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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri assecondato solo su due cose. In estate non si dimetterà, a meno che…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio ora è senza mezzala destra, questo è il fatto. Ultimamente l’apporto di Vecino non era sufficiente. Tuttavia è chiaro che Sarri, e non solo, si aspettava una rosa rinforzata.

A centrocampo, parlando di numeri, è arrivato Taylor, ma il centrocampista difensivo non è arrivato. Come mezzala destra Sarri dovrà adattare Basic. Przyborek sarà addestrato da vice-Taylor, a sinistra, nella passata stagione ha giocato come trequartista.

Sarri non si dimetterà neanche in estate, a meno che non avrà un’offerta da un club che gli sottoporrà un progetto che lo intrigherà molto.

Romagnoli? La Lazio aveva provato a fare il prezzo, poi ha accettato le condizioni dell’Al-Sadd. Che poi erano le stesse de due settimane fa, da qui quindi nasce la polemica dell’agente, perché il tempo a disposizione per chiudere la trattativa c’era.

Sarri non stato accontentato sul mercato, ma è stato assecondato solo su due cose: il rinnovo di Marusic e la richiesta di trattenere Tavares”.

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Lazio, poche ore dalla chiusura del mercato: no per Dele, Noslin in bilico, Tavares può restare

Poche ore alla chiusura del mercato: le ultime in casa biancoceleste.

Fabiani aveva legato l’ingresso di un altro mediano all’uscita di uno fra Belahyane e Dele-Bashiru. Il Verona, riporta Il Messaggero, insiste per riportare a casa il marocchino, il ds ha chiuso anche al prestito con diritto di riscatto del Bournemouth per il nigeriano. Non vanno esclusi comunque gli ultimi tentativi per Hjerto-Dahl, baby prodigio del Tromso, e per il 20enne Dzodic, anche se l’Almeria ha già rifiutato 14 milioni più bonus.

Il lungo stop di Zaccagni, si legge, potrebbe sbarrare anche la strada per Noslin al Monaco, ma le ultime riflessioni sono in corso. Sarri è preoccupato che possa uscire Nuno Tavares (il Besiktas rilancia a 13 milioni con l’obbligo di riscatto), perché lo sbarco di Pedraza (certo per giugno) non può essere anticipato e Luca Pellegrini sarà squalificato nella prossima sfida di Torino.

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Lazio, Romagnoli ai saluti? Il futuro in un giorno

Ultime ore di mercato e il centrale con molta probabilità lascerà la Capitale.

Il termine ultimo è alle 19 di oggi. A quell’ora, evidenzia Il Messaggero, si chiuderà il calciomercato in Qatar e Alessio Romagnoli, ieri sera in tribuna, attende il via libera per firmare i documenti che lo legheranno per i prossimi tre anni alla squadra allenata da Roberto Mancini. Non è stato convocato da Maurizio Sarri che ne ha parlato prima del match: «Io su di lui ho fatto una valutazione tecnica, aspetto decisioni, ma la società è stata chiara, fanno loro le trattative. Se a me farebbe comodo tenerlo? Non lo so, il Romagnoli che conoscevo io sì».

Non ci sono comunque margini per rientrare, conclude il quotidiano, e questo lo ha capito anche il club che sta cercando di “svincolarsi” dalla nota di domenica mattina prima di dire ufficialmente sì ai 9 milioni di euro dei qatarioti che porteranno un’ulteriore plusvalenza nelle casse biancocelesti. La linea è tracciata.

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Lazio, Romagnoli in bilico. Il club cerca sostituti in Bundesliga

Ultime ore per capire il futuro di Romagnoli: intanto la Lazio guarda in Bundes.

Valigia pronta ma cessione non scontata: il futuro di Alessio Romagnoli si capirà in queste ore. Intanto, come riporta il Corriere dello Sport, la Lazio tiene pronte le alternative: sono due, salvo sorprese. Il primo è Diogo Leite, 27 anni, centrale portoghese dell’Union Berlino, in ballo anche per la Fiorentina. E’ in scadenza a giugno. L’altro è un suo compagno di squadra: Danilho Doekhi, 27 anni, olandese, origini del Suriname. Anche lui in scadenza a giugno.

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Lazio, i numeri sono quelli di Ballardini: Lotito ha solo due strade per il bene del club

Urge un cambio di rotta: il caos in casa Lazio è evidente.

Tra campo e faccende extra. La Lazio tutta è anche protagonista di faccende extra campo, con il futuro in bilico di diversi protagonisti. Intanto, come evidenzia Il Messaggero, l’ undicesima porta inviolata di Lecce conferma come la difesa sia l’ultima forma di resilienza di questa Lazio. Non è scontato che il dato rimanga tale senza il pilastro di Anzio. Anzi, giorni fa Mau aveva già paventato a Lotito il rischio di sprofondare nei bassi fondi, smontando il muro difensivo senza un centrocampo robusto.

Sabato sera ha espresso pubblicamente lo stesso concetto: «Spero in una salvezza serena a fine campionato». Sembra una provocazione a +12 punti dal terzultimo posto, ma c’è uno spauracchio del passato. In effetti, si legge, era dalla stagione 2009/10 che la Lazio non stava sotto quota 30 punti (ora sono 29) dopo ventidue giornate di campionato. Allora venne esonerato Ballardini, chiamato Reja, e furono presi i rinforzi giusti a gennaio. Così i biancocelesti si rialzarono pian piano sino al dodicesimo posto. Ora resta una settimana alla fine del mercato d’inverno. C’è urgente bisogno di una scossa di Lotito.


Il patron, conclude il quotidiano, ha salvato il bilancio (quasi 90 milioni di plusvalenze se alla fine partirà Romagnoli, oltre Mandas al Bournemouth), ed era necessario, anche se non vuole mai ammetterlo nemmeno a se stesso. Ma ora va fermato il fuggi fuggi da Formello. Se il presidente attribuisce le responsabilità a Sarri (e in qualche caso esistono, vedi Castellanos, ma «in qualsiasi squadra di 0 elementi ci sono scontenti perché giocano meno», l’ammissione del tecnico), allora deve licenziarlo, senza pensare al portafoglio. Se invece – come scrive nell’ultimo comunicato – vuole salvarsi insieme al Comandante, deve ridargli subito gli strumenti per farlo e non aspettare le sue dimissioni (che non arriveranno prima di giugno). Deve finire questa sfida pericolosa, senza esclusione di colpi, affinché uno faccia il primo passo avanti o indietro. Rischia di rimetterci solo la Lazio, lo spogliatoio è disorientato: «Si respira un’aria strana, le cose non funzionano bene perché non abbiamo la testa libera», la confessione di Marusic in Salento.

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Lazio, dal mercato di gennaio passa il futuro di Sarri: il punto sulle trattative

Rimarrà o meno il tecnico al termine del campionato? Sarà il mercato a deciderlo.


Sarri è stato chiaro: fino a giugno non farà un passo indietro. Il tecnico, come evidenzia Il Messaggero, è uscito allo scoperto, legando ai colpi di gennaio la risposta sul suo futuro: «Ho dato la mia parola al popolo biancoceleste che resterò sino a fine stagione. Il mercato non è finito e la società può fare ancora molto altro». Sembra quasi un avvertimento dopo aver ingoiato l’affare Ratkov: «Non lo conosco perché non seguo il campionato austriaco». L’allenatore voleva Raspadori, la sua alternativa era Giovane del Verona, ma aveva anche dato l’ok a un eventuale baby talento, pur di essere poi accontentato su un top player a centrocampo.


Fabiani e Lotito, si legge, sono irritati (eufemismo) dall’atteggiamento poco diplomatico di Sarri sul 22enne serbo, sulle uscite di Guendouzi e Castellanos, specie dopo averlo accontentato subito dopo su un nome concordato. Se il sogno di Mau in mediana era infatti Loftus-Cheek, Kennet Taylor era l’alternativa segreta di Fabiani, un colpaccio da 15 milioni più 2 di bonus (era in scadenza nel 2027 con l’Ajax, che ha conservato il 15% sulla rivendita, ma in estate costava il doppio).

La Lazio, conclude il quotidiano, ha aperto trattative simultanee per portare nella Capitale uno fra Fabbian (il Bologna non scende sotto i 15 milioni), Timber in scadenza a giugno (ma il Feyenoord ha rifiutato 4 milioni) e il preferito Toth (l’offerta biancoceleste è di 10 a fronte dei 16 richiesti dal Ferencvaros). A differenza di Ratkov, Sarri ha visionato il 20enne ungherese e sembra essersi convinto del suo talento. Ora però serve altra liquidità per affondare un altro colpo e Fabiani sta cercando di ricavarla dalla cessione di Belahyane al Torino. La Lazio pretende 10 milioni, c’è anche il Nizza interessato. Baroni insiste anche per Mandas in prestito, ma a Formello non hanno intenzione di spendere poi per un altro vice-Provedel, a meno che non si concretizzi uno scambio legato a un altro gioco a incastro. Isaksen non è affatto intoccabile, ma devono arrivare proposte da almeno 20 milioni per cederlo. In quel caso potrebbe tornare di moda Ngonge per l’esterno destro in un baratto con Christos. Persino Ilic avrebbe chance di rientrare in questo puzzle, ma solo se dovesse sfumare Toth e tutte le altre piste a centrocampo. Il 2 febbraio è la data cerchiata sul calendario. Sarri attende l’epilogo del mercato, e quindi il nuovo volto della Lazio, per decidere il suo futuro. Da sciogliere anche il nodo sull’esterno sinistro: per Mau non è una priorità, ma alla fine abbraccerebbe volentieri Insigne e ha bocciato Daniel Maldini, per cui Fabiani ha invece chiesto all’Atalanta il prestito secco. Il tecnico vorrebbe anticipare lo sbarco di Pedraza (c’è un pre-accordo con il terzino sinistro a giugno), ma il Villarreal chiede un indennizzo per “liberarlo” subito. La Lazio non vuole riconoscerlo senza aver ceduto prima Tavares a titolo definitivo: sono stati rifiutati due prestiti con diritto di riscatto da Besiktas e Zenit, oltretutto Nuno spera ancora soprattutto nell’Al-Ittihad di Conceicao. Le mosse di questo mese di Sarri e della società decideranno quanto il secondo matrimonio sarà ancora duraturo.

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Lazio, futuro incerto per Taty. Intanto il Flamengo vira su Kaio Jorge

L’attaccante argentino potrebbe lasciare la Lazio, ma intanto il Flamengo sembra cambiare obiettivo.

Taty potrebbe salutare la Capitale, ma intanto uno dei club interessati a lui vira su un altro profilo. Come riporta il Corriere dello Sport, il Flamengo ora è su Kaio Jorge. Potrebbe essere il classico gioco delle parti per forzare la mano, ma al tempo stesso non è da escludere che si tratti della realtà. La certezza è che è in Brasile sostengono che il club di San Paolo abbia deciso di fare un passo indietro nella trattativa (fin qui la Lazio non l’ha confermata) per il centravanti argentino. La sua preferenza per una permanenza in Europa, unita alla volontà del club biancoceleste di ottenere una cifra più alta rispetto ai 22 milioni più bonus che avrebbe garantito la società carioca, secondo i media locali avrebbero spinto la stessa a dirottare energie e denaro su un altro obiettivo, ossia l’ex Juventus e Frosinone Kaio Jorge, che da quando è tornato in patria si è riscoperto goleador.

Castellanos, come noto, conclude il quotidiano, preferirebbe restare in Europa, per ambizione, prestigio e perché rappresenta una vetrina molto più luminosa agli occhi del ct Lionel Scaloni, che sta studiando chi portare con sé nei prossimi Mondiali in Messico, Canada e Stati Uniti per difendere il titolo conquistato nel 2022 in Qatar. L’agente del Taty ha il mandato per venderlo e l’obiettivo è trovare una sistemazione europea: si potrebbero riaprire piste dalla Premier, in estate si era fatto avanti il Burnley, ma si parla anche di West Ham, Leeds e Brentford.

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Lazio, Floriani Mussolini torna a Roma: in ballo anche il suo futuro

Tornerà a Roma da avversario: a fine stagione la decisione sul suo futuro.

Un passato nelle giovanili della Lazio, poi i prestiti e l’approdo quest’anno alla Cremonese: Floriani Mussolini oggi sarà all’Olimpico da avversario. Se sarà una prova per il futuro, sottolinea il Corriere dello Sport, dipenderà tutto dalla Cremonese e dalla decisione a fine campionato: l’addio sarà certificato in caso di riscatto esercitato, è stato fissato a 5 milioni di euro senza possibilità di controriscatto da parte della Lazio. Floriani Mussolini si ripresenta a Roma cresciuto, l’ha fatto dopo ogni prestito, in Serie C con il Pescara e in B con la Juve Stabia. Stavolta sarà diverso, scenderà in campo da avversario nello stadio in cui ha sempre sognato di giocare, ma con il biancoceleste addosso. Ben 12 convocazioni in prima squadra senza mai trovare il debutto.

Tutta la trafila, conclude il quotidiano, nel vivaio di Formello, terminata con 65 presenze in Primavera (10 assist). L’ultima annata chiusa con la promozione nella massima serie dei baby e la conquista della Supercoppa Primavera 2, c’era Sanderra in panchina. Poi il giro di prestiti, un percorso a tappe con una crescita continua, 12 mesi alla volta e scalando le varie categorie, sempre da protagonista. Ha impressionato per passo e mentalità, soprattutto. Chissà se la gara di oggi indirizzerà le scelte e i rimpianti di fine stagione. Lotito e Fabiani, non inserendo un paracadute nella trattativa chiusa nella scorsa sessione di mercato (bloccata in entrata), dovranno aspettare il responso da Cremona per capirà se perderanno definitivamente il cartellino del classe 2003. Gli scenari sono aperti, ma non dipendono dalla Lazio. Finora Floriani Mussolini ha collezionato 13 gare tra campionato e Coppa Italia (605 minuti). La società, se non a gennaio, dovrà ragionare sui terzini destri la prossima estate.

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Rinnovi Lazio, Romagnoli e Gila aspettano: il futuro dello spagnolo è sempre più lontano da Roma

Non solo mercato: in casa Lazio c’è da sistemare anche la faccenda legata ai rinnovi.

Gila e Romagnoli blindano la porta, la società però non riesce a blindare loro. Romagnoli, evidenzia il Corriere della Sera, aspetta il rinnovo, con tanto di adeguamento, da due anni e mezzo. Il suo contratto scade nel 2027, se non si dovesse trovare una soluzione in tempi rapidi potrebbe anche chiedere la cessione. In Arabia piace e l’amico Milinkovic non gli sconsiglierebbe di certo l’esperienza. La Lazio, prima di alzare gli ingaggi, dovrà però sistemare la situazione finanziaria per non imbattersi in nuovi blocchi. Questo anche il problema che riguarda
Gila.

Arrivato dalla seconda squadra del Real Madrid, ha accettato un ingaggio piuttosto basso (poco meno di un milione all’anno): lo spagnolo, si legge, non è nemmeno fra i primi 20 più pagati della rosa. Proprio per questo si sta guardando intorno e, al momento, non sembra intenzionato a restare a Roma. Igli Tare, che lo ha portato alla Lazio, lo vorrebbe al Milan. Aveva l’idea di trattare con i biancocelesti già la scorsa estate, ma ha rinunciato quando ha capito che, anche a causa del blocco del mercato, il giocatore era incedibile

Il club, conclude il quotidiano, non può però permettersi di perderli, costringendo Sarri a ricostruire la solidità difensiva. Per questo deve arrivare una reazione. In un senso o nell’altro. Per non far sì che i giocatori blindino la Lazio, senza però essere blindati.

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Lazio, Mandas clean sheet all’esordio ma il futuro resta incerto

Il portieri ieri ah risposto presente ma a gennaio potrebbe lasciare Roma.

Dopo aver concluso la passata stagione da titolare con Baroni, Mandas è tornato alle spalle di Provedel. Fino ad ora il greco non aveva trovato spazio quest’anno, ma ieri all’esordio stagionale ha risposto presente. Ottima prova la sua e clean sheet.

Nel post gara è stato chiaro: “Per noi la Coppa Italia è importante. Sento una bella energia da parte dei compagni. Futuro? Non parlo di mercato perché non voglio creare problemi in questo bel clima”.

Ennesima prova di serietà da parte dell’estremo difensore che però a gennaio potrebbe lasciare Roma, in certa di una nuova avventura da protagonista: per la Lazio la sua cessione rappresenterebbe un’importante plusvalenza.