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PROGETTO STADIO

Flaminio, Lotito dopo l’integrazione al progetto: “Abbiamo fatto il nostro, aspettiamo il Campidoglio”

La Lazio ha trasmesso al Campidoglio la documentazione integrativa richiesta in merito al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il materiale inviato è particolarmente corposo: un dossier di circa 8mila pagine contenente approfondimenti tecnici, chiarimenti e ulteriori elementi richiesti dall’amministrazione capitolina. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessore allo Sport Alessandro Onorato hanno ricevuto il documento e  ora dovranno esaminarne i contenuti insieme agli uffici competenti. La prossima fase attesa è l’apertura della Conferenza dei Servizi, momento fondamentale in cui le diverse istituzioni coinvolte saranno chiamate a esprimere le proprie valutazioni sull’intervento previsto nell’area dell’impianto sportivo progettato negli anni Sessanta.

A commentare la situazione è stato direttamente il presidente della Lazio, Claudio Lotito: “Confidiamo che venga riscontrata la bontà delle nostre risposte puntuali. Quindi ora non ci resta che aspettare gli esiti dell’esame del Campidoglio. Ma si trattava solo di aspetti tecnici. Piccole integrazioni a cui abbiamo risposto anche grazie al lavoro coordinato sul progetto da ben tre università”.

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NAZIONALI

Fallimento Italia, Abodi ‘sfiducia’ Gravina: “Calcio va rifondato a partire dai vertici Figc”

“Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”. Andrea Abodi, ministro dello Sport, invoca una svolta totale dopo il fallimento dell’Italia, con la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 dopo la clamorosa sconfitta nei playoff con la Bosnia. “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio”, dice il ministro.

“Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”, aggiunge evidenziando ruolo e posizioni diverse: da un lato il ct Rino Gattuso e la squadra, dall’altro la federazione guidata dal presidente Gabriele Gravina.

Gravina, ieri sera, ha puntato il dito contro la politica invocando provvedimenti a favore del sistema calcio. Per il presidente federale, mancherebbe il sostegno. La risposta di Abodi è perentoria: “Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport”, dice Abodi stigmatizzando le frasi con cui Gravina ha definito il calcio sport professionistico rispetto ad altre discipline ‘dilettantistiche’. “Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”, aggiunge Abodi.

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ARBITRI

Arbitri, Lazio-Parma a Marcenaro: i precedenti

La designazione arbitrale della 31ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Parma al signor Matteo Marcenaro della sezione di Genova.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti M. Rossi e C. Rossi: Di Marco sarà il IV ufficiale mentre Camplone e Fabbri sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 4° incrocio tra Marcenaro e i biancocelesti, con 2 vittorie e una sconfitta. Due precedenti con il Parma, con altrettanti k.o.

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CALCIOMERCATO

Lazio, dal bilancio la specifica su Maldini: obbligo di riscatto già scattato?

“È stato acquistato a titolo temporaneo il diritto alle prestazioni sportive di un giocatore per un valore di Euro 0,50 milioni e obbligo di riscatto per Euro 14,43 milioni, con retribuzione fissa pari a Euro 1,17 milioni”. Il riferimento, apparso nella relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025 pubblicata dalla Lazio nella serata di ieri, è all’arrivo di Daniel Maldini nella sessione invernale di gennaio. Il club, dunque, parla esplitamente di un accordo con l’Atalanta sul riscatto dell’attaccante senza la specifica di vincoli e condizioni particolari come la partecipazione alle prossime competizioni europee. Se l’interpretazione del testo fosse confermata, dunque, l’ex Milan dovrebbe considerarsi a tutti gli effetti un elemento di proprietà biancoceleste a partire dalla prossima stagione agonistica. Con correlato impegno economico da parte del club già programmato.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “base solida su cui costruire”: i nomi di Sarri per un futuro ancora condiviso

Sarri ripete la dolente cantilena dall’estate. Era il 24 luglio, giorno della presentazione: «L’obiettivo senza mercato? Costruire una bella base e poi aggiungere qualcosa in futuro. Più siamo bravi a far crescere i giocatori che ci sono, più la base sarà solida». Da quel giorno ha ripetuto il concetto di continuo fino a gennaio: «Sarebbe tanta roba arrivare a fine stagione convinti di avere 7-8 giocatori su cui innescarne 3 o 4 importanti per fare un salto di qualità altrimenti sarà dura». Il mercato invernale ha scombinato i piani. L’hanno gestito Lotito e Fabiani, Sarri lo ha subito. Guendouzi è partito, faceva parte del gruppo dei 7-8 presi in considerazione da Mau. Non ha mai considerato Castellanos incedibile a fronte però dell’acquisto di un centravanti dall’identikit specifico. E’ arrivato Ratkov, poi Maldini. Nessuno eletto dal Comandante.

Il Sarri di oggi è un Sarri spiazzato, disilluso. Di mercato non ha voluto parlare più dopo essere stato declassato a «dipendente». Ha rinviato ogni discorso, ogni decisione a fine stagione. La guerra fredda del post mercato si è trasformata in una tregua interessata, oggi come oggi non conviene a nessuno offrire alibi cui appigliarsi. Se la Lazio e Sarri andranno avanti nessuno può dirlo. Lotito ha fissato una deadline, è il 22 aprile, giorno della semifinale con l’Atalanta. Poi inizierà a tirare le somme. E’ mutevole negli umori, nelle azioni e nelle reazioni. Mau invece vuole chiudere bene per amore dei laziali e anche per garantirsi qualche chance in più di mercato. Presidente e tecnico andranno avanti se non potranno fare altrimenti, è più di una sensazione. Lo scenario non è da escludere per quanto sia forzato. In questo caso Sarri chiederebbe almeno la conferma del gruppo storico con l’aggiunta di Taylor e Provstgaard. In lista ci sono Provedel, Romagnoli, Gila, Marusic, Patric, Cataldi, Rovella e Zaccagni. Gila non è facile da confermare, è destinato a partire, ha mercato. Il miglior Isaksen convince Sarri, il peggiore no. Vale lo stesso per Tavares. Dele-Bashiru non l’ha mai convinto pienamente, può essere un’alternativa. Mau terrebbe Basic da vice Taylor, è in scadenza a giugno, era stato il tecnico a spingere per il rinnovo a dicembre, poi congelato. Corriere dello Sport

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NAZIONALI

Italia, altro disastro. Gravina chiama in causa la politica: “Responsabilità oggettiva mia, ma siamo ingessati da certe normative”

L’Italia del calcio è stata travolta dall’ennesima delusione recente portata dalla sua Nazionale, sconfitta ed eliminata al playoff di qualificazione per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Questa volta è stata la Bosnia ad interrompere i sogni e ad abbattere le speranze azzurre, vincendo ai rigori dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi regolamentari e poi dei supplementari. Fanno discutere le dichiarazioni nella conferenza stampa post-partita di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che tra le altre cose ha puntato anche il dito sul tema del professionismo del calcio come ‘freno’ allo sviluppo del movimento: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici. Dobbiamo fare dei rapporti che lo sono sulla base di equità: i dilettanti
possono adottare scelte e decisioni non possibili tra i professionisti e mi riferisco all’impiego di tanti giovani nei propri tornei. Per non parlare di altri, che sono sport di Stato: basti pensare allo sci, tolta Arianna Fontana gli altri sono dipendenti dell’Italia”.

Ha quindi poi aggiunto Gravina: “Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva spettante non solo alla FIGC ma anche alla politica italiana, che vedo subito accelera ma solo per chiedere dimissioni. Vorrei però capire se ci sia stata la disponibilità alla crescita del movimento italiano, da affrontare anche in sede politica. Certe normative impediscono di prendere delle scelte, siamo ingessati. Certo, la responsabilità oggettiva è mia che rappresento la Federazione, ma certe riflessioni non devono intaccare il grande lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie”.

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SOCIETA'

Lazio, bilancio semestrale: 20 milioni di perdite, scendono i ricavi ed aumentano i costi

La Società Lazio, attraverso i suoi canali ufficiali, ha reso nota la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025. Questo quanto si legge nella relazione.

“Il Gruppo Lazio al 31 dicembre 2025 presenta un risultato netto negativo di Euro 20,37 milioni principalmente dovuto ai minori ricavi derivanti dalla mancata partecipazione alle competizioni Europee per la stagione sportiva 2025/2026 e dal blocco della campagna estiva della stagione sportiva 2025/2026.

Il giro di affari consolidato si attesta a Euro 51,83 milioni ed è diminuito rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di Euro 25,32 milioni. Tale variazione è dovuta in gran parte all’assenza di introiti rivenienti dalla partecipazione a competizioni Europee.

Il valore della produzione al 31 dicembre 2025 è costituito da ricavi da gare per Euro 8,68 milioni, diritti TV ed altre Concessioni per Euro 29,47 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 8,39 milioni, merchandising per Euro 1,23 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 4,06 milioni. I costi operativi sono pari a Euro 90,96 milioni e sono aumentati rispetto alla stagione precedente di Euro 3,95 milioni di euro in gran parte per l’incremento dei costi del personale e dell’ammortamento dei diritti alle prestazioni sportive”.

Sul mercato di gennaio

“Sono stati acquistati a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive di quattro giocatori per un valore di Euro 35,63 milioni più premi per Euro 5,50 milioni, Iva esclusa, all’ottenimento di prefissati obiettivi sportivi, con retribuzioni fisse pari a Euro 3,38 milioni” si legge in riferimento agli acquisti di Motta, Taylor, Przyborek e Ratkov.

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FORMELLO

Lazio, sorpresa Brujita Formello: “Scudetto, l’Olimpico, Sinisa, ricordi bellissimi. Sarri con passione ed idee”

Lazio, il ritorno della Brujita a Formello. Il centrocampista argentino, in biancoceleste dal 1999 al 2001, si trova a Roma: nei giorni scorsi ha partecipato al raduno di ‘Operazione Nostalgia’. L’emozionante incontro con Pedro, Zaccagni e Goldoni.

Di seguito le sue dichiarazioni ai microfoni di LazioStyle:

“Sono dei ricordi bellissimi. Trovare ragazzi e ragazze di quando giocavo io che sono ancora in società è bello. Il centro sportivo di Formello ha ancora il fascino che aveva ai miei tempi, ora ovviamente è più modernizzato. Ho parlato con la squadra, con Manzini… Ho visto tutto. Sono contento perché le strutture sono avanzate”.

“La punizione al derby? Ricordo che non c’era Sinisa, quindi potevo calciare (ride, ndr.). Ero sicuro, la partita andava nel giusto verso. Aveva segnato Pavel (Nedved, ndr.), la squadra aveva reagito bene. Quando è entrato il pallone è stata un’emozione incredibile non solo per la partita e per cosa rappresenta il derby, ma perché ci lanciavamo per avvicinarci alla Juventus. Poi siamo anche andati a Torino a vincere e ci siamo messi lì dietro”.

“Sinisa? Ho avuto la fortuna di conoscerlo, per me è stato un fratello maggiore. Da quando sono arrivato a quando sono andato via sono sempre stato con lui, anche in momenti diversi della mia carriera. È stato un’allegria, una gioia di aver conosciuto una grandissima persona e un calciatore incredibile”.

“Il calcio italiano sta cercando di ritrovarsi, non è facile perché non dipende solo dal campo ma anche dalla politica sportiva. Il calcio qui, come in Argentina, ha un significato forte. Non sarebbe lo stesso vedere un Mondiale senza l’Italia, spero che riesca a qualificarsi e che possa essere un punto per rilanciarsi e tornare a essere il miglior campionato del mondo. Il calcio è cambiato, bisogna guardare in avanti. Alla Serie A mancano le strutture di base, non solo i numeri dieci. Si vedono pochi giovani. Prima in ogni squadra del campionato c’erano giocatori italiani, ora si fa fatica”.

“I numeri dieci ci sono, ma o sono esterni oppure sono mezzali. Quello che si è perso per me è la qualità, che sta mancando. Alla Lazio avevamo Nedved, Conceicao e c’ero anche io. Avevamo una certa qualità, sapevamo saltare l’uomo. Adesso si fa fatica a vedere calciatori di questo tipo. Bisogna ritrovare questo”.

“Messi? Purtroppo è in un periodo in cui sta vedendo la fine della sua carriera. È stato un giocatore eccezionale, è nei migliori della storia del calcio. Sarà difficile. Oggi spero di vederlo in un altro Mondiale che credo sarà l’ultimo. Per l’Argentina sarà un momento difficile. Scaloni? È arrivato in un periodo complicato della Nazionale, in pochi credevano in lui. Alla fine è diventato un grandissimo allenatore e gestore del gruppo. Era quello che ci voleva: hanno avuto un’idea e l’hanno messa bene in campo”.

“La vittoria del campionato con l’Estudiantes? Bellissima soddisfazione. C’è una storia dietro, siamo arrivati a quella partita con una carica d’emozione molto forte e alla fine abbiamo vinto. Da presidente mi piace stare con le giovanili, voglio allenarmi con loro, mi piace. Posso anche parlare il giorno della partita, ma poi c’è l’allenatore. La cosa principale è la comunicazione: se si parla chiaramente, dicendo la verità, difficilmente si sbaglia. Poi si può essere d’accordo o meno, ma si risolve e si va avanti. Per avere un buon progetto bisogna avere credibilità e un piano. Da lì siamo tutti sulla stessa barca e ci muoviamo. C’è molta pressione sui ragazzi, purtroppo sui social c’è troppo, si vede tutta la vita dei giocatori. Noi non sapevamo nulla, volevamo solo giocare perché ci piaceva il calcio. Quello che dico ai giovani è di tirarsi fuori da tutto questo, avere obiettivi chiari, lottare e soffrire per raggiungerli”.

“Mando un grande saluto ai tifosi della Lazio. Giocare all’Olimpico con 50-60 mila persone è incredibile. Ho vinto lo Scudetto con la Lazio e mi è successo lo stesso con l’Estudiantes, siamo diventati campioni ventiquattro anni dopo l’ultima volta. E poi vincerlo qui, vedere le facce e la gioia dopo tanto tempo e sofferenza… Io sono tifoso dell’Estudiantes e ho visto gli stessi volti dei tifosi. Io ho giocato in squadre importanti a cui sono molto legato, ho sentito tantissima responsabilità nel difendere lo stemma della Lazio e credo di averlo fatto bene. Quando lo fai con serietà, la gente alla fine gli dà il giusto valore. È una cosa che mi porto dentro”.

“Sarri? Ho parlato un po’ con lui, è un uomo che ha tanta passione in quello che fa, è la cosa più importante. Come idee è uno degli allenatori che sta più avanti nel tempo, spero che possa fare ancora bene qui alla Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Non bastano semplicistiche spiegazioni, dalla Lazio voglio capire come saranno risolti i problemi” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Dalla fantascienza della Lazio di Cragnotti all’horror che viviamo oggi ci sarà una via di mezzo? Soprattutto quando l’horror diventa una commedia di Bombolo. Io in questi mesi di Lazio non vedo drammaticità, ma surrealtà che non fa ridedere. Sorridi in maniera amara, magari, ma continuo a non capire il punto di caduta di tutta questa storia. Chiaro che da tifoso mi auguro che la Lazio possa chiudere la stagione con la vittoria della Coppa Italia, anzi rifiuto chi non la pensa in questo modo.

Detto questo, se anche si dovesse rialzare per via miracolosa o quasi casuale la vicenda di un campionato, i problemi resterebbero identitici. Io voglio capire come saranno risolti questi problemi, non devo risolverli io. Sta al vertice la responsabilità e l’onero a risolvere il problema, in caso contrario significa che non si è stati in grado di farlo. Va spiegato come si ha intenzione di risolvere il problema di questa frattura. Se sono in questa posizione e me la cavo con la semplicistica spiegazione di forme nere per motivare la manifestazione di disagio collettiva significa che sto sbagliando indirizzo di analisi. Io so quello che penso io, cioè che da libero cittadino e da abbonato ho scelto di dare seguito al mio sentimento congedandomi dalla frequentazione dallo stadio Olimpico fino al termine della stagione”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, difesa da ricostruire e rebus portiere: Mandas a zero presenze, riscatto in dubbio

Difesa da ricostruire e c’è il rebus portieri. Provedel tornerà a luglio dopo l’infortunio alla spalla e l’operazione, è in scadenza nel 2027. Finora non si è parlato di rinnovo, sono tutti rinviati a giugno. Motta è diventato titolare, si è fatto trovare pronto. Molto dipenderà da Mandas, il suo rientro sembra scontato, ma non è detto. E’ partito in prestito con riscatto obbligatorio legato alla Champions del Bournemouth. Gli inglesi sono tredicesimi, a meno 12 dall’Aston Villa quarto con 54 punti. Il portiere non ha ancora esordito, zero presenze, sta facendo panchina più che nella Lazio. In biancoceleste Sarri almeno l’aveva fatto giocare in Coppa Italia contro il Milan agli ottavi. La formula della cessione prevedeva un prestito oneroso di 2,5 milioni e un riscatto di 17,5, legato al pass Champions.

I possibili scenari per Mandas 

Il Bournemouth i 2,5 milioni non vorrebbe buttarli, potrebbe decidere di acquistare comunque Mandas, anche senza presenze. La strategia sarà chiara a giugno. In caso contrario il portiere rientrerà a Roma e servirà una nuova decisione. Provedel per Sarri è intoccabile, ma non è chiaro se Sarri rimarrà. Motta è stato scelto per impostare il futuro. Mandas tra l’estate e gennaio ha chiesto più volte la cessione, pur di andare in Premier ha rinunciato a 4 stipendi. Non tornerebbe alla Lazio per fare il vice, del resto c’è Motta. Il greco sperava in un’avventura diversa. Il Bournemouth in estate aveva investito 25 milioni di sterline (circa 28 milioni di euro) su Petrovic. Il secondo portiere era Forster, 38 anni. Ecco per ché gli inglesi potrebbero investire comunque su Mandas, magari provando a ritrattare il prezzo. E’ un rebus a tre, coinvolge anche Provedel e Motta. Senza riscatto di Mandas la porta diventerebbe affollata. La Lazio, vendendo il greco, centrerebbe una plusvalenza record. Corriere dello Sport