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26 MAGG10 – Petkovic: “Onore essere ricordato dai laziali. Ho puntato sull’aspetto mentale”. Poi bordata alla Uefa! (AUDIO)

26 Maggio 2013-23, VLADIMIR PETKOVIC in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Petkovic a Radiosei: “E’ un grande piacere essere ricordato dai laziali per questa ricorrenza. Quando c’è stata quella partita non avrei mai immaginato poi sarebbe stata commemorata così.

Il periodo prima della partita è stato così così e non ero molto d’accordo su un ritiro così lungo prima di un match così importante. A distanza di tempo dico che è stata una decisione molto giusta.

Per la preparazione della gara ho puntato più sull’aspetto mentale: scaricare e non caricare la squadra e avere da parte di tutti il miglior stato mentale. Ho lavorato soprattutto su quello. Sapevo che dovevamo dominare la partita, vincere contrasti ed essere concreti quando avevamo il possesso di palla.

Quando si è infortunato Ledesma e ho fatto entrare Mauri e quindi un giocatore maggiormente offensivo al posto di un mediano, ho pensato di dover dare un segnale alla squadra. Il segnale che volevamo vincerla e non aspettare gli eventi.

In realtà i momenti peggiori li ho vissuti nel prepartita, nelle decisioni tattiche e di titolari. Cana mi era sembrato più in forma e più adatto, per questo scelsi lui titolare al posto di Dias per fare coppia con Biava. Mi sembrava fosse più utile un giocatore bravo a uscire palla al piede che due difensori puri. Del resto gli allenatori sono pagati proprio per questo: per prendere decisioni.

A Lulic dicevo di attaccare il secondo palo come ha confermato lui ed erano cose che provavo in allenamento. Erano cose che ai giocatori piacevano e da quei movimenti sono arrivati molti gol, ma soprattutto è arrivato quello più importante, quello del 26 maggio.

Ricordo la mia Lazio: facemmo 17 partite senza sconfitte. Eravamo avanti su tre fronti e a un certo punto subentrò la stanchezza. I giocatori più esperti forse inconsciamente fecero delle scelte per dosare le energie e scelsero di puntare su Europa e Coppa Italia. Purtroppo in Europa arrivammo ai quarti e venimmo ostacolati dagli arbitri, mentre in Coppa Italia battemmo la Juve e conquistammo la finale.

Sono ancora arrabbiato dall’arbitraggio di Istanbul contro il Fenerbahce e anche per il ritorno a Roma a porte chiuse. Abbiamo un po’ litigato con la Uefa e abbiamo pagato”.

Alessio Buzzanca

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26 MAGG10 – Ledesma: “L’attesa, la promessa fatta alla mia famiglia, lo sguardo dei miei compagni ed il senso del dovere compiuto” (AUDIO)

Dieci anni dopo, dieci domande ad un eroe del ’26 Maggio’: a tu per tu di Radiosei con Cristian Daniel ledesma

Dieci anni dopo, dove collochi quell’emozione nella tua carriera e nella tua vita personale?

“Dieci anni sono tanti, mi sento un po’ vecchio (ride, ndr). Ho tantissimi ricordi e non solo della partita. E’ stata talmente grande quella gioia che mi ricordo ogni momento, ogni dettaglio anche del prima e del dopo. La cosa più bella è aver portato una gioia infinita ai tifosi”

Quella finale vinta ti ha reso ancora più laziale?

“No, già stavo fuori di testa per questi colori. La Lazio mi è entrata dentro quando ho superato il momento peggiore in termini di rapporti con il club. Sono arrivato a quella finale che già ero pieno e con la maturità giusta. Dopo il rinnovo, in alcuni derby ho anche un po’ esagerato con le espulsioni. Al 26 maggio, invece, sono arrivato con la giusta dose di lazialità”

Cosa c’era in quel piano finale a fine partita?

“C’era un mese di attesa, c’era un’annata intera in cui eravamo partiti bene, ma poi è diventata negativa. C’era la stagione, il percorso in coppa Italia, la voglia di vivere un momento unico, il momento in cui abbiamo saputo che avremmo affrontato loro. C’era il ritiro a Norcia, c’era uno sfogo che non ho scaricato fino al momento del riscaldamento”

Occasione e storica o onta, che preparazione è stata?

“C’era la finale, non si poteva mollare. Le motivazioni c’erano sempre, ogni giocatore la voleva giocare. C’era tensione in campionato, ma non abbiamo lasciato nulla da parte perchè non avevamo una rosa larghissima. La speranza era di arrivare nelle migliori condizioni fisiche. E’ stato importante la scelta del club di portarci a Norcia per isolarci dall’ambiente”

La partita…

“La partita è stata brutta. Tesa, tirata, ma guardando i miei compagni avevo la consapevolezza di la squadra avesse lo sguardo giusto. Dall’altra parte non vedevo quegli occhi fermi e convinti. L’ho sempre detto, anche durante la partita. Tra i tifosi c’era timore, vedendo gli occhi dei miei compagni, invece, avevo sensazioni positive”

Pensiero fisso?

“Di mantenere la promessa fatta ai miei figli ed a mia moglie che l’avremmo portata a casa. L’altro pensiero era sulle mie condizioni fisiche, non ero al meglio e durante la partita su una giocata di Destro ho sentito un dolore che mi ha dato il segnale che non potevo più dare il massimo. Noi dovevamo vincere, non c’era spazio per individualismi. Questi sono i pensieri che mi hanno segnato”

In panchina che sofferenza è stata?

“L’ho vissuta sul lettino negli spogliatoi con il fisioterapista Sistili. L’ho cacciato via, volevo stare solo, gli ho detto di tornare solo quando avremmo vinto. E’ stata una sofferenza, non vede, non capire, non sentire è stato veramente angosciante. Poi l’ho sentito arrivare di corsa quando Senad ha segnato…”

Ambiente romano provinciale?

“Chi ha voglia di non capire il sentimento delle persone può tranquillamente andare avanti con questi pensieri. Sarebbe inutile rispondere a chi vuole sminuire quel trofeo, quella finale, questa competizione che nel tempo ha assunto sempre più importanza”.

Ci sarà mai rivincita?

“No, non credo, è una cosa molto difficile. C’è stato un momento con Reja in panchina in cui abbiamo rischiato di andare su quella via. A Napoli ci sarebbe bastato l’1-0, abbiamo pareggiato. Non è accaduto e non credo possa più succedere. Durante la gara ci pensavo che potesse accadere”.

La rigiocheresti?

“Non la rigiocherei, sono cose uniche, che si vivono una sola volta. Pensa che la partita non l’ho mai più rivista in video. Il senso del dovere compiuto resta lì, alto, che mi ricorda bene che noi volevamo quello e l’abbiamo fatto”.

Dario Cadeddu

26/05/2023

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26 MAGG10 – Cana: “Mai avuto paura di perdere! E su Radu…” (AUDIO)

26 Maggio 2013-2023, LORIK CANA in collegamento a ‘SVB’!

Lorik Cana a Radiosei: “Per me i festeggiamenti del 26 maggio valgono doppio perché nello stesso giorno del 1993 il Marsiglia ha vinto la Champions League contro il Milan. Poi dal 2013 da quando abbiamo vinto la Coppa con la Lazio è diventato un giorno praticamente santo per me. La gente non te lo fa mai scordare e ti chiedono com’è stata quella giornata. I tifosi mi raccontano spesso come hanno trascorso l’attesa e sono curiosi di sapere come l’abbiamo passata noi che eravamo i protagonisti di quella sfida. I ragazzi erano molto sereni, ma al tempo stesso decisi e cattivi visto che era un dentro o fuori”.

RADU – “Era il più teso, aveva un’ansia maggiore rispetto agli altri. È sempre stato uno dei leader della squadra, diceva sempre qualcosa ai compagni prima delle partite importanti, nei giorni precedenti al derby non disse praticamente nulla”.

LA STAGIONE – “Arrivavamo da una stagione ricca di alti e bassi, siamo calati in campionato e siamo riusciti ad arrivare ai quarti di finale di Europa League senza un giocatore importante come Miroslav Klose e con una rosa piuttosto ristretta. Ho giocato nelle partite europee sempre da centrale difensivo. In quegli anni la coppia Biava-Dias dava garanzie importanti. Qualche giorno prima si era già capito più o meno chi avrebbe giocato quella finale, nonostante il mister non si fosse sbilanciato più di tanto”.

LA SQUADRA – “Il gruppo aveva una grande intesa e un buon equilibrio. Avevamo la nostra routine nella preparazione delle partite importanti. Siamo stati molto bene nel ritiro a Norcia e il fatto di poter vedere le nostre famiglie il giorno prima della partita è stato emotivamente molto importante. Ti carichi in un altro modo. Avevamo comunque diversi elementi maturi in squadra e in generale anche i più giovani reggevano bene la pressione”.

ROMA – “Quando abbiamo sconfitto la Juve in semifinale abbiamo assunto la consapevolezza che potevamo battere chiunque, a prescindere dal fatto che fosse stata la Roma o l’Inter. Tra l’altro in quella stagione avevamo dominato i giallorossi nei derby di campionato. Nonostante ci fosse qualcuno che diceva che loro erano più bravi, abbiamo dimostrato di essere superiori per ben tre volte nell’arco della stagione e non credo sia un caso”.

LA PARTITA – “Durante la partita non abbiamo mai avuto troppo il timore di perderla anche perché non è stata una bella sfida dal punto di vista dello spettacolo. L’abbiamo controllata abbastanza bene e abbiamo avuto le occasioni più nette soprattutto con Klose. L’unico momento in cui poteva cambiare la partita era sulla traversa di Totti dopo l’1-0 nostro. Lì siamo stati fortunati perché loro potevano prendere fiducia se avessero segnato. Poi negli ultimi venti minuti non è successo più niente e con una buona organizzazione siamo riusciti a portarla a casa”.

FESTA ALL’OLIMPICO – “Sarò presente contro la Cremonese e faccio un grande augurio ai tifosi laziali per questo decennale. La cosa più importante per noi è vedere la gioia negli occhi dei tifosi per la vittoria di questa coppa. A noi rimane il titolo come calciatori, però i tifosi sono laziali da quando sono piccoli e non si può paragonare la loro gioia alla nostra. Siamo felici per loro. Siamo laziali, vogliamo bene alla Lazio”.

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DICHIARAZIONI

26 MAGG10 – Klose: “Quel derby la felicità. Il mio compagno di stanza diventato Re di Roma…”

Anche Miroslav Klose, ancora molto legato alla Lazio e allo stesso Lulic, ha ricordato quel giorno nel libro di Argentini passando anche per il derby del 2011: «Sono arrivato alla Lazio nel 2011 e ho capito fin da subito che quello della Capitale era un derby speciale. Mi ricordo che quando arrivati erano due anni che la Lazio non ne vinceva uno. Poi arrivò la partita, la vincemmo e io segnai allo scadere il gol decisivo, e vedere la gioia dei tifosi sia quel giorno che i giorni dopo agli allenamenti, dove si strinsero con calore intorno a noi, mi fece capire definitivamente quanto era importante il derby della Capitale».

Poi sull’avvicinamento al 26 maggio: «Ricordo che la società ci mandò in ritiro a Norcia. Ci eravamo andati altre volte quindi quel posto evocava momenti brutti che avevamo passato in alcune occasioni. In quei giorni abbiamo parlato molto, abbiamo scherzato, insomma ci siamo divertiti e avvicinati ancora di più come un gruppo stretto».

Infine sui festeggiamenti: «Quando è finita la partita è stato fantastico. Sono andato subito a prendere Lulić e me lo sono messo sopra le spalle per portarlo in giro per il campo e farlo acclamare dai tifosi della tribuna e della Curva Nord. Lui quel giorno era diventato il Re di Roma. È stato il mio compagno di stanza e soprattutto è un caro amico con cui mi frequento ancora. Ancora oggi quando riguardo i video e le foto dei festeggiamenti provo emozione e mi sento veramente felice».

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SOCIETA'

Decennale 26 maggio: Lazio e Mizuno svelano la maglia celebrativa

Mizuno, leader mondiale di abbigliamento e attrezzature sportive, ha svelato un kit speciale per celebrare l’anniversario della vittoria della Coppa Italia nel 2013.

Sono passati 10 anni da quel famoso 26 maggio, quando un gol di Senad Lulic al minuto 71, regalò alla Prima Squadra della Capitale la conquista del Trofeo nazionale, la vittoria nel derby e la supremazia cittadina.

Sono i colori nero e oro a caratterizzare lo speciale kit “Anniversary” realizzato in versione limitata e composto da maglia, pantaloncino e calzettoni e accompagnato da una capsule collection di abbigliamento freetime e accessori: una track jacket, t-shirt, un cappellino, una sciarpa, uno zainetto, una gymsack e un pallone.

Il packaging della maglia rende il kit ancora più esclusivo: è inserita infatti all’interno di un cofanetto realizzato con dettagli premium in rilievo, con particolari come la carta velina e l’adesivo di chiusura a celebrare il 26 maggio 2013.

IL DESIGN

Nel design di questa maglia celebrativa sono stati incorporati dettagli che la impreziosiscono e la rendono ancora più unica e speciale.

Il numero romano “X” stampato sull’orlo delle maniche a costine, rappresenta il 10° anniversario.

Lo slogan “l’Aquila è Roma” impresso in oro sulla parte alta della schiena è un riferimento all`iconica aquila Olympia per ispirare il senso di orgoglio e appartenenza al primo Club della Capitale nato nel 1900.

Sulla parte frontale della maglia compare sul petto la storica data della vittoria “26.05.2013” mentre lateralmente sono applicati il logo Runbird di Mizuno sul lato sinistro e lo stemma ufficiale del Club sul lato destro. Entrambe le applicazioni sono in rilievo e in oro che ricorda il colore scintillante del trofeo. Dettagli che impreziosiscono la maglia con un visual decisamente premium.

Il concept della maglia è sviluppato attraverso la fusione del primo storico logo della S.S. Lazio con una texture diagonale stampata in rilievo a rombo che ricorda idealmente l`armatura con la quale la squadra ha combattuto in campo per conquistare la storica finale.

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Lazio, festa per il 26 maggio: Lulic ci sarà, pronta la maglia celebrativa

Lulic ha detto sì, avrà la festa che merita. Sarà all’Olimpico per Lazio-Cremonese, aspettando giorno e orario in cui sarà disputata (tutto il turno è fissato il 28 maggio, non sono ancora decisi anticipi e posticipi). L’invito a Senad per la celebrazione del decennale della Coppa Italia 2013 era stato recapitato telefonicamente dalla società e l’ex capitano biancoceleste ha confermato la sua presenza. C’è un debito da saldare, andò via senza poter salutare i tifosi. Un po’ per la pandemia, un po’ perché l’addio non fu sereno. Senad si era sentito scaricato e con Lotito non ci sono stati più contatti. Lulic all’Olimpico due anni dopo la conclusione della storia con la Lazio, dopo aver chiuso con il calcio. E le sorprese non sono finite. La Lazio pensa di invitare tutta la squadra del 26 maggio 2013, tutti gli eroi della Coppa Italia per celebrare il decennale del trionfo. Significherebbe rivedere all’Olimpico Ledesma, Hernanes, Mauri, Klose e chissà magari anche Petkovic. C’è chi è rimasto a vivere a Roma o in Italia, c’è chi è tornato nei paesi di origine. Molti hanno smesso, altri no. Ad esempio Candreva, protagonista del cross che lanciò Lulic in porta, gioca nella Salernitana. Si pensava che l’ospite d’onore fosse solo uno, Senad Lulic. Forse non sarà solo. Per i tifosi della Lazio sarebbe bellissimo riabbracciare la Lazio che ha scritto la storia di Roma. Il 26 maggio cadrà di venerdì, la società sta organizzando le celebrazioni per Lazio-Cremonese, ultima partita interna della stagione. In primis sarà la partita che dovrà garantire la Champions, varrà anche per rievocare il trionfo del 2013 e salutare Radu nel giorno dell’addio al calcio. La Lazio non ha ancora ufficializzato il programma delle celebrazioni, alcuni eventi scatteranno in settimana. Entro sabato prossimo sarà svelata la maglia che onorerà la storia, verrà venduta e sarà un pezzo da collezione. La squadra giocherà le ultime due partite, Cremonese ed Empoli, con la divisa celebrativa del decennale. In estate sarà svelata invece la collezione 2023-24 firmata Mizuno. Corriere dello Sport

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Milan-Lazio, Pioli: “Quasi da dentro o fuori. Biancocelesti completi, non pensiamo al derby”

Pioli, tecnico del Milan, ha presentato il match contro la Lazio in conferenza stampa alla vigilia. I rossoneri attesi da una settimana di fuoco: dopo la Lazio ci sarà la gara d’andata delle semifinali di Champions League contro l’Inter. Il Milan è reduce dal deludente pareggio agguantato all’ultimo respiro contro la Cremonese, nel turno infrasettimanale di campionato. La Lazio invece, ha rialzato la testa dopo due sconfitte consecutive battendo il Sassuolo. Fra rossoneri e biancocelesti ci sono 6 punti di distacco. La Lazio ha vinto il match d’andata per 4-0. Pioli: “M auguro che domani riusciremo a controllare e dominare la partita come abbiamo fatto in questo periodo. Giochiamo contro una squadra molto forte, poi dobbiamo essere concreti e più efficaci in zona gol che è quello che ci è mancato”.

Occasioni perse, domani è l’ultima chiamata per la Champions? Pioli: “Certo che la squadra è consapevole dei jolly che abbiamo buttato via e che non possiamo buttarne via degli altri. È una partita molto molto importante, ma non è l’ultima. È quasi da dentro o fuori domani. Dobbiamo fare tanti punti da qui alla fine e domani è una tappa molto importante”.

Pensiero all’Inter? “Pensando alla Lazio, l’altra arriverà, ci sarà tempo per farci trovare pronti. C’è concentrazione massima per domani. Giochiamo contro la seconda in classifica che ha preso slancio dall’uscita dalle coppe. Il risultato di domani non influenzerà il derby. La Lazio è forte molto centralmente, poi da lì vanno sull’esterno. È una squadra completa. Bisogna essere molto compatti in fase difensiva”.

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RASSEGNA STAMPA

Decennale 26 Maggio, Lotito prepara il ritorno di Lulic all’Olimpico

Senad Lulic potrebbe tornare allo stadio Olimpico per Lazio-Cremonese in occasione del decennale del 26 Maggio. Si aspetta un invito ufficiale di Lotito che potrebbe arrivare a breve. Sarà anche l’ultima partita di Stefan Radu, unico giocatore rimasto in biancoceleste di quella partita. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Zaccagni pazzo di Lazio: “Il DNA biancoceleste mi è entrato dentro”

DNA Lazio. Una stagione super per Mattia Zaccagni. La Lazio ha trovato il suo gioiello in attacco capace di fare assist e gol a ripetizione. Sono 37 le presenze totali con 10 reti e 9 passaggi vincenti. Una curiosità: ha segnato solo in campionato, dove si sente super ispirato. E quella ciliegina sulla torta, il gol decisivo nel derby, è forse uno dei ricordi più belli della sua annata: “Il movimento che ho fatto con la caviglia è stato un movimento innaturale, ma naturale, mi è venuto spontaneo. Non l’ho pensato, è venuto così ed è andata bene. L’altra cosa perfetta di quella sera è stato andare sotto la Curva. Tutti i compagni, tutta la panchina che è venuta a festeggiare lì. È stato qualcosa di emozionante”, le sue parole rilasciate a Lazio Style Channel

La voglia di Lazio

“In cosa credi il DNA della Lazio ti sei entrato dentro? La passione che ti trasmette la gente, senti qualcosa di cui fai parte. Ti senti dentro all’ambiente, ti fanno sentire l’importanza della maglia. È un ambiente che a me piace tanto, familiare, che coccola. Questa credo sia la cosa più bella ci possa essere nel calcio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – De Grandis: “Lazio organizzata e verso la Champions senza un vice-Immobile. I meriti di Sarri sono evidenti…” (AUDIO)

STEFANO DE GRANDIS (Skysport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“In entrambi i derby le aspettative non erano delle migliori, il pessimismo è stato funzionale ai fini di prestazioni importanti e vittorie meritate. La Lazio ha giocato a calcio, decisamente meglio della Roma, rispettando le proprie caratteristiche di palleggio. Certo che l’espulsione di Ibanez è stata una spinta importante, anche se già prima della stessa è stata la squadra di Sarri a fare la partita, pur senza tirare molto nello specchio della porta. Secondo me il tecnico ha fatto un grande lavoro. Può piacere o no, il tifoso della Lazio si divide anche in questo, ma quando vedi la Lazio vedi un’organizzazione di gioco ben precisa. Soprattutto quando c’è Provedel, la costruzione è sempre fluida e ben congegnata. A volte, ammetto, la ritengo anche un po’ rischiosa, ma è giusto sfruttare un portiere con quella qualità tecnica.

Volata Champions? E’ chiaro che non si può abbassare la guardia, basta perdere con il Monza per ritrovarti nel gruppo. Detto questo, va valutato il vantaggio sulla quarta con la quale hai un vantaggio negli scontri diretti. Non dico per il secondo posto, ma non si può dire che per il quarto posto la squadra biancoceleste non sia la favorita. Non dimentichiamoci che tutto quello che sta facendo la Lazio è senza un centravanti di riserva. Questo è un problema che nessun club ha, neanche in serie C. Questo è un demerito della società ed un merito del tecnico che fa le nozze con i fichi quasi secchi”

Le scelte del commissario tecnico

“La Lazio gioca con la difesa e quattro, a zona, con tre punte, con principi di gioco simili a quelli di Mancini. Anche e soprattutto per questo non spiego perché Casale e Zaccagni non vengano convocati con la Nazionale. Dare un’occhiata a quello che accade in campionato sarebbe utile per gli azzurri”.