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DICHIARAZIONI

Lazio, Pedro: “Mi diverto e miglioro invecchiando, ma il merito è della squadra”

Al termine della partita con il Genoa Pedro ha commentato ai microfoni ufficiali del club la vittoria di oggi.

Che vittoria è stata? Era molto difficile, loro sono aggressivi, a volte stanno bene dietro e giocano sulle seconde palle dove cercano di farti male. Hanno avuto tempo per prepararla ma penso abbiamo fatto un’ottima prestazione e meritata. Che Pedro è? Io mi trovo bene, i numeri anche stanno bene sia a gol che minutaggio. È importante continuare così ma il merito è di tutti dalla squadra allo staff. Dobbiamo prendere questa continuità che ci dà fiducia, ma continuare a giocare ancora così: con questa mentalità e questa voglia. Noslin? Il gol gli dà fiducia, sono contento per lui: lavora tanto in allenamento, deve ancora imparare un po’ ma può dare tanto alla squadra. Anche Loum è entrato bene in campo, Gustav ha segnato giovedì e oggi ha aiutato molto anche in difesa. L’importante è sempre che chi entra dia sempre il massimo. Gol? Ho visto Vogliacco andare al centro e ho deciso di angolarla. Continuiamo così. Crescita? Secondo me siamo cresciuti molto, se si vedono le gare da inizio stagione si vede che siamo sempre stati bene in partita, lottando sempre per i punti e facendo prestazione: poi si può vincere o perdere ma questo è l’unico modo per stare bene e in alto in classifica. Fabregas? Da allenatore ha già fatto vedere molto, da giocatore era spettacolare giocare in lui. E’ una persona con molto carattere, che ama giocare e avere la palla. Io allenatore? Non lo so, voglio continuare a divertirmi per ora”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, collettivo ed individualità. Pellegrini scatenato, Tchaouna non bene” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono rimasto molto compito dalla prestazione della Lazio di ieri in Olanda dall’inizio alla fine. Ho visto voglia, intensità, fame, una prova davvero importante sia collettivamente ma anche individualmente. Non benissimo, magari, Tchaouna, mentre c’è stato un Pellegrini davvero scatenato. Le risposte sono state convincenti da parte di molti, ma soprattutto in termini di squadra. Il resto l’ha fatto il Twente, ho visto una squadra totalmente impreparata ed incapace a trovare soluzioni in inferiorità numerica. Mi è sembrato un bocconcino prelibato per una Lazio affamata.

Vecino merita il terzo posto del podio dopo Pellegrini e Pedro. Ha spaccato la gara, con l’assist e con i suoi inserimenti. Poi la colpa della Lazio è stato quella di non chiuderla prima, nonostante le tante opportunità costruite.

C’è una grande mentalità, il tentativo di fare sempre la partita, sia in trasferta che in casa. Il ritmo è sempre alto, quasi un martellamento, l’unica nota stonata è che in questo momento non mi sembra fortunato Castellanos. Ieri gli è stata revocata la possibilità di calciare il rigore dal Var e non è stato convalidato il suo gol per un fallo precedentemente fischiato dall’arbitro”.

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RASSEGNA STAMPA

Belvedere Lazio, il coraggio paga: gli acquisti rendono, la vecchia guardia è rinata

L’eterna giovinezza di Pedro, 37 anni e 26 titoli in carriera, campione del mondo con la Spagna nel 2010, 133 presenze e 32 gol nelle coppe europee, svela il capolavoro di Baroni e racconta il primato in Europa League della Lazio. Squadra di livello e di spessore.

Bisognava rimotivare il gruppo e lucidarne il talento. In attesa dei giovani, non ancora inseriti, funziona la vecchia guardia e gli acquisti indovinati (Dia e Nuno Tavares) hanno tappato falle in ruoli scoperti o in cui era necessario investire. Un centrocampista in più avrebbe consentito di alzare subito le ambizioni in campionato. Due anni fa la Lazio si era piazzata seconda in Serie A e nello scorso inverno aveva tenuto testa al Bayern negli ottavi Champions. Dele Bashiru da mediano deve studiare e crescere, il ruolo non gli appartiene. Tchaouna ha deluso un’altra volta. Gigot, all’esordio, ha giocato in scioltezza. Dia ha provocato il rosso di Unnerstall, Pedro ha piegato il Twente e Isaksen ha chiuso il conto. La Lazio, in superiorità per 80 minuti, avrebbe dovuto raddoppiare in anticipo, ma il successo in Olanda (al netto di qualche sofferenza) assume un valore enorme.

Fabiani ha lavorato bene, i meriti di Baroni sono riconoscibili. Sta valorizzando l’intero organico della Lazio. Pesano l’esperienza e il curriculum di giocatori spesso sottovalutati e ora riemersi nel nuovo progetto. La favola di Pedro si confonde con il senso tattico di Vecino e il piede educato di Luca Pellegrini, guarda caso entrati nella costruzione del primo gol attraverso un lancio in profondità e l’assist. L’uruguaiano, 33 anni e 69 presenze con la Celeste, lasciò l’Inter perché faticava a imporsi dentro una concorrenza altissima per unirsi al maestro Sarri.

Stesso discorso per l’ex terzino della Juve, che giocava in Champions con l’Eintracht e decise di mollare la Bundesliga per indossare la maglia di cui era tifoso da bambino. Mau per un anno e mezzo lo ha impiegato pochissimo, quasi niente. Pellegrini aveva solo bisogno di continuità. Ora, finalmente, sta cominciando a dimostrare il suo valore. Meritava il gol e non sta facendo rimpiangere Nuno Tavares. Può essere un acquisto prezioso, considerando l’esigenza di gestire il portoghese. Per quindici anni filati Lotito aveva bucato con regolarità ogni acquisto alternativo a Radu, preso da Sabatini nel 2008 pochi mesi dopo aver scoperto Kolarov. Ora Baroni può alternare due esterni mancini di alto livello e non ha avuto bisogno, in attesa di Lazzari, di traslocare Marusic a sinistra. Un bel vantaggio per una squadra abituata a cercare cross e sovrapposizioni. Il coraggio paga e ora la Lazio è in cima all’Europa League: un belvedere accanto a Tottenham e Anderlecht. Corriere dello Sport

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EUROPA LEAGUE

Twente-Lazio, Pedro: “Vogliamo arrivare fino in fondo come l’Atalanta. Giovani? Li aiutiamo a crescere, sul futuro dico che…” (AUDIO)

LA CONFERENZA STAMPA DI PEDRO DALLO STADIO DE GROLSCH DI ENSCHEDE ALLA VIGILIA DI TWENTE-LAZIO

Vincere l’Europa League?

“La Lazio deve puntare ad ogni obiettivo, ogni competizione è importante. L’Atalanta l’ha vinta, sicuramente anche noi possiamo farcela. Abbiamo la qualità per farlo, ma è presto per dirlo. In Europa non è mai facile, ma per noi è una grande opportunità arrivare fino in fondo. Niente è facile, domani sarà molto difficile, ma siamo qui per prestaizone e punti come nelle ultime due gare europee”.

La crescita personale e di squadra

“Adesso mi sento molto comodo, sto bene a Roma. Per me è un momento molto speciale. Il mister ha cambiato qualcosa, ci sono tanti giovani, ma qui non c’è tanto tempo per aspettare. Stiamo lavorando con buona mentalità e questop è un passo molto importante per noi. Abbiamo fiducia, la mentalità è vincente e vogliamo continuare a crescere”.

Rivincita personale?

“Quando ho l’opportunità di aiutare la squadra cerco di sfruttarla. Ho fatto gol nelle ultime partite, contro il Nizza quello più difficile. Per ogni giocatore è importante segnare, spero di continuare così e avere la fiducia del mister come la ho adesso. Voglio dare il massimo, continuare a lavorare così”.

Cosa miglioreresti nella Lazio e cosa ti ha stupito

“Per il mio futuro parleremo a fine stagione. Darò il massimo finché corpo e testa staranno bene. Non so su cosa possiamo migliorare, tutti lavorano forte e tanti giovani verranno fuori. Un percorso va aspettato, alcuni possono fare più fatica. Noi più esperti dobbiamo dare sempre una mano a loro. Lavoriamo insieme, penso che la Lazio sia una bellissima squadra, poi vedremo i risultati cosa diranno”.

Quanto conta l’esperienza da vincente di Pedro?

“Cerco di dare il mio contributo e di aiutare i più giovani. Sono loro che chiedono consigli, cerchiamo di levargli la pressione di dosso. Bisogna giocare liberi, il mio ruolo è aiutare il gruppo a crescere e dare il 100%”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pedro: “Voglio sfruttare al meglio tutte le occasioni. Futuro? Difficile prendere una decisione…”

Durante la serata per festeggiare i 100 anni della Cadena Ser e i 90 anni di Radio Club Tenerife ha parlato l’attaccante della Lazio Pedro che ha ripercorso alcuni passaggi della sua carriera e del suo percorso con la Lazio: “Vedendo la situazione dal mio punto di vista, essendo verso la fine della carriera, voglio sfruttare al meglio tutte le occasioni della vita sul campo con i compagni perché non so ancora quando verrà il momento. È difficile prendere questa decisione,  ma anche a me toccherà quindi come dicevo è bene approfittare di tutto e poi si vedrà magari tornerò a Tenerife e starò insieme ad amici parenti”.

“Mi dà sempre gioia risentire e rivedere quei momenti. È un piacere per me usare quel nome, in fondo ero per tutti Pedrito anche al paese quando iniziato a giocare con gli amici e mi ha dato tanto gioia debuttare usando questo nome. Penso di avere solo un paio di maglie, una ce l’ha mio padre. È stato speciale debuttare con il Barça il club dei sogni da bambino”.

“È una canzone speciale per me. Me la cantarono dal primo momento. La mettono alla fine della partita della Lazio quando segno e vado sempre sotto la curva a cantarla e ballarla. La verità è che è sempre una emozione per me. E la cosa mi piace molto”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Moccia: “E’ una Lazio senza paura: tutti mettono la gamba. Pedro? Non finirò mai di ringraziare la Roma” – (AUDIO)

Il regista, scrittore e autore televisivo, Federico Moccia, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per analizzare il momento vissuto dalla Lazi l’apporto di Baroni alla crescita della squadra e al boom di Pedro.

“Ad inizio campionato su baroni dissi che avrei voluto dargli tempo perché non mi piaceva la critica preconcettuale non mi piaceva perché non aveva mai potuto allenare una squadra importante come la Lazio. A me piace molto lo spirito, l’armonia e l’equilibrio. Nessuna primadonna, invece di percepire che ci sono tanti tifosi che tifano per loro”

“Dia credo abbia ancora bisogno di tempo per trovare la sua collocazione, Tavares è quella marcia in più che caratterizza il nostro gioco, profondità. Taveres è un motore in più per una bella Lazio. Mi piace il suo modo di concepire il gioco, poco falloso”.

“Tra i vecchi Castellanos ha trovato un suo spazio, maggiore libertà e si sente più considerato. L’argentino gioca con la squadra, la squadra è caratterizzata da come i giocatori si trovano tra loro. Parliamo di altruismo, non fa il solista anche se ne avrebbe le qualità”.

Pedro? Ringrazio i romanisti per questo regalo. Quattro figli e che a 37 anni gioca come un ragazzino. Amici romanisti? Sono la maggior parte e spesso subisco, alcuni hanno protestato l’allontanamento di De Rossi e addirittura la gufano a Juric sperando nel ritorno di De Rossi”.

“La Lazio al Flaminio? Da piccolo andai a vedere alcune partite lì, sarebbe l’ideale per la Lazio. Serve un lavoro fatto bene, la Lazio ci guadagnerebbe e anche la città”.

“Gi obiettivi della Lazio? Vediamo cosa accadrà con le big, al momento con le piccole non abbiamo avuto sorprese. Continuare come ora sarebbe perfetto, l’importante restano le prestazioni. La Lazio non è più passiva e opaca come lo scorso anno, questa Lazio è una squadra ottimistica, mi piace l’energia che vedo nei loro giocatori. Tutti ci mettono la gamba, non puoi avere paura, deve avere certezze che nascono dalla  tua consapevolezza. Spalletti? Deluso dalla sue scelte, soprattutto Zaccagni sarebbe stato utile perché lo vedo determinato”.   

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Noslin al posto di Isaksen? Meglio Pedro. Rovella come Di Matteo? Sì, ecco perché…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Le polemiche sugli arbitri? Per me è da rivedere il protocollo. Se fossi un tecnico oggi spenderei mezza giornata per allenare i miei a mettere il piede sotto a quello degli avversari per prendere i rigori. Un ex calciatore al Var risolverebbe tanti problemi. Non credo alla malafede, ma credo nell’incapacità di alcuni arbitri. Serve fare chiarezza su determinate situazioni.

Noslin sulla destra al posto di Isaksen? Ci si può lavorare, ma non è che il danese ha fatto tutte gare insufficienti; nell’ultima partita non ha fatto bene. Ma invece che Noslin, perché no Pedro? La proposta di Noslin può essere utile, ma Isaksen non si può mettere fuori al primo errore. La politica di Baroni prevede anche la possibilità di sbagliare.

Isaksen è stato un ‘turista’ lo scorso anno, ha giocato ma non era prioritario. Ora questo gioco evidenzia di più le sue caratteristiche. C’è solo un discorso da fare su di lui: ha qualità, è veloce, ha tecnica, ha i tempi, col mancino ha buon tiro da fuori ma gli mancano coraggio e consapevolezza nel pensare e nell’agire. Anche Felipe Anderson all’inizio non era quello degli ultimi tempi, ci vuole tempo.

Similitudini Rovella-Di Matteo? Sì, credo ci siano delle somiglianze tra loro. Rovella ha i piedi più educati di Di Matteo; Di Matteo ha più forza fisica ed è più intelligente tatticamente in quel ruolo, perché era abituato a farlo.

Somiglianza Dia-Zirkzee ? No, Zirkzee è più tecnico, partecipa più alla manovra, è più trequartista che attaccante; Dia vive l’area di rigore.

Il neo che c’è è che siamo corti a metà campo. Poi ok che si può lavorare su Dele-Bashiru, ma in questo momento serve qualcosa. Basic farebbe comodo, intravedo in lui delle qualità e ci perderei del tempo.

Romagnoli? Soprattutto da quando è arrivato Tavares, è in crescita; sta interpretando bene il ruolo e con Gila mi dà sicurezza. La bravura di Romagnoli non è nella velocità, ma nelle letture prima degli altri. E’ sempre concentrato quando la palla ce l’hanno gli altri e lo fa bene. Grande fiducia in lui, come nel resto della squadra che sta andando bene. Poi è chiaro può crescere anche lui.

Provedel? E’ bravo e dà sicurezza. Può capitare di scivolare, magari col Milan ha fatto un errore, ma non condanniamolo.

Non convocati Zaccagni e Rovella in Nazionale? Per Zac ci sta, il modulo non lo valorizza e sta tornando ora in condizione; Rovella sta bene, non vedo perché non convocarlo alla luce delle ultime prestazioni. Dopo anni che dico che il turnover è un alibi, ieri lo ha detto anche il ct Spalletti che giocare ogni tre giorni non è problema.

Su cosa punterei per affrontare la Juventus? Non andrei a marcare a uomo con loro; non mantengono le posizioni e devo chiudere le linee di passaggio, noi tatticamente lo facciamo questo tipo di gioco. Ci sarà da difendere in modo posizionale e poi non dovremo farli impostare da dietro, portandoli all’errore, magari facendogli giocare palla lunga.

Se Cambiaso va in giro per il campo, e non è più un terzino in quel momento, lì c’è il buco: rubo palla e verticalizzo. Ripartenza, contropiede, chiamalo come volete. Tatticamente la partita va preparata bene. Ho la presunzione di dire che loro, durante i 90′, si devono adattare a noi, per le qualità che abbiamo. Castellanos, per esempio, è un ‘bambino fastidioso, dispettoso’ ed ha qualità“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro campione rifiorito: ora si candida per la Juventus

Pedro, con i suoi 37 anni sulle spalle, sembra invecchiare come il vino. Nonostante i 25 trofei vinti in carriera, tra Champions, Europa League, mondiali per club, Supercoppa Uefa, Europei e mondiali con la Spagna, l’attaccante spagnolo sta dimostrando di aver ancora fame di successi.

Come riporta Il MessaggeroPedro vuole centrare la qualificazione in Champions con la Lazio e per farlo si è messo a disposizione di mister Baroni, aiutando anche i compagni più giovani. Quando ha avuto l’opportunità non le ha sprecate, mettendo a referto 2 gol e 1 assist in 200 minuti disputati in tutte le competizioni. Ora si candida ad una maglia da titolare per la sfida alla Juventus dopo la sosta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Baroni è il segreto, i giocatori giocano per lui. Ma a gennaio…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di ieri contro l’Empoli è stata una partita difficile come da previsioni. Era imbattuta, aveva subito solo due gol, anche ieri ha difeso molto bene. La Lazio ha avuto sempre in testa il risultato, non si è disunita ed ha vinto meritatamente.

Il segreto di questo iniziale successo è marco Baroni ed il gruppo che ha creato. Ieri l’intera panchina della Lazio era in piedi trepidante in attesa del triplice fischio dell’arbitro. Per la squadra, per il gruppo, era una partita importante, si doveva vincere. I giocatori giocano per Baroni, questo è un grande merito. Il tecnico ha trasformato questo gruppo in una squadra.

Il grande merito di Lotito, va detto, è che raramente ha sbagliato la scelta dell’allenatore. Baroni sta riuscendo a capitalizzare le risorse ed a far esprime bene la Lazio. A gennaio punterei assolutamente su un centrocampista. Guendouzi e Rovella stanno facendo benissimo, ma non possono giocare a questi livelli fino alla fine. Fanno una grandissima mole di gioco, ma la stagione è lunga. Vecino è un po’ di verso, così come Castrovilli”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Standing ovation per Baroni, Pedro deve essere il titolare della fascia destra” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A parte la beffa di Firenze, la Lazio ha in classifica quello che si è meritato sul campo. Era difficile prevedere questo grande lavoro di Baroni, è andato oltre le previsioni sotto ogni punto di vista. Merita un grande applauso, per lui davvero una standing ovation.

Pedro è un grande giocatore, continuo a pensare che l’ala destra titolare deve essere lui. Comprensibile il fatto che ieri, dopo le fatiche di coppa, sia entrato negli ultimi 20′. Baroni l’ha impiegato nel modo giusto, ma senza impegni infrasettimanali, se continuerà a mantenere questa condizione, deve essere lui il titolare del posto. Credo che Baroni ci stia pensando.

Alla Lazio come società manca il famoso salto di qualità, noi non possiamo fare altro che illuderci di nuovo che dopo una partenza così positiva ci sia poi la voglia di migliorarsi ancora. Nel caso in cui il risultato sarà positivo, proveremo tutti a spingere ulteriormente il club a far quel passo in più. Ora, però, è presto per queste analisi”.