Categorie
STATISTICHE

Lazio, numeri shock… per gli avversari. Solo un tecnico meglio di Baroni in avvio stagione…

Lazio, mamma mia che numeri! Shock, ma per gli avversari. La Banda Baroni chiude in bellezza il ciclo di gare ravvicinate della sosta: ne ha vinte sei di fila sulle sette in programma, di cui quattro in campionato (non accadeva da gennaio). Il gol di Zacagni è valsa la decima vittoria nelle ultime undici disputate (sconfitta con la Juventus), la dodicesima in sedici complessive tra Italia ed Europa. Quasi un record storico con riflessi sulla classifica di serie A: come riporta Opra, infatti, nella stagione 2017/2018 la Lazio di Simone Inzaghi partì ancora meglio conquistando 28 punti (contro i 25 attuali). Un successo in meno, ma un percorso che fa sognare e legittima la crescita collettiva ed individuale di una squadra che fa sognare in grande.

Categorie
EUROPA LEAGUE STATISTICHE

Lazio, Baroni come Zoff ed Inzaghi: è tris in Europa dopo sei anni


Tris europeo della Lazio: dalla Dinamo Kiev al Twente, passando per il Nizza all’Olimpico, partenza con il botto per la capolista della nuova versione dell’Europa League che oltre a lanciarsi verso la qualificazione rinnova un’impresa datata. L’ultima volta che i biancocelesti sono stati in grado di mettere in fila tre vittorie consecutive fu nell’edizione 2017-2018 con Inzaghi in panchina (avvenne anche con Dino Zoff nel 1993-94). Lazio on fire in Europa! 

Categorie
ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Perpetuini: “Lazio divertente e modo di giocare perfetto per questi giocatori. Rovella-Guendouzi, gran centrocampo” (AUDIO)

RICCARDO PERPETUINI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Questa è una Lazio divertente, in ogni gara c’è tanta vivacità. Credo che questo sia collegato all’idee di Baroni associate alle caratteristiche dei giocatori.

Ci sono calciatori che hanno più gamba rispetto al passato, Rovella è un giocatore molto bravo. Nella scorsa stagione è mancato un po’ per problemi fisici, questa è la stagione della continuità. Fa entrambe le fasi, gioca bene, corto, verticale, è una cosa importante rispetto ad un’impostazione di gioco in cui la palla girava in modo differente. E’ bello vederlo giocare, così come è bello veder giocare la Lazio. Sono divertito. Guendouzi è un giocatore solido, ha più inserimento di Rovella, si sposano molto bene. Poi c’è anche Vecino, è una mediana di qualità, al netto delle perdite delle ultime stagioni.

Il campionato italiano non è di basso livello, ma anche in Europa la Lazio può dire la propria. Poi sarà la profondità della rosa a fare la differenza. Quando arriverà il momento in cui ti mancherà la gamba potresti fare un po’ di fatica, ma il modo di giocare è perfetta per la tipologia dei calciatori. Credo molto nell’organizzazione di gioco e nella mentalità che si può creare, sono elementi che ti possono permettere di colmare il gap con altre squadre. Giocatori che possono sembrare essere leggermente inferiori, inseriti in un contesto giusto, possono massimizzare le prestazioni. Serve continuità fisica e mentale“.

Categorie
STATISTICHE

Lazio, il bis in Europa League manca dal 2017: il dato

Lazio, il bis in Europa League non è una consuetudine. Sono ben sette anni che la Lazio non vince due gare di fila in Europa League. Correva la stagione 2017/18 e – come ricorda il Corriere dello Sport – la squadra allora di Inzaghi, collezionò 4 vittorie di fila. Era la fase a gironi, i biancocelesti vinsero contro Vitesse, Zulte e proprio il Nizza. Proprio contro i francesi la Lazio trovò il bis per l’ultima volta. Baroni spera di ripetere la storia e di mettere un mattoncino importante per la costruzione del percorso europeo laziale.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Murgia: “Quella Supercoppa, il sogno realizzato di un bambino laziale. Inzaghi il più importante, la concorrenza con Cataldi…” (AUDIO)

ALESSANDRO MURGIA ex Lazio, oggi all’Hermannstadtin) collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Anche solo risentire la cronaca di quel giorno in cui decisi la Supercoppa Italiana è un’emozione grandissima. Ancora oggi molte mie motivazioni partono da quel momento, da quella gioia, non potrò mai dimenticare. Mi ricordo che nel momento in cui Jordan Lukaku saltò De Sciglio, mi sono subito sentito solo in area di rigore. L’ho colpita come dovevo, poi solo un’immensa emozione ed il sogno realizzato di un bambino che ormai è cresciuto. Tutto quello che è avvenuto dopo la rete non riesco a ricordarlo, l’adrenalina è stata infinita. L’unica cosa che ho avuto in testa e di tenere basso quel pallone, è uscito questo tiro veloce con il piattone per metterla lì. Dopo il 2-2 c’era la sensazione che la Juventus potesse spuntarla, poi sappiamo come è andata.

Lukaku era un ragazzo particolare, in quella azione ha dimostrato tutta la sua forza fisica, tutta la sua qualità, tutto il suo sprint, non so che panino gli hanno dato quel giorno, ma era quello giusto (ride, ndr).

Inzaghi per me è stato il tecnico più importante. Con lui sono cresciuto, partendo dagli allievi, mi ha fatto esordire, mi ha dato la possibilità di giocare con una discreta continuità. Indubbiamente il più importante.

La staffetta con Cataldi? Eravamo due giocatori provenienti dal settore giovanile, laziali e romani ed in concorrenza per lo stesso posto. C’è un bel rapporto ancora oggi con lui, era una sana competizione.

La cessione alla Spal? Di base è accaduto che avevo semplicemente voglia di giocare con maggior continuità per poter continuare a crescere. I primi sei mesi sono stati ottimi, tanto che sono stato riscattato nell’affare Lazzari. Poi gli anni successivi non sono stati dei migliori. Poi mi sono ritrovato in serie B. Ora sono in Romania, ho deciso di fare questa esperienza”.

ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE

Categorie
APPROFONDIMENTI

“La pelota siempre al diez”: Luis Alberto e la sua avventura a Roma sulle montagne russe

Luis Alberto all’Al-Duhail, finisce un’era in casa Lazio. Inizia l’avventura di Luis lontano da Roma. Su Instagram ha postato le immagini dei suoi otto anni in biancoceleste: “Grazie di tutto”, il suo saluto. Poi il comunicato della Lazio: “La S.S. Lazio informa di aver ceduto definitivamente il calciatore Luis Alberto Romero Alconchel, con effetti dalla stagione sportiva 2024/2025, al club Al-Duhail affiliato alla federazione del Qatar”.

Quando il 31 agosto del 2016 la Lazio ufficializzò l’acquisto di Luis Alberto, a titolo definitivo dal Liverpool per circa 5 milioni di euro, non si registrarono particolari sussulti. Anzi il colpo last minute dei biancocelesti passò sotto silenzio. Lo spagnolo veniva da due stagioni in prestito in patria. La prima anonima, con 2 gol in 20 presenze totali con la maglia del Malaga, la seconda ha visto lo spagnolo segnare 6 reti in 31 presenze con il Deportivo la Coruna.

In Inghilterra, al momento della cessione di Luis Alberto, i tabloid evidenziavano come alla fine il club di Anfield non ci avesse rimesso più di tanto, avendo incassato soltanto 3 milioni in meno rispetto a quelli sborsati nell’estate del 2013 per prelevarlo dal Siviglia.

Il Liverpool non ha aspettato Luis Alberto, la Lazio, e Inzaghi, invece si. Il fantasista, passato nel volgere di pochi mesi da mera comparsa a indispensabile trascinatore tecnico. Uno di quei giocatori per cui vale la pena pagare il prezzo del biglietto. Un ambientamento comunque complicatissimo, durato molto più del dovuto con allegata crisi psicologica ” A febbraio avevo pensato di lasciare il calcio , ma ho lavorato sulla mia testa, anche con il mio mental coach, e adesso non voglio fermarmi più”. La forza di Luis è stata indubbiamente la versatilità. Nasce trequartista, ma con la possibilità di giocare esterno offensivo, mezzala, seconda punta e nei momenti di emergenza anche centrocampista centrale.

Repertorio tecnico di prim’ordine, intelligenza tattica, visione di gioco, maestria nel dispensare assist e vizio del gol. Alla Lazio ha vissuto i momenti migliori della sua carriera, scaldando il cuori dei tifosi biancocelesti.

307 presenze, 52 gol e 79 assist, due Supercoppe e due Coppe Italia con la maglia biancoceleste. Con Simone Inzaghi l’apice. L’attuale allenatore dell’Inter sapeva come prenderlo e difenderlo.

Da mezz’ala nel 4-3-3 di Sarri ha giocato con una continuità mai avuta prima. Con Tudor invece è arrivato subito allo scontro, tanto da chiedere la cessione pubblicamente. Il rimpianto più grande del centrocampista spagnolo, quello di non aver giocato neanche un minuto nell’ultima gara con la maglia biancoceleste davanti ai propri tifosi. Forse anche quello di non aver mai segnato in Champions.

Categorie
CURIOSITA' RASSEGNA STAMPA

Ultima giornata: dalla gioia di Napoli-Lazio alla delusione di Lazio-Inter

Domenica 26 maggio, ore 20:45, la Lazio giocherà l’ultima partita del suo campionato davanti ai propri tifosi. Ma come sono andate le ultime giornate di campionato per i biancocelesti negli scorsi 10 anni?

Tra partite iconiche ed altre trascurabili, la Lazio negli ultimi 10 anni all’ultima giornata ha totalizzato 6 sconfitte, 3 vittorie ed un solo pareggio per 3 a 3 contro il Verona nella stagione 2021/2022.

Due le partite che nel bene e nel male sono rimaste nel cuore dei tifosi biancocelesti: Napoli-Lazio 2 a 4 nella stagione 2014/2015 e Lazio-Inter 2 a 3 nella stagione 2017/2018.

La sfida tra Napoli e Lazio nel maggio 2015 è una gara che sicuramente i tifosi ricordano con piacere: la doppietta di Higuain che rimonta il risultato, il rigore fallito dall’attaccante argentino per il sorpasso e i gol di Onazi e Klose a spegnere le speranze dei partenopei. Quel risultato garantì il terzo posto alla Lazio, valido per la Champions, mentre il Napoli concluse al quinto posto. Nella panchina della Lazio sedeva Pioli, in quella degli azzurri Rafa Benitez.

Diametralmente opposte l’emozioni provate in Lazio Inter 2 a 3 del maggio 2018. I biancocelesti vanno per due volte avanti con un autogol di Perisic e un gol di Felipe Anderson. L’inter pareggia una prima volta con D’Ambrosio e un’altra con Icardi su rigore, nel finale la decide Vecino di testa da calcio piazzato. La vittoria assicurò all’Inter di Luciano Spaletti il ritorno all’Europa che conta, mentre la Lazio di Simone Inzaghi concluse al quinto posto.

Categorie
SERIE A

Kamada illude, Dumfries nega il sorpasso alla Roma: a San Siro è 1-1

Kamada illude, Dumfries firma la beffa di San Siro. Nell’ultima trasferta la Lazio porta a casa un punto in casa dei campioni d’Italia. Kamada nel primo tempo, Dumfries a tre dalla fine, quando ormai il colpaccio sembrava cosa fatta. Una gara aperta e scevra da tatticismi fin dalle prime battute, con una Lazio certamente in crescita rispetto alle ultime due scialbe prestazioni. A suggello arriva il gol del giapponese (secondo in Serie A) con un gran sinistro nel cuore del primo tempo. Nella ripresa, il grande rammarico per la Lazio è non averla chiusa. L’Inter concede spazi, ma né Vecino né Castellanos ne approfittano per sferrare il colpo del KO. E allora l’esterno olandese spedito in campo da Inzaghi sovrasta Marusic e firma il pareggio nerazzurro. Per la Lazio sfuma l’ipotesi sorpasso (momentaneo) alla Roma, ma contestualmente manca solo un punto per la matematica certezza di partecipare alla prossima Europa League. Ultimo appuntamento contro il Sassuolo, oggi matematicamente retrocesso.

Categorie
SERIE A

LIVE – Inter-Lazio 1-1 (33′ Kamada; 87′ Dumfries)

Inter-Lazio, trentasettesima giornata della Serie A 2023/24. A San Siro va in scena l’ultima trasferta biancoceleste, con quasi duemila tifosi al seguito. Di fronte l’Inter campione d’Italia pronta a festeggiare sul campo lo Scudetto. La Lazio di Tudor cerca il colpaccio per tener vive le flebili speranze legate al sesto posto e alla relativa possibilità di qualificarsi in Champions League previo la vittoria dell’Europa League dell’Atalanta.

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro Martinez. A disp.: Di Gennaro, Audero, Dumfries, Sensi, De Vrij, Cuadrado, Arnautovic, Klaassen, Frattesi, Buchanan, Asllani, Carlos Augusto, Bisseck, Sanchez. All.: Inzaghi.

LAZIO (3-4-2-1): Provedel; Patric, Casale, Gila; Marusic, Vecino, Rovella, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos. A disp.: Mandas, Renzetti, Hysaj, Lazzari, Cataldi, Guendouzi, Isaksen, Pedro, Luis Alberto, Felipe Anderson, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor.

Marcatori: 33′ Kamada (L); 87′ Dumfries (I)

Ammoniti: Casale (L)

Espulsi:

Categorie
SERIE A

Inter-Lazio, formazioni ufficiali: Tudor cambia, Inzaghi con i titolari

Inter-Lazio, le formazioni ufficiali di Inzaghi e Tudor:

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro Martinez.

A disp.: Di Gennaro, Audero, Dumfries, Sensi, De Vrij, Cuadrado, Arnautovic, Klaassen, Frattesi, Buchanan, Asllani, Carlos Augusto, Bisseck, Sanchez. All.: Inzaghi.

LAZIO (3-4-2-1): Provedel; Patric, Casale, Gila; Marusic, Vecino, Rovella, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos.

A disp.: Mandas, Renzetti, Hysaj, Lazzari, Cataldi, Guendouzi, Isaksen, Pedro, Luis Alberto, Felipe Anderson, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor.