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RASSEGNA STAMPA

Rincorsa Lazio, con Pisa e Cagliari vietato sbagliare per tornare a pensare all’Europa

Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non può più sbagliare e contro Pisa e Cagliari dovrà provare a mettere in cascina la bellezza di 6 punti. La vittoria con la Juventus non deve restare un exploit isolato, altresì bisogna dare continuità e sostanza alle prestazioni. Qui ci sarà l’occasione di fare punti, di accorciare in classifica sulla zona Europa. Prima la sfida dell’Arena Garibaldi, poi il monday night contro i sardi all’Olimpico: in entrambi i casi i biancocelesti conosceranno prima i risultati di tutte le altre.

La Lazio ha dovuto e sta continuando a resistere agli infortuni, alle defezioni di calciatori importanti, verrebbe da dire insostituibili vista la condizione di mercato bloccato. Il calendario, però, ora permette un po’ di sorridere e di tirare il fiato, ci sono avversarie da rispettare ma che la Lazio può e deve battere. Non sono ammessi passi falsi. L’assenza di coppe europee, unito al lavoro tattico degli allenamenti quotidiani a Formello, alla distanza può e deve rappresentare un vantaggio da sfruttare per accorciare il gap con le altre. 

Domani il Pisa, lunedì il Cagliari. Il bottino pieno, la conquista quindi dei 6 punti, autorizzerebbe a pensare in grande dopo il difficilissimo inizio di stagione. La Lazio aveva perso le prime 3 partite su 4, ha trovato comunque la forza per reagire nel momento più difficile e complicato. Da Marassi in poi è cominciata la risalita: 8 punti contro Genoa, Torino, Atalanta e Juventus.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pedro: “Nel derby servono forza e mentalità. Sarri? Può farci fare un passo in avanti. E sull’Europa…”

Quando ormai il derby alle porte, uno dei dei biancocelesti più rappresentativi ha presentato la sfida. Le parole di Pedro a Dazn:

“Abbiamo iniziato male, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo. Ora abbiamo l’opportunità di giocare il derby, sarà difficile, tosto, ma stiamo lavorando bene e speriamo di fare una bella prestazione per portare a casa il risultato. Il derby è una partita diversa, è molto importante per noi, per i tifosi, per la città e per la società. Sono sempre pronto, è una gara speciale che mi piace tanto giocare. Spero di fare una bella prestazione e di aiutare la squadra, per vincere ci serviranno forza e mentalità. Il derby di Roma si vive con più passione e più intensità delle altre partite. Se ne parla da tante settimane, già da inizio stagione. La gente ne parla sempre in tutti i posti, stanno vivendo una situazione difficile e fanno un grande sforzo per venire a vederci e a sostenerci. Noi dobbiamo dare una bella risposta e dare tutto in campo, senza dubbio”.

Sarri – “Lo conosco da tempo, da quando giocavo al Chelsea. È una persona con un carattere speciale, un brav’uomo, oltre che un allenatore con tanta esperienza che ha vinto diversi trofei e fatto bei campionati. Per noi è importantissimo avere un tecnico del suo livello, può farci fare un bel passo in avanti per il nostro percorso in futuro”.

La canzone della Carrà – “La conoscevo, l’avevo già sentita. Non pensavo che sarebbe diventata così importante per me, che sarei finito a ballarla con tutti i tifosi sotto la Curva Nord a fine partita o anche per strada. È una cosa bellissima che porto sempre nel cuore. Se vinciamo il derby la canto sicuro (ride, ndr.)”.

Messaggi da Napoli l’anno scorso – “Ne ho ricevuti tanti, anche dei video. Mi hanno scritto pure dei calciatori come Spinazzola e Juan Jesus con cui ho giocato alla Roma. È stato molto divertente, ma io non ho fatto nulla di che. Loro hanno fatto un grandissimo campionato, io ho solo aiutato la mia squadra per cercare di ottenere la vittoria. È un bell’aneddoto che ricordo con piacere, la gente per strada ancora mi ringrazia per lo Scudetto. Io però non ho fatto niente, loro hanno meritato di vincere”.

Lazio fuori dall’Europa – “Io preferisco sempre giocare nelle Coppe e giocare più partite possibili. Stai più dinamico in campo, hai più ritmo, anche se hai meno tempo per recuperare in campionato. Ma non si sa mai cos’è meglio. Io voglio sempre giocare in Europa e ogni tre giorni, è quello che mi sono abituato a fare. Preferisco scendere subito in campo che aspettare tutta la settimana la partita. Quest’anno però è così, dobbiamo affrontarlo e stare concentrati sul campionato per arrivare dove vogliamo arrivare”.

Poi lo spagnolo chiosa parlando sul suo impiego: “È difficile gestire il minutaggio. Magari a volte stai bene, sei in forma e vuoi giocare di più. Per avere questo ruolo e subentrare spesso bisogna gestire bene la situazione mentalmente, capire che devi entrare a gara in corso per aiutare la squadra, lavorare su pochi minuti e stare sempre al massimo. Poi bisogna avere anche una buona condizione fisica, perché l’età per me inizia a farsi sentire. Ma se si parla con l’allenatore e con i preparatori, tutto questo si può gestire bene. Ci sono anche giocatori più avanti con l’età che stanno molto bene come Modric, che ha fatto una grande carriera, è in forma e tiene ancora un livello alto. Bisogna avere sotto controllo tutto, come il riposo e il mangiare bene. Solo così si può allungare la carriera”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, derby a pranzo sconfitta di tutti. Quante conseguenze negative per quel settimo posto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il derby alle 12,30 è una sconfitta per tutti, significa che le due tifoserie non sono considerate pronte per godersi ancora uno spettacolo di sera. Tutti stanno semplicemente annotando questa novità, per me è una cosa molto triste. E’ stato anticipato all’ora di pranzo per ovvi motivi di ordine pubblico ed in virtù degli incidenti andati in scena nell’ultima stracittadina. C’è stato un solo tentativo di farlo giocare di sera e ci sono stati scontri ed un atmosfera di guerriglia. E’ un evento meraviglioso che tutto il mondo ci invidia anche per le scenografie meravigliosi, è un peccato che si riesca a vivere in modo diverso.

Dal calendario della Lazio, mi aspettavo qualche partita in più la domenica, ma è evidente che il settimo posto stia penalizzando tanto la Lazio anche nella formulazione dei calendari che ruotano intorno agli impegni europei delle italiane. Poi, nell’analisi di quel settimo posto c’è anche l’evidenza di una squadra che fino a 90′ dalla fine poteva andare ancora in Europa. Quella settimana prima della gara con il Lecce grida vendetta. Non è stata preparata bene, anche solo andare in Conference sarebbe stato meglio di questa attuale situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE..’ – Mattei: “La Lazio è uscita dal calcio che conta. Lo si evince anche dal calendario…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il discorso dei calendari è molto semplice. Tutto viene fatto sulla base del percorso delle squadre che fanno le coppe europee. Questa non è una colpa della Lega calcio, ma della Lazio che non partecipa a quelle competizioni. Se tu esci dal grande calcio che conta poi sei a rimorchio delle altre. Non a caso, la Lazio giocherà le gare alle 20,45 di sabato o domenica solo quando affronterà Juve, Inter e comunque i grandi club. In questo momento la Lazio è uscita dal calcio che conta, bisogna prendere atto della realtà.

Durante la settimana che ha preceduto la partita con il Lecce, la società che tipo di messaggio ha dato alla squadra? E’ stato fatto capire l’importanza di andare in Europa? Baroni era già con la valigia pronta che qualcuno gli ha fatto, per poi far credere che è stato lui a voler andar via”.

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ESCLUSIVE PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, ora bisogna trovare l’equilibrio. Sarri intelligente a scegliere il gioco giusto per questa squadra” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Prima di tutto la cosa più importante per la Lazio e per il calcio in generale è equilibrio. Riguarda i giudizi ed un buon rapporto tra solidità e pericolosità. Questo è lo scopo, poi non è importante se lo raggiungi facendo contropiede o possesso palla. Quando è così le gare le vinci. La Lazio è stata brutta e poco pericolosa con il Como, molto bella e pericolosissima con il Verona. Sono trascorso due gare, è un momento di transizione, vedremo che stabilità verrà trovata.

Un tecnico bravo, crescendo negli anni, trova sempre il modo di fare un’analisi che lo porta a scegliere il modo di giocare migliore per la squadra che ha a disposizione. Sarri ha dimostrato in passato questo tipo di intelligenza. Il margine di crescita a livello offensivo riguarda la predisposizione della squadra ad attaccare la profondità. E’ importante che la Lazio lo faccia e si prepari per questo, è anche dalle parole di Cancellieri che emerge questo spartito. Legare il gioco e attaccare la profondità. Giusto che sia così”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri realista sugli obiettivi. Senza Europa il fallimento sarebbe della società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi ha colpito molto quella frase di Sarri in cui ha fatto riferimento alla necessità di creare uno zoccolo duro di 7-8 giocatori per evitare di dover poi intervenire molto sul mercato. Lui sta lavorando per creare una base di competitività solida attraverso il miglioramento di alcuni elementi. Questo è lo scopo, l’obiettivo che si è prefissato mediante il lavoro in campo. Questo secondo me è uno dei passaggi più importanti, anche perchè guarda al futuro. Lui parla della squadra titolare, poi sono discorsi che puoi fare a settembre. Ci sono tante variabili, per esempio quello riguardante il rinnovo di Mario Gila. Se non dovesse arrivare è evidente che saresti chiamato a cederlo per non perderlo a zero nel 2027.

Logico quello che ha detto Sarri anche sul fronte degli obiettivi. In questo contesto e con queste difficoltà, è giusto che il club non chieda espressamente a Sarri di tornare in Europa. Serve anche realismo. Alla gente non interessa nulla dei programmi triennali, vuole cercare di ottenere il massimo adesso dalla squadra. Altro discorso, però, è quello che con buon senso viene prospettato all’allenatore in virtù di dati oggettivi.

Oggi Sarri rende pubblico il fatto che quello che prima per la Lazio era un obiettivo scontato ora è complicato? Lui ha detto che questo primo anno è quello con maggiori difficoltà. E’ evidente che, dopo aver scoperto del blocco totale del mercato, gli è stato progettato questo percorso. Poi, onestamente, non mi è piaciuto quando ha minimizzato quanto accaduto lo scorso anno. Il settimo posto della scorsa stagione ha bisogno di un’analisi profonda che chiama in causa anche alcune situazioni arbitrali. Lui vuole, come è normale, valorizzare il suo lavoro rispetto alle cose buone dell’anno scorso. Liquidare tutto parlando solo di energie che sono venute meno non mi sembra generoso.

Detto questo, se la Lazio non non dovesse tornare in Europa neanche quest’anno io non parlerei di fallimento di Sarri, ma della società. Lui avrà fatto comunque il possibile con un club non lo ha messo in condizione di non tornare in Europa”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, la risposta dei tifosi merita lealtà, educazione e rispetto. Sarri non fa miracoli…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE in collegamento a ‘NMM’

“Quello di Como da parte della Lazio è stato un messaggio allarmante, imbarazzante, ai limiti del disastroso. Contro il Verona, invece, abbiamo visto una squadra tonica, con un Castellanos che magari giocasse più spesso così. E’ stato un avvio senza mezzi termini, con una prima conferma che la squadra di Sarri contro le piccole vince.

La risposta del popolo laziale a questa estate brutta, surreale ed incomprensibile, o comprensibile che è peggio, è da sottolineare. Penso che, come spesso accade, il primo grazie vada dato alla gente che viene allo stadio. E’ una dimostrazione di potenza emotiva con pochi eguali. La società spostiva Lazio, di questa cosa, deve tenere conto. Che non significa approfittarne, ma avere un valore aggiunto in termini di rispetto, di educazione, lealtà e responsabilità nei confronti della tua gente.

Questa squadra è da sesto-ottavo posto, poi qualsiasi cosa venisse sopra il sesto posto sarà un miracolo. Non mi aspetto molto, Sarri è un grande allenatore ma non moltiplica i pani ed i pesci”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio con obiettivi sempre più piccoli. Insigne? Più per il nome che per l’utilità” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Insigne? Non lo so, sono un paio d’anni che va staccato la spina dal punto di vista della concentrazione e degli allenamenti. Il problema è l’esterno destro, il centrale di centrocampo, il centravanti. Insigne gioca largo a sinistra, lì c’è Zaccagni: sarebbe un acquisto più per il nome che per il giocatore. Siamo molto indietro se mettiamo in discussione Zaccagni, il capitano, il migliore dal punto di vista tecnico. Servirebbe più qualcosa a destra. 

Conferenza Sarri? Qualcuno poi ci spiegherà perché parla una volta sì ed una no. Ad ogni modo, il clima di domenica non sarà facile. Ci sarà contestazione, non per la squadra, ma sicuramente non mancherà l’incitamento che occorre per ricaricare i calciatori dal punto di vista mentale soprattutto. I tre punti sono l’unico vero obiettivo.

Nel frattempo gli obiettivi della Lazio diventano sempre minori, o almeno più piccoli. La dimensione giusta, esatta, sarebbe l’Europa League. Se pensiamo a vincere, direi la Conference; a partecipare l’Europa League, per sognare dico la Champions.

Questa società pensa di essere la più bella e ricca di tutti, dice che la Conference non ci appartiene ma ad oggi immagino che credano che sarebbe stata meglio conquistarla; soprattutto perché questa società vive con i soldi dei tifosi. Basta parlare con il presidente per capire che lui si sente la punta dell’iceberg, questo è il problema. Quando il presidente diceva di non volere la Conference credeva di andare in Europa League, ad oggi invece anche i soldi della Conference servirebbero”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro ipotesi falso nueve: la strategia di Sarri per tornare in Europa

Programmazione, mercato e ritiro: la Lazio comincia a preparare la nuova stagione, cominciando dai rinnovi di Pedro e Vecino.

La Lazio il prossimo anno disputerà due sole competizioni, campionato e Coppa Italia, ma il tecnico vuole evitare imprevisti e, come riporta Il Messaggero, vuole due pedine per ogni ruolo.

Inoltre, evidenzia il quotidiano, l’allenatore dovrà rinunciare per la Coppa d’Africa forse addirittura per un mese (dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026) – a Dia, Dele-Bashiru e Belahyane, su cui è tornato in forte pressing il Como. Nel 4-3-3 Pedro potrebbe fare anche il falso nueve in attacco, Vecino sarebbe fondamentale in due ruoli della mediana, forse anche come play basso. Sempre che non rientri Cataldi (la Fiorentina deve riscattarlo entro il 18 giugno) per restare dopo un anno di prestito.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Stendardo: “Lazio, emerse tutte le lacune della rosa. Lo scetticismo iniziale…” (AUDIO)

Guglielmo Stendardo in collegamento a ‘NMM’

Vanno fatti i complimenti ai laziali. Vedere uno stadio così pieno è stato emozionante, un pubblico così vincono lo Scudetto. In campo, nessuno si aspettava quanto poi è accaduto. Soprattutto dopo l’espulsione, ci aspettavamo una reazione d’orgoglio, anche per il pareggio fra Venezia e Juventus. Condivido le parole di Baroni e Zaccagni, la loro sofferenza. E’ un lunedì triste, nessuno se lo aspettava, neanche la società. Le scuse sono un gesto positivo, tutti si sono assunti le loro responsabilità. Questo pubblico ha ambizioni diverse rispetto a quelle attuali. La stagione era iniziata bene, nonostante un mercato che lasciava scetticismo. Forse la prima parte di stagione ha un po’ illuso, poi nella seconda parte sono emerse le lacune, anche di personalità della squadra“.

“Soprattutto in casa, non puoi fare una vittoria in un girone e ambire alla Champions. Ci ritroviamo a parlare di una squadra fuori dalle coppe, ma che già da oggi deve lavorare per tornare dove merita davvero. I numeri giustificano lo scetticismo iniziale. L’operato di Fabiani? I voti scendono per tutti, ma ora dalle scuse bisogna ripartire. Serve un mercato con giocatori forti e di personalità in ogni reparto, un mercato che possa riportare la Lazio dove merita”.