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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Perso per errore stupido, ora cerchiamo di ricompattarci. Classifica? Inizia a pesare”

L’analisi di Mattia Zaccagni al termine del derby, ai microfoni di DAZN: “Abbiamo preso un gol per un errore stupido, avevamo la partita in mano e ci siamo abbassati troppo dopo il gol. Abbiamo avuto occasioni per pareggiare, è mancato il gol purtroppo e ci dispiace. Avevamo la partita in mano, tre punti dopo quattro partite inizia a pesare. Ora cerchiamo di ricompattarci e ripartire. Ripartire dall’atteggiamento che abbiamo avuto essendo rimasti in dieci è l’unico appiglio che abbiamo per andare avanti, doppiamo ripartire da questo già contro il Genoa”

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pellegrini: “Creato tanto, ma poca lucidità. Niente alibi, guardiamoci in faccia”

Le parole di Luca Pellegrini al termine del derby, ai microfoni di Lazio Style: “Abbiamo fatto un derby dove abbaimo creato tanto, si decide con episodi, siamo stati sfortunati con l’incrocio di Danilo e altre situazioni, fa male perché rimane il risultato, difficile trovare anche le parole giuste per descrivere partite del genere. Per me bisogna ripartire da noi, dalla coesione, atteggiamenti, lottare, essere più cattivi agonisticamente, volere qualcosa di più. Non condivido gli alibi, dobbiamo guardare quello che possiamo fare e noi possiamo fare di più, lo abbiamo dimostrato, se non riesce la colpa è nostra è inutile guardare fuori. La difficoltà è mentale, non lo stile di gioco, credo che abbiamo creato tanto, se fossimo stati lucidi avremmo potuto far molto male”.

“Abbiamo creato di più, le cose negative ci sono state e più di una. Quello che dobbiamo fare è guardarci in faccia e alcune cose devono cambiare e noi siamo i primi. Credo fortemente in questa squadra, abbiamo reintegrato Danilo, è rientrato Cancellieri, deve cambiare qualcosa dal punto di vista mentale, abbiamo dimostrato tanto, aldilà della sfortuna ci manca l’approccio mentale, siamo gli stessi di Verona. Lo scorso anno abbiamo fatto un percorso importante, ci è mancato qualcosa, ma è una base da cui ripartite ma quest’anno siamo ripartiti da una base bassa dal punto di vista mentale perché siamo gli stessi dello scorso anno”.

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FORMELLO

Lazio, emergenza centrocampo: Sarri a Genova con gli uomini contati

Oltre al danno, le beffe. La Lazio volerà a Genova (Genoa-Lazio, lunedì 29) con un’emergenza a centrocampo quasi senza precedenti. Rosella e Dele-Bashiru hanno abbandonato il campo per infortunio e le loro condizioni saranno da valutare (si teme fortemente la lesione, specialmente per in nigeriano) mentre nel finale del derby, la Lazio ha rimediato due espulsioni. La prima di Reda Belahyane, che affonda lo scarpino nel polpaccio di Kone e dopo il fischio finale, nel parapiglia generale, è stato espulso anche Matteo Guendouzi. Al momento, Cataldi è l’unico centrocampista a disposizione di Sarri, in attesa dei controlli per Dele-Bashiru e Rovella. Occhio alla soluzione Basic, che potrebbe essere inserito in lista sfruttando uno dei due slot a disposizione. Vecino potrebbe rappresentare l’unica nota lieta, a patto che torni disponibile a inizio settimana (è fermo dalla prima metà di agosto). Piove sul bagnato.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “L’Olimpico mi era mancato, vittoria per i tifosi. Taty? Deve imparare a fare quelli brutti”

Maurizio Sarri ai microfoni di Lazio Style al termine di Lazio-Verona

“Tornare a vincere in casa era l’aspetto che mi premeva di più, era un qualcosa che gravava sui ragazzi e su tutta la nostra gente. È pesante per tutti non avere una soddisfazione in casa per così tanto tempo. È stata una molla per la squadra”.

“Il Taty? Secondo me ha più gol in canna dell’anno scorso, deve imparare a fare quelli brutti. Se fa dei passi in avanti su quello può crescere nei numeri. Stasera ha fatto anche un paio d’assist di livello esteticamente elevato, queste cose le ha nel DNA. Guendouzi? Non ha mai segnato tanto in carriera, qualcosa in più dei 2/3 che fa solitamente li può fare”.

“Provedel l’ho ritrovato un po’ sottotono all’inizio, poi è cresciuto. Spero sia destinato a tornare velocemente a tornare quello di qualche anno fa. Tutto questo mi era mancato moltissimo, me la sono goduta poco. Nella testa volevo solo riportare la vittoria a questa gente”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Il riscatto passa da atteggiamento diverso. Se questa squadra non è adatta a me…”. Poi sull’Europa…

Vigilia di Lazio-Verona, Maurizio Sarri in conferenza stampa:

La settimana e la voglia di riscatto

“Ha lavorato in modo normale, ci siamo allenati lunedì e riposati di martedì. Mercoledì abbiamo fatto doppio allenamento, poi abbiamo preparato la gara nello specifico. La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai nostri tifosi”.

L’Olimpico e le scelte

“Se si parte dal penalizzare qualcuno per la partita di Como, allora non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante. Mi fa piacere tornare all’Olimpico, quello che dobbiamo sentire forte è il voler dare una gioia ai tifosi. Quello va oltre alla mia voglia di tornare all’Olimpico”.

Le caratteristiche della squadra

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male agli avversari solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. La media del 66% dei passaggi riusciti per esempio. Questo, come paradosso, mi dà pure fiducia. Non possono essere i numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, volevamo pressare ma con l’atteggiamento di chi invece vuole aspettare. Detto che il Como forse ora può esserci superiore, sicuramente lo è dal punto di vista tecnico. Noi siamo rimasti a metà strada, il palleggio degli avversari così è stato esaltato”.

C’è un blocco psicologico della squadra?

“Non è un blocco psicologico, è un passaggio da un modo di gioccare all’altro. Ora la squadra gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Io penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”.

Dele-Bashiru?

“Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km/h, in pochi possono riuscirci. Deve raffinarsi tecnicamente, ma ha qualità forti sotto certi punti di vista”.

L’allenatore che deve adattarsi alla squadra può essere un alibi?

“Cosa si intende per caratteristiche di queste squadra? L’anno scorso veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora perché gioca con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che io diventi un altro dopo tutto questo tempo”.

Ha capito sulla carta quante squadre più forti della Lazio ci sono in questo campionato?

“Non l’ho capito assolutamente, non so cosa possiamo fare noi. Sulla carta la Lazio viene da un settimo posto. Dietro aveva il Milan, faccio fatica a immaginarlo ancora dietro. Anche il Bologna ha fatto bene in un torneo, meno in un altro. E poi c’è anche il Como che si gioca l’Europa, comincia a farsi dura quindi. Stiamo parlando di calcio sulla carta, di una squadra che nessuno di noi sa ancora come possa esprimersi”.

Cosa può portarsi dietro la Lazio di Baroni?

“Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi purtroppo sono spariti alla prima di campionato”.

Zaccagni tira poco perché circola male la palla o è questione di caratteristiche?

“Le partite si possono vincere anche per continuità, i calciatori di qualità che possono fare la differenza quando le avversarie si chiudono sono pochi. Bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a chiudere un’avversaria in una zona di campo critica. Alcune partite possono essere pericolose, vediamo come si può risolvere questo aspetto. L’anno scorso sono state da record 13 superiorità numeriche. Anche i 14 gol di Pedro spero siano ripetibili, però diventa difficile con gli anni che passano. Saranno le esperienze che si accumulano a farci venire in mente delle idee”.

Pedro può giocare dall’inizio?

“Zaccagni sa come la penso, per me può raggiungere la doppia cifra tutti gli anni, se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco gli spazi e poco l’area, in questo può migliorare. Glielo devo ripetere. Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma. Vediamo. A volte un’arma in panchina fa sempre estremamente comodo. Quando subentra può inventare qualsiasi cosa, non so se altre squadre hanno calciatori così”.

Infermeria?

“Vecino, Isaksen e Patric sono ancora sotto l’area medica, sembra che le evoluzioni siano positive. Il più vicino al rientro è Vecino ora, ma sono ancora 3 giocatori che si allenano a parte”.

Tavares?

“Dicesi terzino un difensore esterno, a livello di definizione. Si sta adattando a questo. Lui ha dei lavori in campo che mentalmente reputa importanti e li fa con grandi accelerazioni, altri un po’ meno. Se lo facesse in entrambe le fasi, diventerebbe di grandissimo livello. Penso possa riuscirci”.

Quali sono le basi per costruire un futuro solido?

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello, poi allora ne serviranno soltanto 3 sul mercato. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sapevo nemmeno del blocco precedente. Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio dei primi 50 giorni di Lazio?

“Una settimana fa ti avrei detto che pensavo di essere più indietro. Dopo la prima, più avanti. Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi sono uscito da Como come uno che fa fatica a capire ciò che ha visto”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, Gregucci: “Col Verona possibile bivio con la sosta in agguato” Poi sull’assenza di Lotito… (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio deve vincere contro il Verona. Serve uno stadio che dia pieno sostegno alla squadra, i ragazzi ne hanno bisogno. Al netto di possibili cambiamenti tecnico tattici, la Lazio non può prescindere da presupposti fondamentali come l’atteggiamento, la fame. Quel tipo di approccio vito a Como non lo voglio più vedere, scacciamo i fantasmi e ripartiamo subito. Bivio? Se tu non la vinci, con la sosta alle porte, questa partita potrebbe lasciare strascichi”.

“Lazio-Verona? Io vedo un gap tra piccole e grandi che si è dimezzato nel corso del tempo, parlo di valori tecnici che non hanno differenze abissali come qualche anno fa. Penso farà una partita onesta, anche a livello agonistico. Non penso sarà una barricata. La Lazio deve avere una mentalità diversa, un atteggiamento consono. Sono sicuro che Sarri avrà curato il dettaglio tattico, ma si sarà concentrato tanto sull’atteggiamento dei suoi ragazzi. In questi casi si lavora più sulla testa che sul campo”.

“Assenza Lotito? Non mi sembra una novità, spesso passa le estati a Corina. Lui è un combattente, non credo si tirerà indietro nelle prossime partite”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, Gregucci: “Sarri può cambiare modulo, ma serve una diversa personalità. E l’aiuto dei tifosi” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Ho messo anche Sarri dentro l’analisi di Como-Lazio e non faccio retromarcia. Ripeto: non salvo niente e nessuno, per me è stata una grande delusione, anche sotto il punti di vista della personalità. Mi aspettavo una risposta più vigorosa, orgogliosa contro dei giovani che ti hanno palleggiato in faccia. Ora, secondo me, la squadra va aiutata. La squadra ha bisogno d’aiuto da parte del suo pubblico”.

“Secondo me Sarri è chiamato a qualche profondo cambiamento per questa squadra. Alzerei Nuno Tavares e Lazzari, con Zaccagni e Dia (con Castellanos) più vicini alla porta. Un cambiamento profondo è necessario. Se Provstgaard dimostra solidità, si potrebbe pensare di mettersi a 3 dietro con Nuno e Lazzari esterni”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, Gregucci: “Deluso da tutti, Sarri compreso. Ecco perché…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sulla Lazio avevo certezze che sono immediatamente svanite. Pensavo che una squadra con un certo tipo di maturità non andasse a picco così. Mi aspettavo più esperienza, solidità e letture. Sarri non si aspettava tanta differenza tecnica, questo mi preoccupa. L’evoluzione del Como l’avevamo già intuita tempo fa, ma sul calcio che propone Fabregas la difesa così posizionale non porta frutti, anzi. Responsabilità di Sarri? Sì, alcune ne ha per il tipo di partita che abbiamo visto. L’interpretazione e la lettura delle linee di passaggio non sono state corrette. Poi ci sono stati anche gli errori dei singoli, da Nuno Tavares allo stesso Gila. Ieri ho visto il Como dominare in tutti i concetti di gioco, da quello mentale a quello tecnico fino a quello tattico”.

“Sono rimasto deluso anche dalla personalità dei giocatori della Lazio, soprattutto a fronte dei ‘ragazzini’ del Como. Gli altri avevano faccia tosta e spensieratezza, le nostre di facce erano spesso sconfortanti. Così come tutto il linguaggio del corpo. Non si è fatto valere il mestiere, l’esperienza. Siamo stati presi a schiaffi da una manica di ragazzini?”.

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AMICHEVOLI

Burnley-Lazio 0-1, più strappi che possesso: Zac sbaglia dal dischetto, Cencellieri colpisce in contropiede

E’ Matteo Cancellieri a decidere la sfida del Turf Moore contro il Burnley. Dopo un calcio di rigore fallito da Zaccagni, l’esterno conferma le sensazioni positive raccolte in Turchia siglando il gol vittoria, a campo aperto, dopo due giocate preziose di Dele-Bashiru prima, di Pedro poi. Piovono conferme sulle difficoltà di palleggio della Lazio, che – anche oggi – da il meglio di sé quando gli spazi si aprono, esattamente come in occasione del gol. Provvedel nel primo tempo evita a più riprese lo svantaggio con i suoi sempre sotto pressione sull’out di Lazzaro, costantemente incalzato da Anthony. Pochi rifornimenti a Dia, qualche amnesia di troppo sul posizionamento difensivo. In generale, un atteggiamento poco aggressivo, forse figlio della migliore preparazione degli inglesi, ormai pronti al debutto. Nella ripresa però, la Lazio riesce a trovare alcune combinazioni interessanti per attaccare la profondità.

Migliore la circolazione di palla con Cataldi in regia (Rovella apparso appannato, esattamente come Lazzari nel reparto difensivo) e Cancellieri si conferma il più ispirato. Prima della marcatura, centra praticamente l’incrocio dei pali su corner di Pellegrini, impattando bene di testa. La penultima amichevole estiva consegna a Sarri la vittoria e la consapevolezza, almeno in questo momento, che i suoi il meglio lo riescano a tirare fuori sugli strappi, piuttosto che sul controllo della partita. Materiale su cui lavorare in vista dell’esordio, il 24 agosto, contro il Como di Fabregas.

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AMICHEVOLI

Burnley-Lazio 0-1 (75′ Cencellieri)

Burnley-Lazio, penultima amichevole prima dell’inizio della nuova stagioe. Dopo la vittoria in extremis con l’Avellino, la sconfitta di misura col Femerbache e il pareggio per 2-2 contro il Galatasaray, gli uomini mi Maurizio Sarri fanno tappa in Inghilterra. A circa 50 chilometri da Manchester, il Burnley dell’ex Tchaouna attende la Lazio. Parecchie assenze per il tecnico toscano: Gigot, Patric, Vecino, Belahyane.

PRIMO TEMPO – Sarri conferma praticamente in blocco la formazione schierata contro il Galatasaray, con le eccezioni di Provedel e Dia, che guida l’attacco. Marusic, quindi, nuovamente centrale al fianco di Romagnoli. In un silenzioso Turf Moore, i tifosi laziali si fanno sentire. Al 4′ Cancellieri spara alto dopo uno scambio con Guendouzi. La ricerca del palleggio e degli inserimenti è la costante, la pressione spesso senza i tempi giusti. Al 14′ ammonito Lazzari, che reagisce ad un intervento deciso di Hartman (ex Feyenoord, vecchia conoscenza della Lazio). E’ proprio sulla fascia sinistra però, che il Burnley costruisce i blandi pericoli della prima mezz’ora. Anthony impegna Provedel al 18′. Ben più complesso l’intervento dell’estremo biancoceleste al 25, sul piatto di Laurent dal limite e un minuto dopo su Cullen. La Lazio senza possesso palla, finisce per regalare un’infinità di palloni all’avversario affidandosi al lancio lungo. Se con il Galatasaray gli spazi non mancavano, anche per la linea alta dei turchi, in Inghilterra la Lazio riscopre le fatiche di attaccare una difesa schierata. 33′, Rovella non spaventa su calcio di punizione ed è appena la seconda conclucione verso lo specchio della prima frazione. Al 39′ gli iglesi pescano la traversa sul cross del solito Anthony ed ennesima lettura passiva della retroguardia. L ‘ultima ‘emozione’ del primo tempo è la torsione in area di Dia, che non riesce a correggere verso la porta un cross in corsa di Lazzari.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una difesa quasi completamente rivoluzionata. Dentro Pellegrini, Gila e Provstgaard e fuori Lazzari, Romagnoli e Tavares, con Marusic che torna terzino a destra. Immediato pericolo sul primo corner degli inglesi, seconda traversa scheggiata. Proteste laziali (giocatori molto nervosi). Al 47, calcio di rigore per la Lazio: Dia atterrato, lanciato in porta su un amnesia del Burnley in crostuzione ed un recupero alto della Lazio. Zaccagni dal dischetto opta per una soluzione centrale, Hladky intuisce e nega il vantaggio ai biancocelesti. 58′, la mutazione continua: dentro Cataldi, Mandas, Pedro, Hysaj e Castellanos. Guendouzi, Dele-Bashiru e Cancellieri restano gli unici in campo dal 1′. Proprio Cancellieri sfiora il vantaggio, impattando bene di testa su corner di Pellegrini al 61′. Al 64′ buona traccia verticale di Cataldi, ma il Taty non riesce a correggere in maniera pericolosa per l’estremo inglese. Al 75′ la Lazio passa: gran giocata di Dele-Bashiru che protegge il pallone e lancia Pedro, che a sua volta imbecca il 22 in contropiede. Piattone sinistro e Lazio avanti. Basic e Noslin rilevano Dele-Bashiru e lo stesso Cancellieri. 86′ Castellanos impegna l’estremo inglese con un buon colpo di testa, su assistenza di Noslin dal lato opposto. Ci sono spazi adesso, la Lazio prova ad approfittarne, ma il risultato finale è 1-0, con la firma di Cancellieri.