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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Mirra: “Lazio, questione di mentalità non di interpreti. Serve entusiasmo e libertà di giocata” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Quella della Lazio non è una questione di interpreti, ma di mentalità. Con il Verona c’è stato tutto quello che è mancato a Como ed ora mi auguro che possa ritrovare quell’entusiasmo che nella prima parte della scorsa stagione ha fatto innamorare.

Sarri e Baroni hanno due modi di giocare diversi, ma il calcio è in continua evoluzione. Quello che vedevo nella squadra di Baroni era un grande aspetto emotivo. Mancava il piano B. Anche ora la cosa importante è che la squadra non resti ingabbiata nei suoi concetti, ma ci sia la libertà di fare la giocata e di conseguenza prendere entusiasmo.

La Lazio ha tutte le carte in regola per tornare in Europa. A differenza delle altre squadre che si sono rinforzate c’è stato il vantaggio di essere stati insieme dall’inizio”.

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ESCLUSIVE PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, ora bisogna trovare l’equilibrio. Sarri intelligente a scegliere il gioco giusto per questa squadra” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Prima di tutto la cosa più importante per la Lazio e per il calcio in generale è equilibrio. Riguarda i giudizi ed un buon rapporto tra solidità e pericolosità. Questo è lo scopo, poi non è importante se lo raggiungi facendo contropiede o possesso palla. Quando è così le gare le vinci. La Lazio è stata brutta e poco pericolosa con il Como, molto bella e pericolosissima con il Verona. Sono trascorso due gare, è un momento di transizione, vedremo che stabilità verrà trovata.

Un tecnico bravo, crescendo negli anni, trova sempre il modo di fare un’analisi che lo porta a scegliere il modo di giocare migliore per la squadra che ha a disposizione. Sarri ha dimostrato in passato questo tipo di intelligenza. Il margine di crescita a livello offensivo riguarda la predisposizione della squadra ad attaccare la profondità. E’ importante che la Lazio lo faccia e si prepari per questo, è anche dalle parole di Cancellieri che emerge questo spartito. Legare il gioco e attaccare la profondità. Giusto che sia così”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, più realismo e meno sarrismo: ecco come il tecnico si è adattato a valori e caratteristiche della squadra

Un gioco senza tanti preliminari, senza l’ipnosi dei passaggi orizzontali, della bellezza a tutti i costi, cedendo alla sola legge della vittoria, senza per questo doversi piegare alla bruttezza della prestazione. E’ la Lazio che a Como aveva creato gli unici pericoli, è la Lazio che ha schiantato il Verona. Palla alta, lanci lunghi, qualche sventagliata, cross, sponde, contropiede. Un gioco più pratico ed efficace, adatto al momento storico e alle caratteristiche dei giocatori. Questa Lazio di Sarri è un qualcosa che dev’essere e che non è già. Che non ha palleggiatori fini, trequartisti d’oro. E’ una Lazio che deve costruire un buon numero di giocatori e fin quando non li avrà costruiti dovrà essere una squadra di realismo più che di sarrismo.

(…) Mau già alla vigilia aveva parlato di sviluppo di gioco e non di modulo: «La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo avevo capito che potevamo far male agli avversari solo attaccando la profondità».

Mau nella conferenza di sabato l’ha detto: «Se la squadra non ha le caratteristiche adatte a me vuol dire che ha sbagliato chi mi ha chiamato». E’ rimasto e il cerino adesso è in mano a lui. Non crede che manchi qualità, è da affinare. Ha fissato degli obiettivi, vuole che si acquisisca «lucidità nelle scelte». Col Verona i passaggi totali sono stati 702, quelli riusciti 643. I passaggi nella metà campo avversaria sono stati 405, la precisione dell’88,4%. I palloni giocati in avanti (riusciti) 303. I passaggi lunghi, per centrare uno dei punti del cambiamento, sono stati 81 tra il Como e il Verona: 33 nella prima partita, 48 nella seconda. Sarri sfrutterà la pausa per lavorare a 360 gradi. L’attacco della profondità, finché i sincronismi non miglioreranno, sarà un’arma. In difesa ha spiegato che i meccanismi funzionano in allenamento, quando la linea lavora senza avversari, solo orientando i movimenti sul pallone. In partita riesce meno, la linea a 4 lavora un po’ sul pallone e un po’ sull’avversario. Prima il Sassuolo fuori, poi il derby. I lampi di domenica dovranno essere confermati a Reggio Emilia, prova generale della partitissima. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio,questa è voglia di vincere. Partita svolta per Castellanos” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Ho visto una bella Lazio, c’è stata voglia di vincere. Ha subito messo la museruola al Verona e dato una risposta convinente a Como. Devo dire che dallo stadio mi sono divertito, ho notato subito la volontà di vincere ed attaccare. Il Verona non è una grande squadra, ma neanche quella che si è visto ieri. E’ stata messa alle corde, come tutti quanti volevamo. Il Verona ieri è stata come la Lazio è stata a Como.

Castellanos è un buon centravanti. Un giocatore che gioca per la squadra e per se stesso. Ieri ha dimostrato tutto questo, con tanto di rete fatta. Non c’erano dubbi sul fatto che sappia giocare a calcio, è anche abile nel gioco aereo e formito assistenze decisive. Sono felice per lui, le critiche alla lunga minano l’autostima, il match di ieri può essere importante. Ha dimostrato di essere un buon giocatore, poi è chiaro che non è un goleador, uno che gioca solo per la porta”.

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DICHIARAZIONI

Cancellieri: “Sono cresciuto, ora posso aiutare la Lazio. C’è voglia di riscatto, punto su Dele…”

C’è tanta voglia di riscatto dopo la partita di Como. Abbiamo capito e analizzato gli errori commessi, siamo pronti per affrontare I’Hellas Verona“. Così Matteo Cancellieri a due giorni dal debutto casalingo della Lazio contro la sua ex squadra ai microfoni del match program ufficiale del match: “Sono state due stagioni che mi hanno aiutato a maturare. Durante la mia prima avventura in biancoceleste avevo poche partite alle spalle, ora invece sono cresciuto e mi sento pronto“, poi prosegue l’attaccante di Sarri.

Che effetto ti fa ritrovare I’Hellas Verona, dove tutto è iniziato?

Giocare contro l’Hellas Verona mi regala sempre un’emozione particolare. Ho vissuto due anni importanti li, ho ancora tanti amici. La priorità però ora è solamente quella di vincere, per pensare al resto ci sarà tempo“.

Cosa ti hanno lasciato i prestiti a Empoli e Parma?

Tantissime cose. L’obiettivo comune di Empoli e Parma era sempre la salvezza, sapevamo di dover conquistare punti in ogni partita. Sono state due esperienze molto formative, dove abbiamo centrato il traguardo prefissato“. 

Sarri è l’allenatore giusto per migliorare ancora?

ll mister ci trasmette quello che dobbiamo fare in campo, per lui parla la carriera. Ritrovarlo dopo il mio primo anno alla Lazio è sicuramente un altro aspetto positivo. Spero di fare un’ottima stagione“.

A breve diventerai anche papà, stai vivendo il momento più bello della tua vita sotto ogni aspetto?

Sì. Al di là dell’esperienza in campo, anche questa notizia mi ha fatto maturare molto. lo e la mia compagna siamo felicissimi di aspettare una bambina: quest’attesa, durante le partite e gli allenamenti, mi dà una forza in più“. 

Hai trovato alcune facce diverse rispetto alla tua prima avventura, ti ha sorpreso qualcuno?

Ho visto una crescita complessiva della rosa, tra chi c’era già e chi è arrivato dopo. Se devo fare un nome, dico Dele-Bashiru. Fisayo ha un passo importante e può darci una grande mano. Cito poi anche gli insegnamenti di chi è andato via, il mio primo anno alla Lazio forse è stato il più formativo. Ero molto giovane e avevo davanti gente come Immobile, Felipe Anderson, Milinkovic e Luis Alberto. Mi hanno aiutato a capire cosa significa giocare nella Lazio, all’Olimpico, e la differenza tra vincere e perdere“.

Nel 2022 hai anche vissuto l’emozione del debutto in Nazionale e alcune settimane fa il ct Gattuso è venuto a Formello…

Per un italiano ovviamente è un orgoglio ambire alla Nazionale. Tutto però passa dal rendimento con la Lazio. Passo dopo passo ma anche quello è un obiettivo che ho in testa“.

Chi è in questo momento l’esterno offensivo più forte al mondo?

Lamine Yamal è impressionante, ha un talento incredibile. Mi piace tanto anche Dembélé, calciatori che hanno gamba, tecnica, gol e che sanno essere decisivi“.

A quale gol sei più legato?

Quello contro la Roma segnato con l’Empoli. Era l’ultima giornata del campionato 2023/2024, dovevamo solamente vincere per salvarci. Sbloccai la gara e poi regalai l’assist decisivo per Niang, conquistammo la salvezza all’ultimo minuto“.

Ritrovi la Lazio dopo due anni: è il premio per non aver mai mollato?

Nel 2022, ho voluto da subito la Lazio. Amo giocare qui, mi piace tutto di questo club: il calore dei tifosi, la città. Per questo darò tutto per aiutare la squadra a ottenere grandi risultati“.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, per Sarri già le prime accuse: ma ne è valsa la pena?

Sono passati 90 minuti dall’inizio della stagione, ma in casa Lazio è come se fossero passati 90 giorni dalla prima partita ufficiale e tutto sia da buttare. La solita, incomprensibile caccia alle streghe è già partita e la domanda che verrebbe da porre a Sarri è una: ma ne vale veramente la pena? Domanda che si potrà porre domani in conferenza stampa alle ore 15 in quel di Formello, con il tecnico toscano che parlerà alla vigilia di Lazio-Verona. Una sfida che in condizioni normali avrebbe un peso relativo, trattandosi comunque della seconda giornata di una lunga stagione. Nell’ambiente Lazio alla continua ricerca di una polemica per far vedere che “io sono più bravo degli altri”, la sfida di domenica è già cruciale. La caccia alle streghe è già partita per motivazioni poco comprensibili. 

“A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista”. Conoscere il proprio interlocutore, spiegato alla perfezione da Maurizio Sarri. Era il 24 luglio e tra un monologo del presidente Lotito e l’altro, il tecnico toscano aveva già fiutato l’aria pesante. Ed eccoci qui, poco più di un mese dopo a sentire già di un Sarri che deve cambiare modulo, abbandonare il 4-3-3 e passare al 4-2-3-1, quel 4-3-3 che doveva invece accogliere Baroni con la stessa rosa perché il 4-2-3-1 non funzionava. Un Sarri che, a sentire qualcuno, avrebbe fatto meglio a dimettersi piuttosto che presentare la squadra come fatto a Como dopo oltre un mese di lavoro con la rosa al completo. Poco importa se la rosa non sia al completo perché a Como mancavano 4 titolari tra squalifiche, assenze e parti notturni. Poco importa se quella rosa è stata costruita per un calcio che non appartiene a Sarri, come detto dalla società un anno fa. Questo sarebbe parlare di calcio, ma in casa Lazio va di moda la caccia alle streghe. E allora a chi viene descritto come un insegnante di calcio verrebbe da porre una sola domanda: mister Sarri, ma ne vale veramente la pena? Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Testoni: “Lazio, Sarri merita tempo. Centrocampo punto chiave, il valore potrebbe essere sempre da settimo posto” (AUDIO)

EDOARDO TESTONI (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Il Como ha interpretato la partita con la Lazio sublimando le proprie qualità. Nel giudizio sulla prima Lazio c’è anche la forza dell’avversario. Al di là del blocco di mercato e dei meriti del Como, quello della Lazio è un processo a cui bisogna dare del tempo anche nel modificare qualcosa in situazioni di emergenza. Quella con Sarri è una realtà diversa anche per la stessa squadra della scorsa stagione. I suoi concetti calcistici sono profondamente opposti a quelli di Baroni. Intanto la priorità è quella di ritrovare solidità difensiva. Il suo modo di difendere ha bisogno di tempo e questo conta. Ho chiesto anche a lui quanto la sua figura di garante in un contesto difficile aumenti anche le responsabilità. A maggior ragione, gli va dato del tempo.

Il centrocampo è un punto chiave. Non tanto per il ballottaggio Cataldi-Rovella, ma soprattutto per la questione mezzala. Dele-Bashiru ha più caratteristiche da trequartista e zero da palleggiatore. Bisogna capire se andare avanti così o magari inserire un doppio regista, piuttosto Vecino o riportare l’attacco alla coppia Dia-Castellanos.

Nella gestione della palla per uscire dalla pressione degli avversari devi avere pulizia tecnica e personalità che le squadre di Sarri hanno sempre avuto. Dipende anche da valori e caratteristiche, ma a Como non riusciva ad uscire proprio. Meglio si deve e può fare. Non dimentichiamo che questa squadra ha dei valori. Difficile dire per cosa dopo una giornata. Bisogna capire dove e quanto interverranno ancora le altre sul mercato. Sulla carta non è da escludere che il rapporto con le altre rispecchi il settimo posto dello scorso anno che con circostanze diverse ti può anche riportare in Europa”.

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‘QUELLI CHE…’ – Barchiesi: “Lazio, è uno dei momenti più brutti della storia. I tifosi non meritano…” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI (Radio Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ uno dei momenti più brutti della storia della Lazio o quantomeno degli ultimi venti anni. Resto basito per quanto sta accadendo, la ritengo una grande mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Non credo che meritino tutto questo, gli stessi che sono pronti ad andare allo stadio a sostenere squadra e Sarri. La cosa più preoccupante del post-partita di Como era l’espressione del tecnico. Oltre che le parole. Sono convinto che contro l’Hellas la Lazio reagirà, non può essere quella di domenica. E’ stato un vorrei, ma non posso. Se prendiamo gli undici scesi in campo a Como, credo che non più di quattro possano rientrare nel gradimento tecnico-tattico di Sarri. Degli altri, credo, ne avrebbe volentieri fatto a meno. La differenza tecnica con il Como è stata abissale, ma ad aver vinto tanto a poco è la società lombarda rispetto a quella laziale”.

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RASSEGNA STAMPA TIFOSI

Lazio, i tifosi preparano il debutto: in oltre 35 mila tra rabbia e speranza

Tre mesi. Tanto è passato dall’ultima volta che la Lazio ha giocato all’Olimpico in campionato. Era il 25 maggio, ultima giornata dello scorso torneo. I biancocelesti si arresero a un Lecce più affamato con una sconfitta che segnò la fine di tutto: niente Europa, la certezza di un fallimento stagionale e il peso di un’estate vissuta tra contestazioni e tensioni. Si riparte da lì, con il desiderio di cambiare pagina e la necessità di restituire entusiasmo a un ambiente che ha bisogno di risultati immediati per ritrovare fiducia, a maggior ragione dopo il brutto ko con il Como al debutto. 

Per Sarri la sfida ha un valore doppio. Da una parte c’è il bisogno di ritrovare i tre punti dopo il passo falso di Como, dall’altra l’occasione di restituire all’Olimpico il sapore delle vittorie. Lo sa anche il tecnico: per conquistare la gente non bastano le parole, serve il lavoro, servono i risultati. L’allenatore toscano sta preparando la partita, servirà una reazione forte, una squadra più attenta in difesa – per evitare gli errori che hanno spianato la strada al Como – e più incisiva in attacco. I numeri, in fondo, sono impietosi: una vittoria casalinga manca da oltre sei mesi (in mezzo c’è stata solo quella nel ritorno degli ottavi di Europa League con il Bodo-Glimt, che però non è stata sufficiente per scongiurare l’eliminazione). Un’eternità per un club che ambisce a essere di nuovo protagonista. La Lazio torna a casa. Tocca a lei trasformare i fischi e la rabbia in applausi e fiducia. Il presente passa dall’Olimpico. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha ribadito la fiducia alla squadra”. Su offerte last-minute ed esuberi: “Ipotesi rescissioni e spalma ingaggi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sarri ieri ha parlato alla squadra come era previsto. Non ha usato toni duri, è stato un confronto soft con il tentativo di trasmettere fiducia alla squadra. Non può essere la vera Lazio quella di Como, si parte da questo presupposto. I due allenamenti di ieri l’hanno soddisfatto, ma più che parlare di tattica, comunque importante, quello che si aspetta già con il Verona è un maggior agonismo, maggiore determinazione, quel temperamento che non si è visto a Como.

Il rischio che, in questi ultimi giorni di mercato, possa arrivare qualche offerta importante per giocatori di primo piano c’è sempre. Per ora i segnali non ci sono, ma da parte dei vari club c’è la corsa al colpo dell’ultimo minuto. La posizione della società Lazio è chiara in tal senso. Nessuno partirà, non cederà nessuno, ma è chiaro che il mercato aperto può anche portare dei singoli ad essere distratti.

Dispiace molto per la non convocazione nella Francia di Guendouzi. Lui, in caso di offerte importanti in extremis magari dalla Premier, ci penserebbe. E’ normale che sia così, ma va sottolineato che segnali in tal senso non ci sono. Da parte del club, rispetto al futuro, l’idea di fare player trading c’è. Ad inizio estate la Lazio non aveva chiuso le porte all’ipotesi di cedere giocatori come Gila e Guendouzi. Poi, il blocco del mercato, oltre che il ritorno di Sarri, ha cambiato tutto.

Sono abbastanza sconcertato dal fatto che siamo arrivati a quattro giorni dalla chiusura del mercato e non si riesca a risolvere la questione degli esuberi. Non è facile cedere alcuni giocatori, ma tra Gigot e gli altri qualcosa deve essere fatto. C’è l’idea di rescindere contratti o spalmare su più anni alcuni ingaggi come quello di Hysaj. Vedremo”.