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DICHIARAZIONI

Lotito, compleanno e messaggi: “Ora necessaria unione interna ed esterna. La Champions per la svolta del club”

Nel giorno del suo 66° compleanno, il Presidente Claudio Lotito è stato ospite ai microfoni di Lazio Style Channel. Queste le sue parole:

“Chiedo serenità all’ambiente perché mancano quattro finali da qui al termine della stagione e ognuno deve fare la propria parte, dobbiamo continuare a creare un clima positivo e di unione, sia internamente sia esternamente.

Io posso mettere volontà e determinazione nel risolvere i problemi, con l’obiettivo di tirare fuori il 100% delle potenzialità di ognuno, poi però in campo vanno i calciatori: sono loro gli artefici del loro e del nostro destino.

Il ritorno dell’Under 19 nel campionato Primavera 1 è per me motivo di grande soddisfazione, avevo delegato mio figlio a guida di questo comparto, ha portato un risultato importante, la squadra è risalita con merito con una giornata di anticipo.

Ora sarà battaglia per la Lazio Women che, dopo tanti mesi al primo posto, ha purtroppo perso domenica scorsa con il Napoli: confidiamo nelle ultime tre partite fare bene, sperando che i nostri avversari co permettano recuperare quel punto che ci distanzia dalla squadra partenopea.

Queste ultime quattro partite possono rappresentare una svolta per la Società, la squadra ed i tifosi perché vorrebbe dire rientrare nell’Olimpo del calcio, una ulteriore testimonianza del fatto che rappresentiamo la Prima Squadra della Capitale sia anagraficamente sia dal punto di vista sportivo.

Festeggeremo nei prossimi giorni l ricorrenza del decennale della vittoria del 26 maggio, abbiamo preparato un evento ad hoc, speriamo possa rappresentare un momento di gioia e di festa, accompagnato anche dai risultati del campionato”, conclude Lotito nel giorno del suo compleanno.

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Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano ed i motivi della flessione: “Pressioni e limiti caratteriali, così viene il braccino corto” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Braccino corto, l’analisi del bomber: “Non credo che il problema del momento della Lazio sia dato da un problema di gambe e di stanchezza. E’ vero che Sarri ha parlato di carichi di lavoro dopo la sconfitta con il Torino, ma quelli si smaltiscono dopo una settimana, semplicemente giocando. Mi è tornata in mente la stagione 2017-2018, quando la Lazio nel finale tra Crotone e Inter disperse il vantaggio in classifica e perso la Champions. Magari la spiegazione della flessione può annidarsi nella gestione di una pressione che nella fase finale ti può condizionare. Detto questo, la Lazio ha ancora il pallino della situazione, è ancora artefice del proprio destino e questo è molto importante.

Braccino corto

Quando la Lazio gioca in scioltezza è capace di qualsiasi cosa, quando ha bisogno proteggere una situazione o un risultato va un po’ in difficoltà. Rischia di esserci il cosiddetto ‘braccino corto’. E’ nelle caratteristiche dei calciatori, sotto l’aspetto tecnico siamo tra le migliori. Poi però ci sono momenti in cui devi raggiungere il risultato facendo richiamo a componenti emotive. Quello del carattere può essere un difetto di questo gruppo.

Il centrocampo della Lazio non è leggero, ma ha caratteristiche tecniche e atletiche specifiche che hanno bisogno di condizioni ideali, anche fisicamente parlando, per esprimersi al meglio. Per fare un certo tipo di calcio devi essere strutturato anche dal punto di vista fisico. Il Milan, non a caso, è rifiorito nel momento in cui ha inserito stabilmente in mediana un calciatore di corsa ed agonismo come Krunic”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

CROCEVIA, LOTITO CON SARRI – Pure questo è un frangente delicato e Sarri ha voluto capire se tutti stessero ancora remando nella stessa direzione per il medesimo obiettivo. I mugugni di Milinkovic e lo sfogo di Immobile alla sostituzione col Sassuolo potevano essere un campanello d’allarme, ma i senatori hanno risposto pubblicamente e in privato: «Uniti per la Champions». Sergej non ha pensieri legati a un addio estivo (anche se in Italia Juve e Milan sono tornate sotto), Ciro ha addirittura già rifiutato un’altra offerta milionaria dall’Arabia alla Cristiano Ronaldo, pur di rimanere a vita alla Lazio e di sostenere ancora questo progetto tecnico. E allora è attesa una grande dimostrazione sul campo davanti al proprio popolo (venduti 7mila biglietti al momento). D’altronde anche a inizio gennaio la Lazio superò un altro momentaccio con un confronto e un patto che la portò a un cammino da record con un nuovo Luis AlbertoSarri spera che il chiarimento di lunedì produca lo stesso effetto. Dalla sconfitta col Lecce al ritorno col Lecce dopo 3 ko nelle ultime 4 gare e la Caporetto di San Siro. Forse è uno snodo del destino. In quel terribile schiaffo al Via del Mare Immobile si sbloccò, dopo il primo calvario. Adesso il capitano vuole tornare al gol, che gli manca ormai dall’11 settembre all’Olimpico. Serve una vittoria contro i salentini, stramotivati dalla ricerca della salvezza dopo la batosta col Verona, ora col fiato sul collo. Sarà una sfida all’ultimo respiro perché anche i biancocelesti non possono più permettersi nessun passo falso.

ANSIA – Due settimane fa era di 8 lunghezze il vantaggio sulla quinta, adesso di tre, striminzito. Persi 9 punti dall’Inter, 6 dall’Atalanta, 5 dal Milan, 4 dalla Juve. Guadagnato solo un punto sulla Romaal settimo posto. La consolazione in questo caso non può essere un premio. Lunedì Sarri ha voluto scongiurare un crollo emotivo, ma è palpabile il calo fisico con un organico così ristretto e spremuto. Nei finali di stagione purtroppo è una costante della Lazio. Anche RejaPioliPetkovic e lo stesso Simone Inzaghi finirono a corto di fiato. Questo dovrà servire da insegnamento, è un monito definitivo per il futuro. Perché evidentemente non dipende solo dal tecnico di turno e nemmeno dal tutti per uno. Il Messaggero

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve, processo plusvalenze: verso una nuova penalizzazione: si torna al -9?

Nessun contrasto tra Codice di giustizia del Coni e della Federcalcio sulla possibilità di revocazione, e quindi di riaprire il processo sportivo sulle plusvalenze che ha poi portato alla condanna di 15 punti di penalizzazione per la Juve e alle maxi inibizioni per i suoi ex dirigenti. Quindi il processo è stato riaperto legittimamente, dicono le motivazioni del Collegio di garanzia pubblicate in serata sul sito del Coni.

RESPONSABILITÀ 

Tuttavia, per i giudici dell’ultimo grado della giustizia sportiva vanno rimodulate le responsabilità relative agli “amministratori privi di deleghe della Juventus” con un effetto che può anche rimbalzare sull’entità della penalizzazione per il club. “Considerato, infatti, che la misura della sanzione della penalizzazione inflitta alla Juventus risulta determinata in relazione alle accertate violazioni dei suoi rappresentanti e dei suoi dirigenti, nonché dei suoi amministratori senza delega, il venir meno, per l’accertato vizio motivazionale, della sanzione per questi ultimi si riflette, allo stato, anche sulla sanzione complessiva irrogata alla società e rende, quindi, necessaria una nuova valutazione della Corte Federale d’Appello sulle eventuali responsabilità dei singoli amministratori senza delega e poi anche della stessa società Juventus”. Il tema è quello di specificare se l’apporto di dirigenti senza deleghe, in pratica quelli del Cda (mentre sulle responsabilità degli apicali non c’è nessuna indicazione tanto che le inibizioni sono già state confermate) è stato valutato nella determinazione dei punti di penalizzazione.

RIDIMENSIONAMENTO 

Sembra esplicito l’indirizzo verso un ridimensionamento della sanzione per il club, che potrebbe anche far tornare la vicenda alla famosa richiesta di nove punti della Procura federale. In effetti nelle motivazioni viene non a caso citato lo stesso procuratore Figc, che (in sede di deferimento) ha compiutamente riferito di una esigenza di “dosimetria sanzionatoria che impone una diversa valutazione del comportamento tenuto in sede sportivo da quello in ambito societario ai fini della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria”. In ogni caso, spetta alla giustizia federale stabilire le pene sportive. A questo punto la parola spetta alla Corte che presumibilmente convocata entro la fine di maggio dovrà decidere la nuova sanzione. Resta il tema dell’afflittività che la Juve cercherà presumibilmente di spostare alla prossima stagione sportiva per salvare la qualificazione alla prossima Champions Laeague. Gazzetta.it

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APPROFONDIMENTI

Scontri diretti Champions: la situazione della Lazio

La Lazio ha ancora un margine di tre punti rispetto al quinto posto occupato dal Milan, che diventano quattro con lo scontro diretto a favore. In caso di arrivo in parità si considerano in ordine: punti negli scontri diretti, differenza reti scontri diretti, differenza reti generale, miglior attacco e sorteggio. La squadra di Sarri è in vantaggio anche con la Roma, mentre è in svantaggio con la Juventus. Con Inter e Atalanta, invece, la situazione è in parità assoluta e il piazzamento finale quindi dipenderà dalla differenza reti.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-squadra, faccia a faccia: “Non gettiamo tutto al vento”. Poi con Immobile e Milinkovic…

Solo Sarri-squadra. Via tutti, dallo staff a Tare. Come si legge su Il Messaggero, ieri mattina l’allenamento della Lazio è iniziato in ritardo perché Sarri si è chiuso nello spogliatoio con la squadra. Per mezzora occhi negli occhi, un confronto quanto mai necessario dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 partite. “Abbiamo 4 finali, non gettiamo tutto al vento”, ha detto il Comandante, che aveva promesso il sabato pomeriggio a Lotito un confronto con il gruppo. Ora Sarri vuole capire se tutta la squadra lo stia ancora seguendo e quanto creda all’obiettivo Champions. Poi un faccia a faccia anche con Milinkovic e Immobile: la speranza è che sia produttivo quanto quello con Luis Alberto a inizio 2023.

(Corriere dello Sport) – Regolamenti di conti Sarri-squadra. Chiarimenti su rapporti, comportamenti, prestazioni, scelte di campo, decisioni di formazione. Sarri-squadra si sono parlati più liberamente e schiettamente del solito ieri mattina a Formello, poco prima che la Juve scendesse in campo a Bergamo e soffiasse il secondo posto alla Lazio. E’ stata una riunione riservata, confidenziale, utile per riordinare idee ed equilibri, per ripartire con convinzione e vivere le ultime quattro partite al massimo. E’ un patto per la Lazio, fino al 4 giugno devono essere messi da parte gli interessi personali. Di confronti, a Formello, ce ne sono stati vari nelle ultime settimane. Dopo l’Inter era intervenuto Lotito. E Sarri, prima del Milan, aveva programmato un full immersion: due sedute alla vigilia, doppia riunione video, uno sprone continuo chiedendo alla squadra di essere decisa. Il risultato? Un flop. Sarri, nuovamente spiazzato dalla squadra, si è lamentato a S.Siro: «Nell’intervallo eravamo sfiduciati e questo mi ha preoccupato». Non ha fatto passare molte ore, ha atteso la squadra a Formello e l’ha chiusa nello spogliatoio. Nelle ultime settimane sono successe tante cose. Tre sconfitte su quattro partite. Tre prestazioni scadenti contro Torino, Inter e Milan. Solo la vittoria col Sassuolo, non certo fluida, ha interrotto la crisi. Non è stata solo una questione di risultati. Sarri, dopo il Toro, aveva ammesso di aver sbagliato la programmazione dei giorni precedenti impostando un lavoro pesante per garantirsi uno sprint nel rush finale. C’è stato il primo crollo di S.Siro: «Abbiamo dato sensazione di debolezza». Hanno fatto seguito le scelte per il Sassuolo. Fuori Milinkovic, tra i più accusati dopo l’Inter, bocciato in panchina nel turno infrasettimanale. Fuori Ciro, sostituito in corsa. Aveva reagito male contro l’Inter, è esploso all’Olimpico. Due casi che sommati alla cruda realtà hanno contribuito a moltiplicare le inquietudini dentro lo spogliatoio e a minare le certezze di Mau. Sabato ha detto «se guardiamo il calendario siamo morti», riferendosi alle gare contro Lecce, Udinese, Cremonese ed Empoli, facili sulla carta. Non sta lanciando segnali da Comandante, dentro di sé teme che la Champions possa svanire nelle ultime partite. Ha perso il vero Milinkovic e non riesce ad avere i veri Ciro e Zaccagni. E’ alle prese con la doppia assenza di Cataldi e Vecino, da S.Siro è tornato acciaccato Marcos Antonio (caviglia sinistra dolorante). 

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DICHIARAZIONI

Milan-Lazio, Pioli: “Quasi da dentro o fuori. Biancocelesti completi, non pensiamo al derby”

Pioli, tecnico del Milan, ha presentato il match contro la Lazio in conferenza stampa alla vigilia. I rossoneri attesi da una settimana di fuoco: dopo la Lazio ci sarà la gara d’andata delle semifinali di Champions League contro l’Inter. Il Milan è reduce dal deludente pareggio agguantato all’ultimo respiro contro la Cremonese, nel turno infrasettimanale di campionato. La Lazio invece, ha rialzato la testa dopo due sconfitte consecutive battendo il Sassuolo. Fra rossoneri e biancocelesti ci sono 6 punti di distacco. La Lazio ha vinto il match d’andata per 4-0. Pioli: “M auguro che domani riusciremo a controllare e dominare la partita come abbiamo fatto in questo periodo. Giochiamo contro una squadra molto forte, poi dobbiamo essere concreti e più efficaci in zona gol che è quello che ci è mancato”.

Occasioni perse, domani è l’ultima chiamata per la Champions? Pioli: “Certo che la squadra è consapevole dei jolly che abbiamo buttato via e che non possiamo buttarne via degli altri. È una partita molto molto importante, ma non è l’ultima. È quasi da dentro o fuori domani. Dobbiamo fare tanti punti da qui alla fine e domani è una tappa molto importante”.

Pensiero all’Inter? “Pensando alla Lazio, l’altra arriverà, ci sarà tempo per farci trovare pronti. C’è concentrazione massima per domani. Giochiamo contro la seconda in classifica che ha preso slancio dall’uscita dalle coppe. Il risultato di domani non influenzerà il derby. La Lazio è forte molto centralmente, poi da lì vanno sull’esterno. È una squadra completa. Bisogna essere molto compatti in fase difensiva”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Vecino out due settimane, si va verso il centrocampo di qualità, ma…”(AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Centrocampo di qualità e scudetto Napoli. “Lotito sulla scia del trionfo di De Laurentiis? Intanto la società Lazio sta per estinguere il debito ereditato venti anni fa. Questa sarà una stagione importante per la crescita della Lazio, il raggiungimento della Champions è determinante. Da cronista, mi piacerebbe rivivere serate vincenti come quelle di Montecarlo, quando la Lazio vinse la Supercoppa Europea contro il Manchester United. Qualcuno l’ha rimosso, ma quel successo permise alla Lazio di essere la squadra numero uno per ranking. Primato che venne riconosciuto anche da Ferguson.

Centrocampo di qualità ed i suoi rischi

Per Vecino credo che si tratti di una lesione di primo grado, non ci voleva in questo momento. Stava recuperando la condizione, ora dovrà fermarsi per un paio di settimane. Mi aveva sorpreso la sua prestazione nel primo tempo, per qualità ed inserimenti stavamo rivedendo il miglior Vecino. Cataldi fino a due giorni fa stava con le stampelle, complicato immaginare la sua disponibilità. Scelta chiusa davanti alla difesa, giocherà Marcos Antonio con la necessità che gli interni di centrocampo a Milano facciano un grande lavoro. Non si può escludere che parta dall’inizio Basic con uno tra Luis Alberto e Milinkovic dalla panchina. Mi sembrerebbe una scelta logica, ma da quello che mi dicono alla fine dovrebbe essere schierato il terzetto di maggiore qualità, con Basic in panchina. Vediamo quello che sceglierà Sarri, ma è giusto che Marcos Antonio ora parte dall’inizio. Io l’avrei premiato già dopo la rete segnata a La Spezia. Il Milan giocherà con i titolari, è la conseguenza di quanto avvenuto con la Cremonese in cui ha scelto molte seconde linee”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Milinkovic stanco, Basic a Milano potrebbe aiutare. Ecco la differenza tra De Laurentiis e Lotito…” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Milinkovic stanco, Napoli e Patric. “Il pareggio di Udine che avrebbe dato lo scudetto al Napoli era scontato. Oltre al matematico trionfo degli azzurri, nessuno aveva sottolineato che con un punto la squadra di Sottil si sarebbe salvata in modo aritmetico. La differenza netta tra De Laurentiis e Lotito è che il presidente del Napoli ha preso il club dal nulla, senza doversi far carico dei debiti. E’ un percorso che nasce da lontano, la cui crescita è stata evidente. Chiaro che se la Lazio andasse in Champions dovrà rinforzare la squadra. A quel punto si dovrà alzare l’asticella se si vuole dare vita ad una crescita.

L’intervento salva porta di Patric contro il Sassuolo? Quando corri verso la tua porta per un difensore è molto pericoloso e difficile. Lui è rapido e veloce, è stato molto bravo ad anticipare l’attaccante evitando l’autogol. In quelle situazioni la rapidità e l’istinto ti aiuta, il livello di difficoltà di quell’intervento è alto. Lo spagnolo ha fatto anche un errore, però, in occasione della traversa di Frattesi in chiusura di primo tempo. Lì doveva anticipare la lettura, forse ha un po’ rallentato per timore di commettere fallo da rigore.

Milinkovic stanco e opzione Basic

Ho visto Milinkovic stanco, non so se sia il caso di farlo partire dall’inizio a San Siro. Con Marcos Antonio in regia e con questa emergenza in quel ruolo, Sarri deve decidere se affidarsi magari a Basic che possa aiutare maggiormente in fase difensiva. Se il brasiliano non riesce a palleggiare, con il Milan si rischia di andare in difficoltà. Detto questo, è giusto che in questo momento Marcos Antonio venga confermato”.

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RASSEGNA STAMPA

Nove punti alla Champions, poi il vertice Lotito-Sarri per definire il futuro

Come riportato dal Corriere dello Sport, all’ingresso certo della Lazio tra le prime quattro oggi mancano per l’aritmetica 9 punti nel caso in cui Atalanta, Milan e Roma vincessero le ultime cinque partite e chiudessero a quota 73, ma alla squadra biancoceleste basterà non perdere domani a San Siro con i rossoneri o anche l’X2 in Atalanta-Juve e Roma-Inter per modificare i conti e abbassare la soglia Champions.

Lotito chiederà di inseguire e difendere il secondo posto per garantirsi l’accesso alla Final Four di Supercoppa in Arabia Saudita (gennaio 2024). Il presidente biancoceleste attende la qualificazione per dare il via alla programmazione e fare chiarezza sul futuro. Sarri aspetta l’incontro che gli permetterà di pianificare un altro mercato delicatissimo con l’idea di sviluppare il lavoro appena avviato.