“Sarri e l’incrocio con il Napoli, deve fare il guastafeste”, titola Repubblica che si sofferma su ciò che ha programmato il destino: l’allenatore che sfiorò lo scudetto nel suo triennio a Napoli, può consegnarlo a Spalletti se con la sua Lazio non dovesse vincere in casa dell’Inter. “È tutto pronto per festeggiare lo scudetto ma a Formello Sarri e la squadra lavorano per fare i guastafeste”, si legge sul quotidiano: “I biancocelesti pensano al proprio obiettivo: servono puntini per restare al secondo posto, a maggior ragione dopo la sconfitta di sabato contro il Torino”.
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MASSIMO PISCEDDA A RADIOSEI: “La speranza per il match con l’Inter è che la Lazio giochi meglio rispetto a quanto fatto con il Torino. I nerazzurri sono un’altra squadra, più forti dei granata, con individualità che fanno la differenza. Mi auguro che la Lazio sia in grado di frenare i loro giocatori migliori. Se penso alla gara dal punto di vista tattico, sarà importante la prestazione degli esterni offensivi di Sarri che dovranno essere bravi a tenere bassi i i laterali di Inzaghi. In particolare Di Marco, giocatore molto pericoloso. Ma al di là dei dogmi tattici, c’è la solita necessità di vincere i duelli individuali che si verranno a creare nel corso della partita. Guardando dall’esterno il rendimento dell’Inter, difficile spiegare le difficoltà che ha avuto in campionato. Undici sconfitte sono tante, non me l’aspettavo. Immagino ci siano state delle situazioni di rapporti con non hanno permesso ad Inzaghi di compattare al massimo il gruppo. In generale non sta facendo male considerando il percorso nelle coppe ed in particolare nella Champions. Hanno una grande rosa, secondo me superiore anche a quella del Napoli. L’impressione che ho avuto io è che il problema non sia stato tecnico o tattico, ma di gruppo.