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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, colpe e sfortuna. I numeri parlano di un crollo totale”. Su obiettivi ed infortunati… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La sfortuna della Lazio è una cosa da studiare a fondo, c’è anche quella nell’occasione del gol del pareggio del Torino. E’ tutta la conseguenza di un periodo anche di colpe di tutte le componenti che vanno analizzate. Nella circostanza del gol di Gineitis, poi, Marusic è costretto anche a difendere con le braccia dietro la schiena per non aumentare il volume del corpo. Poi, invece, ti dicono che il tocco di mano di Maripan su Rovella non è punibile perché il movimento è da considerarsi congruo con la dinamica dell’azione. Tutto coerente con il momento anche sfortunato che sta attraversando la squadra di Baroni.

I famosi 35 punti nelle prime 18 giornate, ossia due punti a gara, hanno poi lasciato spazio ai 17 nelle successive 12 giocate. Dobbiamo parlare di un crollo totale, è evidente. Per questo anche una gara discreta come quella di ieri diventa un problema. Ora devi fare il massimo in Europa League, non perdere il derby e cercare di trovare un posto in Europa dal campionato. Questa squadra per quattro mesi ci ha fatto essere ottimisti ed entusiasti, ma ora gli obiettivi sono questi. E’ giusto continuare a credere anche al quarto posto, ma il mio pensiero realistico è questo.

Castellanos? Sono un suo grande estimatore, ma non poteva immaginare che fosse così insostituibile. Senza di lui non sai come attaccare, così come Tavares non hai sviluppo del gioco esternamente. Il portoghese tornerà contro l’Atalanta. Ieri è stato escluso per una questione di condizione. Non si torna più in campo se non in buone condizioni fisiche e con diversi allenamenti sulle gambe. L’argentino si allenerà bene in settimana, è clinicamente guarito. Non me l’aspetto in campo a Bergamo, neanche per pochi minuti perché si vuole evitare quanto già accaduto. E’ nel rettilineo finale”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci su Lazio-Torino: “Baroni, puoi proporre qualcosa di diverso. Casadei? Rimpianto no, ma…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI su Lazio-Torino in collegamento a ‘NMM’

“Il Torino è una squadra completamente diversa rispetto all’andata, quindi quella gara non da orientamento. Hanno acquisito solidità, la sosta per la Lazio è stata un toccasana dopo Bologna. Mi auguro di vedere una Lazio rigenerata nella testa. Ora serrare i ranghi con coesione, senza indici puntati. Forse Baroni potrebbe cambiare qualcosa, nel caso in cui non avesse gli strumenti per fare il suo calcio. Io non sono d’accordo con l’idea che ‘siamo destinati a giocare in questo modo e basta’. Nel calcio del 2025 cambiare è importante, proporre qualcosa di diverso nella mobilità e nella riaggressione”.

Toglierei alcuni riferimenti ai centrali del Torino, nella gara di lunedì. In generale, credo possa essere il momento di cambiare qualcosa nei movimenti, nei dettagli, ma senza cambiare il DNA vero della squadra. Il punto di forza di questa Lazio è la sua riconoscibilità, la sua identità. Ciò non toglie che si possa creare un po’ di scompiglio, mettere in piedi alcune piccole novità che possano levare certezze e riferimenti al tuo avversario”.

“Casadei? Era uno dei migliori della sua Under 20, l’esperienza al Chelsea è stata importante, anche se non gratificante in termini di presenze. Non è facile imporsi in quel contesto, infatti fece meglio con Maresca in Championship. Ora in Italia si sta ricostruendo, anche se ha giocato poche partite. Presto per definirlo rimpianto per la Lazio, ma resta fra i migliori ragazzi del nostro panorama calcistico”.

Intanto a Formello sono rientrati tutti, anche Dia e Marusic, che hanno giocato martedì sera (Dia solo pochi minuti). La marcia verso Lazio-Torino può entrare finalmente nel vivo. Out Patric, che ha terminato la stagione, Castellanos (ieri esami che hanno evidenziato qualche miglioramento) e Ibrahimovic, alle prese con un primo grado. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, fase dello scarico di colpe. Ormai se piove la colpa è di Baroni…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Nell’unica occasione in cui sarebbe stato necessario giocare di lunedì, la Lazio non lo farà. Penso al turno di campionato successivo all’impegno di andata in Norvegia.

Ieri, credo sia stato un giorno importante. Credo ci sia stato un confronto tra la società e Baroni. Fare troppi ragionamenti e calcoli quando hai tutte queste gare importanti e ravvicinate non è facile. Penso che il grande discorso da affrontare riguardi la posizione di Baroni e l’eventuale cortocircuito che ci sarebbe stato con la società. Ho la sensazione che siamo in una fase in cui stanno scaricando nei confronti del tecnico diverse responsabilità. Penso anche alla questione di Castellanos e al suo utilizzo con il Viktoria Plzen. Ha sbagliato lui o la società è colpevole di non aver messo a disposizione alternative valide? Il problema è che le seconde linee sono Noslin e Tchaouna. Quest’ultimo ha fatto solo un gol inutile a Como, ma il problema non è stato il ruolo. Da centravanti ad esterno, il rendimento è stato sempre lo stesso. Mi sembra che se oggi piove la colpa sia di Baroni. Sicuramente il tecnico avrà fatto i suoi sbagli, ma non è una sua responsabilità il fatto di aver ruotato meno i giocatori. Parliamo del mercato che è stato fatto piuttosto…”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la carica di Baroni dopo una pausa agitata. E c’è una promessa a Lotito…

A Formello tutto ribolle e tanto traballa, tipico del sottosopra che spesso ribalta la realtà e che rimanda pericolosi presagi più che buoni auspici. Inizialmente è stata una pausa agitata, partita col secondo stiramento di Castellanos, con la partenza e il ritorno lampo di Tavares dalla nazionale, la sua presenza è diventata saltuaria come si temeva che potesse diventare. La pausa è proseguita con i confronti e i moniti interni tra Lotito, Fabiani e Baroni. Anche con ammonimenti esterni. Poi l’operazione improvvisa di Patric, comunicata personalmente nella tarda sera di martedì. Infine il reintegro di Pellegrini, più per necessità che per convinzione di Baroni. Casus belli il tracollo di Bologna, casi bollenti tutti gli altri. Da ieri, con il ritorno di quasi tutti i nazionali (oggi è atteso Dia), s’è iniziato a pensare alla ripresa. Baroni ha rivisto la squadra dopo dieci giorni, momento utile per guardare i suoi uomini negli occhi e dare il via ad un patto di riscossa. L’allenamento di ripresa è iniziato con 40 minuti di ritardo, tempo necessario per avviare il lavoro in palestra e avere un primo veloce raffronto su ciò che è stato e su ciò che dovrà essere. Baroni ha trasmesso i concetti motivazionali che gli sono più cari.  

Ad inizio pausa era finito a processo il tecnico, raggiunto da Lotito a Formello. Dal confronto è nata la necessità di rilanciare il turnover per evitare sovraccarichi e di valorizzare l’acquisto di Belahyane, punti caldeggiati dalla società. Da qui a lunedì ci sarà modo di rivolgere anche un chiaro invito alla squadra, il presidente potrebbe tornare a Formello domenica, alla vigilia di Lazio-Toro. Baroni si è assunto le colpe a Bologna, non può essere un alibi per i giocatori. La società contesta due puntil’atteggiamento del Dall’Ara e la svagatezza dei nazionali causata dalle convocazioni per gli impegni successivi. Ma il bello della Lazio, quando volge alla crisi, è la sua irriducibilità, le permette di rifiorire nei momenti cruciali. Se lo augurano tutti, la società e Baroni, i tifosi. La prima reazione è attesa per lunedì, anteprima di un mese di fuoco. Il frastornamento dopo Bologna è stato forte, lo sfarinamento dei muscoli ha aggiunto preoccupazione e gli stop ripetuti di Taty, Tavares e Patric non aiutano l’allenatore ad avere la squadra di nuovo al completo. E’ assurdo dover rinunciare di nuovo all’unico centravanti essenziale, sacrificato nel ritorno col Plzen. Un grave danno, riporta il Corriere dello Sport.

“Ricominciamo da capo. Riparte il casting interno di Baroni alla ricerca del sostituto di Castellanos. L’allenatore toscano ha promesso a Lotito che tornerà a riutilizzare tutto l’organico e a valorizzare il mercato”.Così è scritto nell’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo: “Patto Baroni-Lazio. Caccia al vice-Taty”. Da qualche giorno il clu biancoceleste aveva fatto capire di non essere particolarmente contento della gestione della rosa da parte dell’allenatore. Lo stesso direttore sportivo Fabiani, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, aveva detto che i calciatori presi a gennaio avevano talento, ma che, non giocando, non gli veniva dato modo di mostrarlo. Tra i tre giocatori sbarcati nella Capitale, Provstgaard non ha mai giocato, Belahyane è subentrato tre volte, ma mai dall’inizio, mentre Ibrahimovic è sceso in campo appena undici minuti.

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RASSEGNA STAMPA

Sei squadre in sei punti, riparte la caccia al tesoro Champions

Sulla prima pagina proposta oggi dal Corriere della Sera non si parla direttamente di calcio, tema che invece si trova sfogliando il quotidiano generalista. “La caccia al tesoro” è il titolo scelto per la prima pagina sportiva, dove ci si concentra sulla corsa al quarto posto che vale la partecipazione alla prossima Champions League e che vede in lotta diverse squadre.Inter, Napoli e Atalanta sono più staccate rispetto alle altre rivali, ma per l’ultimo piazzamento disponibile c’è tanto affollamento: al momento la squadra al quarto posto è il Bologna con 53 punti, seguita dalla Juventus a 52 e dalla Lazio a 51. L’obiettivo è però fisso anche nel mirino della Roma, ora a 49 punti, ma anche della Fiorentina (a quota 48) e del Milan (a 47). La volata coinvolge quindi sei squadre in appena sei punti con le ultime nove giornate che saranno decisive, specie perché sono in programma anche tanti scontri diretti. Da ricordare anche che Lazio e Fiorentina, impegnate in Europa e Conference League, hanno potenzialmente cinque partite in più delle altre squadre, mentre Bologna e Milan saranno impegnate nelle semifinali di Coppa Italia.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Priorità all’alternativa di Castellanos. Ecco come interverrei sul mercato in estate…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha dato il meglio di sé con il 4-4-2 e soprattutto giocandolo con intensità, prendendo gli avversari alti; per fare questo serve una buona condizione fisica. E’ facile mandare in condizione una squadra ma prima la prendi e prima la esaurisci.

Non so se in questo momento la brillantezza manca per via della forma atletica o per motivazioni psicologiche: ci sono ragazzi che arrivano da piazze prestigiose, in cui serviva una fame diversa. Io non so la situazion ma l’unica componente che può migliorare tutto è composta da allenatore, staff tecnico e società. E siccome riteniamo all’altezza il tecnico l’unica cosa da fare è non metterlo in discussione.

I terzini la priorità del mercato? Per me il problema non è sugli esterni, io per fare una grande squadra devo partire dall’asse centrale: portiere, difensore cemtrale, mediano e centravanti. I terzini sono gli ultimi dei problemi. Partendo da quetso blocco, individuerei l’alternativa di Castellanos o Dia più un centrale di lievllo per copiare di Gila e poi interverrei sulla metà campo perché Guendouzi e Rovella non possono giocare sempre; Belhayane non lo conosciamo bene, ma se non gioca con continuità significa che adesso non può farlo.

Per giocare come viole Baroni servono giocatori veloci e che accettano l’1 contro 1, quindi devo accetatre il fatto di giocare sempre in anticipo. Dal punto di vista tecnico Romagnoli è il migliore, poi bisogna vedere le caratteristiche. Fabiani per me è bravo e come ha trovato questi calciatori ne saprà trovare sicuramente altri”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, mancano leader. Tavares anche nella prossima stagione solo se…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La gestione di Tavares nelle prossime partite della Lazio? Con il Torino, gara d’attacco, metto Tavares. Nelle gare in cui serve anche maggiore attenzione spazio per Hysaj. Il resto sarà da valutare anche in relazione ai risultati che matureranno, oltre che dalle condizioni del momento dei calciatori.

Tavares è un calciatore che puoi tenere nella prossima stagione solo nel caso in cui alle sue spalle prendi un calciatore che dia garanzie fisiche e tecniche. L’esempio ce l’abbiamo vicino casa e chiama in causa Dybala. Non a caso la Roma ha investito su un elemento come Soulè che ha caratteristiche simili a quelle dell’argentino.

Baroni dovrebbe avere l’elasticità di cambiare la squadra a partita in corso e capire bene se è meglio rischiare oppure difendersi. Attualmente la squadra non ha questa capacità, anche perché mancano leader capaci di aiutare i compagni a capire i momenti. Credo sia più un problema dei calciatori piuttosto che dell’allenatore. Nelle prossime partite la chiave sarà la presenza o l’assenza di Castellanos, anche perché l’alternativa alle sue spalle non c’è. Senza l’argentino Baroni è costretto ad alternare calciatori che però hanno mostrato di non rendere in quella posizione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La gestione di Tavares ed il cortocircuito Baroni-Pellegrini…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La gestione di Tavares nelle prossime partite della Lazio? Hysaj ha recuperato clinicamente dalla lesione muscolare ed ha avuto anche tempo per ricondizionarsi atleticamente. Vedremo se domani sarà in gruppo, ma tornerà a disposizione. Poi penso che debba essere reintegrato Pellegrini che è stato, nella prima parte di stagione, la prima alternativa al portoghese. Per quanto riguarda quest’ultimo, dopo ben cinque lesioni muscolari, è chiaro che lui tre gare in una settimana non può giocarle e non le giocherà. La gestione parte da questa evidenza. Sicuramente ritengo scontato il non farlo giocare sul campo sintetico del Bodo/Glimt. Sarebbe troppo pericoloso.

Rispetto al futuro, dipenderà dalle offerte che arriveranno. Non solo la Lazio è a conoscenza dei suoi problemi fisici, anche i potenziali acquirenti conoscono la sua situazione. Non a caso, il club biancoceleste potrà riscattarlo per una cifra bassa di 5 milioni di euro.

Tra Luca Pellegrini e Baroni c’è stato un cortocircuito che ricorda quanto avvenuta nella passata stagione tra Vecino e Sarri. In quel caso, la giusta punizione per il centrocampista fu quello di estrometterlo per una giornata. Nell’ultimo caso, invece, è stato addirittura escluso dalla lista di campionato ed europea”.

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Lazio, futuro in due strade: senza Champions…

«Senza Champions c’è il rischio di dover mettere in conto uno-due tagli». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Lazio, futuro in due strade”. I biancocelesti sono davanti ad un bivio, da una parte la Champions League, che darebbe ossigeno alle casse della società, dall’altra la qualificazione ad una coppa minore. Questa seconda ipotesi, decisamente meno remunerativa, potrebbe portare Lotito e Fabiani a scegliere di sacrificare uno o due elementi in rosa per incassare liquidità e mantenere competitiva la squadra. Sono molti i calciatori cercati sul mercato, anche nell’ultima sessione invernale, dove sono arrivate offerte per TavaresRovellaCastellanos e Romagnoli, ma anche Dele-Bashiru Zaccagni. Tutte proposte rispedite al mittente, ma che potrebbero essere prese in considerazione a giugno.

Tutte richieste rispedite al mittente ma con la situazione che potrebbe cambiare a giungo in base all’obiettivo raggiunto, all’indice di liquidità e ai paletti Uefa. Il primo, come noto, fa scattare il blocco del mercato, il secondo è legato al fair play finanziario con il nuovo Ffp Uefa che ha paletti ancor più rigidi. Di fatto le società ammesse alle competizioni Uefa con un ammontare di costi superiore ai 30 milioni non potranno spendere più del 70% dei ricavi.

Insomma una qualificazione in Champions garantirebbe un mercato in discesa, senza dover cedere nessun big, al contrario c’è il rischio di uno o due tagli.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Non era necessario mettere in discussione Baroni. Tudor alla Juve inciderà…”. Poi il retroscena… (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Nel primo tempo tra Italia e Germania ho visto una differenza abissale, c’era una squadra in balia dell’altra. Poi nella ripresa c’è stata un’altra nazionale, ma forse era quel secondo tempo è stato anche il frutto della gara chiusa nei primi 45′. Ho visto un’Italia molto in difficoltà, non riusciva ad uscire da dietro, forse avrebbe dovuto saltare il centrocampo con la rimessa del portiere. Troppa differenza tra le due squadre.

Kean? Non mi aspettavo questo suo miglioramento, è diventato decisivo. E’ completamente un altro giocatore, un centrocampo importante che unisce capacità tecniche a quelle fisiche. A livello internazionale devi avere una cilindrata importante, mi devo ricredere su di lui.

Tudor alla Juventus? Sicuramente è caduto un mondo. La Juventus non è un club abituato a fare questi cambi in corsa. Non me l’aspettavo. Tudor, come tutti i tecnici che subentrano, nel breve periodo inciderà. Era palese che la squadra facesse fatica a fare quello che chiedeva Motta. Mancava spirito ed impeto, tutte caratteristiche che hanno sempre caratterizzato questa squadra. Quando c’è una sostituzione di un tecnico, la sconfitta è di chi l’ha scelto, di proprietà e direttore sportivo. In questi casi la prima cosa che dovrebbe fare un Ds è dimettersi.

Un sola volta nella mia carriera mi è capitato che venissi esonerato a causa della volontà dei calciatori. Erano i giocatori più importanti, era una squadra nella stagione precedente retrocessa. Gli chiedevo alcune cose e loro l’hanno vissuta come se gli volessi far pagare gli errori fatti con un altro allenatore. Per di più pensavano di essere di categoria superiore. Non erano grandi calciatori, avevano fatto bene perché ben allenati e schierati da Zeman. Dopo il mio esonero, guarda coso, poi hanno fatto meglio.

Baroni in discussione? Non credo che ci fosse necessità di mettere pubblicamente in discussione il tecnico. Lui ne uscirà ancora più motivato, ma se c’è qualcosa che non convince si dovrebbe parlare con il tecnico in separata sede. Anche perché lui è un allenatore che non vende fumo, lavora ed ha fatto bene”.