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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Ok le dimissioni di Gravina, ma ora istruttori bravi e più spazio agli italiani” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Immaginavo che le dimissioni di Gravina sarebbero arrivate, sarebbe stato un uno contro tutti senza senso. Ora servono dei correttivi che diano una svolta, partendo dalla necessità di permettere ai calciatori italiani di avere più spazio o di fare in modo che le squadra Primavera non siano piene di stranieri. Poi, è necessario che il talento dei giovani venga coltivato con degli istruttori bravi che vengano pagati a dovere per fare il proprio mestiere, formare i giovani. Non che l’amico dell’amico abbia corsie preferenziali o i genitori debbano pagare per far giocare i propri figli. Oggi si premia più la struttura fisica che la qualità tecnica. Ora abbiamo tutti giocatori forti e grandi e nessuno che decide la partita. Ora serve davvero un cambio radicale, sarebbe inutile una settimana di lutto per poi non cambiare nulla. Starà a nuovi vertici trovare le soluzioni per mettere in condizione gli italiani di migliorare giocando”.

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CALCIOMERCATO STATISTICHE

La ‘missione riscatto’ di Maldini riparte dalla sua vittima preferita. Intanto la Lazio chiarisce quando scatterebbe l’obbligo…

Sosta finita, Italia fuori (ancora) dal Mondiale. Tra i giocatori papapili per la spedizioni americana della prossima estate c’era anche Daniel Maldini. Non una prima scelta, ma un’opzione che Gattuso teneva calda in caso di necessità. Sogno tramonato con la debacle di Zenica: ora all’ex Atalanta resta solo la possibilità di un finale di stagione importante e di ulteriore crescita nel ruolo di attaccante. Nella Lazio e con Sarri, con l’obiettivo di convincere definitivamente il club biancoceleste a riscattarlo. L’obbligo dello stesso, ha fatto sapere il club nelle ultime ore, non è già scattato. Verosimile dipenda dalla qualificazione alla prossima Europa League; ma anche in caso contrario, da Formello potrebbero decidere di versare i 14 milioni di euro pattuiti a gennaio con la Dea.

Prossimo step il Parma che coincide con l’unica marcatura multipla di Maldini in Serie A: doppietta lo scorso 25 maggio; contro nessuna squadra, tra l’altro, il classe 2001 vanta più gol nel torneo (due anche contro Fiorentina e Genoa).

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NEWS

Scossone FIGC: Gravina si dimette, elezioni il 22 giugno

Tanto tuonò che piovve: dopo il fallimento con la Bosnia Erzegovina e la mancata qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva, arrivano le dimissioni di Gabriele Gravina.

Questa la decisione emersa dall’incontro tenutosi oggi a Roma tra il presidente federale e i numeri uno delle varie componenti della Federcalcio. Il dimissionario Gravina ha indetto l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma.

Figc, arrivano le dimissioni di Gravina

Nel corso della riunione, Gabriele Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato la vicinanza e il sostegno alla sua persona.

Inoltre, ha informato i presidenti di essere disposto a fare il punto sulle condizioni del calcio italiano il prossimo 8 aprile in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. Gravina si è poi detto rammaricato per l’interpretazione delle sue dichiarazioni in merito alle presunte  differenze tra sport dilettantistici e professionistici.

La nota ufficiale della FIGC

Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano.

Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo.

A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).

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RASSEGNA STAMPA

Italia, Gattuso (e Buffon) verso le dimissioni: iniziata la caccia al successore. Allegri e Conte i preferiti…

Il terremoto in Federazione sta per concretizzarsi con le sempre più imminenti dimissioni di Gattuso, Buffon e Gravina e, per questo, si sta già pensando a chi possa essere il nuovo Ct della NazionaleConte e Allegri sono in pole, anche se entrambi sono già allenatori di club.

Gennaro Gattuso rassegnerà le dimissioni dopo la disfatta di Zenica con la Bosnia, e con lui anche il capo delegazione Gigi Buffon e il presidente federale Gabriele Gravina. Per il dopo, si sta già pensando a chi potrà essere il profilo ideale per sostituire “Ringhio” e, tra i nomi che circolano, i più insistenti sono quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

Parliamo di due nomi di primissimo livello, allenatori di prima fascia che – pur sotto contratto – non lascerebbero cadere nel vuoto una proposta seria di rifondazione della Nazionale e con un progetto ambizioso e stimolante. De Laurentiis certamente è un osso duro, l’ex allenatore di Juventus e Inter ha ancora un anno di contratto con i partenopei, ma le strade per lasciarsi si possono trovare.

Per Allegri, invece, la situazione è un po’ diversa. Tornato da 10 mesi sulla panchina del Milan, voluto da Tare e Cardinale, sembrerebbe alquanto affrettata e assurda la decisione di interrompere questo nuovo progetto dopo così poco tempo. Tempo al tempo, direbbe qualcuno. Prima il consiglio federale con le (quasi) scontate dimissioni, poi sarà il tempo delle valutazioni.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Tavares: “Meno offensivo e più tattico per una stagione di crescita. Un piacere lavorare con Sarri”

Nuno Tavares, terzino della Lazio, ha rilasciato un’intervista al canale ufficiale della Serie A, nella quale ha raccontato tutta la sua carriera e non solo.

Rendimento in Italia? Forse non sono lo stesso Nuno che abbiamo visto la scorsa stagione come proiezione offensiva, ma adesso facciamo un gioco più tattico, con più pause in relazione all’intensità, soprattutto riguardo ai miei inserimenti. Però è un modo di crescere come squadra e stiamo giocando un buon calcio”.

Obiettivo personale? È sempre quello di migliorarmi, non voglio dire un numero di assist preciso, che sia più alto o più basso di quello dell’anno scorso, ma ovviamente anche in questa stagione voglio fare tanti assist”.

Sarri? È sempre una cosa positiva giocare per un allenatore che ha vinto tanti titoli con club diversi. Io voglio sempre lavorare con i migliori, per questo sono molto contento di potermi allenare con lui. Voglio una stagione di crescita, con maggiore costanza rispetto all’anno scorso in termini di risultati. Spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi, siamo qui per questo, e che i tifosi della Lazio siano contenti e soddisfatti del nostro lavoro in campo”.

Gli infortuni continui? Io conosco il mio corpo meglio di chiunque altro, ma a volte certe scelte non le puoi prendere da solo. Io ascolto il mio corpo con attenzione, so cosa posso fare e anche quando invece non riesco a performare. Il problema è che a volte non tutte le persone coinvolte nelle mie scelte la pensano allo stesso modo, ma la cosa più importante è sapere che io so leggere i segnali del mio corpo, so di cosa ho bisogno e se devo fermarmi o meno”.

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RASSEGNA STAMPA

Fallimento Italia, il giorno del passo indietro di Gravina ed il peso dei club: avanza Malagò

Il nuovo salto nel vuoto del nostro pallone, il più fragoroso, scuote i palazzi e apre la crisi: il tempo del dentro o fuori federale è in campo. Come è stato il risveglio dopo la ritirata di Zenica nelle stanze dei nostri club? L’opposizione permanente all’attuale governance della Lega Serie A parla dell’Italia come di “un giocattolo in mano ai bambini…” (Aurelio De Laurentiis dixit), la stragrande maggioranza riflette, si interroga, aspetta una mossa, di fatto, annunciata: le dimissioni di Gabriele Gravina. Niente strappi, niente stracci, ma ciò che appartiene ad una logica conseguenza: il passo indietro del presidente della Figc davanti all’opinione pubblica e in ossequio ad un’assunzione di responsabilità inevitabile davanti a quanto accaduto in Bosnia.

Il mandato dei club al presidente Ezio Maria Simonelli è nei fatti: ascoltare, all’ora di pranzo, le parole di chi ha in mano la Figc con il 98,7 per cento dei voti dall’urna del 3 febbraio dell’anno scorso e accettarne la decisione di farsi da parte. La Serie A, sul punto, si trova tutta sullo stesso fronte e sul fronte della politica con il governo in pressing sull’inquilino di via Allegri da tempi non sospetti: Gravina lasci, ha più volte sottolineato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Una comune posizione nata, però, dalla notte di Zenica, non certo da una strategia condivisa: a tenere unite la Serie A e il mondo delle istituzioni è solo il terzo Mondiale saltato per aria. Tradotto: i club hanno intenzione di rivendicare ancora con più forza tutta quella serie di richieste a chi ha in mano il governo del Paese per dare un senso ai loro sacrifici economici e, quindi, ai conti. Oltre Gravina c’è la necessità di una “rivoluzione”. E oltre Gravina c’è l’intenzione della Lega di indicare il nome del prossimo numero uno della Figc: il peso elettorale passato dal 12 al 18 per cento non può, per le società, costituire una semplice svolta numerica, ma deve trasformarsi in una reale occasione perché i club diventino la forza motrice dell’intero sistema.

La Serie A si è data appuntamento nel tardo pomeriggio per ciò che il suo presidente Simonelli riferirà sul vertice convocato tra i numeri uno delle varie componenti federali. L’Italia del pallone si prepara, così, ad una nuova tornata elettorale e, stavolta, la tornata elettorale dovrà avere un punto di partenza diverso: i club, sul tema, giocheranno la loro partita perché se la tradizione vuole che il nome del candidato forte sia espressione della Lega Dilettanti o della Lega Pro in base al già citato “peso”, la tradizione va spezzata. Un primo nome è già sulla scena: Giovanni Malagò. Si tratterebbe di un profilo che unisca conoscenze e managerialità, di un personaggio che ha vissuto molte, moltissime stagioni in questo mondo. Per qualcuno, però, puntare su un protagonista, recente, di un rapporto non proprio idilliaco con Abodi (vedi il caso della non rieleggibilità al vertice del Coni) possa rivelarsi un boomerang nel momento in cui con i palazzi della politica romana va, comunque, instaurato un dialogo per ottenere quello che i club chiedono. Di sicuro, la volontà di affidarsi a chi ha una visione lungimirante è ben presente all’interno della Lega. Gazzetta.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taylor la prima pietra: la traccia da seguire per il futuro

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Lazio deve ripartire da acquisti come Kenneth Taylor. Quest’ultimo può prendere il posto dei calciatori importanti che in questi ultimi anni hanno lasciato la squadra biancoceleste, come Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Guendouzi. L’olandese, al netto di possibili offerte davvero irrinunciabili, è tra i pochi intoccabili della squadra agli ordini di Sarri.

Il centrocampista ha tante similitudini con Sarri, così come le aveva con Farioli: nove gol e sei assist con l’Ajax del tecnico italiano. Taylor predilige quando lo si lancia verticalmente, così come si è visto nella doppietta rimediata al Bologna prima della sosta. Oltre ai due gol, però, l’olandese contro i felsinei è stato il secondo giocatore per chilometri percorsi: 12.393. Lui riesce a giocare anche ad uno-due tocchi, sa leggere gli spazi e sta iniziando ad esaudire una richiesta di Sarri alle sue mezzali: chiudere la linea di passaggio. Taylor, a differenza di quanto accade di solito con il tecnico toscano panchina, è stato subito lanciato in campo nella sfida con il Verona, ambientandosi così subito nel mondo Lazio.

Taylor ha firmato un contratto con la Lazio fino al 2030 con un ingaggio attuale da 1,4 milioni di euro che, tra bonus ed incentivi, può arrivare nel corso degli anni fino a 3,4 milioni di euro. Il club biancoceleste, di fatto, può costruire la squadra su di lui, con Rovella e Cataldi che continueranno ad essere i registi. Con Taylor, dunque, si è posata la prima pietra per completare la linea media di Sarri, a cui servirebbe un’altra mezzala. Sempre se l’ex allenatore di Napoli e Juventus dovesse restare alla guida della Lazio.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, senza coppe crollano i ricavi. E la rivalutazione di Formello fa tornare in positivo il patrimonio netto

La Lazio ha chiuso la semestrale al 31 dicembre 2025 con un risultato netto negativo pari a 20,4 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di 0,6 milioni registrato nello stesso periodo della stagione precedente. Pesa il crollo del fatturato  (-35%) legato al calo in particolare dei diritti tv, mentre i costi sono cresciuti.

Nel dettaglio, i ricavi complessivi del club biancoceleste evidenziano una contrazione importante, con un calo del 35% passando da 87,4 a 54 milioni. I proventi da gare si attestano a 8,7 milioni di euro, in calo rispetto ai 9,9 milioni della prima metà del 2024/25.

Ancora più marcata la riduzione dei diritti televisivi, che scendono a 29,5 milioni dai 53,7 milioni precedenti, considerando la mancata partecipazione alle coppe. In lieve flessione anche i ricavi commerciali, pari a 9,6 milioni contro i 10,5 milioni dello scorso anno, così come quelli derivanti dalla gestione calciatori, che passano da 10,5 a 7,1 milioni.

  • Ricavi da gare: 8,7 milioni (9,9 milioni nel primo semestre 2024/25);
  • Diritti televisivi: 29,5 milioni (53,7 milioni);
  • Ricavi commerciali: 9,6 milioni (10,5 milioni);
  • Gestione calciatori: 7,1 milioni (10,5 milioni);
  • Totale ricavi: 54,8 milioni (84,6 milioni).

Lazio semestrale, i costi

Sul fronte dei costi, si registra invece un incremento complessivo, passando da 87 a 90,9 milioni di euro (+4,5%). Il costo del personale sale a 51,2 milioni (48,8 milioni nel 2024/25), mentre gli ammortamenti e le svalutazioni crescono fino a 21,6 milioni rispetto ai 18,5 milioni precedenti. In controtendenza gli altri costi operativi, che diminuiscono a 18,1 milioni dai 19,7 milioni dello scorso esercizio.

  • Costi del personale: 51,2 milioni (48,8 milioni)
  • Ammortamenti e svalutazioni: 21,6 milioni (18,5 milioni)
  • Altri costi operativi: 18,1 milioni (19,7 milioni)
  • Totale costi: 90,9 milioni (87,0 milioni)

La differenza tra costi e ricavi è così negativa per 32,1 milioni, contro un sostanziale pareggio (+0,5 milioni) registrato dodici mesi prima. La perdita prima delle imposte si attesta a 34,6 milioni (-1,2 milioni nel confronto annuo), confermando il peggioramento del risultato economico.

Lazio, la rivalutazione di Formello e l’impatto sul patrimonio

Una perdita che tuttavia la Lazio ha assorbito anche grazie a una mossa contabile. Il patrimonio netto è passato infatti da un valore negativo di 16,8 milioni al 30 giugno 2025 a un valore positivo di 103,2 milioni al 31 dicembre 2025, con un incremento complessivo di oltre 120 milioni. La variazione è legata principalmente all’aumento delle “Altre Riserve”, cresciute di 140,5 milioni, parzialmente compensate dalla perdita di periodo. Un incremento che deriva dall’adozione del Revaluation Model previsto dallo IAS 16 per la categoria “Terreni e Fabbricati”, con applicazione retroattiva dal 1° luglio 2025, come consentito dallo IAS 34. Questa scelta ha permesso di allineare il valore contabile del centro sportivo di Formello al fair value di mercato, portando così a una riserva di rivalutazione che ha rafforzato il patrimonio senza interventi da parte del patron Lotito.

Dal punto di vista finanziario, i debiti – al netto dell’esposizione finanziaria, dei risconti passivi e dei fondi – si attestano a 180,4 milioni di euro. Escludendo anche il debito oltre i 12 mesi relativo alle rateizzazioni tributarie, l’importo scende a 164,3 milioni, con una riduzione di 37,9 milioni rispetto al 30 giugno 2025 a parità di perimetro. La diminuzione è dovuta principalmente al calo dei debiti verso enti specifici e alla riduzione degli acconti, legata alla contabilizzazione a ricavi degli anticipi relativi alla prima rata dei diritti televisivi della stagione 2025/26.

In aumento invece l’indebitamento finanziario netto, che risulta negativo per 111,3 milioni, in peggioramento di 45,0 milioni rispetto alla fine dello scorso esercizio. Una variazione attribuibile soprattutto all’incremento degli anticipi autoliquidanti, che ha inciso sulla posizione finanziaria complessiva del club. calcioefinanza.it

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CALCIOMERCATO

Lazio, ipotesi Sogliano come nuovo Ds: l’indiscrezione

Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà sul proprio sito ufficiale, potrebbe esserci la Lazio nel futuro del direttore sportivo del Verona Sean Sogliano. Protagonista di un ciclo importante all’Hellas e di un gran numero di plusvalenze, Sogliano potrebbe lasciare gli scaligeri a fine stagione. Ad oggi non è stata presa alcuna decisione definitiva e presto dovrebbe esserci un incontro con la proprietà. Sogliano piace e non poco alla Lazio così come ad altri club. In caso di arrivo alla Lazio Sogliano ricoprirebbe il ruolo di direttore sportivo mentre Fabiani diventerebbe direttore generale.

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Italia, Lotito in azione in Senato: raccolta firme per le dimissioni di Gravina

Raccolta firme in Senato per le dimissioni del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. L’iniziativa se la intesta il senatore di Forza Italia, Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, come riportato da Il Messaggero, si aggira in questi minuti in Transatlantico, a Palazzo Madama, con un faldone sotto braccio, dove sta raccogliendo le firme per chiedere il passo indietro di Gravina, dopo il flop azzurro contro la Bosnia e l’addio ai mondiali dell’Italia. Ad essere avvicinati sono esponenti di maggioranza e minoranza. «Ora chiamo pure Boccia, con l’opposizione non c’è problema», dice a chi gli chiede se c’è l’accordo di tutti.