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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Lazio, derby già creocevia. Giusto che ora Sarri moderi e cerchi soluzioni. Pedro non può…” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Non mi aspettavo una Lazio così contro il Sassuolo. Con il Verona avevo rivisto voglia e brillantezza, domenica c’era lentezza e tante cose da rivedere. Il derby sarà un passaggio fondamentale per la testa dei giocatori e di tutto l’ambiente. Ci si arriva con una gara molto brutta. La Lazio di oggi se la deve giocare contro chiunque, poi voglio pensare che il tecnico possa trovare delle soluzioni per migliorare la situazione. Certo non credo proprio che il tecnico chieda quello abbiamo visto a Reggio Emilia.

Se Isaksen non sta bene e Cancellieri gioca così, credo che non si possa tenere in panchina un giocatore come Pedro. E’ l’unico che può darti qualità e brillantezza, poi è evidente che non ha la possibilità di assicurartela per 90′. A metà campo serve la qualità che Dele-Bashiru non può darti, forse, lavorandoci, l’unico sul quale in tal senso si può lavorare è Belahyane. Certo che ora c’è il derby, credo riparta dal nigeriano per doti di fisicità ed inserimento. La gara di domenica è già un crocevia, ora è giusto che Sarri faccia il moderatore e nel frattempo lavori per migliorare la situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, si vive alla giornata con Lotito che non si sa dove sia. Derby della paura…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Ieri Sarri ha chiesto pazienza e mi sono venute in mente le parole di Lotito che diceva di non dover chiedere scusa a nessuno. Dov’è la verità? Posso accettare la pazienza se fossero andati via tanti giocatori e ne fossero arrivati dei nuovi e giovani. A Como bisogna avere pazienza, non qui. La Lazio è una ‘romanella’, si vive alla giornata, con un presidente che non si sa dove sia. Quando si perde una partita come quella di Reggio Emilia, la squadra rientra negli spogliatoi e non trova: allenatore, DS o presidente.

Mi chiedo se questi siano i giocatori giusti per il calcio di Sarri, e se nella squadra ci sia l’entusiasmo giusto per questo tipo di calcio. Ho visto sguardi spenti negli occhi. Derby? Sarà la partita della paura. Nella Roma mancherà Dybala, quello che fa la differenza. Nella Lazio bisognerà vedere se recupereranno Castellanos e Rovella. Per la Lazio si entrerebbe in un tunnel di crisi».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha chiesto pazienza anche a se stesso. Carenze mezzala e ala destra abbassano il livello” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il concetto espresso da Sarri sulla difficoltà della stagione si ripete ed è effettivamento molto coerente. Non è stato possibile migliorare ed adattare la squadra e quelli di oggi non sono tutti quelli che lui ha già allenato in passato. Un terzino, una mezzala ed un’ala destra in più erano i suoi obiettivi di mercato. Ha chiesto pazienza all’ambiente ma anche a se stesso. Ieri aveva un tono diverso rispetto alla rabbia del post Sassuolo. In tal senso mi è piaciuto molto, perchè ha fatto e detto quello che doveva dire e fare nella settimana che porta al derby.

Ieri Sarri ribadiva che serve maggiore iniziativa e coraggio negli ultimi 30 metri per aumentare il livello di pericolosità della fase offensiva. Ed ovviamente il riferimento è proprio ai quei ruoli che sono deputati per ottenre questo. La mezzala sinistra e l’ala destra. Mi chiedo come sia possibile che Noslin non dia segnali di maggior intraprendenza rispetto a questo Cancellieri. Poi, è chiaro, che il ridimensionamento tecnico è la premessa di tutto. E’ nei fatti essere passati da Luis Alberto, Anderson a questi giocatori. Aggrapparsi a Noslin non è normale, è ovvio che i ragionamenti di cambiamento si fanno sul materiale umano che c’è oggi. A Pedro non puoi chiedere di fare un lavoro sfiancante ed è ormai inutile parlare di cambio di modulo.

Al netto di questi difetti tecnici, la Lazio aveva il dovere di giocare una gara diversa contro un modesto Sassuolo. Va tenuto conto anche dello scarto di intensità ed atteggiamento da parte di giocatori che c’è stato rispetto al match con il Verona. In senso generale, anche io sono rassegnato all’idea di un ruolo marginale in questa stagione se non si migliora in quei due ruoli fondamentali. Se Vecino non gioca, Dele-Bashiru è questo qui, Cancellieri è questo qui e Isaksen non torna al meglio è dura”.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Castellanos trema e spera: Dia si tiene pronto

«Quando si è seduto in panchina si è notata la borsa di ghiaccio sulla coscia sinistra. C’è un piccolo allarme, sarà verificato. Si tiene pronto Dia». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Rovella e Castellanos la Lazio trema e spera”. L’attaccante argentino è uscito malconcio dalla sfida contro il Sassuolo. Adesso la sua presenza al derby di domenica prossima alle 12:30 non è più certa. Per questo motivo Dia si tiene pronto per prendere il suo posto e dimostrare di poter esser il titolare di questa Lazio.

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DICHIARAZIONI

Ass. Onorato: “Disgustato dall’orario del derby. Flaminio? Aspettiamo l’integrazione della Lazio”

In vista dei prossimi impegni economici della Lazio e non – come il derby contro la Roma – il Corriere dello Sport ha intervistato l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del comune di Roma Alessandro Onorato. Due i temi particolari, tra cui la stracittadine di domenica prossima e lo stadio Flaminio dei biancocelesti.

“Sono disgustato e da un governo di destra che prometteva un pugno di ferro per fermare i violenti mi aspettavo sinceramente di più. Purtroppo però nella politica italiana i fatti non corrispondono alle promesse. Ci sono ancora troppe sacche di connivenza con gruppi ultras. Che il derby sia alle 12.30 è una sconfitta dello Stato. Esprimo la mia solidarietà, oltre che la stima, al prefetto Giannini e al questore Massucci, che fanno un lavoro straordinario. Ma come si dice: ognuno recita messa con quello che ha. Gli strumenti sono scarsi, il personale poco e le leggi garantiscono talvolta l’impunità”.

“Purtroppo nella nostra città non tutti guardano al futuro. Per 30 alberi e 3 pipistrelli si prova a dire ad esempio che un investimento da oltre 1 miliardo, quello dello stadio della Roma, vada fermato. Il Sindaco sta seguendo in prima persona l’iter dello stadio della Roma ed è una garanzia per tutti. Sono sicuro che a breve ci saranno ulteriori novità. Per la Lazio stiamo aspettando l’integrazione che riguarda il piano economico asseverato, poi potrà partire la conferenza dei servizi che si esprimerà in termini di impatto ambientale, urbanistico, sostenibilità e tutela monumentale. Di sicuro noi il Flaminio non vogliamo lasciarlo in quelle condizioni”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Il malumore va oltre la sconfitta col Sassuolo e ci sta. Derby? Prima maglia a Pedro” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Ci sta questo malumore, che va oltre la sconfitta col Sassuolo. Si deve rimettere la barra dritta altrimenti la stagione potrebbe essere pericolosa. Serve chiarezza, capire cosa non va. Così resta una squadra normale, spenta, piatta. Si deve tirare fuori il meglio da questa squadra e questo non sta succedendo.

Adesso il derby. Non ci auguriamo il peggio, ci si porta anche negatività così. Questa è una gara a se, un successo può svoltare la stagione a patto che se non si facciano sempre le stesse cose, gli stessi errori.

Bocciatura Dele? Sì, non incide. Ma la bocciatura è di chi lo ha schierato. Se può dare qualcosa perché strappa, per il tiro da fuori, per la superiorità numerica, allora va messo in condizione di valorizzare le sue qualità perché poi ne giova anche la squadra.

Pedro titolare domenica? Sì, la prima maglia va a lui”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non solo infermeria: Sarri verso il derby con i nodi Nuno e Dele

Come riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio continua ad avere dei nodi da sciogliere, soprattutto in vista del derby. Dopo la trasferta di Reggio Emilia, sono emersi interrogativi su alcuni elementi chiave del gruppo biancoceleste, in particolare su Dele-Bashiru e Nuno Tavares, due volti che non hanno ancora pienamente convinto.

Il centrocampista nigeriano, entrato a gara in corso contro il Sassuolo, ha faticato a trovare ritmo e brillantezza. Sarri lo aveva scelto per dare più fisicità in mezzo, ma la sua prova è stata priva di impatto. È stato sostituito dopo una prestazione poco incisiva. Ora il tecnico valuterà se puntare su Belahyane dal 1’ o optare per una nuova rotazione in quella zona. Nuno Tavares, invece, ha giocato tutta la partita ma è apparso in difficoltà sia in fase difensiva che nelle sortite offensive. Il portoghese ha mostrato poca personalità e una certa insicurezza, anche nel posizionamento. Sarri, che sta monitorando le sue prestazioni, non esclude altre soluzioni sulla corsia mancina per la stracittadina.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Pazienza ed unione, è una stagione difficile. Derby per il popolo, Rovella-Taty? Non gravi”

Maurizio Sarri all’indomani di una ferita che solo con una vittoria nel derby potrà, eventualmente, rimarginarsi. Deluso dalla sconfitta, magrado gli avvertimenti della vigilia; impossibilitato a presentarsi davanti alle talecamere a caldo (ufficialmente per motivi famigliari) nel post-gara del Mapei. Sbollita la rabbia e con un’intera notte per riflettere, questa mattina il tecnico toscano ha commentato ai microfoni della radio ufficiale del club quanto avvenuto ieri:

“A volte ci sono delle situazioni famigliari da risolvere che diventano più importanti della conferenza. Ancora non abbiamo rivisto la partita perché oggi abbiamo fatto allenamento, quindi le riflessioni sono quelle di ieri: penso che tutto lo staff abbia le idee abbastanza chiare.

La squadra più ordinata che ho avuto in vita mia è stata il Napoli, che non era una squadra ordinaria. Questa qui è una squadra non abituata a questo tipo di situazioni e ora per essere ordinata e fare determinati movimenti deve pensare; così facendo perde brillantezza, naturalezza e tempi di gioco. La speranza è che tutto questo finisca quando essere ordinati diventerà routine.

Ieri ho visto una squadra ordinata, che non concedeva ma anche che nel primo tempo, pur avendo il dominio del gioco, prendeva poche iniziative negli ultimi metri. Ieri sera però non ho visto la squadra di Como, lì eravamo in difficoltà, ieri no. Abbiamo avuto la palla del vantaggio, la responsabilità è la mancata pericolosità offensiva.

Ieri a centrocampo abbiamo rigiocato all’indietro quando si poteva verticalizzare, ma comunque abbiamo verticalizzato il doppio degli avversari. Quando questi movimenti verranno automatici, le cose andranno meglio. Dobbiamo attaccare più gli spazi.

Il Sassuolo è una buona squadra che farà un campionato di buon livello, il loro tridente è uno dei più forti del campionato. Noi bene per diversi tratti di gara ma abbiamo fatto troppo poco in fase offensiva.

Questo 11 veniva da una buona partita, quindi mi sembrava giusto dargli fiducia. Avevamo anche altro in mente ma avevamo delle preoccupazioni legate alle condizioni di alcuni, così abbiamo deciso di partire in questo modo, sapendo che molto probabilmente i 90′ per loro sarebbero stati lunghi. Abbiamo fatto questa scelta per non trovarci nel finale senza cambi.

Sul loro gol si poteva fare meglio, abbiamo abbassato Guendouzi in base alla posizione di uno di loro ed è un po’ anche colpa nostra. Era una palla lenta che si poteva attaccare meglio.

Il rosso revocato ha cambiato la sfida? Se è successo questo abbiamo sicuramente sbagliato.

Infermeria? Vengo da una riunione col dottore: Lazzari ha fatto gli esami strumentali, sembra ci sia una piccola lesione al soleo. Vecino è negativo, ma le sue sensazioni non sono estremamente positive. Rovella e Castellanos faremo di tutto per recuperali, non sembra nulla di grave, Patric potrebbe essere agli ultimi giorni in cui si allena a parte, fine settimana o inizio della prossima dovrebbe rientrare in gruppo. Nelle trasferte è sempre voluto stare con la squadra, è un segnale positivo come i tanti tifosi che c’erano ieri a Reggio Emilia.

Non deve esserci preoccupazione, sapevo di dover portare pazienza e tutto l’ambiente lo deve fare. La squadra, con tutti gli errori che può fare, non mi sembra più quella di Como e può fare quindi un percorso positivo. Motivo di grande preoccupazione non c’è.

Derby? Partita più difficile e pesante che abbia mai fatto, quindi vorrei cominciare a pensarci tra qualche giorno visto che dal punto di vista emotivo è massacrante; partire da lunedì rende complicato arrivarci (ride, ndr). Non c’entrano i punti, la classifica, è qualcosa di molto particolare e spero i miei giocatori abbiano idea di cosa significhi giocarlo per il popolo e spero abbiano la testa giusta.

Nervosismo? Una storia che viene da lontano non dalle ultime tre partite. Nelle riunioni arbitrali c’erano due tre giocatori che gli arbitri avevamo messo nel mirino, c’erano alcuni segnalati. L’ammonizione di Rovella era preventiva, non mi sembrava ci fossero scene esagerate. Lui è uno di quelli messi sotto attenzione dagli arbitri perché sbraccia quando protesta, e non è tollerato.

Nella vita in tutte le famiglie si passano momenti di difficoltà, è il momento di stringersi, aiutarsi e diventare una grande famiglia. Ci saranno momenti per igoire e momenti in cui si deve soffrire tutti insieme. Non possiamo paragonare l’atteggiamento di ieri sera a quello di Como, la reazione al gol subito è stata confusionaria ma con 3/4 occasioni da gol. Sicuramente possiamo fare molto di più”.

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AVVERSARIO

Roma, lesione per Dybala: salta il derby

Arrivano novità sull’infortunio che ha costretto alla sostituzione all’intervallo Paulo Dybala nella sfida di ieri contro il Torino. Gli esami a cui è stato sottoposto in giornata l’argentino hanno infatti evidenziato una lesione di basso grado alla coscia sinistra. I tempi di recupero rimangono da valutare, ma sembra scongiurato il rischio di uno stop più lungo. Certo di saltare il derby di domenica prossima.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Ianni in conferenza: “Bottino magro, serve il coraggio di chi vuole vincere. Derby come un’opportunità per svoltare” (AUDIO)

Il vice di Sarri Marco Ianni in conferenza stampa dopo la sfida in casa del Sassuolo:

“Squadra poco coraggiosa? Il coraggio non l’abbiamo messo sul campo. Nel primo tempo la squadra era anche padrona del campo, ma era troppo lenta e il coraggio rientra in una di quelle qualità da tirare fuori quando vuoi vincere le partite. A volte diamo la sensazione di essere ordinati, di stare bene in campo, ma poi non tiriamo in porta. Nel secondo tempo abbiamo avuto l’occasione di Zaccagni ma è troppo poco per vincere le partite, a maggior ragione qui con che il Sassuolo è una buona squadra nonostante gli zero punti.

Situazione economica? Io non credo che la situazione societaria possa incidere. Se dovesse incidere sarebbe grave. Siamo professionisti e rappresentiamo una maglia prestigiosissima e non possiamo crearci alibi. Sconfitta brutta, la sensazione che avevo è che accettavamo il ritmo della partita senza arrivare a nulla. Se non alziamo l’intensità non c’è una grande differenza tecnica. Noi dobbiamo giocare con grande intensità e allora escono fuori delle differenze. Non possiamo permetterci di abbassare l’intensità con nessuno. La situazione del mercato è successa, è stata accettata e dobbiamo andare oltre.

Assenza di Sarri? Non avrebbe mai saltato la conferenza se non avesse avuto problemi famigliari. Dobbiamo noi in primis fare molto di più. Due sconfitte in tre partite è un bottino troppo magro. Il derby abbiamo l’obbligo di vederlo come un’opportunità, una svolta per la stagione.

Se ci sentiamo sotto processo? No, ma ci sentiamo in dovere di dimostrare qualcosa. Può essere una partita spartiacque, ma la dobbiamo vedere come un’opportunità. Se la vediamo come un’opportunità, può portare energia positiva, che dà coraggio, che fa andare oltre la fatica, per fare giocate che altrimenti non si farebbero. Se la vediamo come un’opportunità può svoltarci la stagione”.