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INFERMERIA

Lazio, Zaccagni migliora e sogna la Dea. Intanto Noslin spera nel Parma

Gli ultimi esami hanno restituito segnali incoraggianti sulle condizioni del capitano biancoceleste. La Lazio continua a muoversi con cautela, ma la prospettiva di rivedere Zaccagni il 22 aprile a Bergamo, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, adesso appare più concreta. Il recupero non sarà forzato, ma il club vuole accompagnarlo verso quel traguardo con attenzione e con l’idea di restituire a Sarri una pedina fondamentale proprio nel momento più delicato della stagione. L’assenza del numero 10 ha pesato nelle rotazioni offensive e nella qualità delle soluzioni sugli esterni. Per questo il suo rientro, anche solo parziale, rappresenterebbe un’iniezione importante per tutta la squadra.

In attesa del pieno recupero di Zaccagni, il tecnico valuta le alternative per la prossima gara di campionato. Tra queste c’è, che contro il Parma può ritrovare spazio e responsabilità. L’attaccante olandese ha già incrociato un momento significativo della sua stagione proprio in una sfida con gli emiliani e adesso punta a rimettersi in evidenza in una fase dell’anno in cui ogni risposta individuale può pesare.

Per Sarri è una soluzione concreta, utile per ridare freschezza all’attacco e per distribuire meglio i minuti in un momento molto denso del calendario. La sensazione è che il tecnico stia cercando segnali precisi da chi finora ha avuto meno continuità

Sul piano degli uomini disponibili, un’altra notizia positiva riguarda Cataldi, che torna tra le opzioni utili per la mediana. Un rientro importante, perché consente di allargare le scelte in una zona del campo fondamentale per equilibrio e gestione dei ritmi.La Lazio ha davanti settimane decisive e punta a presentarsi con il maggior numero possibile di titolari recuperati. Zaccagni resta il simbolo di questa rincorsa, Noslin una delle possibili chiavi per gestire l’attesa. Tra Parma e Atalanta passa una parte importante del finale biancoceleste. La Repubblica

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RASSEGNA STAMPA RITIRO ESTIVO

Lazio, il ritiro estivo torna in montagna? L’indiscrezione

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la Lazio non sarebbe più certa di svolgere il ritiro per la preparazione estiva nel centro sportivo di Formello, come accaduto la scorsa estate. Si fa concreta l’ipotesi di tornare in montagna: sono in corso dei sondaggi di valutazione, con la certezza che non verrà presa in considerazione l’ipotesi di un ritorno ad Auronzo di Cadore.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, primo indizio per un futuro ancora in società di Pedro: i dettagli

I suoi ultimi mesi di Lazio in campo con il forte desiderio di lasciare il segno, magari regalandosi quella Coppa Italia che non ha mai vitno nella sua lunga e decorata carriera. Poi le ultime riflessioni sul proprio futuro: il contratto di Pedro scadrà al termine della stagione. L’ipotesi di tornare a casa e chiudere la sua carriera a Tenerife potrebbe non essere più l’unica opzione. Come riporta Il Messaggero, lo spagnolo avrebbe infatti rinnovato per un altro anno il contratto d’affitto della sua attuale casa a Roma. L’indizio andrebbe verso una permanenza alla Lazio, verosimilmente – si legge – nel ruolo di allenatore nelle giovanili. Era stato lo stesso club, in passato, a tenere le porte aperte ad un futuro ancora nella Capitale. Disponibilità teorica da approfondire in attesa che il calciatore decida se appendere gli scarpini al chiodo.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Martinez dopo Pedraza: un altro terzino dalla Liga?

La Lazio starebbe pensando nuovamente ad Arnau Martinez del Girona. Come riportato da Il Corriere dello Sport, la società biancoceleste si era informata per lui già durante il mercato invernale. La clausola rescissoria è di 14 milioni di euro, ma la scadenza del contratto al 2027 potrebbe riaprire i conti a giugno.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Fiore: “L’emozione di Nesta, l’abbraccio a Veron e l’ansia Mondiale dell’Italia”

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Mi ha fatto piacere ritrovare Veron e Diego Fuser durante l’evento ‘Operazione Nostalgia’. Siamo stati bene insieme a Parma, riabbracciarsi dopo tanto tempo è speciale. Sono eventi importanti, come il nostro ‘Di padre in figlio’, occasioni in cui per i tifosi è anche come tornare un po’ bambini, riprovando alcune emozioni del passato che riguardano i propri colori. Ho letto negli occhi di alcuni ex calciatori che erano presenti l’emozione di riassaporare quei tempi. Gli stessi Nesta e Totti che sono cresciuti qui. Quando sono stati acclamati per quanto hanno rappresentato si sono emozionati. Esistono altre tifoserie e altre squadre fantatiche, ma Roma ha le sue peculiarità e caratteristiche che rimangono sulla pelle.

Domani Bosnia-Italia per il Mondiale? Contro l’Irlanda non è stata una bella prestazione, ma sono gare che hanno un peso specifico enorme. Un po’ di ansia ti viene e l’abbiamo visto nel primo tempo. Erano un po’ bloccati e non liberi di testa. Comprensibile. La partita di domani andrà in quella direzione. Non mi aspetto una partita bella, ma molto sentita. Sarà tosta, magari anche brutta ma che va portata a casa. Abbiamo tanti problemi, andare al Mondiale non li risolverà, ma come movimento abbiamo bisogno di andarci”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Italia in Bosnia in un contesto non ideale, trattati come pupazzetti…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“I giocatori della Nazionale sono quelli, non è che ce ne sono di migliori lasciati a casa. L’augurio è quello di superare i playoff per giocare i Mondiali. Domani in Bosnia, l’Italia giocherà in un contesto non ideale, sembra quasi uno stadio di calcio (sorride, ndr). Chiaro che loro utilizzino tutte le proprie armi per ottenere il risultato, ma se l’Italia non dovesse farcela sarebbe grave. In tutto questo, per una Nazionale come quella italiana mi sembra assurdo che debba giocare su un campo come quello di Zenica. Credo che la nostra federazione dovesse farsi sentire per evitare di incappare in situazioni particolari. Come, per esempio, come quello dell’erba alta. Sembra quasi di essere trattati come pupazzetti. Non credo che i nostri giocatori possano spaventarsi per queste cose, ma non è neanche giusto che ci siano dei vantaggi per chi ospita”.

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DICHIARAZIONI

La doppia versione di Isaksen: “Differenza di media gol tra Lazio e Nazionale folle. Forse incide…”

L’attaccante della Lazio Gustav Isaksen ha parlato in patria soffermandosi anche sul suo diverso rendimento in termini statistici fra le prestazioni con la maglia biancoceleste e quelle della sua
Danimarca. “Per me è fantastico essere qua, è forse la cosa migliore che un giocatore possa desiderare. C’è un allenatore che mi sostiene e mi dice che non gli importa se perdo palla 10 volte perché sa che l’undicesima posso farcela. Sento che i compagni mi cercano molto alla Lazio e sono molto felice del modo in cui giochiamo lì. Però è un po’ folle che la mia media gol sia così diversa rispetto a quella in Nazionale. In Italia i difensori sono davvero bravi e in Serie A non si segnano così tanti gol. Forse questo incide”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un anno dopo il blocco: conti in vigilanza entro domani. Entro maggio le sorti del mercato estivo

La Lazio deve inviare il computo economico alla commissione di vigilanza entro martedì 31 marzo, questo ovviamente per organizzare al meglio il mercato estivo. Tutto è pronto, come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, sta ora alla società di decidere se mandare la Pec oggi, 30 marzo, oppure domani 31 marzo. Il verdetto lo si conoscerà soltanto a maggio e in ballo c’è l’operatività di mercato anche se, rispetto alla situazione della scorsa estate, ora lo scenario è completamente diverso.

In quel caso i parametri attenzionati erano tre, e tutti sforati. Ora, invece, da gennaio ne pesa solo uno, ed è il famigerato costo del lavoro allargato. La soglia, rispetto all’ultima rilevazione di novembre, è cambiata: si è passati da 0,8 a 0,7. Il limite è diventato ancora più tirato e stringente, che Lotito era riuscito a sbloccare a gennaio perché la commissione aveva restituito un dato di poco inferiore rispetto allo 0,8. Nel mercato invernale il club ha venduto per un totale netto di 56 milioni di euro: 27 per Guendouzi, 29 per Castellanos, Mandas in prestito a 2,5 con obbligo di riscatto fissato a 17,5 milioni in caso di Champions e Vecino che è andato a titolo gratuito.

Gli acquisti, invece, sono stati più contenuti: per Ratkov, Taylor, Przyborek e Motta le uscite sono state rispettivamente di 13, 15, 4,5 e un milione. Il totale è stato di 33,5 milioni di euro. Maldini è arrivato in prestito, con un riscatto automatico fissato a 14 milioni in caso di conquista dell’Europa League. Scenario che, a oggi, la Lazio potrà vedere verificato soltanto con la vittoria della Coppa Italia. Poi c’è il risparmio anche sugli ingaggi: il serbo guadagna 1 milione, l’olandese 1,4, Daniele Maldini 1,1, Motta 100mila euro e il polacco 500mila. 

Sempre come riferisce il quotidiano romano, passare da 0,8 a 0,7 non era cosa semplice e scontata. Il club, dopo il via libera dato a gennaio, non corre più il rischio di un blocco totale del mercato come la scorsa estate. Adesso, stando così le cose, l’unico rischio che può correre la Lazio è quello di un mercato a saldo zero, anche se l’ipotesi al momento appare remota. Se ci si pensa, inoltre, è la formula che Lotito ha usato anche in inverno potendo comprare senza vincoli.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Veron tuona: “Se non si è al passo dei desideri dei tifosi serve un passo indietro” (VD)

Juan Sebastian Veron, storico ex centrocampista della Lazio, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha parlato della situazione attuale in casa Lazio:

“Sono presidente di una squadra storica e importante come l’Estudiantes. Io mi sentirei male se il popolo si rivoltasse così contro di me. Bisogna ascoltare la gente. Capisco la necessità di amministrare i conti, ma il vero obiettivo deve essere inseguire i sogni. Se non ci sono i mezzi economici, è giusto farsi aiutare da nuovi investitori. Chiunque, dirigenti e giocatori, all’interno della Lazio, non possa stare al passo con i desideri dei tifosi, deve fare un passo indietro. Ricordo il calore dei laziali, vedere lo stadio vuoto è davvero impressionante”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, il progetto Flaminio al bivio: il nodo Soprintendenza sull’attuale struttura

Il coefficiente di giallo è alto sul fronte Lazio-Flaminio. Ed è legato a quello che manca — ma che allo stato «non può proprio mancare», spiega Federsupporter — nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. Perché tra le migliaia di pagine del dossier che «vale» investimenti sull’area da quasi mezzo miliardo, oltre ai focus su mobilità e parcheggi, non c’è ancora l’elemento imprescindibile: il nesso col Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it modern» della Getty Foundation, strumento che garantisce il prezioso sì della Soprintendenza e blinda la polivalenza, unica in Italia, del Flaminio.

Il Piano preserva l’attuale struttura, sotterranei, campi e piscina, inclusi i «vecchi merletti» del capolavoro del Brutalismo architettonico firmato Nervi. Ed è stato adottato dal Campidoglio con delibera di giunta del 2018. Ergo, il progetto si è spinto fino al bivio: o lo spirito polifunzionale dello stadio resta tale quale, ma chissà se è compatibile con le aspettative di Lotito; o tocca annullare la delibera per ripartire alla conquista del prezioso sì dei Beni Culturali. Corriere della Sera