo che Dele-Bashiru sarà il titolare nel momento in cui tornerà Vecino. Così come non credo che Marusic non sia il titolare in luogo di Lazzari. Poi si può anche giocare in modo diverso, magari con tre centrocampisti e la coppia Dia-Castellanos. Penso che complessivamente sia da sesto-settimo posto. Poi se si arrivasse ottavi chiaramente non sarei sorpreso”.

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STATISTICHE

Lazio, Taty a secco: un’astinenza lunga quattro mesi

Il Taty Castellanos è a secco da 125 giorni. Il centravanti argentino della Lazio non riesce più a segnare un gol ufficiale da diverso tempo e anche la sfortuna, come nel caso di Como, gioca la sua parte. Fuga, aggancio e prima occasione da gol concretizzata con il piazzato in diagonale a battere Butez. Ansia da gol scacciata fino alla revisione beffarda della Var. Pochi centimetri, una spalla oltre l’ultimo difensore per rinviare la liberazione.

Come riporta Il Tempo nella sua edizione odierna, Castellanos non segna un gol ufficiale con la maglia della Lazio da 125 giorni. Era aprile, per la precisione il 23, e i biancocelesti giocavano a Marassi contro il Genoa. Da lì in poi un digiuno che dura fino a questo momento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rebus Dele-Bashiru: con l’Hellas Sarri vuole la svolta

Fisayo Dele-Bashiru piace moltissimo a Sarri. Parliamo di un incursore che ha nelle corde anche il vizio del gol, ma questo non basta. Il tecnico toscano ci punta, si ha scommesso fin dall’inizio, ma deve rivitalizzarlo quanto prima. La partita contro il Como è stata disastrosa, ora serve un netto cambio di passo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, quello di Dele-Bashiru resta un vero e proprio rebus per Maurizio Sarri. Il nigeriano non ingrana, contro il Como è sembrato un fantasma in campo e non ha inciso mai, in nessuna situazione. Il tecnico toscano ci sta puntando dall’inizio del precampionato, crede in lui e nelle sue potenzialità, ma serve una svolta.

Nell’atteggiamento in campo, nelle prestazioni da offrire, nella coerenza in campo e nei movimenti, nelle scelte da fare. Sarri vuole risposte da Dele, vuole che venga ripagata la fiducia che gli sta continuando a dare. Contro il Verona avrà la chance del riscatto, non deve sprecarla.