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DICHIARAZIONI

Sarri sul futuro: “Rosa va rinforzata per essere all’altezza della storia della Lazio”

E’ ovviamente soddisfatto Maurizio Sarri per la vittoria, in extremis, ottenuta contro il Sassuolo nel recupero grazie al gol di Marusic: “I ragazzi sono stati bravissimi perché oltre alle varie assenze abbiamo dovuto rinunciare anche a Romagnoli e Cataldi e li la squadra ha fatto una gara di grande cuore e ha vinto la partita e credo che il successo sia meritato – dice – L’atteggiamento nostro è sempre positivo nonostante le difficoltà infinite che affrontiamo e che non sono ancora sono finite come dimostra l’assenza dei tifosi che per un calciatore credo sia avvilente”.  Come si riportano i tifosi allo stadio? “Non so come si riportano i tifosi, forse la società deve prendere delle iniziative per portarli allo stadio, la società ha il polso della situazione e sa meglio di me cosa si potrebbe fare e come potrebbe intervenire, io non lo so”. Sul futuro: “Non lo so,appena finirà il campionato ci riuniremo, certamente per essere all’altezza della Lazio, questa rosa va rinforzata”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Sarri: “Una liberazione. La società intervenga, così è deprimente. E su Patric e Maldini…” (AUDIO)

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Maldini a Dia, da Noslin a Ratkov: mezza squadra si gioca anche il futuro

Un finale di stagione per capire anche le mosse estive di casa Lazio.

Tra i nuovi arrivati, ci sono molti giocatori che dovranno guadagnarsi ancora la riconferma dimostrando di essere all’altezza delle ambizioni biancocelesti. Il problema, sottolinea Il Messaggero, è capire chi deciderà: Sarri, che nonostante un contratto di altri due anni non è certo di restare in un ambiente di lavoro dove non sembra essere stimato, oppure un altro candidato alla panchina da scegliere in caso di divorzio? Insomma, un doppio sprint da qui a fine maggio: della Lazio in campionato e in Coppa Italia e dei giocatori che desiderano andare avanti senza cambiare aria. Desiderio, per esempio, che hanno già espresso al club Romagnoli, per il quale forse è stato un colpo di fortuna non andare in Qatar, dove le attività sportive sono state sospese per la Guerra nel Golfo, e Gila, a scadenza nel 2027 e pronto ad accettare la corte del ds milanista Tare, che lo aveva già portato a Formello scovandolo nella seconda squadra del Real Madrid.


Tra gli acquisti di gennaio, il solo Taylor, si legge, prelevato dall’Ajax, ha già la certezza di partecipare all’Anno Uno, così definito da Sarri nell’ultima conferenza stampa ufficiale. Non si hanno notizie e giudizi su Przyborek, il giovane polacco a cui Mau non ha concesso un solo minuto in maglia biancoceleste ma considerato dal club un talento puro, mentre ci sono già grandi dubbi su Ratkov, il centravanti con cui il presidente Lotito e il ds Fabiani hanno sostituito Castellanos, ceduto al West Ham. Due partite da titolare per il giovane serbo, ex Salisburgo, e pochi indicazioni sulle sue reali qualità. Di sicuro è un centravanti di “peso” e non un piccolo giocoliere alla Raspadori, come desiderava l’allenatore della Lazio: pagato 13 milioni di euro, potrebbe anche essere riciclato sul mercato nel caso di permanenza di Sarri.

Diverso invece, conclude il quotidiano, è il caso di Daniel Maldini, finalmente un assist con l’Atalanta in Coppa Italia ma ancora nessun gol. Il tecnico sta insistendo nel proporlo come centravanti di manovra ma i risultati ancora non si vedono. Il giocatore è arrivato da Bergamo in prestito e può essere riscattato a una cifra che si aggira intorno ai 14 milioni: cosa farà Lotito di fronte a numeri che oggi non confortano chi considera Maldini un attaccante fenomenale? Decisione allo sprint, anche per lui, in attesa di vedere questo finale di stagione. Più o meno come accadrà con altri due attaccanti: si tratta di Noslin e di Dia, il cui riscatto obbligatorio costerà a giugno quasi 13 milioni di euro da versare al vecchio club di Lotito, la Salernitana. Il presidente ha confidato di avere offerte da 18 milioni: se fosse vero, plusvalenza sicura. L’ex Verona, invece, potrebbe essere confermato per la sua grande capacità di entrare a partita in corso, sia da esterno che da centravanti. Molto, per tutti loro, dipenderà anche da che tipo di mercato potrà fare la Lazio: libero o a saldo zero? Decisiva la prossima trimestrale.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Lotito-Sarri separati in casa: tra provocazioni, dimissioni che non arrivano e un esonero che costa. E’ braccio di ferro

Lotito-Sarri, scintille continue, un botta e risposta senza fine che negli ultimi giorni ha vissuto un ulteriore episodio dell’infinita saga. Il ruolo di Maldini, l’utilizzo di Noslin, le scorie di un mercato di gennaio in cui il tecnico è stato ridotto a mero esecutore delle strategie del club: una serie di bordate da parte del Comandante che alla prima occasione utile hanno smontato i rilievi presidenziali.

Nuovi e probabilmente non ultimi elementi che anticipano l’estrema difficoltà che incontreranno, a fine stagione, le due parti, quando saranno chiamate a sedersi a un tavolo per decidere se proseguire a lavorare insieme oppure dividersi. Anche perché non ci saranno solo differenze di vedute, ma anche questioni importanti da affrontare: i giocatori in scadenza sono infatti 12 tra 2026 e 2027 e il rischio di una nuova finestra di mercato estiva limitata (verosimilmente a saldo zero) è più di una possibilità. “Il prossimo deve essere un anno uno, tutto dipenderà dalla possibilità di fare investimenti“, sottolineava alla vigilia del match con la Dea lo stesso Sarri. Un rimpallo di responsabilità e la sensazione di un braccio di ferro finalizzato a capire chi cederà prima. Sarri, questa volta, non ha intenzione di rassegnare le proprie dimissioni. E l’esonero costa: “Ho un contratto di altri 2 anni e mezzo, dipenderà da quello che vorrà fare la società“. Più chiaro di così: separati in casa, con un epilogo che sembra già scritto, ma con modalità tutte da verificare in corso d’opera.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Gara persa per meno motivazione del Torino. Il futuro nebuloso toglie entusiasmo. E sui recuperi…” (AUDIO)

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha commentato a Dazn la gara in casa del Torino:

“Siamo morti, abbiamo fatto una partita spenta. In questa gara le energie fisiche e mentali erano a favori degli avversari e ne abbiamo pagato le conseguenze.

Molli e blandi, le seconde palle le hanno prese tutte loro. Abbiamo avuto un atteggiamento di passività difensiva che non è il nostro. Dobbiamo prenderne atto, senza farne un dramma visto che giochiamo fra 72 ore.

Se questa sfida è figlia del pensiero rivolto già alla prossima magari saremo pronti, ma comunque abbiamo fatto un errore. Gara persa, palesemente per meno motivazione degli avversari.

Il percorso fatto in Coppa Italia dice che abbiamo eliminato le due finaliste e l’Atalanta in Coppa non è diversa dal campionato. Nel calcio ci sono momenti e serve mentalità per ognuno di questi, sia quando sei nei piani alti, sia quando giochi tra l’ottavo e il nono posto.

Preoccupazione? Tutti coloro che scendono in campo vedono un futuro nebuloso e questo può togliere entusiamo nel lavoro quotidiano. Se volete alibi, ne trovo 100 ma la situazione è questa e ci dobbiamo mettere la forza che abbiamo.

Recupero? Non lo so, ieri nessuno era recuperabile spero che con le cure di oggi e domani potremmo recuperare qualcuno”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incertezza Sarri: Bologna e Fiorentina alla finestra

Nessuna certezza per il futuro, compresa quella legata alla permanenza
di Sarri. “Accetterò tutto fino a giugno, poi vedremo. Ho fatto una promessa al popolo laziale“, ha ripetuto Mau dalla scoperta del blocco del mercato fino a oggi. Ne ha passate parecchie insieme alla sua squadra, ora gli obiettivi sono ben definiti: la stagione anonima della Lazio è ora incentrata sul migliorare il decimo posto in classifica che vede i biancocelesti lontanissimi dall’Europa, raggiungibile solo con un autentico miracolo da confezionare in Coppa Italia. Ci sta lavorando, Sarri, consapevole che il futuro riserverà ampie valutazioni. Sia lato Lazio, ma soprattutto lato Mau. La permanenza non è scontata, anzi: l’ipotesi di una separazione, al momento, è da tenere ampiamente in considerazione. Ma nulla è certo verso l’estate. Intanto, però, alcuni club di Serie A seguono la vicenda da spettatori interessati. Bologna e Fiorentina su tutte.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli e Gila le certezze di Sarri dal futuro incerto

Oggi guidano la difesa biancoceleste, a fine stagione le strade potrebbero separarsi.

Gila e Romagnoli sono tra i pochi uomini che potrebbero garantire un domani di valore e sono sempre in scadenza nel 2027. Romagnoli, riporta il Corriere dello Sport, conta sempre di partire a giugno, forte della promessa dell’Al-Sadd. Anche l’addio di Gila sembra inevitabile. Non ha ricevuto offerte di rinnovo dalla Lazio, forse perché la società ritiene scontato il no dello spagnolo. Guadagna poco più di un milione, è sotto la soglia minima stando al suo calibro. Fatto sta che dai contatti dei mesi scorsi non si è più entrati nel vivo. Le voci su Inter e Milan girano e rigirano da tempo. La Lazio, in caso di cessione, deve riconoscere il 50% della vendita al Real Madrid. Perdendolo a zero non dovrebbe nulla, ma rinuncerebbe ad un incasso. Tra quattro mesi la società sarà chiamata a intervenire. C’è il rischio di perderli entrambi e di dover ricostruire la difesa.

Gila e Romagnoli, conclude il quotidiano, sono tra i pochi uomini che tengono a galla Sarri, per ora e non si sa per quanto. Gran coppia quando sono in palla. Da clean sheet. Mau spera di averli a Torino e quindi pronti per l’Atalanta. Dipende dallo spagnolo, fermo per un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Sarà ricontrollato oggi, si valuteranno le sue condizioni. Lui conta di esserci domenica, di ricarburare per la Coppa Italia.

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PROGETTO STADIO

Presentazione Flaminio, Lotito su futuro, finanziamenti e Newco: “Lo stadio si autofinanzierà. La Lazio non è in vendita” (AUDIO)

Terminata la conferenza stampa di presentazione del progetto-Flaminio, spazio alle domande dei cronisti presenti.

A Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”.

“Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività2.

Domanda all’ing. Alessandro Lanzetta:

“Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate”.

Prende parola Cibetta:

“Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari”.

Il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Sul tema risponde anche l’arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari””.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Il nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi”.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

Lotito: 

“Ho voluto creare da sempre una società con fondamenta sul cemento armato, non sulla sabbia. Spesso uno fa una grande stagione e poi fallisce, io sento la responsabilità della comunità laziale, a differenza di quanto uno possa pensare. Ho riscoperto i luoghi d’origine, come il Parco dei Daini. Io quando sono arrivato potevo azzerare i debiti ripartendo dalla Serie C. Non ci sarebbe stato però il blasone, la matricola, l’ente morale della Lazio. Questa storia io non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo. Io non ho chiesto aiuto esterno, chiedo solo il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo. La Lazio ha studi radio, tv, voglio costruire il futuro della società, non le chiacchiere. Fino a poco tempo fa avevamo vinto più di tutti dopo la Juve, tutto questo con il fardello dei debiti di 550 milioni di euro. Me ne sono fatto carico per non disperdere il valore storico del club. Ho avuto questo fardello sulle spalle. Nel 2027 sono finiti i debiti, recupero 30 milioni di cassa, vuol dire avere 30 milioni in più per mantenere in piedi la struttura. Sono stati spesi tanti soldi, tutto l’apparato in piedi chi l’ha pagato? Abbiamo risanato tutto, questo serve per dare un futuro certo ai tifosi. Le squadre altrimenti spariscono e falliscono. Volete un fallimento? Io no, la Lazio deve essere immortale, va tramandata nei secoli. Io sono il gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Questo è quello che voglio. La società non è in vendita, tutto quello che viene detto è falsità. Qatar, non Qatar. Non ‘libera la Lazio’, ma ‘una Lazio libera’. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Basta con queste storie”.

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Lazio, Basic tra rinnovo e saluti: finale di stagione per scrivere il futuro

Prima fuori rosa, poi titolare inamovibile e ora un futuro da scrivere: le ultime sul croato.

Basic si gioca tutto adesso. I prossimi mesi, evidenzia il Corriere dello Sport, saranno decisivi per il futuro del centrocampista croato e per il suo rapporto con la Lazio. Il rinnovo, che solo qualche settimana fa sembrava cosa fatta, oggi è improvvisamente finito in stand-by. Non per una retromarcia del giocatore, anzi. Era stato lo stesso Toma a chiarire la situazione dopo la vittoria contro il Genoa: «Rinnovo? Io ho accettato l’off erta della Lazio, dopo non è successo nulla. Solo questo posso dire». Una frase che raccontava già molto.


L’accordo, si legge, era pronto: prolungamento fino al 2030, ingaggio da circa 2 milioni a stagione. Un segnale di fiducia che Sarri aveva fortemente sponsorizzato, convinto che blindare Basic fosse anche un modo per responsabilizzarlo e proteggerlo in una fase delicata della stagione. Poi qualcosa si è inceppato. Il croato nel momento in cui ha ricevuto la proposta si è preso legittimamente del tempo per valutare, la società ha preso atto e ha cambiato linea, decidendo
di congelare tutto e rimandare ogni discorso a fi ne campionato: «Lui e Marusic – ha spiegato ieri il ds Fabiani – sono stati convocati dal sottoscritto. Adam ha accettato e fi rmato seduta stante il rinnovo, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema arrivare a fine stagione a parlarne come accaduto per Pedro o Vecino la scorsa stagione. Quando sarà il momento, in base alle esigenze tecniche, vedremo se sarà nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. E adesso mi sembra stia giocando con continuità». Tradotto: Basic dovrà guadagnarsi il rinnovo prestazione dopo prestazione.


Tutto è quindi di nuovo in gioco perché, conclude il quotidiano, da questo momento il giocatore è libero di firmare a parametro zero con chiunque. Le sirene non mancano. In Spagna si è mosso il Betis, in Francia e in Germania diversi club hanno chiesto informazioni. Tutti scenari che Toma conosce bene, così come conosce l’importanza di questi mesi. Sarri, dal canto suo, continua a puntare su di lui, convinto che possa essere una pedina centrale nel nuovo equilibrio del centrocampo.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani sul futuro di Sarri: “Mi auguro resti, con pazienza verrà costruita una squadra per lui” (AUDIO)

Il direttore sportivo, Angelo Fabiani, sul futuro di Maurizio Sarri a margine della presentazione di Maldini, Motta e Przyborek: “Con lui anche dopo giugno? Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volte non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dia e Noslin si giocano la maglia e anche il futuro

I due attaccanti in questi mesi si giocano la permanenza nella Capitale.

Fiducia a tempo, scade a giugno per almeno uno dei due. I movimenti in entrata per l’attacco, evidenzia il Corriere dello Sport, non lasciano dubbi sul segno lasciato finora da Dia e Noslin: inesistente o quasi. Un solo gol segnato dal senegalese, risale alla seconda giornata con il Verona. Bisogna tornare addirittura al 31 agosto. Due reti l’olandese, ficcante nel recupero con il Lecce all’Olimpico e poi decisivo nella trasferta di Parma, in una delle poche soddisfazioni di questo campionato: squadra rimasta in 9 per l’espulsione di Zaccagni e Basic, pallone della vittoria infilato in porta a 8 minuti dalla fine.

Un bottino – 3 timbri complessivi – che li ha catapultati sul mercato, con la società pronta ad ascoltare le offerte durante la sessione di gennaio. Sono stati in bilico, alla fine sono rimasti con la prospettiva, conclude il quotidiano, di giocarsi la permanenza per la prossima stagione nel girone di ritorno. Devono dare un segnale, eppure la loro situazione si è complicata con l’arrivo a Roma di Maldini e Ratkov. Il primo, falso nueve sperimentato e schierato subito al centro del tridente da Sarri. Il secondo, centravanti puro acquistato a titolo definitivo su cui Lotito e Fabiani puntano molto per il futuro. La sfida di venerdì con il Genoa è stata la fotografi a delle possibili gerarchie ribaltate: Dia è rimasto in panchina per l’intero confronto, Noslin è entrato per il recupero muovendosi sulla fascia.