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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Lazio, mai un periodo così disorientante. Non andare allo stadio unica arma…” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ un periodo difficile, si fa fatica a vivere la lazialità. Si litiga anche con gli stessi compagni, gli amici, ci sono differenze di vedute. E’ un momento in cui bisogna restare uniti e combattere. I risultati postivi vengono molto dopo in questo periodo. Abbiamo vissuto tanti momenti di Lazio, ma uno così disorientante non c’era mai capitato.

Sulla contestazione, sono il più radicali dei radicali. Io non avrei scelto di tornare allo stadio neanche con il Milan. Lo stadio è l’unica arma che il tifoso laziale ha per contestare questa proprietà. Colpirlo su quello che f amale. Nessuna tifoseria del mondo si è mai allontanata così tanto dalla propria società. C’è un’idea di Lazio, quella che coltiviamo da bambini, che oggi non viene rappresentata a Formello. Io non andrà neanche a Lazio-Milan”.

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RASSEGNA STAMPA

“Festa d’addio” contro il Milan. E per ‘Lazio 2032’ il club medita soluzioni per il dialogo

Una festa d’addio. Poi chissà quando ci rivedremo, salvo ulteriori ripensamenti o sviluppi da qui a fine maggio. Dopo tre giornate di sciopero e addirittura il boicottaggio dell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, i gruppi del tifo organizzato della Lazio annunciano che torneranno sugli spalti dell’Olimpico domenica sera per il big match contro il Milan e poi riprenderanno la protesta contro Lotito: «Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia e i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli laziali a entrare e riempire tutto l’Olimpico. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato».

L’ultima parte del comunicato, diramato ieri a mezzogiorno, lascia un enorme spiraglio anche sull’ingresso al prossimo derby del 17 maggio. La Roma sarà infatti la padrona di casa e quella rimane l’unica “esterna” nel territorio consentita ai tifosi biancocelesti, dopo lo stop alle trasferte stabilito dal Viminale a fine gennaio.

Annunciata subito una maestosa coreografia in Curva Nord per celebrare il ritorno allo stadio. La decisione del tifo organizzato arriva all’indomani della vittoria della Lazio contro il Sassuolo, dove Sarri si è lanciato in uno sfogo accorato: «A giugno sono rimasto per il popolo biancoceleste e, senza averlo sugli spalti, non so più neanche perché. L’Olimpico vuoto è avvilente e deprimente. È una situazione pesante, che si può gestire nel breve periodo, ma non nel lungo. Non possiamo andare avanti così. Io non sono un dirigente o il presidente, ma la società deve intervenire e fare qualcosa per risolvere problematiche che vengono da lontano».

Ci sono stati dei contatti, il club medita ancora d’invitare una rappresentanza di sostenitori in occasione della presentazione del programma quinquennale “Lazio 2032″, per cui manca ancora una data ufficiale (chiesta ospitalità in Campidoglio). Al vaglio altre soluzioni per provare a riaprire un dialogo.

La scelta del tifo organizzato non è casuale, nemmeno alla luce del gemellaggio con gli ultras dell’Inter, invischiati con i cugini rossoneri nella corsa scudetto. Un’altra – quanto difficile – vittoria della Lazio chiuderebbe ogni discorso lì in alto. Prima di lunedì sera, il successo mancava ai biancocelesti ormai dal 30 gennaio col Genoa, la prima delle quattro sfide con lo stadio vuoto. Un mese e mezzo dopo, c’è la chiusura di un cerchio. Sia un nuovo inizio, un battesimo, altro che festa d’addio. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, le ultime di Gila: con il Milan sfida al proprio futuro?

Il Milan si sta giocando lo scudetto con i cugini nerazzurri, che sembrano avere il torneo in pugno, anche dopo la recente sconfitta nella stracittadina. Allegri, naturalmente, ci proverà fino alla fine ma, dati i 7 punti di svantaggio, il Diavolo guarda con più attenzione alla prossima stagione che a queste. Il Milan vuole infatti essere più competitivo che mai per giocare la Champions e puntare alla vittoria della Serie A. Per potersela giocare su due fronti tanto complicati, occorrerà fare mercatoe un nome che piace molto è quello di Gila, difensore della Lazio.

Il Diavolo, come evidenzia il Corriere dello Sport, sta intavolando ora le trattative che lo impegneranno quest’estate, com’è consuetudine. In primavera, infatti, si pongono le basi per la rosa del futuro. Al Milan servono diversi innesti se vuole competere su due fronti, ma uno sembra già definito: Gila è il difensore che piace di più e con il quale si è parlato anche a gennaio, senza però procedere, dal momento che a giugno il suo prezzo scenderà. Il centrale è in scadenza nell’estate 2027 e Igli Tare punta a rilevarlo per una cifra intorno ai 15 milioni. Il credito non sarà interamente per la Lazio, poiché il Real Madrid, squadra precedente dello spagnolo, ha diritto a una percentuale sulla futura rivendita.

Allegri ha bisogno di altri due o tre rinforzi in centrocampo e in attacco ma l’arrivo di Gila significherebbe inserire un’ancora difensiva, atletica e affidabile. Lo spagnolo si sente sottovalutato alla Lazio, poiché la squadra non gli ha mai offerto un aumento di stipendio, nonostante lui sia migliorato molto dal momento del suo arrivo a Roma.

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STATISTICHE

Una Lazio che non molla: solo la Juve fa più gol dopo il 90’

La Lazio quest’anno ha dimostrato di crederci fino all’ultimo, letteralmente. Ben sei delle retirealizzate dai biancocelesti sono arrivate nei minuti di recupero, come quella di Adam Marusic che ha steso i neroverdi in Lazio-Sassuolo. Solo la Juventus tiene testa ai capitolini in questa speciale classifica, in Serie A.

I gol trovati dalla Lazio oltre il 90′, come ricorda il Corriere dello Sport, sono ben sei nelle 28 giornate di campionato giocate fin qui. Molti sono stati decisivi per il risultato finale della partita nella quale sono stati messi a verbale. Il 4 ottobre un rigore di Cataldi valse il 3-3 contro il Torino. Nel mese di novembre le marcature di Zaccagni e Noslin consolidarono risultati già acquisiti, senza rivelarsi decisive. 

A gennaio, nella partita del giorno 7, Pedro ha trovato il pareggio con la Fiorentina al 95′ mentre qualche settimana dopo, in data 30 gennaio, ancora Cataldi siglò il match winner nel 3-2 rifilato al Genoa. Poi c’è stata Lazio Sassuolo, nel monday night del 9 marzo, e Marusic ha segnato al 92′ per ridare ai suoi quei 3 punti che cominciavano a mancare da troppo tempo. In totale, i gol realizzati nei minuti di recupero hanno portato 8 punti alla causa dell’Aquila.

Il recupero, dunque, è una vera e propria Zona Lazio, nella quale gli avversari farebbero bene a mantenere alta l’attenzione, poiché i biancocelesti non mollano mai, fino al triplice fischio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Alla società servirebbero ripetizioni di amorevolezza. Lazio-Milan? Comprendo ed aderirò…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio come società avrebbe bisogno di ripetizioni di amorevolezza, di cura. Si riassume nelle parole dell’allenatore. I tifosi sono quelli che pagano gli abbonamenti, vanno in trasferta, che amano spassionatamente la squadra. Amare la Lazio ha un conto economico, di tempo ed emotivo. Dall’altra parte, ci sono dei professionisti che guadagnano una valanga di soldi. Per questo bisogna sempre fare una tara delle dichiarazioni. In tutta questa storia, gli unici, grandi e soli erori sono i tifosi. Ho letto del comunicato della tifoseria organizzata che chiedono di tornare allo stadio con il Milan. Comprendo e credo che aderirò, è una piccola carezza in un momento di grandi privazioni e rinuncie”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ribellarsi con orgoglio al fuoco amico: squadra e Sarri ancora senza resa

Si chiama orgoglio, si chiama rabbia, si chiama voglia di ribellarsi al fuoco amico. Questa è stata la Lazio ieri sera, tornata a vincere con pieno merito dopo più di un mese. Era spenta a Torino due domeniche fa, in ripresa mercoledì in Coppa Italia e ieri si è riaccesa come ai bei tempi in una partita che ha giocato meglio del Sassuolo, attaccando con energia, con determinazione, fino a prendersi i tre punti negli ultimi secondi di recupero. Eppure va tutto alla rovescia dalle parti di Formello. Ci manca solo che si fermi per infortunio anche il magazziniere, poi chiuderà l’infermeria per “tutto esaurito”, l’esatto contrario del suo stadio. Ceduti Castellanos e Guendouzi a gennaio, fuori Basic, Rovella, Gigot e ultimo Provedel, dopo una trentina di minuti si è fatto male anche Cataldi, così Sarri ha messo dentro Patric davanti alla difesa. E siccome la coppia di difensori era ancora quella titolare, all’intervallo via anche Romagnoli. La Lazio (intesa come società) sta rotolando sempre più giù, dentro una stagione che non aveva mai vissuto nella sua storia, con le tribune vuote, con la rottura fra Lotito e i tifosi e fra Lotito e l’allenatore, con una squadra fatta a pezzi da infortuni e cessioni. Tutto quello che sta succedendo è il risultato di un malessere che la sta portando verso la fine più ingloriosa. In campo, almeno ieri, la Lazio (intesa come squadra) ha dato una dimostrazione di vitalità e ha fatto intravedere cosa poteva essere questa stagione senza il caos che è stato creato. (…) L’orgoglio l’ha tenuta a galla e nel secondo tempo l’ha trascinata di nuovo nella metà campo degli emiliani. Di questo può essere fiero il Comandante, la squadra è dalla sua parte, non ci sta a mollare, ha ancora un po’ di energia, è soprattutto arrabbiata e non ha nessuna intenzione di piegarsi davanti a chi spara alle sue spalle. In quel secondo tempo ci ha provato più e meglio del Sassuolo, meritando il due a uno. La Lazio non ha firmato la sua resa. A Sarri resta un’ultima (o penultima…) vera partita in questa stagione, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo, dopo il 2-2 dell’Olimpico. Può darsi che la Lazio di ieri sera non sia sufficiente a conquistare la finale, ma di sicuro basta per mettere l’Atalanta in difficoltà e anche di più se nel prossimo mese riuscirà a recuperare qualche giocatore. Corriere dello Sport

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INFERMERIA

Lazio, intervento alla spalla riuscito per Provedel: i dettagli

Si è operato con successo in mattinata, ora inizierà il protocollo riabilitativo. È riuscita perfettamente l’operazione di stabilizzazione della spalla destra di Provedel dopo la lesione del legamento gleno-omeroso associata a interessamento del cercine glenoideo.
Operato in mattinata presso il Concordia Hospital di Roma, a riportare la notizia è l’ANSA attraverso una nota:

“Ivan Provedel è stato sottoposto a intervento chirurgico di stabilizzazione artroscopica della spalla presso il Concordia
Hospital di Roma. L’intervento, eseguito dal dottor Giovanni Di
Giacomo e dal dottor Alberto Costantini, si è concluso con pieno
successo. Il portiere della Lazio era affetto da una lesione capsulolegamentosa; ora comincerà il percorso riabilitativo secondo le
indicazioni dello staff medico”.

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TIFOSI

Lazio-Milan, tifo organizzato: “Ultimo atto d’amore, riempiamo l’Olimpico prima di congedarci e lasciarlo solo” (FT)

La nota dei gruppi del tifo organizzato:

“NOI PADRI, FIGLI CUSTODI DI ‘QUELLA’ STORIA

La storia della S.S. Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande ‘orto di guerra’ per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che cosi è rimasto per 126 anni.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusivamente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d’Italia e d’Europa.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall’amore smisurato per la nostra Lazio.

La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita.

Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio – Milan di domenica 15.

Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato.

È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti.

PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA!

I Gruppi del Tifo Organizzato”.

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DICHIARAZIONI

Sarri sul futuro: “Rosa va rinforzata per essere all’altezza della storia della Lazio”

E’ ovviamente soddisfatto Maurizio Sarri per la vittoria, in extremis, ottenuta contro il Sassuolo nel recupero grazie al gol di Marusic: “I ragazzi sono stati bravissimi perché oltre alle varie assenze abbiamo dovuto rinunciare anche a Romagnoli e Cataldi e li la squadra ha fatto una gara di grande cuore e ha vinto la partita e credo che il successo sia meritato – dice – L’atteggiamento nostro è sempre positivo nonostante le difficoltà infinite che affrontiamo e che non sono ancora sono finite come dimostra l’assenza dei tifosi che per un calciatore credo sia avvilente”.  Come si riportano i tifosi allo stadio? “Non so come si riportano i tifosi, forse la società deve prendere delle iniziative per portarli allo stadio, la società ha il polso della situazione e sa meglio di me cosa si potrebbe fare e come potrebbe intervenire, io non lo so”. Sul futuro: “Non lo so,appena finirà il campionato ci riuniremo, certamente per essere all’altezza della Lazio, questa rosa va rinforzata”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Sarri: “Una liberazione. La società intervenga, così è deprimente. E su Patric e Maldini…” (AUDIO)

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DICHIARAZIONI

Lazio, buona la prima per Motta: “Bisogna credere nei sogni. Abbiamo bisogno di Provedel”

Al termine di Lazio-Sassuolo, sfida valida per la giornata numero ventotto di Serie A, il portiere biancoceleste Edoardo Motta ha rilasciato un’intervista raccontando le sue emozioni sull’esordio con l’Aquila sopra al petto.

“Non bisogna mai smettere di crederci perché può capitare a chiunque in qualsiasi momento questa volta è capitato a me ma spero possa capitare a chiunque perché è il sogno di tutti. Destino? Secondo me il destino ha giocato una parte importante in questa mia situazione”.

Su Provedel

“Ivan è una persona splendida e gli auguro di tornare il prima possibile anche perché la Lazio ha bisogno di un portiere come lui, sicuramente fa più comodo di un ragazzino senza esperienza. Non mi aspettavo di giocare, quando l’ho scoperto mi ha riempito il cuore di gioia. Ero davvero contento ed ero pronto a debuttare”.