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STATISTICHE

Lazio, la difesa in soccorso dell’attacco: solo l’Inter con più gol dalla retroguardia

Nella serata di ieri la Lazio ha portato via un punto dal derby dell’Olimpico, con il risultato che ha sorriso più all Roma rispetto alla squadra di Baroni. 

Biancocelesti che erano riusciti a portarsi in vantaggio sul perfetto colpo di testa di Romagnoli, ma la rete del difensore non è bastata per garantire i 3 punti. C’è però un aspetto interessante da analizzare, dato che come riportato anche dal Corriere dello Sport, in questa stagione sono arrivati ben 10 gol dai difensore della Lazio e soltanto la difesa dell’Inter ne ha totalizzati di più (21).

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SERIE A

Lazio-Roma, le formazioni ufficiali: cambio in difesa e sulla trequarti per Baroni

Manca sempre meno al fischio d’inizio del derby. Di seguito le formazioni ufficiali di Lazio-Roma:

LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Marusic, Gigot, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dele-Bashiru, Zaccagni; Castellanos. Allenatore: Marco Baroni.

A disposizione: Provedel, Furlanetto, Hysaj, Provstgaard, Gila, Lazzari, Belahyane, Vecino, Basic, Dia, Noslin, Pedro, Tchaouna.

Roma (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Paredes, Koné, Angelino; Soulé, Pellegrini; Dovbyk. Allenatore: Claudio Ranieri.

A disposizione: Gollini, De Marzi, Hummels, Nelsson, Sangaré, Cristante, Gourna-Douath, Pisilli, El Shaarawy, Baldanzi, Shomurodov.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la porta inviolata è un miraggio: pochi tiri in porta, ma anche poche parate…

Una Lazio fragile e indifesa”. Ad analizzare momento i numeri del reparto difensivo di Marco Baroni è ‘Il Messaggero’ che ricorda come nell’ultimo turno le competitor Bologna, Juve, Roma e Fiorentina hanno chiuso la porta. Per la Lazio è un miraggio: ha la retroguardia più perforata delle prime 12 squadre della classe e con la media attuale chiuderebbe a 53 gol subiti in A, contro i 39 della scorsa annata e i 30 della precedente. Le uscite stagionali con la porta inviolata sono appena 9 (su 42), contro le 19 della Juve e le 15 di Bologna e Roma (6 delle ultime 7 in Italia). Provedel ha blindato i pali in sole 6 gare su 32 (19%), Mandas 3 volte su 10 (30%). Con questi numeri ogni velleità d’Europa pare utopia.

«Noi non concediamo tanto», rivendicava il tecnico dopo l’1-1 col Torino. Ha ragione: il suo portiere inamovibile è il penultimo di A per numero di interventi davanti a Skorupski (Bologna). Il punto è che Provedel ha la più bassa percentuale di parate in relazione alle conclusioni subite (il 59%, contro il 78% di Svilar). Vero, dopo Bologna, Napoli e Juve la Lazio è la squadra che concede meno tiri in porta (94). Ma Provedel è il peggior titolare di A per numero di gol evitati rispetto alla pericolosità dei tiri affrontati, nonché il peggiore delle prime 5 leghe del continente dopo Wiener del Kiel, ultimo in Germania.

Tra le mura amiche, un vero incubo. Il clean sheet all’Olimpico appena 3 volte su 22 (13%) è per distacco il peggior dato dell’era Lotito, la Lazio ne aveva racimolati sempre almeno il doppio. Un anno fa Sarri ne aveva lasciati in dote addirittura 12, come Reja nel 2011/12. Quattro volte tanto.

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio al buio in attacco: dalla difesa quattro degli ultimi cinque gol

Smarriti, non ancora perduti, Baroni e i suoi uomini. Possono rialzarsi recuperando il tempo perso, i punti persi, lo smalto perso, i gol persi. Sono tanti dall’inizio del nuovo anno, lo sono da quando la Lazio è scaduta di forma e Castellanos s’è fermato. Non è mai stato un bucaniere, ma quest’anno 9 gol li ha segnati e prima dello stop di febbraio aveva colpito contro Cagliari Monza

Il gol, pulito o sporco, serve come il pane alla Lazio. Gli ultimi cinque sono arrivati in maggioranza dai difensori, uno solo da un attaccante: tre Romagnoli, uno Marusic, uno Isaksen. Romagnoli ha colpito contro il Viktoria Plzen in trasferta (più il gol di Isaksen), Alessio si è ripetuto con l’Udinese all’Olimpico e di nuovo nel ritorno con i cechi. Marusic ha segnato al Torino. Ancora prima c’erano riusciti Zaccagni Pedro a San Siro contro il Milan. L’ultimo gol di un attaccante centrale è di Dia con il Napoli. Senza Castellanos la media punti è crollata a 0,9 a partita, con lui era di 2. Il raffronto si può fare teoricamente perché le gare giocate con Taty e senza sono numericamente differenti, ma la media è indicativa. Sono ventidue le presenze dell’argentino, sono 8 le assenze in campionato. Con Castellanos si sono contate 14 vittorie e sono stati segnati 45 gol. Senza Castellanos s’è contata un’unica vittoria, i gol fatti sono stati 6. Ma è tutta la Lazio in calo da gennaio. Da agosto a dicembre, in 18 partite, aveva tirato 224 volte, di questi tiri 94 erano finiti nello specchio, totale di 33 gol. Da gennaio al Torino le partite di A giocate sono state 12, i tiri totali 176, di cui 63 nello specchio, totale di 18 gol.

Lazio, le differenze

Dati che si scontrano con la nuova realtà del campionato. Tra le prime otto in classifica, dall’Inter alla Fiorentina, solo la Juve e i viola (16 gol per entrambe) hanno segnato meno reti della Lazio nel 2025 (18). Il Napoli ha colpito 20 volte come l’Atalanta, la Roma 21, l’Inter 22, il Bologna 25. I sorpassi più eclatanti subiti sono stati piazzati dai giallorossi e dai rossoblù, hanno guadagnato 15 e 11 punti. Il rendimento casalingo ha contribuito al rimpicciolimento, l’unica vittoria delle ultime 8 partite interne resta quella contro il Monza. La forza e il limite di una squadra, da sempre, è il centravanti. L’equazione bomber vero uguale gol è sempre valida. Gli ultimi signori del gol della LazioKlose e Ciro, non sono paragonabili ai centravanti di oggi, di ruolo o inventati nel ruolo. Da Noslin a Tchaouna, con tutto il rispetto possibile. L’olandese ha segnato due gol in A, uno ogni 390’. Tchaouna uno. Almeno Dia ne ha garantiti 7, l’incredibile Pedro 6. E’ vero che non ha più senso ricordare i nomi sontuosi del passato, ma neppure pensare che si possa continuare senza un centravanti nel segno della tradizione e dei gol che servono per dare al nuovo ciclo un futuro. E’ sempre così, si vuole chi non c’è quando all’improvviso tutto manca. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, uomini mercato o in discussione: sarà rivoluzione difesa

A Formello passa una rivoluzione che lascia posto a un’altra. Nell’estate 2024 la rottamazione di Ciro e Luis più l’addio di Felipe. Attacco ricostruito e centrocampo ritoccato. A giugno 2025 toccherà alla difesa. Tra uomini mercato e uomini finiti in discussione possono aprirsi scenari clamorosi. Gila sarà un uomo mercato, il manager sta raccogliendo proposte. Non s’è mai aperta la trattativa per il rinnovo perché non è contemplato da nessuno. La Lazio sa che lo spagnolo ha mire ambiziose ed è allettata dalla possibilità di guadagnare. Le voci sul ritorno al Real, stavolta tra i big, sono discordanti. Ma Gila ha mercato anche in Italia e può garantire un incasso milionario (da condividere con il Real). Fino agli ultimi giorni del mercato invernale (chiuso a inizio febbraio) la Lazio ha rifiutato offerte per Romagnoli, aveva ricevuto una proposta dalla Premier. A giugno sarà diverso, non ci saranno veti. Il rinnovo promesso, l’adeguamento economico dopo la qualificazione in Champions del 2023, non si è mai concretizzato. Romagnoli, fresco 30enne, è in scadenza nel 2027. Non ci sono incedibili e neppure lui sfugge alla regola. Perdere Gila e Romagnoli in un colpo creerebbe un vuoto dietro, di tecnica e di forza. Non semplicemente colmabile. Lotito e Fabiani, vendendo entrambi, sarebbero chiamati a centrare due colpi veri, i nuovi titolari della difesa. In organico ci sono Gigot e Provstgaard, due rimpiazzi.

La rivoluzione comprenderà i terzini. Per Tavares vale il discorso di Gila, se arriveranno offerte monstre saranno irrifiutabili. Il rinnovo di Marusic è scattato automaticamente fino al 2026, la trattativa per trovare un nuovo accordo economico si è bloccata. La Lazio ritiene l’accordo inviolabile. Il montenegrino aspettava un adeguamento, in alternativa vorrebbe essere libero di decidere il suo futuro. Lazzari è valutato al ribasso, ma non ha mercato. Pellegrini è stato reintegrato, a giugno guadagnerà 2,4 netti. La società lo considera sul mercato. Hysaj ha un anno di contratto. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, allarme difesa e involuzione certificata: i numeri

Il 5-0 di Bologna, unito allo 0-6 casalingo con l’Inter, cominciano a far preoccupare. La difesa della Lazio sta registrando numeri che non hanno nulla a che vedere con i dati delle big del campionato.

La Lazio di Baroni, sottolinea Il Tempo, ha finora subito 41 gol in campionato, posizionandosi solo al dodicesimo posto nella classifica delle difese meno battute (il Venezia, attualmente penultimo, ha subito appena una rete in più, 42; il Monza, fanalino di coda della Serie A, ne ha concessi solo 8 in più).

Un altro dato che preoccupa è la scarsa capacità di mantenere la porta inviolata: in 29 giornate di campionato, la Lazio ha collezionato appena 6 clean sheet.

L’involuzione della squadra è testimoniata dal confronto con la situazione della diciottesima giornata. Allora, la Lazio vantava 15 punti di vantaggio sulla Roma, 4 sul Bologna, 3 sulla Juventus e 8 sul Milan. Oggi, dopo 11 giornate, il margine sulla Roma si è ridotto a +2 (-13 punti), il Bolognaha superato i biancocelesti di 2 lunghezze (-6 punti), la Juventus ha guadagnato un punto (-4 per la Lazio) e il Milan ha rosicchiato quattro lunghezze.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, se prendi tutti questi gol non vai da nessuna parte” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI A ‘9 GENNAIO 1900’

“Nel primo tempo di ieri al Dall’Ara la gara è stata abbastanza equilibrata, poi nella ripresa la Lazio non può tornare in campo in quel modo. Dopo l’uno-due del Bologna, la partita è finita. La squadra di Baroni sta prendendo troppi gol, così non vai da nessuna parte. E’ un peccato, con questo problema la situazione è difficile. Come è accaduto con l’Inter, bisogna resettare e ripartire. Complessivamente il campionato della Lazio è stato importante, soprattutto facendo riferimento allo scetticismo iniziale. La Lazio come squadra ora è un po’ risicata, ma non dimentichiamo anche il percorso in Europa. Adesso mi chiedo se vale la pena puntare tutto sulla coppa, ma a questo pensare il tecnico”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, difesa horror: il dato è allarmante

Difesa Lazio horror. La squadra di Baroni deve cambiare qualcosa, e anche velocemente. Tale necessità deriva dalle problematiche emerse per gli ultimi risultati dei biancocelesti in particolare, dopo le cinque reti incassate nella sfida di Serie A giocata ieri contro il Bologna, ammontano a 41 i gol subiti in questa stagione dagli aquilotti.

Un dato allarmante e spaventoso che porta i laziali al 12 posto in classifica per reti subite. Sarà quindi premura del tecnico lavorare sulla fase difensiva per solidificarla e renderla più impermeabile alle incursioni avversarie. Per una squadra che punta alla Champions infatti sono troppe e bisogna porvi un freno immediatamente, anche se spesso le responsabilità sono di lettura individuale. Da Gila a Marusic, passando per Lazzari, il black out collettivo nella trasferta del Dall’Ara ha anche evidenziato le mancanze di singoli che non hanno retto la pressione feroce dell’avversario.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, vi spiego perché sono contrariato. Ma non dimentichiamo da dove siamo partiti. Su Isaksen e i terzini…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Bisogna sempre ricordarsi da dove si è partiti. 

Gli atteggiamenti e i comportamenti sono fondamentali, mi sembra che quando si è obbligati a fare il risultato la pressione toglie qualcosa a questa squadra.

Ieri la lettura tattica era facile e purtroppo nella nostra fase di  costruzione, senza Rovella e Guendouzi insieme, facciamo difficoltà.

Male il primo tempo, De Gea non ha fatto un parata. Secondo tempo dignitoso. Arbitro non esperto per questo tipo di gare, non per gli errori ma per la conduzione. Poi ovviamente la partita la Lazio non l’ha persa per lui.

Nei minuti di recupero abbiamo fatto vedere le cose migliori, abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo.

Sono contrariato perché la gara con il Como, per esempio, non ci ha insegnato niente. Anche lì il primo tempo potevano perdere 3-0.

I dettami di Sarri erano chiari: palla e porta. Quando metti il terzo principio, il riferimento, qualcosa si complica. Quanti Chiellini ci sono nel campionato italiano? Pochi. Lui in area non sbagliava, guardava la palla, copriva la palla, ma faceva il duello, sentiva l’avversario.

La Fiorentina negli atteggiamenti e nei comportamenti era più centrata sulla partita. Pensiamo al lavoro di Beltran. Ieri il nostro problema è stato mentale, non fisico.

I nostri punti di forza sono stati la riconquista della palla in alto che ci permette di avere di avere i giocatori che vanno verso la porta senza essere fermati, poi spazio e tempo che con Castellanos e Dia sfruttiamo bene; questi principi sono venuti meno ieri.

Isaksen ci fa ben sperare, poi si perde. Ricordiamoci anche che mancava Tavares, che per noi è un fattore. Dia ha il dna d’attaccante, ma non abbiamo più il Luis Alberto di turno, questo per evidenziare cosa manca. 

I terzini? Marusic è questo, lo conosciamo; è abbastanza prestativo quando viaggia in linea, di là c’è un fuoriclasse. Siamo fortunati. Quando si innesca la catena di sinistra le cose si mettono bene. Degli atteggiamenti di Pellegrini ne abbiamo già parlato.

Qualsiasi cosa proponi senza Guendouzi e Rovella non dà gli stessi effetti. Sono i due riequilibratori della squadra”.

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Lazio, infortuni, squalifiche e fuori lista: con la Real Sociedad l’intera difesa sarà senza ricambi

Giovedì la Lazio tornerà in campo per il consueto appuntamento europeo, questa volta contro la Real Sociedad dopo ben più di un mese di stop di Europa League (l’ultimo match risale al 12 dicembre e alla vittoria in casa dell’Ajax). I biancocelesti sono pronti a riprendere quello che per ora è stato un cammino solo che è positivo, costellato di vittorie, grandi prestazioni e soltanto un pareggio (casalingo contro il Ludogodrets). 

Contro gli spagnoli sarà una partita più complicata del previsto per due motivi: in primis, il club spagnolo ha raddrizzato una stagione iniziata con il piede sbagliato; oltretutto, i biancocelesti dovranno fare i conti, nuovamente, con gli infortunati e i fuori lista che non potranno aiutare la squadra e ridurranno sensibilmente il numero di uomini disponibili in panchina. Per giovedì, come riporta Il Messaggero, sono previsti nove forfait tra cui quelli dei lungodegenti Vecino, Patric e Lazzari ai quali si aggiungono gli squalificati Gigot e Pellegrini. In aggiunta, la Lazio non potrà contare in panchina su Castrovilli, Hysaj e Basic, così come sul nuovo arrivato Ibrahimović, poiché tutti fuori lista.