Ad ogni inizio stagione non viene mai incluso né tra i titolari né tra gli intoccabili dell’allenatore di turno. Ma Danilo Cataldi, quando viene chiamato in causa, soprattutto nel derby, non tradisce mai.
Farà 30 anni il prossimo 6 agosto, il centrocampista cresciuto a Formello di fatto ha trovato una nuova dimensione nel secondo anno targato Maurizio Sarri. Nel 2021-2022 piano piano ha preso terreno, cominciando a saggiare le redini del totem Lucas Leiva: 1 gol e 2 assist in 32 match di campionato per complessivi 1712’.
La consacrazione giunge lo scorso anno, quando il Comandante gli affida la regia del suo 4-3-3. Trasformazione piena e matura, abbandonando il ruolo di mezzala. Per Cataldi in campionato 29 gettoni ma con un minutaggio superiore pari a 1941’. Salta le gare dalla 33-esima alla 37-esima per una lesione al polpaccio.
In questa stagione il numero 32 ha dovuto ricominciare da capo, dalla Juventus nel suo ruolo è arrivato infatti Rovella. Per Cataldi 1 gol in 23 gare per soli 1288’. Proprio il ko a causa della pubalgia dell’ex Monza ha di fatto riportato Cataldi a guidare il terzetto mediano di Sarri, trovando in qualche modo una conferma anche nella prima di Igor Tudor. Il tecnico croato contro la Juve in campionato l’ha schierato titolare insieme con Kamada da interno nel 4-2-3-1.
Cataldi: i numeri nella stracittadina
Nei derby, come scrive Tuttosport, Cataldi ha quasi la funzione di amuleto. Lo scorso 10 gennaio, nei quarti di Coppa Italia vinti 1-0 con la Roma, il geometra romano è stato capitano, restando in campo 68’. Nell’ultimo successo in campionato, il 19 marzo 2023, la Lazio vince 1-0 e Cataldi gioca tutta la gara. Nell’altra stracittadina del 12 novembre 2022, ancora 1-0 per Immobile&Co, Cataldi gioca da titolare in regia, con tanto di fascia da capitano.
Cataldi nel derby odierno si gioca il posto accanto a Guendouzi, a insidiarlo resta Vecino, con Kamada che potrebbe essere dirottato sulla trequarti. L’ultima parola a Tudor al suo primo derby sulla panchina della Lazio.
L’agente Fifa Danilo Caravello è intervenuto stamattina ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per parlare di derby e della Lazio che verrà.
“Il derby di ritorno senza Mourinho e Sarri sulle panchine? Non me lo sarei mai a spettato a inizio stagione. A Trigoria hanno deciso di cambiare perché probabilmente si era rotto qualcosa nello spogliatoio. Hanno scelto un periodo con un calendario abbordabile e i risultati gli stanno dando ragione. Sarri invece ha scelto di dimettersi per mettere i giocatori di fronte alle proprie responsabilità, scelta condivisa evidentemente anche dalla società. Poi va detto ch Sarri non ha mai avuto la squadra che avrebbe voluto”.
“Formazione della Lazio? Non è mai facile ma io penso, come già sostenevo quando c’era Sarri in panchina, che soprattutto in certe gare debbano andare in campo i migliori. Il derby può cambiare il corso della stagione e a giocatori di qualità, come Luis Alberto, io non rinuncerei. Come sta la Roma? Daniele De Rossi ha avuto un buon impatto ma nelle ultime due gare mi è sembrato di vedere una squadra non troppo diversa da quella allenata da Mourinho”.
“Sarri e le lamentele sul mancato arrivo di giocatori? Certe parole, seppur a livello di inconscio, arrivano nella testa dei giocatori. Io non credo che i calciatori entrino in campo per giocare contro l’allenatore, ma certo una conseguenza sul rendimento potrebbe esserci”.
“I mancati rinnovi di Anderson e Zaccagni? Sono una delle tante cose che in questa stagione hanno condizionato il rendimento della squadra. Credo che la società abbia deciso di attendere la fine della stagione per sedersi al tavolo. In ogni caso, sulla scelta finale dovrebbe pesare anche il parere di Igor Tudor che in questi due mesi potrebbe prendere decisioni in tal senso”.
[…] Complici gli infortuni di Zaccagni e Lazzari, Tudor vuole nascondere il suo piano. Felipe rimane a tutta fascia a centrocampo con Marusic, il fisico di Guendouzi e Vecino in mezzo. Anche Casale (nonostante gli ultimi errori) rimane nel terzetto con Romagnoli e Gila, come nel secondo tempo di Torino. Stavolta non sarà un 3-4-2-1 all’arrembaggio: «Dobbiamo essere intelligenti, ma non rinunciare a chi siamo. Farò scelte basate su tutto. I dettagli me li tengo». Il croato cerca di nasconderli in ogni modo: alla vigilia oscura la tv, chiede alla società di proteggerlo e guida la rifinitura nel campo (il Fersini) più lontano. Nella conferenza dà però un indizio su un possibile escluso di lusso e sul suo sostituto: «Luis Alberto vuole palla sui piedi, ma a Torino è stato schierato sulla trequarti alle spalle di Ciro. Kamada è un giocatore completo». E infatti c’è il giapponese, stavolta più avanzato, con Isaksen dietro Immobile (favorito su Castellanos) per provare a risolvere il problema del gol: «Mi interessano entrambe le fasi, ma serve tempo e le statistiche contano sino a un certo punto. Il mio obiettivo è impiantare la mia mentalità vincente nella Lazio, attraverso le partite e ogni allenamento. La qualità sta nella testa, non solo nell’aspetto tecnico». […] Il Messaggero
Tutto esaurito. Sessantacinquemila spettatori sugli spalti (17mila biancocelesti), le Curve promettono uno spettacolo unico, con coreografie studiate in ogni dettaglio. Prove con i cartoncini, andate in scena già ieri pomeriggio all’Olimpico, mentre Roma e Lazio ultimavano le strategie per avere oggi la meglio in campo. I giallorossi sono tornati poi a casa, niente ritiro. I biancocelesti hanno invece trascorso la notte a Formello con Tudor. Dopo la sconfitta di Torino nella semifinale d’andata di Coppa Italia, Immobile e compagni cercano l’immediato riscatto. A proposito di quanto accaduto allo Stadium: il procuratore Chiné attende che la Juve fornisca video e immagini dei cori contro Mckennie per aprire eventualmente un fascicolo. Gli ispettori federali presenti e l’arbitro Massa non si sono accorti di nulla, e non ce n’è quindi traccia nei referti trasmessi al Giudice Sportivo.
Lotito nel frattempo lavora per rafforzare la comunicazione al più presto: ieri nel centro sportivo c’era l’ex Rai Carlo Paris, da mesi corteggiato come responsabile per il dopo Rao. E c’è una nuova figura pure nella talent room in cerca di talenti o occasioni per il prossimo mercato: in attacco piace il greco Ioannidis del Panathinaikos, a centrocampo occhio a Sissoko, svincolato dallo Strasburgo. Il Messaggero
Il tecnico della Lazio, Igor Tudor, presenta in conferenza stampa il derby con la Roma in programma domani allo stadio Olimpico:
“Serve una Lazio giusta, buona. Bisogna vedere tutto quello che abbiamo, testa, cuore e gambe. Bisogna usare la testa e fare il meglio possibile.
Di Derby ne ho giocati anche fuori dall’Italia, mi sono sempre piaciuti. Sono gare diverse, ma è vero che è una partita come un’altra perché va interpretata e preparata comunque al meglio. Le sensazioni ci sono, ti deve dare qualcosa in più senza farti perdere la testa. Deve essere piacevole, giusto antagonismo e rispetto di avversario.
Queste tre partite in 7 giorni con solo due allenamenti in mezzo, anche se non è un vero lavoro. C’è da preparare la gara al meglio, ho visto tante cose positive, molte di più rispetto a quelle negative. Siamo sulla strada giusta e la interpretiamo bene. C’è voglia di fare e i giocatori sono convinti di fare, c’è da crescere e migliorare.
De Rossi? Ho visto le gare, la Roma è molto interessante e diversa da prima. Ha le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee giuste, c’è qualità nel loro gioco. Ha fatto un buon lavoro, devo ammetterlo. Sarà molto difficile, una gara con due squadra con caratteristiche diverse ma anche simili. Entrambe vogliono avere il pallone e questa è una cosa bella. Spero che la gente si diverta. Conosco Daniele, mi è sempre piaciuto anche da giocatore. Ha dei valori giusti.
Derby di Sarri? Ognuno ha il suo modo di fare. Non dirò in che modo affronteremo la gara domani. E’ chiaramente una partita particolare e ci sono dei momenti in cui valutare e pensare bene. Essere intelligenti e furbi, ma non rinunciare a quello che siamo.
Non si può iniziare a fare un calcio e dopo 5 giornate farne un altro. Bisogna dare continuità, numeri e schemi contano poco. Roma la vivo poco, devo ancora trovare casa. Sono isolato qui, ma capisco l’importanza della gara per la città e voglio viverla nella maniera giusta. Sono le partite che non vedi l’ora inizino.
Luis Alberto? Giocava nella zona gol a Torino. Giocava dietro a Ciro, ogni tanto si abbassava per questioni tattiche. Lui vuole toccare tanti palloni, ma gioca dietro a Immobile.
Per l’Europa è una partita importante. Sono innamorato dei miei giocatori, sono unici e per me sono sempre i più forti. Non mi va di fare polemica. Ultima chance? Non mi piacciono esagerazioni, provo sempre a sdrammatizzare. Il mondo non è bianco o nero, per per è grigio.
Pochi gol? La Juventus non è una squadretta (ride, ndr) lavoro per migliorare la squadra, non mi accontento mai. E’ presto per dare giudizi per qualsiasi cosa. A me piace come i giocatori stanno interpretando questa via, poi vedremo. Con la pausa Nazionali è complicato, alcuni giocatori hanno giocato con pochi allenamenti e comunque l’approccio è stato buono.
Arbitro? Io spero che non ci saranno problemi dopo. Ormai non è più un arbitro, sono almeno due e spero facciano un buon laovoro.
Messaggio a tifosi, quello di positività e supporto. Quello che hanno sempre fatto. Noi in campo dobbiamo dargli motivi per essere felici.
Scelte? So quali saranno. In questa gara devi fare le scelte basate su tutto, vedremo oggi la rifinitura e studieremo altre soluzioni.
Migliorare nel leggere i momenti? Le statistiche mi interessano fino a un certo punto. L’allenatore deve dare una mentalità alla squadra, è cosa tattica e mentale. Si lavora per questo ogni giorno. La qualità di un giocatore è anche nella testa, nell’essere un vincente. Ci vuole tempo.
Kamada? Ho parlato tanti di lui. Dopo la gara con la Juventus aveva dato tutto. Mi piace, molto duttile in tutto quello che fa. Ha un buon livello in tante cose, giocatore completo.
Non so che partita sarà, è difficile da dire. Rovella e Pellegrini ieri si sono allenati e li ho visti molto bene e molto carichi. Domani sicuramente li porto in panchina.
Emozioni della squadra? Delle mie parleremo dopo la gara, la squadra era in focus sulla partita.
Alberto Abbate a Radiosei: “De Rossi, in conferenza stampa, aveva lanciato una velata provocazione secondo me. Mi auguro che le parole di Tudor fungano da strategia, ma tempo non abbia capito così il derby. Non ha capito di cosa si tratta, lo capirà. Mi auguro altresì che questo modo di fare possa smorzare la tensione e quindi, essere un valore aggiunto. Caratterialmente non si è fatto coinvolgere, lo capisco, è qui da troppo poco. Ripeto, spero che il suo atteggiamento sia un arma in favore della Lazio. Mi ricordo la prima conferenza di Sarri sul derby, quando fece l’esempio di Sangiovannese-Montevarchi. Siamo passati da quello ad un Sarri che riteneva il derby una partita più importante delle altre. Lui era arrivato a viverlo veramente malissimo questo appuntamento”.
“Parliamo prima della rifinitura, ma Patric dovrebbe partire titolare. A centrocampo non ci sono grandissimi dubbi, dico Marusic, Guendouzi, Cataldi e Felipe Anderson. Kamada me lo immagino in campo, prenderà lui la maglia di Zaccagni, ovviamente con mansioni diverse. Luis Alberto è un dubbio, attenzione a Pedro. Non mi convince l’idea di vedere Luis Alberto e Kamada insieme dietro la punta. In avanti penso più Castellanos che Immobile, ma attendiamo la rifinitura. Provedel dovrebbe tornare contro il Verona, ma potrebbero anche allungarsi i tempi visto che c’è l’interessamento dell’osso. Vedremo”.
Bruno Giordano a Radiosei: “Vigilia derby, ma anche una settimana prima i compagni cercavano di non incontrarmi, perché gli rompevo le scatole. Parlavo molto, volevo massima attenzione. Lo sentivo in maniera eccessiva e a volte andavo a sfogare la mia adrenalina sui miei compagni. Non ne potevo fare a meno, non riuscivo a starmene in silenzio. Non è una partita, è più di una partita. Lo straniero può avere meno difficoltà a gestire certe emozioni, chi è nato e cresciuto qui lo vive diversamente, da entrambe le parti”.
“Tudor ha vissuto derby diversi, anche da giocatore. Non è certo il derby della Mole questo. Abbiamo una bella striscia, spero si possa andare avanti almeno un altra stagione così. Tudor non è uscito da Formello? Buon per lui (ride, ndr) magari in giro per la città poteva entrare nell’atmosfera, diciamo così”.
“De Rossi ha iniziato come Tudor con la linea a 3. Similitudini? Faccio fatica a vederne, forse lo sviluppo sugli esterni. Certo non troveremo una Roma stile Mourinho, chiusa e in attesa del colpo di Dybala o Lukaku. Tudor non si mette lì a proteggere la squadra, ma ti aggredisce alto. Forse è questa la caratteristica che accomuna le due squadre. Come dico spesso, conteranno i duelli individuali, al netto delle due filosofie di gioco”.
(From L) Lazio's Italian forward Ciro Immobile, AS Roma's Italian defender Davide Santon and Lazio's Serbian midfielder Sergej Milinkovic-Savic go for the ball during the Italian Serie A football match Roma vs Lazio on January 26, 2020 at the Olympic stadium in Rome. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP) (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)
C`è il derby per la Lazio di Tudor. Dopo lo 0-0 della gara di andata e la vittoria per 1-0 nei quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa, i biancocelesti sfidano ancora la Roma, questa volta, da calendario, in trasferta. Sarà il 45° derby negli ultimi 20 anni (dalla stagione 2004/2005, ndr), con il bilancio in sostanziale equilibrio: 16 vittorie biancocelesti e 18 giallorosse lo score, con 10 pareggi a completare il dato. Equilibrio anche per quanto riguarda i gol, con 54 reti realizzate e 58 incassate. Capocannonieri di questo ventennio, a quota 6, Immobile e Totti. sslazio.it
Parola d’ordine: non rivedere più le scene di guerriglia fuori e dentro lo stadio Olimpico che hanno funestato il derby di Coppa Italia, appena tre mesi fa. Lanci di petardi e fumogeni da un settore all’altro dello stadio, due feriti in gravi condizioni, scontri al Flaminio e anche sul lungotevere, agguati a coltellate fino a tarda notte. […] Il derby di domani pomeriggio sarà più che blindato. C’è l’allarme terrorismo, c’è quello sull’escalation di episodi di antisemitismo, […] c’è ancora il rischio di regolamenti di conti fra frange estreme del tifo romanista e laziale. […]
Da qui il rafforzamento della vigilanza attorno all’Olimpico, ma anche all’interno, con bonifiche che scatteranno già questa sera. […] Oggi in Questura tavolo tecnico presieduto dal questore Carmine Belfiore per mettere a punto le misure di sicurezza da adottare che confluiranno nell’ordinanza di servizio, con il numero di agenti impegnati – dovrebbero essere oltre mille, compresi carabinieri, finanzieri e vigili urbani – ma anche le chiusure delle strade attorno al Foro Italico. […]
Partita indecifrabile come tutti i derby… STEFANO MATTEI (RaiSport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Partita indecifrabile come tutti i derby. La Roma si gioca tanto perché la Champions è un obiettivo importante e tutti sappiamo i problemi economici della Roma e quanto gli servirebbe andare nella massima competizione europea per fare un po’ di mercato. La Lazio lo deve vincere perché è un derby, ma sappiamo che il mercato rimarrà lo stesso indipendentemente se andremo in Champions, in Europa League o se non faremo coppe.
Mi sembrano scontate le scelte che dovrà fare Tudor perché mancano 4 titolari: Rovella, Zaccagni, Lazzari e Provedel. Non mi sembra ci siano tante alternative: Guendouzi potrà giocare avanti o indietro, Kamada al posto di Luis Alberto, ma c’è poco spazio alla fantasia. L’unico dubbio vero è tra Immobile e Castellanos.
La Roma purtroppo ha tre o quattro elementi che possono improvvisamente inventare il gol come Lukaku, Dybala, Pellegrini ed El Shaarawi. La Lazio purtroppo senza Milinkovic e Zaccagni e con Luis Alberto e Immobile di questo periodo, fa molta più fatica a trovare la porta e questo è oggettivo.
Una cosa che non capisco è perché ci sono giocatori che entrano in infermeria e spariscono e ne escono dopo settimane. Si fa una diagnosi e si danno dei tempi e poi si allungano sempre”.