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GIUDICE SPORTIVO

Squalificati, Gudmundsson e Fagioli saltano Fiorentina-Lazio

La Serie A Enilive 2025/2026 è iniziata e con lei anche il nostro amato Fantacalcio. Vediamo insieme quali sono i calciatori che salteranno la trentunesima giornata di campionato a causa della squalifica e che quindi non ci saranno nel prossimo turno Serie A.

Da segnalare i due turni di squalifica comminati a Maleh della Cremonese per l’espulsione rimediata contro il Bologna. Solo un turno di stop, invece, per Albert Gudmundsson, espulso nel concitato finale di partita a Verona al pari dello scaligero Suslov.

Squalificati Serie A 32ª giornata

  • Ferguson (Bologna)
  • Maleh (Cremonese, due giornate)
  • Fagioli (Fiorentina)
  • Gudmundsson (Fiorentina)
  • McKennie (Juventus)
  • Pellegrino (Parma)
  • Suslov (Verona).

Due turni di stop a Maleh

Il giudice sportivo ha comminato due giornate di squalifica a Youssef Maleh della Cremonese, sanzionato con un’ammenda di 5mila euro per “comportamento scorretto nei confronti di un
avversario e per avere  al 49° del secondo tempo, colpito al volto un calciatore avversario con il pallone non a distanza di giuoco”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio-tifosi, se fossi la società non ci dormirei la notte. Se la rabbia diventa assuefazione…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Nel momento della Lazio vedo tanta superficialità, sottovalutazione, confusione, tanta impotenza, tanti silenzi. Questa situazione è semplicemente è rimandare l’appuntamento con un chiarimento, una messa a terra di un discorso sensato sul futuro della Lazio calcio come posizionamento, come ambizioni, come posto nel mondo. Una posizione che richiede la necessità di riallacciare in modo organico, passionale ed umile il rapporto con i tuoi tifosi. Nonostante i tentativi di evitare l’effetto deserto, anche in Lazio-Parma la contestazione ha lasciato il segno sullo stadio. Andando avanti così, dove vuoi andare, nella prossima stagione dove vuoi andare, siamo quasi alla fine.

Mi auguro che tramite la Coppa Italia accada qualcosa che possa ribaltare una stagione una delle più brutte stagioni della Lazio. Speriamo che questo piccolo, grande miracolo, possa accadere. Ma se io fossi la Società Sportiva Lazio non dormirei la notte, cercando di pensare al modo in cui poter uscire positivamente da un Cul de Sac mostruoso dopo aver coltivato a volte disprezzo verso una enorme maggioranza di tifosi. Quest è l’avvvizzimento, l’accartorciarsi della passione collettiva. Prima di tante altre cose, se fossi la Lazio mi porrei come problema principale quello di risolvere questa situazione. Questo fossato che siè creato con decine e decine di migliaia di tifosi. Quando la rabbia diventa scoramento ed assuefazione a questo stato di galleggiamento emotivo c’è un problema drammatico”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la conseguenza di investimenti non condivisi: i 13 milioni di Ratkov solo in panchina

Ratkov non gioca mai e, almeno per ora, la scommessa è stata persa. Non si sa se giocherà mai con il tecnico toscano, sta di fatto però che – come scrive il CdS nella sua edizione odierna – che non lo avrebbe fatto era chiaro fin da subito. Questione di caratteristiche, in primis, per quanto però qualcuno sospetti che la scontrosità di gennaio con la società c’entri e non poco. Sarri gli ha dato delle attenuanti, ma se si va a stringere, la verità è che un acquisto costato 13 milioni nel mercato di gennaio non gioca mai, o quasi. Scavalcato anche da un altro acquisto, Daniel Maldini, che nasce come trequartista e avrebbe dovuto fare il vice Zaccagni, mentre ricopre il ruolo di punta centrale. 

Con Parma e Bologna sono entrati tutti, proprio tutti, tranne Petar Ratkov. Dia è stato decisivo al Dall’Ara e Noslin con il Parma, per il serbo nessuna gioia. Le panchine dell’ex Salisburgo sono diventate cinque consecutive con la Coppa Italia, e ben 6 nelle ultime nove partite. Se si guarda al resto, è stato titolare a Torino, poi tolto nell’intervallo. Ancor prima, due apparizioni abbastanza dimenticabili contro Atalanta e Cagliari. L’equivoco reale, però, sta nel fatto che Sarri non ha mai riconosciuto la validità dell’acquisto, per quanto la società sostenga il contrario.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin in corsa con la migliore media gol delle punte: ora chiede un’altra chance dall’inizio

Tra color che son sospesi tra Lotito e Sarri c’è Noslin. Mezzo giocatore o talento in attesa di collocazione? L’uno e l’altro. Detta male, la questione forse si è ormai ridotta ai gusti e gli umori di Mau. Ci sono giocatori tanto presenti quanto assenti nella Lazio, è così da quando è arrivato il Comandante. Ha rinunciato alla bellezza, non rinuncia al buongusto tecnico, alle qualità che più lo intrigano e agli identikit che più si adattano alle due fasi. Affinità e feeling non sono scattati con alcuni della rosa e Noslin è tra questi. Sarri a ottobre lo vedeva così: «È un giocatore difficile per un allenatore, è complicato collocarlo. Ha la gamba da esterno ma non lo è, potrebbe essere un trequartista ma non ha quella qualità, può essere un centravanti ma non lo è in realtà. In certe situazioni può darci una mano». Tutto e niente. Da centravanti prima era chiuso da Castellanos e Dia. Come ala da Zaccagni e Pedro. 

Noslin è salito a 4 gol stagionali, uno in Coppa a Bologna, 3 in campionato. Ha sempre segnato giocando part-time, entrando in corsa al Dall’Ara (in Coppa) e contro Lecce e Parma (tra andata e ritorno in A). In campionato i tre gol sono un record, lo divide con Baturina, Kristovic, Pulisic e Pio Esposito. Noslin è partito titolare quattro volte su 22 partite. Tre gol in campionato li ha segnati Zaccagni, quattro Isaksen. Nessuno ha medie da bomber veri, vale anche per Maldini e Dia. Daniel ha segnato solo un gol in campionato, lo stesso Dia. Il primo ha una media di 846’, il secondo di 981’. La media di Noslin è di 208’, in serie A ha giocato 623’. Il gol di sabato è un nuovo bonus da giocare. Zaccagni lavora per l’Atalanta, il piano è convocarlo a Napoli, fargli giocare una ventina di minuti e averlo pronto per Bergamo. Prima si giocherà lunedì a Firenze e Sarri sarà chiamato a scegliere: confermare Pedro, evanescente col Parma, o provare a lanciare Noslin. Che funzioni di più in corsa è un dato di fatto. Qualche occasione dal via l’ha avuta e non l’ha sfruttata, sia da centravanti che da ala. Da gennaio ha giocato tre volte da titolare perché era partito Taty o perché mancava Zaccagni. Corriere dello Sport

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POLITICA SPORTIVA

Tutta la Serie A tranne Lotito appoggia Malagò: vuole commissariare la FIGC

Il candidato principale come successore di Gravina a presidente della FIGC, al momento, è Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI. Come riporta Repubblica, Malagò ha chiamato mezza Serie A per ottenere appoggio e consensi, ma non ha trovato quello del presidente Lotito.

Anzi, c’è di più. Il patron biancoceleste sta supportando e sostenendo l’idea del Ministro Abodi di commissariare la Federazione, aprendo così una fase di transizione all’interno della massima istituzione calcistica. Da giorni, infatti, il numero uno del club biancoceleste ha affidato all’ex presidente della Lega Serie A, nonché suo fedelissimo alleato, Lorenzo Casini, di redigere un disegno di legge che permetta appunto alla politica di commissariare la Federcalcio.

Si tratterebbe di una mossa estrema, che indurrebbe anche la Uefa a tenere fuori l’Italia dalle coppe europee e dall’Europeo. In questo caso, la nostra nazione perderebbe anche del 2032 che si sta tentando di ospitare in casa. La situazione è in divenire, ma le elezioni del 22 giugno sono alle porte. Quella di Lotito è una corsa contro il tempo ma, soprattutto, in solitaria. Malagò è appoggiato da quasi tutta la Lega Serie A, il presidente della Lazio potrebbe ritrovarsi spalle al muro.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, carestia di gol: Noslin aggancia Zac ed Isaksen, ma il mercato ha fatto flop

Appena 32 gol realizzati in 31 giornate, numeri con cui la Lazio condivide il sesto peggior attacco della Serie A con il Cagliari. Solo il Parma e le ultime quattro della classifica hanno fatto peggio dei biancocelesti, che però in un dato risultano addirittura essere la seconda peggior squadra del campionato. I quattro gol di Isaksen lo rendono il secondo miglior marcatore meno prolifico della Serie A, dietro solo ai tre del trio Banda, Ramadani e Stulic del Lecce. Nessuno segna, ieri lo ha fatto Tifjani Noslin che con il quarto gol stagionale (tre in A più la rete in Coppa Italia a Bologna) ha agganciato il danese e Zaccagni. E sotto il profilo dei gol il mercato di gennaio non ha aiutato il reparto offensivo. Maldini è a un gol in 721 minuti di gioco in tutte le competizioni, Ratkov ancora deve trovare la prima rete in biancoceleste. L’unica nota lieta è Taylor, già a un passo dal diventare il miglior marcatore stagionali visti tre gol realizzati nelle dodici partite giocate in Serie A.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, che fatica senza spazi: cercasi qualità per aprire le piccole

Una Lazio piccola con le piccole. E questa l’indicazione che arriva dal girone di ritorno dei biancoceleste e che è stata confermata anche dal pareggio di ieri sera all’Olimpico contro il Parma. Le dodici partite giocate negli ultimi due mesi e mezzo sono piuttosto emblematiche e spiegano perfettamente quello che è lo stato attuale della rosa biancoceleste. Se c’è da sfruttare gli spazi e lasciar fare la partita all’avversario, allora la squadra di Maurizio Sarri ha le carte in regola per mettere in difficoltà quasi chiunque. Se, invece, gli spazi si chiudono e serve maggiore qualità emergono tutti i limiti della rosa. In sei partite contro squadre della parte sinistra della classifica la Lazio ha ottenuto dieci punti nel girone di ritorno. Sono invece nove i punti ottenuti nelle sei sfide con le squadre della parte destra della classifica, con appena due vittorie di misura contro il Verona al Bentegodi e col Genoa nel recupero all’Olimpico. Tuttomercatoweb.com

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TIFOSI

Lazio, la contestazione lascia un altro segno: i numeri dell’Olimpico

Il Corriere dello Sport questa mattina torna sui numeri impietosi di tifosi della Lazio presenti sugli spalti dell’Olimpico anche per la gara col Parma dovuti alla contestazione sempre in atto, di poco superiori alle ultime uscite della squadra di Sarri tra le mura amiche. 

10mila i sostenitori biancocelesti, mille invece quelli ospiti giunti da Parma per un totale di undicimila anime sigli spalti dello stadio Olimpico. Meglio delle ultime uscite ad eccezione della gara col Milan che aveva visto l’impianto ripopolarsi ma comunque numeri bassissimi. 5mila i tifosi di fede laziale che hanno scelto di acquistare il biglietto mentre gli altri fanno parte degli oltre 29mila abbonati che hanno scelto di presentarsi senza aderire alla contestazione in atto. 

Secondo il quotidiano questa che ormai non è più una novità ma la nuova regola, potrebbe protrarsi fino al termine della stagione con forse un paio di eccezioni. Potrebbero essere fatte valutazioni infatti per il derby con la Roma e per l’eventuale finale di Coppa Italia. Per quanto riguarda le altre gare l’Olimpico pare invece destinato ad avere la stragrande maggioranza di seggiolini vuoti. 

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DICHIARAZIONI

Lazio, conferenza Sarri: “Ct Nazionale? Sto facendo una cosa che mi piace. Positivo su Zaccagni, Maldini…” (AUDIO)

La Lazio impatta sul Parma all’Olimpico, e nell’anticipo della 31ª giornata di Serie A la gara finisce 1-1. Al termine della partita il tecnico Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il match. Di seguito le sue parole:

Cosa è mancato per la vittoria?

«L’atteggiamento che hanno avuto loro, con un blocco basso, solitamente l’aspetto più importante è non prendere gol. Perché è un tipo di atteggiamento che poi va a calare, può succedere l’episodio. Purtroppo noi siamo andati sotto. Abbiamo delle responsabilità del primo tempo, era tutto palla addosso. Questo ti porta a facilitare la fase difensiva. Nella ripresa i ritmi sono stati diversi, la possibilità di vincere la partita c’era. I 22 minuti e mezzo di tempo effettivo non ci hanno aiutato»

Se le proponessero la panchina della Nazionale?

«Ho l’impressione che tu mi abbia dato del vecchio (ride, ndr). Non ci ho mai pensato, sto facendo una cosa che mi piace»

Dagli spalti è sembrata una squadra svogliata. Come stanno gli infortunati?

«No, dai. Non è una squadra svogliata, non sono d’accordo. Il primo tempo è stato fatto sotto ritmo, ma nella ripresa quello che poteva fare l’ha fatto. Se a inizio campionato facevi una lista che avrebbero dovuto giocare tutte le partite mettevi proprio quelli infortunati. Zaccagni ha fatto l’ultimo controllo e sembra positivo, spero di recuperarlo prima di Bergamo in modo di averlo anche in condizione. Patric sta diventando un giocatore importante e credo sia risolvibile. Provedel e Rovella sono situazioni più complicate. L’infiammazione rotulea di Gila è sempre difficile da valutare. Sembra una situazione in guarigione ma poi si riparte da capo»

Come sta procedendo l’adattamento di Maldini? Fino a che punto andrà avanti con lui? Su Ratkov?

«Non devo dare spiegazioni, le danno le scelte. Lo vedo peggio degli altri, in questo momento. Non può fare l’esterno, solo l’attaccante centrale. Ha tutte le attenuanti del caso, alcuni giocatori hanno bisogno di tempo. Penso che sia in una fase di questo tipo. Poi si valuterà quando darà sensazioni diverse. Il Parma ha fatto grandi risultati, non siamo superficiali nel pensare che sia semplice. Maldini? Sta facendo un percorso che per lui può essere complicato oppure potrebbe essere una risoluzione»

Ha già in mente le prossime rotazioni a centrocampo? Il trio Cataldi-Taylor-Dele-Bashiru è il migliore al momento?

«Noi veniamo da un momento in cui non è che avessimo tanto da scegliere a centrocampo. Basic era in panchina ma a meno di necessità non avrebbe giocato. Patric va preso in considerazione. Per quanto riguarda le rotazioni, io non credo a quelle studiate. Non è detto che se un giocatore sta fuori 10 giorni poi arrivi in forma»

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DICHIARAZIONI

Lazio, Provstgaard: “Se non vinciamo cresciamo. Dobbiamo migliorare sui piazzati. I tifosi mancano” (AUDIO)

Al termine del match pareggiato con il Parma, il difensore della Lazio Oliver Provstgaard ai microfoni di Lazio Style:

“Non siamo soddisfatti. Potevamo vincere, abbiamo creato di più nel secondo tempo. Dobbiamo riguardare la partita, non era facile creare occasioni contro di loro. La Nazionale? È stata una crescita importante per me e per la Lazio, sono felice. Il Mondiale era una grande opportunità, purtroppo come l’Italia non ci siamo qualificati. lo sono giovane, mi devo concentrare sulla Lazio. Avrò più occasioni per giocare tornei importanti con la Danimarca”.

“Sulle palle inattive potevamo fare meglio, ma credo che ci stiamo lavorando nel modo giusto, sia sul campo che con i video. Dobbiamo comunque lavorarci di più”.

CONFERENZA

“Le prossime 3 partite saranno in trasferta, contro Fiorentina, Napoli e poi Atalanta in Coppa Italia. Vista l’assenza dei tifosi in casa, paradossalmente per voi può essere d’aiuto andare a giocare in stadi più caldi”?

“I tifosi ci mancano, quando sono tornati con il Milan ci hanno dato molto. Non siamo stati sorpresi dopo stasera visto che negli ultimi 3 mesi è stato sempre così. Dobbiamo dare sempre il massimo in ogni partita per la Lazio e i suoi tifosi“.

“Ci stiamo abituando allo stadio vuoto. Come stai vivendo questa stagione”?

“Il campionato è stato sicuramente difficile per tutti ma il calcio è cosi, quando si perde si può crescere, nelle ultime 4 abbiamo fatto 10 punti e dobbiamo usare tutte le nostre energie per le prossime partite anche perché abbiamo una partita importantissima contro l’Atalanta. Sarà bella, speriamo”.