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APPROFONDIMENTI

Pioli, Sarri ed ora Inzaghi, tre campioni d’Italia: Lotito mediti

Pioli, Sarri e ora Inzaghi. Tre campioni d’Italia. Lotito mediti sul punto d’arrivo. Per adesso, o negli ultimi vent’anni, da Formello sono partiti. Lo scudetto si vince altrove, non alla Lazio, prigioniera del solito dilemma. Un passo avanti e uno indietro, sinceramente, come canta Annalisa. Mau incarna l’occasione persa, era un tecnico oltre i confini e i limiti del club. Simone, guarda il destino, alzerà la Coppa della seconda stella davanti alla Lazio. Succederà domenica dentro un groviglio di emozioni, il passato e il presente, la carriera e gli amori, il gemellaggio tra i 75 mila di San Siro e i suoi vecchi amici, su tutti Immobile, il precursore di Lautaro Martinez. Una festa vera, a distanza di tre anni da un trasferimento epocale, consumato nella notte pazzesca tra il 26 e il 27 maggio 2021.

Inzaghi se ne andava, lasciando Roma e il club del suo cuore dopo una vita. Era arrivato nel 1999. Scelta professionale, maturata in fondo a un quinquennio di successi e provocata dall’attesa estenuante di un rinnovo mai proposto (a certe cifre) sino all’ultimo giorno. Lotito gridò al tradimento, eppure commise con i suoi collaboratori un errore imperdonabile: presentarsi quella sera al ristorante senza i moduli federali, altrimenti Inzaghi avrebbe forse firmato il rinnovo a 2,7 e bonus. L’appuntamento venne rinviato alla mattina successiva e l’inserimento di Marotta, che nei giorni precedenti aveva tessuto la tela con l’agente Tinti, lo dirottò verso l’Inter (a cui Allegri nelle stesse ore disse no) dopo una notte con gli occhi aperti a guardare il soffitto e confrontarsi con la famiglia. Alle 9 di mattina, invece di andare a Formello a firmare dal segretario in attesa, Simone richiamò Lotito per comunicare la sua decisione, oggi impossibile non definire lungimirante. Corriere dello Sport

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SERIE A

Inter-Lazio, probabili formazioni: tornano Provedel, Pellegrini e Rovella. Kamada scalza Felipe dalla trequarti

LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Inzaghi. 

A disposizione: Audero, Di Gennaro, Bisseck, Acerbi, Darmian, Cuadrado, Carlos Augusto, Buchanan, Sensi, Asllani, Frattesi, Klaassen, Arnautovic, Sanchez.

Indisponibili: -. Squalificati: -. Diffidati: Mkhitaryan.

LAZIO (3-4-2-1): Provedel Patric, Casale, Gila; Marusic, Rovella, Vecino, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos. All. Tudor. 

A disposizione: Mandas, Renzetti, Hysaj, Lazzari, Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto, Felipe Anderson, Isakesen, Pedro, Immobile.

Indisponibili: Sepe. Squalificati: A. Romagnoli. Diffidati: Pedro, Casale, Patric, Lazzari, Vecino.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Turnover Inter? No, situazioni politiche in ballo. Posizione pubblica Fabiani sugli arbitri…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La discriminante di Inter-Lazio è la formazione che schiererà Inzaghi. Laddove ci fossero molte seconde linee, la gara si farebbe più giocabile. Se Inzaghi dovesse fare turnover sarebbe una cosa, ma non credo che questo accadrà. Ci sono anche situazioni politiche in ballo, Marotta è molto vicino a chi ha una posizione antitetica a quella di Lotito ed in ballo ci sono tanti soldi. Inzaghi è un dipendente dell’Inter, lui deve rispondere alla società, ci sono degli input che i tecnici devono rispettare. Sto facendo un po’ di dietrologia, lo so, ma ne abbiamo viste di tutti i colori ultimamente.

Penso anche alla questione arbitrale, a tutto quello che la Lazio ha subito in questa stagione, poi se Fabiani ai microfoni di Radiosei dichiara che la Lazio non si sente penalizzata mi cadono le braccia. Mi aspetterei che da parte della società ci sia una posizione in grado di non dare alibi alla squadra ma anche di sottolineare i torti subiti. Secondo me non è accettabile quello che è stato fatto alla Lazio. C’è stato il momento decisivo del campionato, a metà calendario, in cui alla Lazio sono stati tolti 4-5 punti. Penso a Salerno, ma non solo, gli episodi sono molti. Va bene non dare alibi ai calciatori, lo accetto, la cosa importante è che la Lazio in separata sede si muova. Ieri Fabiani ha detto che ci sono sempre compensazioni, io mi chiedo quali, quando?“.

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STATISTICHE

Lazio, in Inzaghi ritrovi un amico: su alcune cose nessuno come lui…

Simone Inzaghi per la Lazio è un vecchio amico. Di più: una delle figure più importanti della storia della Lazio. Simone Inzaghi, in biancoceleste, ha conquistato 10 dei 16 trofei conquistati dal club nella propria storia. Ne ha conquistati sette da giocatore, altri tre da allenatore. Fra i tecnici nessuno vanta più panchine di lui (251). Nessuno nella storia della Lazio ne ha conquistati di più. Questo resta, indipendentemente dal modo in cui ha lasciato i biancocelesti per andare all’Inter. Resta aggiornato sulle notizie sulla Lazio su Radiosei.

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi, ora ripeti il calo tipico di quando eri alla Lazio?

Inzaghi con la Lazio ha fatto sempre registrare un calo nel finale. Domenica Immobile e compagni sfideranno la sua Inter a San Siro (fischio d’inizio alle 18, diretta tv su Dazn). Sarà l’ultima gara interna dei nerazzurri, che festeggeranno lo scudetto (e la seconda stella). Nella sua esperienza da allenatore della Lazio, però, Inzaghi ha perso in quattro occasioni l’ultima partita disputata all’Olimpico in campionato (nel 2021 fu il derby, formalmente in trasferta), pareggiando in un’occasione e vincendo solo nel 2020. In biancoceleste perse il sogno Champions proprio venendo sconfitto dall’Inter nell’ultimo turno, ora può ostacolare la rincorsa alla massima competizione europea della squadra di Tudor (che è a un punto dal sesto posto che può essere valido se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League classificandosi quinta). Le due tifoserie sono legate da un vecchio gemellaggio, ma fra le società ci sono stati diversi motivi di tensione. Dal 5 maggio 2002, quando la Lazio, che inseguiva ancora la qualificazione europea, fece evaporare il sogno scudetto dei milanesi, fino ai vari passaggi di giocatori: particolarmente eclatante fu quello di De Vrij, che nell’ultima giornata del 2018 provocò il rigore, poi trasformato da Icardi, che consentì all’Inter di vincere e scavalcare i biancocelesti. Non un caso il fatto che sui social molti utenti gli stiano ricordando l’episodio chiedendogli, più o meno ironicamente, di ripeterlo e di favorire la sua ex. Con gli ottimi risultati ottenuti dall’addio di Sarri in poi, d’altronde, tifosi e società sperano ancora di riuscire a strappare la qualificazione alla prossima Champions League, ma per farlo la squadra si dovrà scontrare con il vecchio amico Inzaghi e con qualche altro giocatore che, in realtà, non si è lasciato benissimo con i biancocelesti.

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STATISTICHE

Inzaghi, ora ripetiti: quante sconfitte con la Lazio all’ultima interna

Simone Inzaghi ha una statistica particolarmente negativa con la Lazio. Nelle sei stagioni da allenatore dei biancocelesti (compresa quella 2015-16), infatti, ha perso in ben quattro occasioni l’ultima partita disputata all’Olimpico in campionato. Quattro volte su sei. Nel 2018 perse proprio contro l’Inter in casa, venendo scavalcato dai nerazzurri che si presero così anche la qualificazione in Champions League. Ora Inzaghi può essere il giudice della rincorsa al sesto posto, che può essere valido per la Champions nel caso in cui l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League e classificarsi al quinto posto. Non deve far altro che confermare la pessima statistica che aveva ai tempi della Lazio.

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AMARCORD

Inzaghi fa 48 e la società lo saluta

Oggi Simone Inzaghi compie 48 anni e sono molte le gioie e i trofei raccolti dall’ex allenatore e giocatore biancoceleste. L’attuale mister dell’Inter ha giocato per la Lazio dal 1999 fino al 2010, prima di fare il tecnico delle giovanili, fino ai grandi successi sulla panchina dell’Olimpico. Nel giorno dei suoi 48 anni anche la SS Lazio ha voluto fargli gli auguri, pubblicando due foto: una mentre esultava con la maglia numero 21 e l’altra con una Supercoppa Italiana vinta da mister. Alle due immagini è stato aggiunto il commento: “Buon compleanno Simone!”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Neanche in Serie C si subisce così. Lazio senza fenomeni e type=’text/javascript’ identità, con Sarri tre anni deludenti. Ecco cosa gli rimprovero…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Su Fiorentina-Lazio c’è poco da dire, si ripetono nel tempo le stesse situazioni che in alcune gare vengono camuffate. Se le cose non vanno le puoi mascherare per un breve periodo di tempo, poi alla lunga si ripropongono. La partita con la Fiorentina non c’è stata, mi è piaciuto Sarri per la sua franchezza dopo la sconfitta, meno quando ha fatto riferimento alle sue indicazioni di mercato che non sono state raccolte. Questo si può ripercuotere sul gruppo, mentre questo è il momento di non parlare.

Dal punto di vista tecnico-tattico diventa difficile da decifrare, neanche una squadra di Serie C va a Firenze e subisce così tanto. La verità è che fenomeni in questa squadra non ce ne sono, deve sempre dare il massimo per fare bene. Tutte le squadre hanno problematiche, ma non bisogna commettere l’errore di dare alibi a calciatori che non vedono l’ora di averne. Con il Milan ed il Bayern si decide la stagione.

Giordano: “Sarri deludente”

Quando è arrivato Sarri le aspettative erano diverse, in questi quasi tre anni non ho mai visto giocare in un certo modo con continuità. Non vedo un’identità chiara. La Lazio ha preso un tecnico che avrebbe dovuto portare il gioco straordinario del Napoli, ma io ho sempre detto che tutto passa dagli interpreti. Ho visto una Lazio molto più brutta della gestione Inzaghi. Quante volte in questi anni abbiamo detto che la prestazione non c’è stata? A volte poi ti va bene perché la qualità c’è rispetto a diverse squadre del nostro campionato, poi quando si alza il livello devi dare sempre il massimo per fare la gara della vita.

A fine primo tempo ho pensato che la Lazio era stata fortunata e speravo in accorgimenti che come al solito non ci sono stati. In alcuni momenti è doveroso modificare qualcosa, anche andando oltre lo spartito. Quando le cose vanno male serve un cambiamento, mentre noi continuiamo assolutamente a fare cose che non riescono. Tutti i calciatori della Lazio sono messi nei loro ruoli. Non è che non sono capaci, è una questione di forma, di contingenza di singoli e di contromisure che gli avversari hanno trovato. Ora è anche una questione di condizione e forma, per questo era necessario rimediare cambiando qualcosa”. Poi Giordano chiosa ancora su Sarri: “Come tutti gli altri tecnici ha delle responsabilità quando le cose vanno male”.

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SUPERCOPPA

La semifinale è un tiro al bersaglio: l’Inter passeggia su una Lazio inesistente e va in finale

E’ già finito il viaggio in Arabia Saudita della Lazio. L’Inter vince 3-0 e accede alla finale contro il Napoli. Non è tanto la sconfitta e forse, neanche la portata della stessa a lasciare grande delusione, piuttosto l’atteggiamento. La Lazio non è realmente mai scesa in campo. Dal 1′ i nerazzurri hanno fatto letteralmente il bello e il cattivo tempo, passeggiando contro un avversario che non si è dimostrato tale. Il risultato, fra l’altro, va anche stretto ai nerazzurri per la quantità di palle gol create. Lazio senza niente, come fosse capitata lì per caso. Reparti distanti, nessuno spunto individuale ed errori marchiani. Quello di Pedro, che regala il rigore segnato da Calhanoglu. Quello di Luis Alberto che consegna palla all’Inter in una situazione senza alcuna pressione, per il gol finale di Frattesi. Thuram aveva sbloccato la gara con una difesa immobile. Insomma, un disastro completo.

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SUPERCOPPA

Inter-Lazio, formazioni ufficiali: forfait Zaccagni, c’è Pedro. Torna Immobile, Luis in panchina

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram.

A disp.: Audero, Di Gennaro, Dumfries, Sensi, De Vrij, Arnautovic, Klaassen, Frattesi, Buchanan, Asslani, Zopolato, Bisseck, Stabile, Stankovic, Sanchez.

All.: Simone Inzaghi

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Rovella, Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Pedro.

A disp.: Sepe, Mandas, Pellegrini, Patric, kamada, Zaccagni (?), Luis Alberto, Casale, Kamenovic, Isaksen, Castellanos, Hysaj, Cataldi, Ruggeri, Sana Fernandes.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro:  Matteo Marchetti della (sez. di Ostia Lido)

Assistenti: Baccini-Mokhtar

IV ufficiale: Marinelli 

V.A.R.:  Di Bello

A.V.A.R.: Di Paolo

EA Sports FC Supercup | Semifinale

Venerdì 20 gennaio 2024, ore 20:00

Alawwal Park. Riyad (SA)