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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “È un peccato che tra i tifosi e Lotito non ci sarà mai un punto d’incontro. E sulla difesa…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Il problema è sempre non ammettere gli errori perché può capitare di sbagliare e non serve nasconderlo. È un peccato che tra i tifosi e Lotito non ci sarà mai un punto di incontro.

Il tifo è l’anima di una squadra, una squadra senza tifosi non esiste o comunque non conta niente. I numeri degli abbonamenti parlano chiaro. Bisogna cercare di alimentare la fiducia dei sostenitori laziali. Il tifoso è sempre stato accanto alla Lazio, anche negli anni più difficili.

Sentire Pedro parlare di Champions mi fa piacere, significa che c’è fiducia

Coppia difensiva? Se stanno bene Romagnoli e Gila sono i titolari, si sposano perfettamente. Romagnoli deve guidare la difesa, ha l’esperienza per poterlo fare. Poi c’è Patric se torna il solito dopo l’infortunio, anche Gigot ci può stare pure se l’abbiamo visto meno sappiamo il suo passato. Provstgaard non l’abbiamo visto molto ma sono convinto che diventerà bravo”.

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Lazio, borsino difesa: sale Provstgaard, scende Gigot, torna Patric

Nel secondo giorno di allenamenti a Formello, Maurizio Sarri sta iniziando a disegnare la sua difesa per la prossima stagione. Come riporta anche il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, Sarri avrebbe trovato in Patric l’uomo giusto per completare il pacchetto difensivo. Romagnoli e Gila sono le due certezze, imprescindibili ed incedibili per il toscano; Provstgaard sta rubando l’occhio in ritiro: a colpire sono la sua serietà e la sua dedizione al lavoro; il capitano della Danimarca U21 intriga Sarri, che ci sta mettendo mano per plasmarlo con le sue idee. L’ultimo posto disponibile sembrerebbe esser stato riempito da Patric: appena tornato da un infortunio che lo ha tenuto fuori per 4 mesi, l’ex Barcellona ha ripreso ad allenarsi in modo differenziato, ma procede bene con il recupero. Sarri lo considera un difensore di livello alto, ne ha completato la trasformazione da laterale e da centro-destra quando giocava nella difesa a 3 di Inzaghi in centrale puro per la sua difesa a 4. Soltanto uno appare dunque in bilico: Gigot, arrivato la scorsa estate dal Marsiglia, rischia di trovare poco spazio. Si ragiona sul da farsi con il francese, con la mancata qualificazione in Europa che impone obbligatoriamente delle riflessioni.

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Lazio, fase difensiva codificata, palleggio e transizioni: sarrismo is back

Primo giorno di ritiro in quel di Formello nella giornata di ieri. 488 giorni dopo Maurizio Sarri torna a svolgere un allenamento in casa Lazio. Tanti sorrisi e tanto lavoro svolto ieri sul campo e non solo. Come scritto dal Corriere dello Sport, il tecnico toscano ha lavorato molto sulla linea difensiva.

Li guarda e li scruta da vicino. Parla poco, pochissimo. Allarga le braccia, si spazientisce quando vede un passaggio fiacco o sbagliato. La palla deve viaggiare rasoterra e veloce, ci vuole il piattone per indirizzarla bene. Vecchi insegnamenti, niente sembra cambiato. Il solito Mau. Movimenti codificati della fase difensiva e transizione. Dieci giocatori collegati da un filo invisibile e da un unico pensiero. Mau si avvicina a Pedro e gli chiede di guidare il pressing. «Salire» e «scappare». I tre attaccanti vanno a caccia del pallone. Parte il lancio lungo e la difesa arretra per coprire il portiere. Pronti e via, i centrali (Gigot e Romagnoli, Gila e Provstgaard a rotazione) ribattono e fanno ripartire l’azione. «Palla avanti, palla indietro». Si rovescia il gioco. Ecco la Lazio catapultarsi in profondità con palla verticale.

Molti calciatori già conoscevano la sua filosofia, altri no e la stanno imparando a conoscere. Il tempo per amalgamare il gruppo è poco con la partita con il Como che non è poi così lontana. Le novità del primo giorno di ritiro hanno riguardato Belahyane e Noslin. Il primo è stato provato da mezzala il secondo come esterno sinistro.

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‘SVB’ – Oddi: “Tutto dipende da Sarri e dalla squadra. Bene la difesa, ma davanti…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Questi primi giorni di lavoro sono i più importanti. 

I nostri ritiri più lunghi? I primi di Maestrelli, doveva conoscere l’ambiente. Lavoravamo 15-18 giorni.

Se Sarri è rimasto è perché si fida di questi giocatori e in parte li conosce anche. Ora dipende tutto da lui e dalla squadra, inutile pensare alla faccenda societarie. La rosa buona ce l’abbiamo, non giocare le coppe per il tecnico può essere utile.

Lì davanti faremo fatica, sulla difesa Sarri lavora bene anche se lo scorso anno abbiamo preso troppe reti e c’è sicuramente da rivedere qualcosa.

I risultati sono quelli che contano. È fondamentale partire bene. Mi fido di questi giocatori”.

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Lazio, ordine e difesa le priorità di Sarri. Ma i non rinnovi non aiutano…

Sarà difficile adesso ripristinare l’ordine ripartendo dal caos che ha accolto la Lazio negli ultimi giorni. La missione di Sarri è già ripartita dalla scorsa settimana quando il tecnico ha accettato di proseguire nonostante il blocco del mercato. Il Comandante è pronto ad isolare la squadra dalle critiche esterne, l’imboccandosi le maniche con gli uomini che avrà a disposizione a partire dal 14 luglio. Sarri si è già confrontato con il suo staff per fissare le priorità di lavoro in campo. Verrà tracciata una linea netta (difensiva) con il passato: secondo il tecnico, la mancanza di ordine, prima o poi, si potrebbe pagare a caro prezzo (com’è successo nella seconda parte della scorsa stagione, quando la Lazio ha iniziato a segnare meno e i 49 goal subiti sono diventati un macigno). 

La difesa di Baroni è stata la decima dello scorso campionato, con il Comandante occorre tornare in forma sotto questo punto di vista. Infatti, nell’anno del secondo posto, con Sarri sono stati registrati 21 clean sheet (record nella storia del club) e appena 30 reti al passivo. Mau ha blindato Romagnoli, nonostante il Qatar fosse pronto ad offrirgli uno stipendio d’oro, ha provato a fare da intermediario sul rinnovo, prima di scoprire che la società non avrebbe potuto garantirgli l’adeguamento senza interferire sul parametro della “costo del lavoro allargato“. Anche Gila chiede un aumento, ma il discorso dello stesso. La Lazio ha rifiutato offerte da 35 milioni dalla Premier per il ventitreenne spagnolo. È convinto di poterlo far fare un ulteriore scatto al giocatore.

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‘NMM’ – Stendardo: “Lazio, Sarri garanzia. Mezzala determinante, penserei anche ad una prima punta forte…” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NMM’

“Le idee e la competenza faranno la differenza e da questo punto di vista Sarri è una garanzia. Dei tasselli mancano, lui ha già ribadito che è pronto ad arrabbiarsi sul mercato, immagino che il club per accontentarlo dovrà puntare su giocatori con caratteristiche giuste per il suo calcio. Giustamente il mister dice che se deve arrivare un difensore meglio che avvenga subito per prepararlo al suo modo di difendere. Penso che lui faccia più riferimento ad un terzino piuttosto che ad un centrale. Anche perché come centrali vorrà ripartire da Gila e Romagnoli con giocatori già validi alle loro spalle. Ha ragione Sarri a definire anarchico Tavares. Lui ha un potenziale che esprime in maniera individuale, potrebbe farlo ancora meglio in un collettivo organizzato. La spina dorsale della Lazio dovrebbe rimanere, Sarri farà di tutto per arrivare in ritiro con un organico quasi completo.

A centrocampo, l’inserimento di una mezzala importante è determinante per il suo 4-3-3, inoltre io prenderei in considerazione l’aggiunta di un attaccante centrale forte fisicamente. Castellanos e Dia sono profili ottimi, ma è normale che se vuoi alzare il livello, uno dei due deve uscire. Sono considerazioni che con il club verranno fatte”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, la difesa di Sarri: Gigot e Provstgaard sotto giudizio, Coppola ed Okoli i primi nomi in entrata

La seconda era Sarri è cominciata. Ora la Lazio deve mettersi all’opera per strutturare la rosa a misura del nuovo tecnico. Lotito e Fabiani dovranno onorare la promessa di seguire le indicazioni del tecnico per i profili da andare a prendere. E il primo reparto su cui la dirigenza del club biancoceleste può dimostrarsi di parola è la difesa: al tecnico, che comunque prima di tutto vuole valutare da vicino di persona gli uomini a disposizione attualmente, servirà almeno un innesto, se non due (qualora Gigot e Provstgaard non venissero confermati e se Patric non desse garanzie di tenuta fisica).

I nomi sul tavolo sono Diego Coppola, gestito dalla stessa agenzia di Sarri, e Claeb Okolì, in uscita dal Leicester appena retrocesso in Championship. Rispettivamente classe 2003 e 2004, sono entrambi profili che hanno molto mercato e quindi la Lazio dovrà in caso muoversi in fretta per evitare che il prezzo lieviti. Al momento la valutazione dei cartellini di tutti e due si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Coppola però, reduce da un’ottima annata col Verona e sondato dai biancocelesti già in inverno – ha già sul tavolo un’offerta del Brighton e gli occhi addosso di almeno un altro paio di club in Premier League, oltre che della Juventus in Italia. Per Okolì, italiano con origini nigeriane, cresciuto tra le giovanili del Vicenza e dell’Atalanta, c’è la fila per riportarlo in Italia. Bologna, Milan e Parma hanno già sondato il terreno nei mesi scorsi. Questi due comunque non sono le uniche idee sul tavolo. Giovedì Sarri sarà a Roma per iniziare a lavorare con la società sui piani per l’anno prossimo. Da lì in poi si capirà meglio al direzione in cui la Lazio potrà e vorrà muoversi questa estate.

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Lazio, difesa in bilico: Romagnoli aspetta, prime sirene per Gila, Gigot va riscattato. Occasione Faes

Romagnoli aspetta le mosse della Lazio, si è sentito scaricato e riaccolto, valuterà l’offerta del rinnovo che è stata preannunciata ai suoi manager, tiene aperto ogni scenario. Per Gila arrivano le prime sirene. Il riscatto di Gigot è obbligatorio: 500 mila per il prestito più 3,2 milioni per l’acquisto definitivo, legato a premi. Patric si è operato, ha iniziato il recupero e conta di restare. Il futuro, per la Lazio, è Provstgaard, ma ha ancora 21 anni. Se partirà Gila, solo il danese sarà under 25, tutti gli altri over 30. E’ per questo che il club da tempo progetta il ringiovanimento del reparto. Per ogni cessione ci sarà un acquisto, è il minimo. Perdere in un colpo Romagnoli e Gila sarebbe una doppia botta. Riuscire a ripartire con Romagnoli limiterebbe l’indebolimento della difesa e aiuterebbe la ricostruzione.  

L’occasione Faes per la Lazio: la mossa

E’ da gennaio che il diesse Fabiani studia il mercato dei difensori centrali con i suoi 007. La caccia all’occasione aveva portato a valutare l’acquisto di Wout Faes, 27 anni, centrale belga del Leicester. Il club è retrocesso in Championship, l’occasione si è concretizzata. Faes avrebbe una clausola e sarebbe scattata con la retrocessione: costo 10 milioni. A queste cifre è da considerare un acquisto in saldo. Ha un profilo internazionale: 118 presenze in Premier, 77 in Ligue 1 con il Reims, 26 presenze con il Belgio. Il salto l’aveva compiuto partendo dall’Ostenda, prima ancora gli inizi nell’Anderlecht e un paio di prestiti. A 20 anni era molto quotato, anche quando ha iniziato a giocare in Francia. Nel 2022 era stato vicino al Chelsea. Poi ha vissuto qualche stagione insoddisfacente. Piaceva molto a gennaio e oggi che il prezzo è sceso può piacere ancora di più. Un ostacolo può essere rappresentato dall’ingaggio, in Premier in media sono alti, superano i 3 milioni. Lotito e Fabiani potrebbero giocare sulla formula, spalmando la cifra e riconoscendo un accordo quinquennale. A dieci milioni è un giocatore invitante per tanti.

Gli altri nomi per la difesa

A gennaio c’era stato un sondaggio per avere in prestito Mosquera del Valencia, gigante di 1,91, tra i migliori giovani della Liga. Ha una valutazione di 20 milioni, ora è inarrivabile. Per lui si sta scatenando un’asta vera, in pole viene dato il Lipsia. Dalla Svizzera rilanciano spesso il nome di Albian Hajdari, difensore centrale del Lugano, ha 22 anni, è svizzero, ha origini kosovare. Piede sinistro, ha una valutazione di 10 milioni. E’ mancino anche Valentin Gomez del Velez, stessa quotazione. E’ in scadenza a dicembre 2026, tra un anno e mezzo. E’ alto 1,81, ha passaporto spagnolo, un vantaggio per tesserarlo da comunitario. Era stato vicinissimo all’Udinese nel mercato invernale, l’acquisto sembrava fatto. S’era sottoposto alle visite mediche, poi lo stop. Gomez aveva una clausola di “buyout” per uscire, si sarebbe dovuto trasferire da svincolato a Udine. La clausola era di nove milioni di euro. Il suo cartellino appartiene a un fondo, avrebbe dovuto far scattare l’opzione. Non è stato fatto e il giocatore è rimasto al Velez. 

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APPROFONDIMENTI

Lazio, la doppia faccia della difesa: blindata in trasferta, fragile all’Olimpico

Chi capisce la stagione della Lazio merita una statua. Il rendimento della squadra di Marco Baroni è indecifrabile e la fase difensiva ne è il perfetto emblema. Terzo clean sheet consecutivo e terzo successo in fila lontano dall’Olimpico, quarta porta inviolata nelle ultime sei trasferte in Serie A. In casa, al contrario, il clean sheet manca addirittura da novembre e l’impressione è che in un modo o nell’altro la Lazio trovi sempre l’occasione per subire gol. Ieri al Castellani è servito anche un pizzico di fortuna sul gol annullato a Viti per fuorigioco, ma la solidità mostrata nell’ultimo mese e mezzo in trasferta deve essere la base per le sfide con Juventus e Lecce all’Olimpico. Vista la classifica vincendo le due sfide casalinghe la Lazio avrebbe un piede e mezzo in Europa e potrebbe giocarsi la Champions a San Siro contro l’Inter. Tutto però passerà dallo spareggio di sabato contro la Juve, match che definirà la stagione dei biancocelesti. Tuttomercatoweb.com

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‘NMM’ – Oddi: “Lazio, mentalità top, ma troppi gol presi. Gila o Gigot? Entrambi devono…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’

“La mentalità della Lazio mi è piaciuta fin da subito. E’ una squadra che vuole sempre attaccare e non specula sul risultato minimo. A dirla tutta, così intravediamo più nitidamente il vero margine di miglioramento: la difesa. A volte vedo un po’ troppa sicurezza nel giocare il pallone, nel portarlo anche in zone pericolose. Per raggiungere ottimi risultati, una difesa forte è imprescindibile. Bisogna prendere meno gol, è la fase che va migliorata di questa squadra. Gigot o Gila contro il Parma? Io li vedo entrambi adatti a fronteggiare gli attaccanti Ducali. Stanno facendo una buona stagione, ma serve più attenzione ai dettagli all’interno delle partite”.

Gigot a volte mi fa preoccupare, è uno che non si ferma mai, anche nei contrasti. Discorso diverso per Gila, che al contrario, dimostra spesso di avere un po’ troppa sicurezza quando esce palla al piede. Li considero entrambi forti, intendiamoci, ma questi sono i loro punti deboli. Ogni tanto esagerano, in cose diverse e in sicurezza nei propri mezzi”.

In collegamento anche Andrea Agostinelli, il suo pensiero su Lazio-Parma

“Il parma adesso ha più entusiasmo, sono sicuro che verrà a giocarsi la partita all’Olimpico. Il 3-5-2 del tecnico romeno è scolastico, ma efficace. La Lazio invece, si è rifocillata con la vittoria di Genova e adesso può coltivare speranze diverse, rispetto a una settimana fa. Rivedere la stessa Lazio di inizio stagione? Non vedo perché no. Adesso che hai recuperato il tandem Dia-Castellanos e una brillantezza fisica diversa, niente è precluso”.