Autore: daniele baldini
L’attacco della Lazio funziona, ma potrebbe essere davvero letale. Giorni di lettura dati in casa biancoceleste. Il reparto è il secondo della Serie A (58 gol), solo l’Inter ne ha fatti 62. Ma c’è una cosa che va sicuramente migliorata: la mira. I ragazzi di Sarri hanno concluso tra i pali avversari soltanto 140 volte nelle prime 30 giornate, un dato che comunque fa riflettere sulla bontà delle occasioni create viste le reti siglate finora: media impressionante di 1 gol ogni 2,41 tentativi verso la porta. Sette avversarie fanno meglio dei biancocelesti. L’Inter, primo attacco del campionato, conta ben 191 conclusioni nello specchio. Al secondo posto c’è il Sassuolo con 160 e poi la Roma con 154. Un aspetto che Sarri conta di sistemare per lo sprint finale fatto di otto partite utili per centrare l’Europa. Corriere dello Sport
MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Sono molto dispiaciuto per l’eliminazione mondiale. Dispiace da italiano, queste cose possono accadere. Questo è il bello ed il brutto del calcio, ieri una nazionale mediocre ha fatto il colpaccio. C’è stata molta sfortuna nel match di ieri, poi possiamo fare tutte le considerazioni del caso sulle scelte di Mancini, ma ora prevalere il dispiacere. Il dito va puntato sui settori giovanili. La colpa è dei presidenti, sono loro che lo riducono in quella maniera. Pensando a casa nostra, bastata riflettere sullo stato della Primavera della Lazio. Cosa c’entra la federazione? Cosa c’entra Mancini? E’ normale che i nostri settori giovanili non riescono a produrre giocatori migliori rispetto a Emerson o Joao Pedro. E chi è che deve investire nei settori giovanili? Il problema è a monte, parte da dieci anni fa.
GIULIO CARDONE in collegamento a QUELLI CHE…’!
“Siamo in lutto sportivo, è la delusione più cocente in termini di nazionale. Il primo pensiero è stato per i bambini, per quelli che continueranno a non vedere la nazionale al Mondiale. Chiaro che apre una serie di discorsi infiniti che riguardano tutto il sistema calcio italiano che deve fare una riflessione clamorosa sui metodi, sugli uomini, su aspetti economici e sui settori giovanili. La Federazione come mette dei paletti a favore della sostenibilità economica del sistema, nello stesso modo doveva muoversi in grande anticipo sul problema dei pochi ragazzi italiani che trovano spazio nei settori giovanili. L’Italia ha dato vita ad un apocalisse tecnico nel momento in cui non superiamo il girone di qualificazione con squadre normali”.
Immobile azzurro non riesce a splendere. Ormai è un dato di fatto. Anche contro la Macedonia non è riuscito a lasciare il segno. I tifosi di tutta Italia puntano il dito contro il giocatore della Lazio, bomber leggenda in biancoceleste, mai decisivo in Nazionale. Ci ha provato nella notte incubo di Palermo, ma niente da fare. Finisce sul banco degli imputati insieme a Insigne, Jorginho e gli altri uomini d’esperienza che avrebbero dovuto caricarsi la squadra sulle spalle e portarla in Qatar.
Il momento no di Immobile
Per Ciro altro flop dopo l’eliminazione del 2017. A novembre non aveva dubbi: “Il ricordo dell’eliminazione contro la Svezia non mi condiziona. Io l’ho cancellato dalla mia mente, è una pagina brutta della mia carriera”. Quella pagina è tornata e si è fotocopiata. Dopo il disastro targato Ventura l’attaccante della Lazio diventò capocannoniere in Serie A (insieme a Icardi) e riuscì a trascinare la squadra al quinto posto (Champions sfiorata per un soffio). Adesso dovrà trovare le energie mentali per tornare al top da Sarri che lo aspetta per il rush finale: Sassuolo, Genoa, Torino, Milan, Spezia, Sampdoria, Juve e Verona. Sono 21 i gol in 25 partite in Serie A. Il suo tesoro è sempre lì. Ci sono otto partite per non buttare al vento una stagione che rischia di diventare maledetta. Corrieredellosport.it
Tra quelli non in scadenza, la Lazio studia Charles De Ketelaere, 21 anni, stella del Brugge. Trequartista e mezzala, 192, è uno dei più promettenti talenti proprio del calcio belga: l’anno scorso ha fatto tremare i laziali con la traversa all’ultimo secondo della sfida decisiva di Championsall’Olimpico. La Repubblica
Quanto è mancato. Radu senz’altro domenica scorsa avrebbe ripreso i compagni a brutto muso di fronte a quello spirito così moscio. Per questo, i tifosi da giorni rimpiangono l’assenza del “boss”, come è stato da anni ribattezzato a Formello. Persino Sarri, che inizialmente lo aveva accantonato, ormai si è reso conto di quanto sia importante il rumeno: avrebbe giocato titolare nel derby da terzino sinistro, se fosse riuscito a superare la fascite plantare in tempo. Invece, una caviglia gonfia ne ha compromesso ulteriormente il recupero. Allarme in teoria rientrato, perché adesso lo staff medico assicura che Stefan stia guarendo. Eppure bisognerà attendere la prossima settimana per avere un responso definitivo: lunedì inizierà a correre da solo con vista Sassuolo. La società intanto gli ha già riconosciuto sul contratto il suo valore indiscusso: Radu ha già firmato il rinnovo per un altro anno, ma come il prolungamento di Marusic (sino al 2025) non verrà ufficializzato a breve per non pesare subito sul bilancio. Su quest’ultimo infatti continua a lavorare Lotito, ieri in riunione a Villa San Sebastiano prima del Consiglio di gestione del 30 marzo.
Talvolta non incide l’età. A 35 anni per uno come Radu conta l’esperienza e il senso d’appartenenza. In estate il rumeno aveva rifiutato l’Inter di Inzaghi, ormai sarà laziale a vita. Poco importa la concorrenza. Persino che, nel vertice di mercoledì, Tare e Sarri abbiano trovato l’intesa per Emerson Palmieri sulla fascia sinistra. Al centro arriverà Romagnoli, ma bisogna lavorare sull’uscita di Acerbi (c’è l’Inter oltre il Milan) per una questione economica (d’ingaggio) e tecnica. Maurizio chiede un altro difensore diverso in rosso: occhio agli svincolati Nkoulou e Rojas, ieri Kamenovic ha giocato 90’ da centrale di destra con la Serbia Under 21 vincente 2-1 contro la Macedonia. Occhio anche al gioiellino De Ketelaere del Bruges per sostituire Milinkovic, ma è più facile puntare sul parametro zero Vecino e su Allan. Intanto, la notizia è che ds e tecnico son tornati davvero dopo mesi a collaborare sul mercato, tentando una pacifica convivenza. Ieri pomeriggio ridevano e parlottavano insieme a bordocampo durante la seduta, prima che Igli ricevesse nei suoi uffici una trafila di agenti per la Primavera.
Al momento non si muove. Tare ha giurato che resterà il prossimo anno, nonostante i corteggiamenti di Lipsia ed Eintracht Francoforte. Il suo contratto d’altronde scade nel 2023. Ma c’è chi giura che Lotito sarebbe pronto a offrirgli addirittura un altro biennale. Tradotto: Sarri dovrà comunque lavorare con l’albanese, se a giugno deciderà di restare: l’agente Ramadani e il suo avvocato sono stati avvistati nei giorni scorsi nella capitale, attendono la chiamata di Lotito per il rinnovo sino al 2025 dopo l’approvazione della semestrale. In caso di prolungamento, l’allenatore andrebbe a guadagnare 4 milioni a stagione, per questo il patron continua a fare i conti e a riflettere. Ieri sera era di nuovo a Formello, dopo aver dato anche il via libera ai prezzi ridotti per il Sassuolo (10 euro Curva e Distinti, oggi parte la vendita) dopo il derby perso malamente. Curiosità: proprio in occasione della presentazione della stracittadina in Campidoglio, il numero uno avrebbe dato appuntamento all’assessore Onorato per portare avanti il discorso Flaminio fra qualche mese.
Alberto Abbate
Disastro Italia: la Macedonia del Nord vince a Palermo la semifinale dei playoff, gli azzurri sono fuori dal Mondiale per la seconda volta consecutiva . Nel primo tempo l’unica occasione pulita capita a Berardi: il portiere Dimitrievski gli regala il pallone dopo un errore in impostazione, ma viene graziato dal sinistro dell’attaccante azzurro. Anche nella ripresa è Berardi ad avere due occasioni importanti, ma la porta macedone resiste. Prima del 90′ ci prova anche Pellegrini, ma spreca di sinistro. Poi la doccia gelata: sinistro di Trajkovski al 92′, rasoterra su cui Donnarumma non arriva.
Ad un anno dalla scomparsa di Daniel Guerini, la Primavera biancoceleste ha preso parte alla messa in suffragio dell’ex centrocampista biancoceleste. Queste le parole di Romano Floriani Mussolini ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM:
“Ho tanti ricordi di Daniel, l’ho avuto con me dall’Under 18 alla Primavera, sia prima che partisse sia quando è tornato. In spogliatoio abbiamo iniziato a parlare e da lì in avanti abbiamo stretto un bel legame. Ricordo un bella trasferta contro la Juventus, ti strappava sempre un sorriso. Lo ricordo sempre con gioia.
Daniel voleva tornare alla Lazio da protagonista. Appena tornato ce lo diceva sempre, in allenamento ed in partita dava sempre il 100%. Aveva un grande tecnica.
Quando ricordiamo Daniel parliamo sempre dei bei momenti trascorsi con lui, anche fuori dal campo. Era un ragazzo solare con il quale era possibile creare in poco tempo un bel rapporto di amicizia”.
Queste le parole di Etienne Tare
“È una giornata molto particolare, ci siamo radunati qui per onorare Daniel. Lo scorso anno abbiamo vissuto un brutto periodo, essere qui insieme non è semplice. La notizia della scomparsa di Daniel l’ho saputa da un mio amico che gioca a calcio, è stato un colpo molto duro.
Mi rimane un ricordo molto bello, ho trascorso dei momenti molto piacevoli con lui. Ricordo sempre i momenti insieme, è sempre dentro di me, un angelo in più che mi protegge da lassù.
Perdere un compagno di squadra non è semplice ed è un qualcosa che accade raramente, anche questo evento ha inciso lo scorso anno. Purtroppo non siamo riusciti a vincere in suo ricordo, proveremo ad onorarlo tornando in Primavera1.
Daniel è stato un fratello per noi, lo ricordiamo ogni volta che ne abbiamo la possibilità”.
PALERMO – Il ct Roberto Mancini ha scelto i 23 per la semifinale playoff contro la Macedonia del Nord, in programma questa sera alle ore 20:45 al Renzo Barbera di Palermo. In elenco figura anche Giorgio Chiellini, mentre sarà out come previsto Leonardo Bonucci. Rimane fuori, tra gli altri, Luiz Felipe, mentre l’altro possibile esordiente, Joao Pedro, è in lista. Fuori dai 23 anche Zaniolo, Belotti e Scamacca. Questa mattina gli azzurri hanno sostenuto la seduta di rifinitura al Tenente Onorato di Boccadifalco. L’unico dubbio di formazione riguarda l’impiego dal primo minuto proprio di Giorgio Chiellini: se il difensore della Juventus non dovesse essere tra i titolari, spazio per uno tra Mancini e Acerbi per affiancare Bastoni. Con Donnarumma tra i pali gli esterni saranno con tutta probabilità Florenzi ed Emerson. A centrocampo invece il trio Barella, Jorginho e Verratti (Manuel Locatelli è risultato negativo al tampone e già stasera raggiungerà il ritiro di Coverciano). In attacco Berardi, Immobile e Insigne.
Italia, ecco i 23 convocati di Mancini
Ecco i 23 con i relativi numeri di maglia:
PORTIERI: 14 Alessio Cragno (Cagliari), 21 Gianluigi Donnarumma (Paris Saint Germain), 1 Salvatore Sirigu (Genoa);
Difensori: 15 Francesco Acerbi (Lazio), 23 Alessandro Bastoni (Inter), 3 Giorgio Chiellini (Juventus), 2 Mattia De Sciglio (Juventus), 13 Emerson Palmieri (Lione), 16 Alessandro Florenzi (Milan), 19 Gianluca Mancini (Roma);
Centrocampisti: 18 Nicolò Barella (Inter), 5 Bryan Cristante (Roma), 8 Jorginho (Chelsea), 7 Lorenzo Pellegrini (Roma), 12 Matteo Pessina (Atalanta), 4 Sandro Tonali (Milan), 6 Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Attaccanti: 11 Domenico Berardi (Sassuolo), 17 Ciro Immobile (Lazio), 10 Lorenzo Insigne (Napoli), 9 Joao Pedro (Cagliari), 20 Matteo Politano (Napoli), 22 Giacomo Raspadori (Sassuolo).