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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio anti-Juve quella del secondo tempo a Genova. Guendouzi titolare solo con arretramento Felipe. Gila-Real? Ecco gli scenari…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Domani sera contro la Juventus è molto interessante immaginare le scelte di Tudor. Quello che filtra da Formello è che lui abbia intenzione di ripartire dal secondo tempo di Genoa. In questo caso, è chiaro, che sarebbe escluso il recuperato Guendouzi. E’ una possibilità con Hysaj e Marusic esterni.

Ci sarebbe l’opzione alternativa di mettere a destra Anderson. E’ ovvio che il brasiliano si esprima meglio sulla trequarti di campo. In questo caso, però, potresti recuperare il francese con l’avanzamento di Kamada sulla trequarti. E’ solo l’ipotesi alternativa. Lazzari farà un provino oggi, non c’è lesione al polpaccio, l’idea è quella di mandarlo in panchina.

Il Real Madrid su Gila? La necessità degli spagnoli è quella di rinnovare il parco difensori, per questo si parla della possibilità che vengano a richiedere alla Lazio il ragazzo. Lui è a tutti gli effetti biancoceleste, non sarebbe facile mettersi d’accordo sulla cifra visto che il Real vanta il 50 per cento sulla futura rivendita. Il prezzo lo fanno i capitolini, sarebbe ancora meglio se fosse un acquirente terzo a fare un’offerta dando poi al Real la possibilità di pareggiarla. Nel caso in cui dovesse tornare a Madrid, la Lazio riceverebbe la metà della cifra stabilita più i sei milioni sborsati due anni fa.

I tre difensori di domani sera contro la Juventus, Patric-Romagnoli-Gila, sono davvero complementari e perfetti per quello che richiede Tudor in entrambe le fasi dai suoi centrali. Romagnoli non adatto all’uno contro uno di Tudor? Magari, rispetto al gioco posizionale, a campo aperto può andare maggiormente in difficoltà, ma sinceramente credo possa adeguarsi tranquillamente come già ha fatto vedere”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti e la difesa della Lazio: “Gila l’unico che non cederei mai, Casale involuto” (AUDIO)

Gila è l’unico difensore che non cederei mai… ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Gila è l’unico difensore che non cederei mai. Al di là del discorso tattico, quando un difensore è forte, è forte. Ha tutto per fare bene ed è un difensore vecchia maniera. Casale invece per me ha avuto una involuzione. L’ho visto in grande difficoltà e mi sembra faccia fatica nella linea a tre nonostante ci abbia giocato con Tudor a Verona. Lo preferisco a due.

Romagnoli invece mi sembra assolutamente adatto a giocare a tre purché abbia gli esterni che facciano bene le diagonali e gli altri compagni di reparto più rapidi, cosa che la Lazio ha.

Io ad esempio Felipe Anderson per come gioca Tudor lo vedo solo dietro le punte. Farlo giocare come quinto, dove per forza di cose deve scivolare in basso, ti fa perdere qualità davanti e la Lazio ha bisogno di maggiore qualità davanti. Idem Kamada: non capisco perché debba giocare davanti alla difesa e non dietro alla punta viste le sue caratteristiche.

Domani mi piacerebbe vedere Guendouzi e Vecino davanti alla difesa con Anderson e Kamada dietro il Taty davanti. Anche perché Ciro ha solo un paio di allenamenti sulle spalle e non so se è il caso di partirci dal primo minuto”.

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Alessio Buzzanca

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Lazio, Immobile si rialza: riparte la sfida a Taty. Poi il mercato: gli attaccanti nel mirino…

Tudor ritrova Ciro Immobile, che si può giocare una maglia da titolare in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus. Come riporta Il Messaggero il ginocchio destro sembra che abbia smesso di dare problemi, consentendo al bomber della Lazio di insidiare Valentin Castellanos per il ruolo di riferimento avanzato nel 3-4-2-1 del tecnico croato.

Un’occasione dare uno scossone finale ad una stagione fin qui con più ombre che luci. Quella in corso è infatti la sua peggiore annata da quando è a Formello: 10 gol in 38 presenze, divisi tra 6 in Serie A e 4 in Champions League, e con 5 centri su rigore. Dal rigore con cui ha pregato il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di Champions, ha avviato una striscia di 555 minuti senza segnare: non il miglior modo per presentarsi al nuovo tecnico. Non che Castellanos abbia fatto meglio, con 4 gol e 3 assist in 40 gare stagionali. 

Se la testa di Ciro e Taty è di contendersi una maglia per l’imminente match di coppa contro i bianconeri, la società sta già pensando al futuro. Tra gli attaccanti nel mirino ci sono Giovanni Simeone (che con Tudor al Verona si è esaltato segnando 17 gol in Serie A), Dia in uscita dalla Salernitana, Pohjanpalo (suggerito da Javorcic, che lo ha allenato a Venezia e ora vice di Tudor) e Retegui (per il quale però il Genoa chiede almeno 25 milioni).

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Grande dubbio per la sostituzione di Zac. Rovella ci prova, Patric titolare” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il titolo del giorno riguarda i dubbi di Tudor in ottica formazione derby. Tutto nasce dalla grave perdita di Zaccagni, abbiamo capito che non si tratta di una sola gara e di una semplice distorsione visto che c’è anche una distrazione del legamento. Per la fase offensiva della Lazio conta tanto, toglie nuovamente qualità ed imprevedibilità. 

La cronologia nei nostri giudizi diventa decisiva. Dopo il match di campionato con la Juventus la percezione era di grande energia ed entusiasmo, poi la prestazione in Coppa Italia è stata negativa. La somma dopo le prime due gare del nuovo tecnico non puó essere negativa. 

Luis Alberto da trequartista puro ha un po’ perso la posizione dopo un buon primo tempo, così come il resto della squadra. L’alibi della stanchezza non rende molto. Ora contro la Roma serve un mix delle cose migliori che abbiamo visto fino ad oggi. 

Rovella oggi proverà ad allenarsi con il gruppo, ma resta il punto interrogativo della reazione dopo due mesi di pubalgia cronica. Se dovesse andar bene sarebbe un recupero molto importante per tutto il finale di stagione. Patric, invece, può considerarsi a disposizione per la Roma. Patric-Romagnoli-Gila dovrebbe essere il terzetto di difesa titolare”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tornati difetti congeniti Lazio. Al ritorno con la Juve servirà impresa” (AUDIO)

Un po’ delusi dopo un primo tempo piuttosto buono… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo rimasti un po’ delusi dopo un primo tempo piuttosto buono in cui la Juve dopo il rigore annullato non ha più combinato nulla. Lì la Lazio doveva fare qualcosa di più e sono tornati i difetti in fase offensiva della Lazio, troppo sterile e inconcludente. E’ andata un po’ come contro il Bayern quando è rimasto in 10 e non ne abbiamo approfittato.

Altro difetto della Lazio che purtroppo conoscevamo, è l’incapacità di reagire dopo il gol preso, anzi la certezza che poi ne prendi un altro. Poi c’è anche la sfortuna di Zaccagni all’ennesimo infortunio beffa per un giocatore fondamentale per la manovra offensiva della Lazio.

Rovella sarebbe il centrocampista type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale per questo metodo di gioco e per recuperare nel ritorno contro la Juve serviranno i migliori e dunque anche lui. Poi sappiamo che la Juventus in 33 partite ufficiali ha perso solo una volta con due gol di scarto ed era a settembre del 2023.

Sappiamo anche che con Tudor c’è stata una vera metamorfosi, tanti cambiamenti e tante cose da apprendere, ma lo deve fare in due partite con la Juve e il derby. Quindi con maggiori difficoltà. Vero che abbiamo giocato bene 3 tempi contro la Juve, ma è vero che il tempo sbagliato ti ha fatto quasi perdere un grande obiettivo stagionale”.

Alessio Buzzanca

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Lazio nella trappola Juve: eccesso di foga, svarioni ed i soliti difetti offensivi

Esistono le vie di mezzo oppure è tutto bianconero? L’eccesso di foga biancoceleste diventa infatti un suicidio, il 58% di possesso non vale per il primo round a Torino. La Lazio si consegna alla trappola di Allegri, dopo un primo tempo dominato solo col pressing forsennato, senza mai trovare una volta lo specchio. I vecchi problemi di Sarri in attacco ri- tornano. Immobile vaga spaesato alla ricerca del fiuto del gol perduto, Chiesa e Vlahovic scovano due buchi e la mettono dentro. L’imprevedibilità di Tudor stavolta non va a segno, i suoi cambi arrivano in colpe- vole ritardo. Oltretutto il disordine tattico a volte può essere produttivo, altre – come in questo caso – deleterio. La Juve fa sfogare i biancocelesti e poi mette due sigilli pesanti sulla Coppa Italia, in vista della semifinale di ritorno.

Cinque cambi a testa rispetto a sabato. Perin è il portiere di coppa. Gatti, Mckennie, Kostic e Vla- hovic tornano titolari nella formazione tipo. Tudor rilancia invece i nazionali Guendouzi e Vecino a centrocampo, in difesa Patric dopo oltre un mese di stop, e i big Luis Alberto e Immobile nel 3-4-2-1. Molto più 4-2-3-1 o 4-4-1-1, stavolta, per- ché il baricentro della Juve è più alto e i biancocelesti si schiacciano all’indietro. I bianconeri partono aggressivi, cattivi, infuocati da uno Stadium stracolmo. Al 10’ Gatti entra duro su Zaccagni, la caviglia dell’esterno rimane sotto: c’è subito il cambio fra le lacrime, che rendono la sua presenza al derby un miraggio. Oltretutto sembra piovere subito sul bagnato: Cambiaso ruba il tempo a Vecino, gli passa alle spalle e viene scalciato. Massa indica il dischetto, ma il Var Di Paolo revoca il rigore per un fuorigioco, nonostante il tocco di Patric per l’uruguagio. L’episodio produce quasi un contraccolpo e cambia l’inerzia dell’incontro. Isaksen entra pimpan- te, ha iniziativa e il tiro da lon- tano. Gatti prova a falciare anche lui, ma stavolta si becca il giallo, che gli farà saltare la semifinale di ritorno. Si passa quasi a un 3-3-3-1: Marusic resta più avanzato, Luis Alberto inventa a tutto campo col suo palleggio fatato. Così però Immobile è poco servito, rimane isolato e sembra a disagio in ogni stop. La Lazio avanza con personalità, ma ha il solito proboema del gol. Su un cross di Patric, solo il Mago colpisce l’incrocio con un improvviso pallonetto. La Juve si rivede solo in una ripartenza con Cam- biaso e in un tiro al volo mogio di Rabiot, bloccato da Mandas sul finale del primo tempo.

Il Messaggero
 

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‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Ancora in ballo il rinnovo di Anderson. Stasera sono preoccupato per Di Paola al VAR…” (AUDIO)

La formazione che abbiamo visto in campo sabato… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La formazione che abbiamo visto in campo sabato era la stessa che aveva provato il giorno prima a cui non abbiamo creduto completamente e abbiamo fatto male. Ecco perché oggi sui giornali trovate la formazione che ha provato ieri. Poi ovviamente vedremo se sarà così.

Anderson ha regalato un meraviglioso assist a Castellanos che purtroppo l’argentino ha sprecato calciando sull’esterno della rete. La Lazio sta trattando ancora il rinnovo col giocatore brasiliano, ma ancora non c’è convergenza da nessuna delle due parti che sembrano ferme sulle loro posizioni.

Questa estate è stato commesso un grave errore con il prolungamento di contratto a quelle cifre di Luis Alberto. La Lazio fa bene a tirare sul prezzo del rinnovo di Anderson, ma poi dovrà prendere una decisione. Anderson è molto legato alla Lazio e vorrebbe rimanere, ma vedremo.

Stasera giocheranno Vecino e Guendouzi e vedendo la designazione arbitrale mi preoccupa molto quel Di Paola al VAR che fece malissimo in Lazio-Milan non correggendo Di Bello nelle molte circostanze in cui ha sbagliato come il rigore su Castellanos, l’espulsione di Guendouzi e il fallo su Immobile in occasione del gol del Milan.

In difesa penso che si andrà verso Patric titolare con Casale in panca anche per questione di mero turnover”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Vittoria meritata, ma Juve ai minimi termini. Tudor ha dimostrato che in 10 giorni si può cambiare tutto” (AUDIO)

Vittoria meritata sabato contro la Juve… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vittoria meritata sabato contro la Juve, c’è stata solo una squadra. Ma anche grazie alla pochezza della Juventus. A memoria non ho ricordo di una Juve di tale pochezza dal punto di vista tecnico.

Abbiamo visto che il calcio non è scienza e che in 10 giorni un allenatore può rivoluzionare una squadra e cambiarle completamente l’assetto. Poi la vittoria dà morale e aiuta l’allenatore a lavorare meglio nel prosieguo della stagione.

Mi sono piaciute le parole di Tudor che dice che ha dato gli input e poi devono essere i giocatori che devono trovare spazio e giocate in campo. Se si è troppo ordinati e schematici è più facile per gli avversari trovare contromisure.

Tra l’altro la Lazio finalmente è stata molto pericolosa tutta la partita e ha tirato molte volte in porta. Ho notato tra l’altro che non ci sono state marcature a uomo in tutto il campo, ma i calciatori sono rimasti nelle loro zone di competenza.

Stasera tutto l’ambiente spingerà per portare la Juventus a giocarsi una finale e quindi spero che la partita di andata possa rimanere aperta a quella di ritorno.

Se Marusic non avesse segnato quel gol al 93′ oggi staremmo senz’altro a parlare di quel rigore allucinante non dato e che il VAR avrebbe dovuto segnalare all’arbitro”.

Alessio Buzzanca

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Juve e derby, febbre biancoceleste per la settimana cruciale

Buona la prima all’Olimpico, ma ora è tutto da scrivere con due trasferte complesse: prima l’andata in semifinale di coppa Italia contro la Juventus, poi il derby.  Pur non giocando all’olimpico questa sera, i biancocelesti potranno ugualmente godere del supporto dei propri tifosi. Dei 2.099 posti del Settore Ospiti, a ieri sera (alle 19 si è conclusa ufficialmente la vendita) erano rimasti liberi circa 500, ciò significa che sarà quasi interamente pieno lo spicchio destinato ai tifosi in trasferra. Una presenza numerosa, insomma, in attesa poi del secondo round nella Capitale in programma il 23 aprile (e per il quale sono già stati venduti quasi 20.000 biglietti).

Per la stracittadina è stato già assicurato il solito scenario delle grandi occasioni, con ben 60.000 spettatori, di cui circa 15.000 biancocelesti. Si faranno sentire, c’è da starne certi, così come è normale aspettarsi la solita suggestiva coreografia che contribuirà a rendere uno spettacolo unico questo incontro, capace di fare il giro del mondo grazie alla sua atmosfera, a prescindere dal risultato del campo. Corriere dello Sport

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Lazio, con la Juve più di una rivincita. Lotito punta su Tudor: “Carattere di ferro”

Sabato l’antipasto in campionato, stasera arriva il piatto ricco. Alle 21 (diretta canale 5) si fa davvero sul serio. Ora la Coppa Italia può salvare la stagione di Juventus e Lazio. I bianconeri sembrano in caduta libera in Serie A, con appena 7 punti nelle ultime 9 giornate (una sola vittoria, non accadeva dal 1998/99) e il Bologna col fiato sul col- lo a -2 dal terzo posto. Allegri è di nuovo sotto processo, contestato dai tifosi e monitorato dal club, con la Champions improvvisamente a rischio. Figuriamoci se dovesse fallire pure nella prima semifinale (il 23 aprile, il ritorno), con l’unico trofeo rimasto in palio a Torino. Figuriamovi se, ad appena tre giorni di distanza dalla batosta dell’Olimpico, dovesse ricevere un’altra lezione.

Debutto da standing ovation per il croato sulla panchina biancoceleste, con l’1-0 acciuffato da Marusic all’ultimo respiro. Dopo l’addio traumatico di Sarri, c’è ancora vita nella Lazio, per lo meno la palese voglia di riprendersi l’Europa con il ritorno a 46 punti al settimo posto oppure attraverso questo torneo, accedendo alla finale del prossimo 15 maggio. Sulla seconda strada, c’è di nuovo la Juventus di mezzo. […] Stavolta il bis contro la Vecchia Signora sarebbe un bel viatico per il derby di sabato, per fermare la ricorsa giallo- rossa alla Champions.Guai a rimanere ancorati al passato. Sarà tutta un’altra storia stasera allo Stadium, anche rispetto a sabato. La Juventus è imbattuta da 22 partite casalinghe in Coppa Italia (19 vittorie e 3 pareggi), risale al 5 marzo 2015 (1-2 contro la Fiorenti- na) l’ultimo ko. La Lazio invece è reduce da quattro sconfitte in trasferta nella competizione e non ne ha mai subite cinque di fila lontano dall’Olimpico. La fortuna non può mettersi proprio ora contro un audace come Tudor, applaudito per il coraggio e la capacità di imporre le sue scelte e il suo credo in così poco tempo: «L’ho scelto per il suo carattere di ferro e la sua voglia di fare esprimere al massimo quest’organico, che ritiene forte e competitivo», assicura fiero Lotito. C’è pure un premio da cinquantamila euro per il trionfo in Coppa Italia nel contratto sino al 2025 di Igor.

Più che il risultato, sabato ha impressionato la trasformazione di ruoli, di marcature a uomo, di principi tattici, di pressing avanzato e di spirito. Oltre le previsioni, la scossa di Tudor: nella decisione del turnover in vista di quest’incontro, nel rilancio di tutta la panchina, persino di Kamada a centrocampo. L’ibrido 3-4-2-1 (difesa a “tre e mezzo”, ovvero 4-4-2 in fase di non possesso) ha abbagliato l’Olimpico. Forse anche per questo 1500 tifosi stasera saranno a Torino. La Lazio ha colpito per disciplina tattica, applicazione nelle due fasi, intensità elevata, con più uomini del solito in attacco e nello spazio. Va superata ancora la difficoltà sotto porta, con maggior lucidità e cinismo. Certo, non si sarebbe dovuti arrivare comunque al gol al 93’, con un miglior arbitraggio: due rigori negati (uno su Pedro, uno netto su Zaccagni), un angolo non visto su Luis Alberto, appena 3’ di recupero, nonostante i 10 cambi di Allegri e Tudor. Designato Massa per stase- ra, con un bilancio di 11 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte per la Lazio. Al Var Di Paolo, come in Lazio-Milan in cui non ha richiamato Di Bello (poi fermato) sul contatto Maignan-Castellanos, la spinta all’argentino, il fallo su Immobile in occasione del gol di Okafor, fra le proteste furiose di Lotito. Bocconi amari di continuo. Il Messaggero